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CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Diego Repetto

30 Maggio 2020

Copertina: “Intreccio”, Labirinto della Masone Fontanellato, Parma ©Diego Repetto

Questa condizione di indeterminatezza causata dalla pandemia comporta la necessaria trasformazione del nostro modo di vivere lo spazio e il tempo.

Stiamo vivendo un intreccio di fenomeni tra loro interagenti, un entanglement quantistico, in cui qualunque azione comporta un effetto istantaneo anche a distanza. Non siamo di fronte a un paradosso, ma a una presa di coscienza del fatto che gli esseri viventi e non viventi sono connessi tra loro come parte integrante di un ecosistema universale.

L’architetto nel post-covid può generare valore nella società affrontando i progetti attraverso una maggiore e consapevole cooperazione/interazione tra più discipline, promuovendo un’architettura transdisciplinare.

 

 

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Carla Iuliano

26 Maggio 2020

Copertina: Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? – Paul Gauguin, 1897,  MFA di Boston.

Nel mondo pre-covid dai balconi ci affacciavamo e spesso quello che vedevamo era una distesa di cemento. Nel mondo pre-covid molte persone morivano per i fumi tossici, la fame mondiale aumentava sempre più, il cambiamento climatico metteva in ginocchio le economie più povere e costringeva molte persone ad aggrapparsi alla speranza. Nel mondo pre-covid, io scrivevo da una città la cui speculazione edilizia degli anni 70-80, era stata incurante del benessere cittadino.

Cosa è cambiato? Nulla, però qualcosa è successo: se mi affaccio dal balcone, posso vedere le facce delle persone che si cercano e che tentano, con i propri gesti, di avere cura di sé e degli altri. L’architettura deve essere architettura della cura. Che senso ha desiderare un mondo che sia “guarito” dal covid, ma sia poi ancora afflitto da tutti i mali che hanno segnato il nostro passato? Desiderare un mondo che sia solo post-covid è un lusso che non ci possiamo permettere.

L’architettura post-covid, deve essere post-insostenibilità, post-ineguaglianze, post-velocità speculativa, deve essere inclusiva, occasione per confrontarci sui nostri modi di vivere. L’architettura può essere un modello che rifiuta l’inefficienza della velocità consumistica, della speculazione, del successo. La meditazione sullo spazio non deve riguardare più solo grandi edifici posti ai pubblici riflettori in nome di un linguaggio tutto autoreferenziale. L’architetto ha il compito di portare avanti una riflessione che si soffermi sulla percezione degli spazi cittadini, su come noi tutti – in quanto società, senza lasciare nessuno indietro- li viviamo, su come ci muoviamo in essi, su come essi influenzino il nostro benessere, su cosa essi ci trasmettono. Questo significherebbe progettare davvero un mondo più sano, più umano.

Testo di: Carla Iuliano
Immagine suggerita da: Carla Iuliano
Editing: Giulia Gandin

 

CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”

26 Maggio 2020

“L’avenir, tu n’as pas à le prévoir, mais à le permettre” (il futuro non devi prevederlo, ma permetterlo). Antoine de Saint-Exupery.

“COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”

Inviateci 100 e una immagine per descrivere come immaginate la vostra professione e l’architettura nel prossimo futuro.

 

L’attuale crisi legata alla pandemia del Covid è l’ultima delle crisi che stiamo vivendo e non sarà l’ultima, come ci dicono Zygmunt Bauman e Carlo Bordoni, quello che stiamo vivendo in questi ultimi decenni è uno stato di crisi perpetuo, che ci mostra la necessità di un cambiamento e di una trasformazione del nostro modo di vivere e relazionarci. La supermarket city, che ci ha lasciato la modernità e la postmodernità, deve trasformarsi e dar forma a una nuova città e architettura.

Cosa farà l’architetto post-pandemico?

Quale sarà l’architettura e la città del nostro “mondo nuovo”?

Immaginate l’architettura, raccontateci le vostre idee con 100 parole e un’immagine.

Le proposte dovranno essere inviate entro domenica 7 Giugno.

Selezioneremo le più interessanti e le pubblicheremo.

Biblioteca di emergenza – Francesco Quinterio, Giuliano da Maiano “grandissimo domestico”- segnalazione di Davide Canali

11 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Francesco Quinterio, Giuliano da Maiano “grandissimo domestico”, Officina ed. 1996

 

 

 

Alla morte di Andrea (1445) la casa principale all’angolo e le altre vicine, passavano di proprietà rispettivamente al figlio primogenito Jacopo e agli altri due”. pag. 314

 

 

Biblioteca di emergenza – Ludovico Quaroni – Immagine di Roma – segnalazione di David Benedetti

9 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Ludovico Quaroni, Immagine di Roma, ed. Laterza, 1975

 

 

 

“Nella lotta per vivere alla giornata, per assicurarsi un tanto fisso, per arrotondare questo con colpi di fortuna opportunamente provocati, la vita economica di Roma ha trovato un filone d’oro: l’edlizia“.

 

 

 

Biblioteca di emergenza – Luigi Prestinenza Puglisi – La storia dell’architettura 1905-2018 – segnalazione di David Benedetti

8 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Luigi Prestinenza Puglisi, La storia dell’architettura, 1905-2018, ed. Luca Sossella Editore, 2019

 

 

“Gli anni che vanno dal 1998 al 2001 presentano un impressionante parallelismo con quelli che vanno dal 1926 al 1932. Si tratta in entrambi i casi, di due periodi eroici della storia dell’architettura, segnati dalla produzione di opere di straordinario interesse, se non dei veri e propri capolavori. A realizzarle sono architetti che si muovono all’interno di un movimento d’avanguardia e che coronano una ricerca di oltre un decennio. A stimolare la loro creatività è un fervido conteso sociale e culturale in bruciante accelerazione, trainato da in un caso dalla rivoluzione meccanica, dall’altro dalla rivoluzione digitale cioè dall’imperativo standard e da quello dell’individualità.“.

Biblioteca di emergenza – Phaidon – Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo – segnalazione di Marco Ferrario

7 Aprile 2020

In questi tempi di crisi, che coinvolge pesantemente molti colleghi architetti, e che ci costringe a rimanere chiusi in casa, non ci rimane che riscoprire le nostre biblioteche. Mandateci una foto dei libri che vi fa piacere segnalare, con le foto della copertina, due pagine interne, e un breve estratto del testo. Noi le rilanceremo qui sul nostro blog.

Phaidon, Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo, ed. Electa 2013

 

 

 

L’Atlante mondiale dell’architettura del XX secolo analizza lo scambio globale di idee e forme architettoniche esplorandolo da diversi punti di vista”.