Archivio Autore

Gli Scienziati al servizio della politica, una sentenza non solo giusta ma dovuta

7 novembre 2012

Sei anni di reclusione, interdizione perpetua dai Pubblici Uffici e risarcimento alle parti civili per tutti gli imputati. E’ questa la condanna inflitta dal Giudice unico Marco Billi ai componenti della Commissione Grandi Rischi (Mauro Dolce,  Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Gian Michele Calvi e Claudio Eva), in carica nel 2009, che avrebbero rassicurato gli Aquilani circa l’improbabilità di una forte scossa sismica che invece si verificò alle 3.32 del 6 Aprile 2009.

Alla sentenza di condanna del 22 Ottobre ha fatto seguito una notevole campagna di disinformazione, da parte dei mass media nostrani, volta a delegittimare una sentenza non solo giusta ma dovuta.

Cosa è successo il 22 Ottobre a L’Aquila?

Un giudice, ha applicato, in nome dello Stato Italiano, la Legge.

La sentenza di condanna riguarda l’irresponsabilità di chi, piegando la Scienza ad esigenze politiche, ha portato la popolazione de L’Aquila a ridurre il normale livello di guardia, portandola a non seguire l’istinto primordiale di uscire dalle case e portarsi in luoghi sicuri (luoghi che, peraltro, nessuno aveva ritenuto opportuno individuare ed indicare). Durante le udienze dibattimentali, i familiari e amici di vittime, chiamati a testimoniare, hanno indicato il repentino cambio di atteggiamento dei loro congiunti, prima spaventati dalle scosse, poi, dal 31 marzo, rassicurate da quanto emerso dalla riunione della C.G.R., le vittime hanno cambiato abitudini.

Una corretta analisi dei rischi e una corretta informazione (il Comune de L’Aquila non era dotato del prescritto piano d’emergenza) avrebbero potuto e dovuto suggerire una consapevolezza e una preparazione all’eventuale emergenza. Una corretta analisi dei rischi e una corretta informazione avrebbero potuto e dovuto suggerire misure di prevenzione a livello individuale.

Informazioni che non sono state diffuse, neanche nei giorni successivi al 31 Marzo. Nonostante i membri della C.G.R. fossero a conoscenza dei potenziali rischi per i cittadini di tutto questo non vi è traccia né nel verbale della Commissione Grandi Rischi, nelle comunicazioni ai rappresentanti delle amministrazioni locali e agli organi di informazione, nelle sommarie informazioni rese dai testimoni presenti riunione.

Nonostante quanto a loro conoscenza membri della C.G.R. Hanno rilasciato, prima della riunione della Commissione, delle dichiarazioni che lasciano, quanto meno perplessi.

Come non si è parlato del rischio correlato agli edifici aquilani. Rischio evidenziato da uno studio, del 1999: “Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia”. Studio, sconosciuto ai più, a cui collaborarono anche alcuni degli imputati Barberi, Eva e Dolce.

Il verbale redatto dalla Commissione Grandi Rischi, evidenziava che da vari mesi era in atto una fenomenologia sismica che non esisteva negli anni precedenti e che non era possibile fare previsioni circa l’evoluzione del fenomeno sismico nell’aquilano. In pratica, in base alle conoscenze scientifiche internazionali non si poteva prevedere se poteva verificarsi o non poteva verificarsi un forte sisma. Elemento significativo è rappresentato dalla conoscenza che i sismi di bassa magnitudo fino ad allora verificatisi avevano già causato dei danni e che questi andavano accertati. Il Prof. Dolce aveva evidenziato la vulnerabilità di parti fragili non strutturali e rilevava che era importante, nei successivi rilievi agli edifici scolastici, verificare la presenza di tali elementi quali controsoffittature, camini, cornicioni in condizioni precarie. In pratica il Prof. Dolce riconosceva che vi erano già problemi agli edifici causati dalle scosse di bassa magnitudo fino ad allora registrate ed evidenziava l’importanza di effettuare rilievi agli edifici scolastici. Altro elemento importante evidenziato nel verbale è connesso ai significativi valori dell’accelerazione connessa ai sismi di bassa magnitudo che già superava il valore previsto dai calcoli strutturali per la media sismicità. Agli esperti della commissione era noto che la classificazione sismica de L’Aquila in media sismicità era inadeguata in quanto il territorio era già stato area epicentrale di sismi disastrosi. Rispetto a questi elementi il verbale ha una conclusione non logicamente conseguente e connessa alle conoscenze scientifiche ma di carattere meramente politico, nel verbale, infatti, si da per certo che non si verificheranno forti terremoti, l’attenzione era posta esclusivamente sull’impatto (entità del danneggiamento) che sismi del tipo fino ad allora verificatisi, cioè di bassa magnitudo, possono avere sui manufatti.

Le conclusioni della Commissione furono “non ci sarà un forte terremoto”.

Il processo perciò è stato incentrato su un’accusa molto solida e completamente diversa dalla versione distorta fornita dalla stampa nostrana. Secondo i Sostituti Procuratore Roberta D’Avolio e Fabio Picuti, la Commissione Grandi Rischi, in realtà, non ha esaminato i rischi possibili che ci sarebbero stati nel caso di future scosse. Nonostante avessero documenti ad hoc per verificare.

I Tecnici, Geologi, Architetti, Ingegneri, ognuno per il proprio ambito professionale, hanno un preciso dovere etico, rispondere secondo scienza e coscienza del proprio operato. Mai e poi mai la Scienza, i Tecnici, devono piegare l’Etica professionale a esigenze meramente politiche, come è stato fatto il 31/03/2009, in occasione della riunione della C.G.R. L’Etica impone, a maggior ragione in presenza di situazioni di possibile rischio, di fornire tutte le indicazioni e le informazioni necessarie a preservare la vita. Non è ammissibile che la scienza e la tecnica, per assecondare esigenze di carattere meramente politico, forniscano risposte nebulose e contradditorie, se non addirittura addomesticate, ad esigenze che con la scienza e la tecnica non hanno niente a che fare.

Da quanto esposto possiamo affermare che la sentenza emessa nei confronti della C.G.R. (Commissione Tecnico/Scientifica, non politica) non è una condanna della scienza ma una condanna al servilismo burocratico e politico di una Commissione che andò a L’Aquila, dimenticando i propri specifici compiti, solo ed unicamente per portare a termine “un’operazione mediatica, per tranquillizzare la popolazione.

PER APPROFONDIMENTI VAI AL LINK