Archivio Autore

Saluto dell’estate al ponte della Musica

Amate l’Architettura con il  Coordinamento Cittadini Attivi Flaminio e Urban Experience invitano tutti i cittadini interessati a partecipare al:

Saluto dell’estate al Ponte della Musica. Il quartiere brinda al primo giorno dell’estate

che si terrà mercoledì 22 giugno 2011 dalle ore 19,00 alle 21,00 presso il Ponte della Musica.

invito

Da troppo tempo la città,  da   territorio pubblico e condiviso,  è diventato un non- spazio, un  luogo di passaggio, un interstizio  tra  perimetri privati. E i cittadini sono sempre più abituati  a restare chiusi nelle loro case e a vivere – spesso  subire - passivamente le trasformazioni urbane che modificano giorno dopo giorno il quartiere che sta loro intorno.

Noi invitiamo i cittadini a ri-prendere possesso degli spazi urbani, a viverli anche solo camminandoci sopra, a occuparli con la propria presenza e con la propria esperienza. Anche questo vuol dire partecipazione dei cittadini.

Salutiamo con entusiasmo la realizzazione di opere come il Ponte della Musica, che migliorano  la  qualità della vita,  offrono  una visione della città a misura d’uomo, archiviano  il tradizionale approccio funzionalista che vede l’automobile come principale (se non unico) baricentro della mobilità e dell’organizzazione  della città.

Per noi  il Ponte, non è solo  un luogo di transito, deve diventare un luogo di sosta e di scambio, un  nuovo centro della vita sociale  del quartiere,  un punto  di incontro per la gente che intende vivere la città,  utilizzarla, viverci  dentro, metterci  dentro  le proprie capacità e le proprie esperienze (culturali, musicali, teatrali) e rappresentarle liberamente sul ponte..

Invitiamo quindi tutti quanti a partecipare portando con loro la musica, il ballo, il canto e qualunque forma di spettacolo  pensano  di poter mettere in gioco sul ponte.

thumb620-roma-ponte-della-musica-3

Amate l’Architettura – Movimento per l’architettura contemporanea

www.amatelarchitetura.com

Urban Experience – Giocare la città tra web e territorio

www.urbanexperience.it

Coordinamento dei comitati spontanei Cittadini Attivi Flaminio

www.comitatiflaminio.org

Via Giulia, le nostre disinformazioni sono utili alla comunità

Il Sindaco di Roma Alemanno fa marcia indietro sulla vicenda di via Giulia e annuncia che il Comune di Roma farà un concorso aperto a tutti per la riqualificazione dell’area (in tre anni di mandato sono stati annunciati svariati concorsi ma fatti zero).

Quindi dopo la penosa vicenda dell’incarico gratuito a i 7 Samurai, che non si può chiamare incarico ma “consultazione” altrimenti si mettono in difficoltà alcuni docenti a tempo pieno romani intoccabili, l’Amministrazione comunale rivede i suoi piani non si fa più l’appalto integrato come già previsto da tempo, ma un concorso.

Se all’annuncio del Sindaco seguiranno i fatti sarebbe una grande vittoria per l’architettura e per gli architetti romani, non si può continuare con questa logica dell’appalto integrato che è la tomba dell’architettura.

Alemanno ha dovuto rivedere i suoi piani dopo il polverone alzato da Amate l’Architettura che per prima ha sollevato il problema, inviando il 06 febbraio 2011 una lettera al Sindaco, facendo una raccolta di firme e innescando un meccanismo a catena di varie Associazioni e Comitati che portano avanti problematiche diverse come la realizzazione del parcheggio interrato su cui condividiamo le preoccupazioni e la ricostruzione filologica del tessuto di via Giulia che ci vede su posizioni diverse.

Naturalmente il merito di questo risultato è stato rivendicato fortemente dall’Ordine degli Architetti di Roma che si è disinteressato per mesi al problema non rispondendo alle nostre lettere e giudicandole come disinformazioni che fanno male alla comunità.

A giudicare dai fatti, possiamo dire che le disinformazioni qualche volta sono utili alla comunità.

Nel comunicato del Presidente dell’Ordine, che vi allego, potete vedere come la nostra Associazione è nominata più volte per aver sollevato per prima il problema o forse no, alla prossima disinformazione visto che funziona.

Un concorso per via Giulia - piazza della Moretta

Il Comune di Roma accoglie la proposta dell’Ordine degli Architetti di Roma

La scelta del progetto da realizzare per la riqualificazione di via Giulia e Piazza della Moretta avverrà tramite un concorso di progettazione aperto: il Comune di Roma ha infatti formalmente accolto la proposta avanzata dall’arch. Amedeo Schiattarella, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma.

A seguito di richiesta specifica dell’Ordine, l’Amministrazione Comunale ha anche chiarito che la consultazione di sette personalità italiane e straniere aveva come obiettivo quello di attivare un processo partecipativo il cui risultato farà emergere la preferenza dei cittadini su cosa fare nell’area.

Sulla base di questa indicazione, in base all’accordo, si procederà con un concorso di progettazione aperto.

“Si tratta di un nodo urbano di particolare importanza per il centro storico di Roma - ha dichiarato Amedeo Schiattarella - per il quale crediamo sia fondamentale procedere con un confronto concorsuale per giungere alla scelta di un progetto di qualità. Per questo, già da tempo, ci siamo attivati chiedendo al Comune di indire un concorso di progettazione aperto che conduca alla realizzazione dell’opera. Apprezziamo il fatto che l’Amministrazione abbia accolto positivamente questa proposta e dichiariamo la piena disponibilità dell’Ordine degli Architetti di Roma a supportare questa iniziativa.

L’utilizzo del concorso di progettazione quale strumento principale per promuovere la qualità delle trasformazioni del territorio e la trasparenza delle procedure è un fattore prioritario nella politica dell’Ordine di Roma. Questa occasione ci offre una ulteriore possibilità di dare concretezza a questa scelta.”

Via Giulia, era tutto falso !!! ci siamo inventati la vicenda per ansia di comparire

Cari amici e colleghi siamo stati scoperti, dobbiamo ammettere che non era vero niente sul caso di via Giulia, chi ha scoperto tutto è il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella.

Nella lettera inviata a Progetti e Concorsi, in risposta all’articolo di maggio scorso sul caso di via Giulia e dell’architetto Fastoso, ha dichiarato che noi facciamo “disinformazione” e “rilasciamo dichiarazioni infondate”  facendo un “danno alla comunità” e creando “allarmismo nei confronti di un istituzione” che garantisce il rispetto delle regole.

Chiediamo scusa soprattutto ai 506 colleghi che ingenuamente hanno sottoscritto la nostra petizione contro il sindaco Alemanno, in realtà non esiste alcun Sindaco Alemanno che abbia dato incarico a 7 architetti per fare un progetto su via Giulia, non esistono nemmeno gli architetti Purini, Cordeschi, Rebecchini, Aymonino sono dei personaggi dei fumetti, sul fatto poi che loro siano docenti a tempo pieno, niente di più falso, nei fumetti non esistono le Università.

La bugia più grande è stata quella che loro avrebbero lavorato gratis, niente di più falso chi li conosce sa bene che non farebbero mai qualcosa gratis. Sulle norme deontologiche che vietano certi comportamenti, non sono mai esistite sono una pura immaginazione.

In quanto poi alla mostra all’Auditorium sui progetti, non c’è mai stata è tutta un’invenzione dei giornali.

La cosa buffa è che alle nostre fandonie ci hanno creduto in tanti:

  1. il Coordinamento dei Comitati no PUP  che ha fatto un comunicato stampa
  2. il Corriere della Sera
  3. Studium Urbis
  4. i Comitati Flaminio
  5. Italia Nostra
  6. Archiwatch
  7. il gruppo Salingaros
  8. il Presidente del Consiglio del I Municipio

Addirittura alcuni il 10 giugno hanno organizzato un convegno, chi li informa ora che era tutta un’invenzione di amate l’architettura per ansia di comparire ?

Dobbiamo riconoscerlo noi di amate l’architettura abbiamo una forte ansia di comparire, qualcun’altro però ha una forte ansia di scomparire.

La prossima volta non vi fidate di noi, date ascolto a chi rappresenta un’Istituzione che è garanzia del rispetto delle regole e soprattutto voi giornalisti sprovveduti di Progetti e Concorsi, prima di pubblicare qualcosa fate “una opportuna verifica preliminare“!!!

Quanto alla presunta non volontà dell’Ordine di Roma di mettersi contro l’Università, niente di più falso, sono stati sempre aperti procedimenti contro docenti universitari a tempo pieno che fanno la libera professione in evidente contrasto con la Deliberazione 179 del 26/06/2002 dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture.

Se volete avere l’elenco delle condanne fatte negli ultimi 10 anni dall’Ordine di Roma inviate una richiesta a: presidente@pec.architettiroma.it.

Comunque la lettera del Presidente a Progetti e Concorsi ci tranquillizza, d’ora in poi ognuno di noi potrà commettere qualsiasi reato deontologico, se lo farà in “buona fede” non avrà alcun problema.

Alla prossima disinformazione.

Pier Luigi Nervi, Architettura come sfida

Se vi trovate a Torino dal 29 aprile  al 17 luglio 2011, non perdetevi l’importantissima mostra su:

PIER LUIGI NERVI

Architettura come sfida

Torino, la committenza industriale, le culture architettoniche e politecniche italiane

Torino Esposizioni Salone C

Via Petrarca 39/B – Torino

nervi3

E’ tra i più importanti progettisti del panorama italiano del ‘900, oggi purtroppo non esistono più professionisti del suo calibro, con la sua cultura, con la sua competenza tecnica, con la sua capacità espressiva.

Abbiamo cominciato a conoscerlo e ad apprezzarlo grazie alle memorabili conferenze del Prof. Antonio Michetti, che è stato suo Assistente all’Università, organizzate negli anni ‘90 dall’Associazione Culturale Zingari.

Dai racconti del Prof. Michetti traspariva la straordinarietà del personaggio e la sua profonda cultura. Oggi si è perso quel connubio inscindibile tra conoscenza tecnica e capacità progettuali che  nel passato era la normalità, è rarissimo oggi trovare un buon progettista che abbia ottime conoscenze tecniche, di solito si fa il bel disegnino e poi si demanda all’ingegnere di risolvere i problemi strutturali, dovremmo ripartire da Nervi per capire l’importanza delle competenze tecniche nel nostro lavoro di progettista.

Antonio Marco Alcaro

nervi2

COMUNICATO STAMPA

Di Pier Luigi Nervi è stato detto che aveva l’audacia dell’ingegnere, la fantasia dell’architetto, la concretezza dell’imprenditore. Dopo Venezia e Roma fa tappa a Torino, nella cornice di Torino Esposizioni, la mostra monografica dedicata al grande progettista. Un viaggio attraverso le sue opere più celebri in Italia e nel mondo - dagli Hangars di Orbetello e Orvieto degli anni Trenta, alla Cattedrale di St. Mary a San Francisco, dove le tecniche rivoluzionarie di costruzione s’intrecciano alla storia della grande committenza industriale che negli anni del Dopoguerra avrà il suo cuore proprio a Torino. A raccontarlo non saranno solo filmati d’epoca, modelli, disegni originali e riproduzioni fotografiche ma anche tour guidati a bordo dell’autobus a due piani di Italia ’61 (recentemente restaurato dal Gruppo torinese trasporti) che a partire da Torino Esposizioni esplorerà gli altri edifici-simbolo ideati dal celebre ingegnere: Palazzo del Lavoro (fiore all’occhiello della kermesse per le celebrazioni del centenario nel 1961) e l’officina di manutenzione della Atm di Via Manin.

nervi1

Il 19 aprile a Torino nel quadro delle iniziative in calendario per le celebrazioni 150° anniversario dell’Unità d’Italia si inaugura una mostra dedicata all’ingegnere e costruttore Pier Luigi Nervi.

Il progetto espositivo internazionale itinerante Pier Luigi Nervi - Architettura come sfidanasce da una cooperazione tra l’Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project con sede a Bruxelles, il Civa (Centre International pour la Ville, l’Architecture et le Paysage) di Bruxelles, il MAXXI/Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo e il CSAC/Centro Studi e Archivi della Comunicazione dell’Università di Parma. Sotto la guida di un comitato scientifico internazionale, presieduto dallo storico dell’architettura Carlo Olmo, docente presso Il Politecnico di Torino, la ricerca è frutto di una collaborazione tra il Politecnico di Torino, l’Università di Tor Vergata e Sapienza Università di Roma [1]. la ricerca è finanziata dalla Compagnia di San Paolo e sboccherà in un’Enciclopedia Nervi.

La sequenza di mostre è organizzata secondo diverse tappe che di volta in volta introducono nuovi materiali, studi, testimonianze. Alla prima mostra inaugurata a Bruxelles nel giugno 2010 sono seguite le tappe di Venezia (settembre-novembre 2010) e di Roma (alMAXXI fino al 20 marzo 2011). Seguirà dopo Torino un tour internazionale tra Cina e Stati Uniti.

Nervi è uno dei maggiori artefici di architetture strutturali nel panorama internazionale del Novecento. A lui si devono alcune delle più belle opere dell’architettura contemporanea, frutto di un’eccezionale coniugazione fra arte e scienza del costruire.

Di Pier Luigi Nervi è stato detto che aveva l’audacia dell’ingegnere, la fantasia dell’architetto, la concretezza dell’ imprenditore. La sua opera, in molti anni di carriera, ha ruotato intorno ad almeno sei attività fondamentali: progettare, disegnare, calcolare, modellare, scrivere, insegnare. Ciascuna di queste attività ha avuto vita autonoma, eppure ciascuna s’è intrecciata con le altre in modo talvolta indissolubile. Lungo queste sei tracce il progetto espositivo ripercorre gli sviluppi d’una storia che, fin dagli inizi, si riconosce assai lontana dai luoghi comuni dell’ingegnere civile che fa architettura. Attraverso un’opera quantitativamente e qualitativamente eccezionale, dispersa nei cinque continenti, costruita per i committenti più diversi (dall’UNESCO a Papa Paolo VI), è possibile rileggere una storia molto poco raccontata, anche perché difficile da raccontare, dove le strategie di costruzione d’un curriculum professionale s’incrociano con la storia politica italiana e internazionale.

Così l’insieme delle mostre, oltre a cercare di analizzare il nodo centrale dell’invenzione formale nelle opere d’un autore che Nikolaus Pevsner ha definito «il più geniale modellatore di cemento armato della nostra epoca», intende esplorare anche la complessità del suo universo di cultura e relazioni.

La tappa torinese della mostra verrà allestita nella splendida cornice di Torino Esposizioni, lo straordinario edificio progettato e costruito da Nervi subito dopo la guerra per ospitare i Saloni dell’Automobile, la grande vetrina dell’industria automobilistica torinese. Torino Esposizioni (1948-1950) è l’edificio che sigla l’inizio del rapporto intenso e continuato tra Nervi e la città di Torino, che avrà il suo apice con l’assegnazione a Nervi dell’incarico di realizzare il  Palazzo del Lavoro per le imponenti celebrazioni di Italia ’61, che determinano il più importante intervento di trasformazione urbana della città, segnando il successo di Torino all’apice del suo boom economico.

Oltre ai due capolavori sopracitati, ammirati in tutto il mondo e che vengono visitati in continuazione da delegazioni italiane e straniere, in mostra verranno illustrati, sempre attraverso disegni originali, bellissimi modelli in scala ridotta, scenografiche riproduzioni fotografiche e filmati d’epoca, alcune delle opere più celebri di Nervi, in Italia e nel mondo - dagli Hangars di Orbetello e Orvieto degli anni Trenta, alla Cattedrale di St. Mary a San Francisco, alla Sala delle Udienze Pontificie e all’Ambasciata di Brasilia della fine degli anni Sessanta, passando per le opere olimpiche di Roma al termine degli anni Cinquanta e per quelle torinesi di cui sopra.

L’edizione torinese della mostra dedicherà attenzione anche ad alcune opere meno note realizzate da Nervi nella città piemontese, ma che hanno contribuito a disegnarne il volto moderno, come diversi stabilimenti per la Fiat, il deposito della Atm di Corso Tortona, oltre a molti progetti rimasti su carta per le grandi strutture di Torino, come Porta Nuova.

Verranno sviluppate inoltre, attraverso la presentazione di documenti e testimonianze poco note al grande pubblico, alcune tematiche specifiche,alcune delle quali inerenti ancora una volta ai rapporti di Nervi con Torino.

Un primo tema riguarda il rapporto di Pier Luigi Nervi con la grande committenza industriale italiana, che negli anni del dopoguerra aveva il suo cuore proprio a Torino, in particolare con la Fiat, come si vedrà, spesso non conosciuti, ma verranno esaminati anche i rapporti con l’Eni, la Burgo e l’Italcementi. Il secondo aspetto esplorato sarà il rapporto tra Nervi e alcuni architetti italiani, Gio Ponti, Luigi Moretti, Marcello Piacentini, Ettore Sottsass e Pietro Maria Bardi.

Infine un’attenzione particolare sarà rivolta ai rapporti fra Nervi e la cultura politecnicamilanese e torinese: grazie al rapporto intenso e di lunga durata in particolare con personaggi eminenti delle due scuole politecniche quali Arturo Danusso a Milano e Guido Oberti a Torino, Nervi scoprì le possibilità offerte dalla ricerca sperimentale soprattutto su modelli in scala ridotta per la messa a punto e la verifica delle proprie straordinarie invenzioni formali e costruttive , mentre i contatti di Nervi con Gustavo Colonnetti – – fanno emergere uno spaccato della “stagione d’oro” dell’ingegneria e architettura italiana del XX secolo.

L’allestimento della mostra verrà realizzato a Torino Esposizioni, che verrà messo a disposizione dal Comune, proponendo per la prima volta un percorso espositivo “Nervi dentro Nervi”.

In collegamento con la mostra, il 2 maggio presso l’Accademia delle Scienze di Torino è in programma una giornata seminariale a carattere internazionale sull’opera di Pier Luigi Nervi, con attenzione particolare  da un lato ai rapporti fra scienza e arte del costruire e, dall’altro, ai problemi di conservazione e riuso culturalmente corretto del patrimonio eccezionale di architettura strutturale del Novecento (in particolare proprio di Nervi, ma non solo) di cui Torino è dotata .

Il 5 maggio verrà invece celebrato il cinquantenario dell’inaugurazione del Palazzo del Lavoro in occasione di Italia ’61.

Due occasioni di rilievo pertanto per riportare al centro del dibattito culturale cittadino, in un confronto anche con altre realtà, il destino di un patrimonio straordinario di opere che hanno fatto la storia dell’architettura contemporanea, conosciute ed ammirate nel mondo intero, le cui prospettive di riutilizzo sono state sino ad oggi e restano ancora assai problematiche.

Arch. Cristiana Chiorino

nervi4

BIOGRAFIA DI NERVI

Tra i maggiori artefici di architetture strutturali nel panorama internazionale del Novecento, Pier Luigi Nervi (Sondrio, 21 giugno 1891 – Roma, 9 gennaio 1979) ha proseguito il filone di ricerca sviluppato agli inizi del secolo da grandi ingegneri pionieri come François Hennebique, in Francia, e successivamente, tra gli altri, Robert Maillart in Svizzera. Progettista e al tempo stesso costruttore, come entrambi i suoi predecessori, Nervi ha realizzato, utilizzando la medesima tecnica del cemento armato, opere di grande fascino, coniugando arte e scienza del costruire. Per lui il concetto di struttura è simile a quello del periodo classico, quando l’architetto era il protagonista di ogni fase del processo costruttivo, pur impiegando metodi e tecniche attuali del tutto diversi. Nella maggioranza dei progetti Nervi è rimasto fedele al cemento armato tradizionale – un materiale facile da plasmare nelle forme desiderate e resistente – cercando di svilupparne tutte le potenzialità, senza avvalersi della nuova tecnica del cemento armato precompresso, ma sfruttando invece al massimo, e con grande genialità, la straordinaria libertà compositiva e strutturale offerta dall’impiego di elementi prefabbricati. Nervi ha basato il proprio lavoro, oltre che sulla sua solida esperienza nel progetto e nella costruzione, anche su un’intelligente intuitività, con una costante forte attenzione al rapporto struttura-forma. Egli ha dato così vita a una sorta di espressività generale, in cui ogni parte della struttura è realizzata rigorosamente in base alle forze interne cui è soggetta, e il ruolo che essa svolge è chiaramente manifestato nel disegno complessivo. Le prime opere imponenti di Nervi sono state lo stadio di Firenze e una serie di hangar per l’Aviazione italiana, costruiti tra il 1935 e il 1940. In tali opere Nervi persegue un raffinatissimo risultato formale, dedicando al tempo stesso un’attenzione particolare alle considerazioni di carattere economico, inducendolo ad adottare tecniche innovative e, in particolare nel caso degli hangar, a sperimentare per la prima volta quell’uso estensivo degli elementi prefabbricati, che diverrà una costante in larga parte della sua produzione successiva.

Nel dopo guerra Nervi progetta e costruisce alcune delle opere più straordinarie per edifici industriali e civili (il grattacielo Pirelli di Milano con Gio Ponti, l’aula delle udienze in Vaticano), strutture espositive ed impianti sportivi, in particolare in connessione con le Olimpiadi di Roma del 1960. A partire dagli anni cinquanta diviene il progettista italiano più noto in campo internazionale realizzando opere di grande prestigio in Europa (la sede dell’Unesco a Parigi con Bernard Zehrfuss e marcel Breuer), Nord e Sud America (il terminal autobus di New York, la cattedrale di St. Mary a San Francisco, il grattacielo della Borsa a Montreal, l’ambasciata d’Italia a Brasilia, ecc.), e in Australia (l’Australia Square tower a Sidney).

Nel 2010 Pier Luigi Nervi viene celebrato con un’importante retrospettiva internazionale itinerante che, con tagli sempre diversi, è partita da Bruxelles e che con Venezia, Roma a dicembre e Torino nel 2011 toccherà l’Italia per continuare poi in altre capitali d’Europa e d’America.

Ogni tappa approfondisce un lato di questo poliedrico ingegnere simbolo del grande momento dell’ingegneria italiana del dopoguerra.

Walkshow Architettura 2.0

Agire lo spazio pubblico, tra web e territorio.

L’Associazione Amate l’Architettura e Urban Experience lanciano il primo Walkshow su Architettura 2.0.Volevamo affrontare il tema dell’impatto che il web 2.0 sta avendo sull’architettura.
Sentivamo il bisogno di incontrarci tra i soggetti che a vario titolo si stanno affacciando sul web per parlare di architettura, per materializzare voci prevalentemente associate ad un link o ad un avatar. Per farlo abbiamo scelto il luogo urbano per eccellenza, la città.
Per farlo abbiamo scelto la formula della conferenza non convenzionale.
Una conferenza da condurre lungo le vie della città.
La tecnologia dei whisper talk e le modalità del Walkshow ci permettono di trasformare il dialogo sull’architettura in una passeggiata nell’architettura.Alla maniera dei pensatori greci che associavano le discussioni filosofiche al ginnasio, alla palestra, all’allenamento, noi, mentre parliamo e discutiamo,
Passeggiamo!

Camminare per stare con le persone e raccontarsi i luoghi reali e virtuali scavando le miniere sparse intorno a noi” (Terzani).

Creare spazio pubblico attraverso un’azione emblematica, ludico-partecipativa, che esplora e valorizza un territorio.
Usare la città come luogo di condivisione ed esperienza.
La città non è un semplice palcoscenico, non è un museo a cielo aperto ma è il luogo dove le esperienze si incontrano e si materializzano.
Vogliamo semplicemente vivere la città, non necessariamente avendo la città come obbiettivo del nostro agire ma semplicemente come mezzo per le nostre azioni.

walkshow-arch-2

Questo è il luogo dell’appuntamento.

Domenica mattina, 15 maggio 2011,

h 9,30, sulla scalinata dell’Ara Pacis (di fronte a San Girolamo).
Per non sbagliarci questo è lo
Street view
Per registrarsi (il numero dei Whisper talk è limitato) occorre andare qui

PERCORSO:

  • 09,30 ritrovo Ara Pacis, distribuzione whisper talk
  • 10,00 inizio conference
  • 10,30 piazza del popolo
  • 11,00 museo andersenn
  • 11,30 Piazzale della marina, prendiamo il tram
  • 12,00 scendiamo di fronte a via G. Reni
  • 12,30 piazza mancini passando per il maxxi e per il ponte della musica (visita al cantiere)
  • 13,00 stadio dei Marmi (conclusioni) Giulio Pascali tag: blog, partecipazione, convergenza
  • 13,30 pranzo

Regole:

Gli iscritti a parlare hanno 5 minuti a rotazione (tutti gli iscritti hanno diritto a parlare) senza uno schema troppo rigido seguendo il canovaccio dei temi:

A. Il crowdsourcing in architettura (la partecipazione o la condivisione dell’architettura);

B. La contemporaneità, dove sta la contemporaneità oggi;

C. La critica di architettura e i nuovi critici del mondo blogger (una diversa modalità integrata di analizzare l’architettura o la fine del critico);

D. Il confine e il suo sfaldamento. La città e il territorio. Il recupero delle aree urbane, il territorio agricolo;

Per aderire all’evento occorre registrarsi.

L’evento sarà marcato su twitter con le hashtag #urbexp e #webspaziopubblico

La partecipazione comporta una quota con cui pagare l’assicurazione per i Wisper Talk

(5€ - 2€ per gli associati UE e AlA) e il ristorante (quota pranzo indicativo da confermare 25€).

Hanno aderito (finora):

Conduttori:

  • Anna Maria Bianchi tag: comitati flaminio, comitati no pup, partecipazione, cittadini attivi, piazza Gentile da Fabriano

  • Luigi Greco tag: Il Desiderio, Città, Natura, Dell’una, dell’altra
  • Luca Nicotra tag: crowdsourcing, achitettura amatoriale, potere, politica, diritti digitali

Per Amate l’Architettura

  • Alberto Giampaoli tag: borromini, galileo, incontro di popoli, cultura orizzontale, qualità, spazi esclusivi, spazi inclusivi, biocompatibilità, sostenibilità
  • Marco Alcaro tag: blog, mass media, giornali, televisione, informazione