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FRAMMENTI DI ARCHITETTURA CONTEMPORANEA NELLA TUSCIA – MATTEO THUN & Partners

16 luglio 2017

27. MATTEO THUN & Partners, Nuria Nature Resort, Sutri, 2003-2009.
Architetto, nato a Bolzano il 17 giugno 1952, ha studiato all’Accademia di Salisburgo con Oskar Kokoschka e presso l’Università di Firenze. Dopo l’incontro con Ettore Sottsass diventa cofondatore del gruppo ‘Memphis’ a Milano e partner di Sottsass Associati dal 1980 al 1984. È professore della cattedra di design all’Università di Arti Applicate a Vienna (Hochschule für Angewandte Kunst, Wien) dal 1983 al 2000. Nel 1984 apre il proprio studio a Milano e diventa Art Director per Swatch dal 1990 al 1993. Dal 2003, Antonio Rodriguez collabora con Matteo Thun. L’essenzialità, la semplificazione formale, la funzionalità e l’utilizzo di materiali caldi e naturali caratterizzano la poetica di Matteo Thun. Sostiene che è necessario mettere al centro della nostra attenzione l’individualità e non l’individuo, ossia il modo in cui ognuno si rapporta con profondo rispetto al luogo in cui vive e in cui costruisce preferendo l’eco nel vero senso della parola anziché l’ego del linguaggio architettonico, linguaggio che, secondo l’architetto, oggi si appoggia spesso ad archetipi.
Il complesso residenziale di Sutri, completato da anni, è ancora oggi inutilizzato per la paura, probabilmente, della contemporaneità e per l’assenza di forme rassicuranti e vernacolari.

 

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FRAMMENTI DI ARCHITETTURA CONTEMPORANEA NELLA TUSCIA – Daniel Spoerri

9 giugno 2017

39. AI CONFINI DELLA TUSCIA – Il Giardino di Daniel Spoerri – SEGGIANO GR
All’inizio degli anni ’90 l’artista svizzero Daniel Spoerri ha cominciato ad installare un parco di sculture nella Toscana meridionale, circa 80 km a sud di Siena. Nel 1997 “Il Giardino è stato aperto al pubblico; attualmente ci sono 103 opere di 50 artisti diversi, da scoprire in un terreno di ca. 16 ettari.
Nel 1997 “Il Giardino di Daniel Spoerri” e` stato riconosciuto e ufficialmente inaugurato come Fondazione dal ministero della cultura italiano.
Il cancello d’ingresso al Giardino riporta il motto latino HIC TERMINUS HAERET, che significa “Qui aderiscono i confini”, ad indicare la forza “aderente” del Parco, luogo alchemico e magico che ha attirato artisti da tutto il mondo.
Foto: A.G.
http://www.danielspoerri.org/

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L’urgenza dell’Architettura

29 maggio 2017

FRAMMENTI DI ARCHITETTURA CONTEMPORANEA NELLA TUSCIA
9. L’URGENZA DI ARCHITETTURA
Con un’edilizia insignificante e inconsistente e con l’indifferenza per l’Architettura è stato stravolto il paesaggio e spesso assediati i centri antichi.
Forme a immagine e somiglianza della società: una moltitudine di edifici, solitari o ammassati, gelosi, paradossalmente, del loro isolamento.
Rilanciare l’Architettura frequentando l’Architettura non può non essere salutare per lo stato comatoso in cui versa questa disciplina artistica.

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La mancanza di una esigente e sana committenza pubblica e privata è un problema. La committenza, spesso, oltre che pagare male, comanda, sceglie e corregge.
Anche gli architetti hanno dimenticato l’Architettura; il confronto è ridotto a problematiche burocratiche, l’Architettura è il problema ultimo. Alcuni pensano che aggiungere il termine bio ad Architettura apra nuovi orizzonti e che sia la strada giusta da imboccare. L’Architettura da millenni tiene conto delle problematiche legate al luogo, all’esposizione, al clima, al risparmio energetico, alla nocività dei prodotti e, pertanto, non c’è alcuna esigenza di coniare termini equivoci legati più alla moda e alla speculazione.
La trafila burocratica per le autorizzazioni, nulla òsta, permessi e pareri è proibitiva e allunga, a volte irrimediabilmente, la realizzazione delle opere.
Le normative tecniche, scritte per i politici da “architetti per caso” , impongono tetti a falda, coperture in tegole, pietruzze a vista e cornicette ovvero un assurdo armamentario che denota un disprezzo per l’Architettura contemporanea e storica. Timpani e merletti che farciscono le nuove costruzioni sono un’offesa alla straordinaria ricchezza storico-architettonica del nostro Territorio.
La pianificazione urbanistica è in mano a soggetti politicizzati, agli Architetti resta solo il compito di fare degli “abbellimenti” e pertanto, troppo spesso, la pianificazione anche se buona è insufficiente a governare il territorio poichè minata dall’abusivismo e da scellerati accordi tra pubblico e privato.
I mezzi di informazione si ricordano dell’Architettura soprattutto quando c’è la possibilità di fare pettegolezzi.
Apriamo il confronto e creiamo le condizioni affinché si possa fare Architettura.
Ciò che dovrebbe stare a cuore è una qualità diffusa dell’Architettura che incida significativamente sulla Città, sul Paesaggio, sulla Società, sull’Uomo e che non sia relegata soltanto all’interno di riviste specializzate o di solitarie e simboliche opere.
L’urgenza di Architettura è assordante.
27.06.2009 alfredo giacomini.

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FRAMMENTI DI ARCHITETTURA CONTEMPORANEA NELLA TUSCIA – Giorgio Grimaldi

22 maggio 2017

28. GIORGIO GRIMALDI (Civita Castellana Vt 10.05.1964)
Consegue la laurea con una tesi in Assetto del Paesaggio con l’architetto Lidia Soprani presso la Facoltà di Architettura dell’ Università “La Sapienza” di Roma.
Nel 1995 con Sorin Sergentu e Alfredo Giacomini fonda lo Studio di Architettura AREA.
Partecipa a vari concorsi nazionali ed internazionali d’architettura, nel 1995 è vincitore del concorso per il recupero dell’ex mattatoio di Montalto di Castro e nel 1998 riceve una menzione per la sistemazione del “belvedere attrezzato” di Orvieto.
La frammentazione, ricorrente nelle sue composizioni, è una condizione imprescindibile e per nulla gratuita, è un elemento essenziale del progetto e del fare quotidiano.

 

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FRAMMENTI di architettura contemporanea nella Tuscia – Romano Adolini

15 maggio 2017

Comincia da oggi la pubblicazione di una selezione dei “Frammenti di Architettura contemporanea in Tuscia” una serie di brevi post, pubblicati su Facebook da Alfredo Giacomini, dedicata ai piccoli tesori nascosti che si ritrovano nei dintorni di Viterbo.

42. LAVORI IN CORSO – Romano Adolini
Museo Diocesano, Sutri VT
Ceramica Globo, Castel Sant’Elia VT
Due interventi in via di ultimazione nella provincia di Viterbo legati da un filo rosso. Un restauro critico-trasparente su un edificio storico ed un restauro critico-creativo su un anonimo edificio industriale. Il misurato e felice risultato è scaturito dall’ascolto dell’opera da restaurare che è il vero committente col quale il progettista si dovrebbe sempre confrontare. Atto di cultura e al tempo stesso altamente specialistico. Come ci ricorda Giovanni Carbonara il restauro guarda al futuro e non al passato, neppure è riservato al godimento di pochi eletti cultori dell’antico. Esso ha funzioni educative e di memoria, per le future generazioni, per i giovani; riguarda, in fondo, non il compiacimento per gli studi in sé ma la formazione d’ogni cittadino e la sua qualità di vita, intesa nel senso spirituale e materiale più esteso (G. CARBONARA, La reintegrazione dell’immagine, Roma 1976).

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