Archivio Autore

Iva sei partita

Segnaliamo volentieri un nuovo blog che si occupa di architetti e ingegneri a partita iva che fanno i dipendenti.
Il problema sta diventando sempre più grande e nessuno se ne occupa, finalmente un’iniziativa che potrebbe dare una scossa all’immobilismo e al silenzio delle istituzioni, (Ordini professionali, Inarcassa, Governo), sul tema.
Ormai non esistono più studi di architettura che assumono i loro collaboratori, li obbligano ad aprire la partita iva e li pagano come se avessero la busta paga.
Il problema riguarda tutti i professionisti, ma in particolar modo gli architetti e gli avvocati.
Vi faccio un esempio:
una segretaria regolarmente assunta in uno studio professionale, senza alcun titolo di studio, guadagna mediamente 1200/1300 euro netti al mese, se a questa cifra si aggiunge 13° + 14° + TFR  si arriva ad una cifra netta annuale di circa 20.000 euro a cui si aggiungono le ferie pagate, i permessi la malattia e tutto il resto.
Un professionista iscritto ad un albo che ha studiato mediamente 6/7 anni se va a lavorare in uno studio percepisce mediamente meno di 1200/1300 euro ma deve aprire la partita iva, il che significa che fattura 1200+iva, non ha né 13°, né 14, né TFR, non ha ferie pagate, non ha permessi, non ha malattia, non parliamo poi della maternità.
Il risultato è che dopo aver pagato Irpef, irap, addizionali comunali e regionali, inarcassa, commercialista e molto altro gli rimangono poco più di 7.000 euro all’anno per vivere contro i 20.000 di una segretaria.
Siamo i nuovi poveri, se nessuno si occuperà di questo problema i professionisti scompariranno.
Vi allego il comunicato che ci hanno inviato Paola Ricciardi e Laura Calderoni:
Gentili redattori di Amamte l’architettura,

siamo un gruppo di architetti, e abbiamo messo on line un blog,  www.ivaseipartita.blogspot.com, il cui scopo è portare alla luce anche le condizioni lavorative di un gran numero di architetti e ingegneri, che svolgono di fatto un lavoro dipendente retribuito tramite partita iva.

Vi inviamo in allegato un comunicato stampa con i contatti del sito, in cui spieghiamo chi è Iva, cosa fa, quali sono i suoi obbiettivi, perchè vorremmo che tramite il vostro sito poteste dare rilevanza all’iniziativa.
Crediamo che sia fondamentale iniziare a parlare di quali sono le reali condizioni lavorative dei giovani ( e non solo) architetti e ingegneri, di quale è il cammino che si sta tracciando per la nostra professione, perchè non ci può essere buona architettura se chi opera in questo settore non ha diritti.

All’interno del blog è presente un questionario, attraverso il quale vogliamo arrivare a quantificare e definire un fenomeno che le statistiche ad oggi sembrano ignorare.

Per questo motivo per noi è molto importante arrivare al numero più alto possibile di ingegneri e architetti: solo se siamo in tanti possiamo inizare a farci sentire.

Grazie e un saluto,
Paola Ricciardi e Laura Calderoni

Architetti e ingegneri a Partita Iva

“Iva sei partita” è il nostro modo ironico e determinato di portare all’attenzione pubblica un problema di cui in Italia si parla ancora poco, ma che è ormai molto diffuso: quello del finto lavoro autonomo.

Vuoi lavorare? Bene, apriti la partita iva. Però hai una sede di lavoro fissa, un impegno a tempo pieno secondo orari decisi dal tuo datore di lavoro, non maturi ferie, non hai diritto a straordinari e malattia, devi portare avanti la gestione fiscale da solo, non hai diritto ad ammortizzatori sociali se perdi il lavoro e non costruisci nessuna autonomia professionale.

La beffa è che guadagni così poco che rischi di venir scambiato per un evasore.

Parliamo di architetti e ingegneri, perché questo è il nostro mondo, ma il fenomeno è esteso anche ad altre professioni che interessano campi strategici e sensibili del mercato del lavoro e della società; medici, avvocati, geologi, archeologi, giornalisti, designer, informatici ecc.

Questa condizione lavorativa più che precaria, è illegale.

Ma, essendo la norma, non lascia scampo: puoi denunciare, ma sarà difficilissimo trovare altrove condizioni diverse.

Il vantaggio a breve termine, che viene intravisto dalle imprese e agevolato dalla legge, si fonda su un “errore” interpretativo, per cui, la dialettica tra società flessibile e lavoro flessibile si traduce nel drastico taglio ai costi del lavoro, considerato come semplice merce.

Questa situazione noi per primi l’abbiamo accettata, e fatichiamo a riconoscere come, nel lungo periodo, danneggi la qualità del nostro lavoro e della nostra vita.

Iva sei partita vuole smuovere le acque. Questo non è un problema individuale, ma generale e generazionale.

Contiamoci. Sappiamo che siamo tanti: nel sito è pubblicato un questionario per  illustrare la situazione, e definirla anche dal punto di vista quantitativo.

Facciamoci sentire: una volta acquisita coscienza della nostra situazione e definiti i termini, portiamo alla luce la nostra condizione, presso gli Ordini professionali, i Sindacati, il Governo.

Definiamo i nostri obbiettivi:

- Un Contratto Nazionale per architetti e ingegneri

- Un tavolo di confronto con Ordini professionali, Sindacati, Governo

- Il rispetto delle regole esistenti

Il nostro sito: www.ivaseipartita.blogspot.com

Il link per compilare il questionario:  ivaseipartita.blogspot.com

La nostra mail: ivaseipartita@gmail.com

Recupero di un rustico + intervento energetico = Architettura

Segnalo volentieri un interessante progetto realizzato da due giovani architetti piemontesi, pubblicato su archinfo.it. Gli autori sono Barbara Brondi e Marco Rainò, classe 1970, laureati alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Dopo un’esperienza di alcuni anni all’estero, costituiscono nel 2002 lo studio brh+.

6

Non capita tutti i giorni trovare dei giovani architetti che realizzano opere di qualità. Il progetto è la dimostrazione che si può fare architettura senza nuovi mc e soprattutto senza aggredire ulteriormente il nostro territorio, la sfida che ci troviamo di fronte per i prossimi decenni è quella di dimostrare come si può intervenire sull’edilizia esistente migliorando l’efficienza energetica degli edifici e trasformandoli dal punto di vista estetico.

1

4

La migliore energia rinnovabile è il risparmio energetico, il ruolo degli Architetti può essere determinante in questa sfida se saremo in grado di dimostrare le nostre qualità.

Il progetto è stato realizzato a Rocchetta di Balbo in provincia di Cuneo, si è intervenuti su un rustico con una superficie di 750 mq trasformandolo in un’involucro efficente dal punto di vista energetico e con uno spirito ecologicamente sostenibile.

8
I materiali utilizzati dialogano con il territorio interloquendo con le presenze naturali del sottosuolo - ricco di ferro - e riproponendo delle facciate in acciaio cor-ten che le richiama.
Le pareti ventilate in doghe di legno permettono un ottimo isolamento dalle intemperie e innalzano il livello di comfort interno, le aperture sono regolate da pannelli scorrevoli e con chiusura meccanizzata a ginocchio. Tutti i sistemi integrati all’interno dell’abitazione possono contare sul supporto di un sistema a pannelli solari, in grado di garantire anche l’acqua calda e il riscaldamento.
Interessante è anche la realizzazione degli spazi esterni con essenze autoctone e l’illuminazione.
In Italia ci sono molti architetti, giovani e meno giovani, che sono in grado di dare un contributo importante per migliorare la qualità degli spazi in cui viviamo e il comfort ovvero:  l’insieme di sensazioni piacevoli derivanti da stimoli esterni o interni al nostro corpo, che ci procurano una sensazione di benessere.
Se i politici italiani si accorgessero di questo patrimonio che rimane inutilizzato cercherebbero di fare qualcosa per cambiare l’attuale situazione.
5
2

SCHEDA TECNICA:

Luogo: Rocchetta Belbo (Cuneo), Italia

Committente: privato

Progettista: brh+ (Barbara Brondi e Marco Rainò)

Collaboratori: Nicoletta Carbotti, Carla Carenzo, Daniela Pagani

Progetto strutture: Ing. Innocente Porrone

Progetto elettrico: Ing. Alberto Bonfanti

Impresa di costruzione: Marenco Costruzioni S.R.L.

Impianti di riscaldamento e ventilazione: Ing. Marco Fodde

Fotografo: Tullio Deorsola

Tempi di realizzazione: 2006-2009

Superficie costruita mq: 750

Volume costruito mc: 1817

Ordine degli architetti di milano non approvato bilancio consuntivo

Quando ho ricevuto la mail del nostro amico Giovanni Loi di Milano, credevo che fosse uno scherzo. In realtà è tutto vero a Milano non è stato approvato il bilancio consuntivo 2010 dell’Ordine degli Architetti.

E’ un risultato importantissimo che dimostra come gli iscritti, che si ritrovano ad essere in una condizione lavorativa sempre più drammatica, comincino a rendersi conto dell’inutilità degli Ordini professionali che non fanno quasi nulla dei loro compiti istituzionali ma che sono diventati dei circoli privati per gestire grosse quantità di denaro nell’interesse di pochi.

Si pensi che il fatturato dell’Ordine di Roma è di quasi 4 milioni di euro.

Oggi bisogna avere il coraggio di ripensare la funzione di un Ordine professionale che si rifà ad una Legge istitutiva che ha quasi 100 anni, provate a pensare come è cambiata la società in questi ultimi 100 anni e vi renderete conto che o si riparte da zero ripensando totalmente la funzione e i compiti di un Ordine professionale o bisogna chiuderli.

Vi riporto il post scritto da Giovanni Loi di anarchit pubblicato sul forum del Corriere.it e i relativi commenti:

Inviato da: Giovanni Loi il Lunedì, 02 Maggio 2011

Sin dal 1995 conduco una serissima battaglia sui bilanci dell’Ordine degli architetti di Milano.
I diversi Consigli che si sono succeduti hanno sempre aspramente censurato le mie considerazioni che attengono alle funzioni istituzionali di un Ordine professionale ed ai modi di finanziarlo, così come la legge prevede.
Posso assicurare che il Ministero della Giustizia, da me più volte chiamato in causa, ha ritenuto di non dover mai intervenire nel merito, consentendo, per più di 3 lustri, che si riproducesse una prassi che esula da quanto la legge prevede.
La norma che limita le spese di un Ordine come il nostro è sancita dal DdgL. n° 382 del 1944 che recita: “Art. 7 - Il Consiglio provvede alla amministrazione dei beni spettanti all’Ordine o Collegio e propone all’approvazione dell’assemblea il conto consuntivo ed il bilancio preventivo. Il Consiglio può, entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese dell’Ordine o Collegio, stabilire una tassa annuale, una tassa per il rilascio dei certificati e dei pareri per la liquidazione degli onorari.
Ferma rimanendo l’efficacia delle norme che impongono contributi a favore di enti previdenziali di categoria, nessun pagamento, oltre a quelli previsti da questo decreto, può essere imposto o riscosso per l’esercizio della professione a carico degli iscritti nell’albo.”
Per giudicare la bocciatura odierna dei Bilanci dell’Ordine di Milano, che personalmente, a fini di giustizia e di interesse pubblico, auspicavo sin dal 1995, bisogna conoscere quali sono le reali funzioni attribuite per legge ad un Ordine, ovvero ad un Ente sostitutivo dello Stato che detiene poteri di magistratura disciplinare nei confronti dei propri iscritti, i quali, sempre per legge, sono obbligati ad essere tali qualora intendano esercitare la libera professione.
Ebbene queste limitatissime funzioni sono: la tenuta e aggiornamento dell’Albo; stabilire il contributo annuo per essere iscritti all’Ordine; dare pareri sulle controversie professionali e sulla liquidazione degli onorari; vigilare sulla tutela dell’esercizio professionale.
Si può spiegare perché la norma del 1944 imponeva questi limiti. Perché al di là di questi limiti si potrebbe imporre una tassa che agevola la costituzione di qualche cosa di molto diverso che somiglia al vecchio sindacato unico ad iscrizione obbligatoria che proprio la stessa legge del 1944 aveva abolito.

Inviato da: Avolpato il Venerdì, 29 Aprile 2011

Milanesi ieri ho assistito ad un evento a dir poco soncertante! Nella Milano dell’expo, delle grandi infrastrutture, dei cantieri in ogni dove, delle gru che modificano la skyline della cittò, la Milano dell’eccellenza nonchè culla del design….gli architetti si rivioltano al loro Ordine Proessionale!!!!bocciando il bilancio consuntivo dell’esercizio 2010, con una votazione veramente testa a testa come nei film di suspance:73 aveti diritto al voto, di cui 69 votanti….34 favorevoli, 34contrati, una scheda bianca….quindi non superata la solgia del 50%+1 votante necessaria all’approvazione di un bilancio che “Cuba” 2 milioni di euro….

alla fine della votazione gli animi si scaldano, si ipotizza una seconda votazione in quanto tale circostanza non è mai successa…ma chi come me ieri c’era sà già che il ministrero di Graziea e Giustizia commissionerà il ricco e nutrito ordine degli architetti dellsa MIlano dell’Expo….

Cosa succederà della nostra città????

Inviato da: jlondon il Venerdì, 29 Aprile 2011

ordini professionali quanto di più corporativo e inutile ci possa essere

Inviato da: SuperMario il Venerdì, 29 Aprile 2011

Solo 69 votanti?
Vuol dire che gli architetti di Milano pagano le quote professionali e tacciono, disinteressati a come vengono gestiti i loro soldi e le loro pensioni.
Si vede che ne hanno già troppi.

Inviato da: bstucc il Venerdì, 29 Aprile 2011

E poi? Il parere di un ordine professionale è forse vincolante?

Inviato da: Scatulin del Luster il Venerdì, 29 Aprile 2011

Anche io c’ero.Ho fatto da presidente di seggio. Ringrazio Volpato per la sua disamina dell’accaduto. E’stato emblematico.
Su 12000 iscritti eravamo solo in 73! ma non stupitevi, gli anni passati i numeri erano addirittura più bassi!
Orbene ho appena terminato la telefonata con la Presidente dell’Ordine, sul fatto che essendo presidente di seggio nominato dagli iscritti, dovessi redigere un particolare verbale e/o recarmi anche oggi in sede. Mi ha tranquillizzato dicendomi “ma tu non hai dormito la notte per il problema della non approvazione del bilancio?”.
Confesso verso quasi 200 euro annui di quota di iscrizione e mi rugherebbe un po’ far precettare il mio Ordine professionale che ricordo, come è emerso ieri sera, ha anche compito di magistratura e deve controllare che gli iscritti si comportino rispettando etica e deontologia professionale.
Per legge però (ricordo risalente al ventennio), come ridadito da me e da altri colleghi intervenuti nella dichiarazione di voto, l’ordine ha il solo obbligo di tenuta elenco iscritti e suo aggiornamento e di controllo del rispetto delle norme professionali deontologiche degli stessi.
Non è scritto da nessuna parte nel codice civile ne riportato in alcuna Legge attualmente vigente che si debba con la propria quota OBBLIGATORIA necessaria per poter esercitare la professione, pagare siti internet, serate culturali, riviste, bella sede, pubblicazioni, viaggi di rappresentanza.

No non è d’obbligo per alcun iscritto.
Quindi voglio poter scegliere di quali servizi avvalermi. Allo stato attuale qualsiasi collega se vuole può partecipare e fruire dei servizi messigli a disposizione altrimenti li paga comunque, con la sua quota annuale per tutti gli altri che ne fanno uso…
Il fatto che dopo il mio intervento sia arrivato uno scroscio di applausi dai colleghi faceva presagire che il bilancio a consuntivo non venisse approvato. Ricordo a tutti che, se è vero che 200 euro all’anno non fanno la differenza per molti colleghi “arrivati”, la fanno eccome per tutti i giovani Architetti milanesi neo iscritti all’ordine che vengono sfruttati dai colleghi arrivati per 800-1000 mese in partita iva e oltretutto sono proprio coloro che lavorano alacremente e rendono realizzabili le cose che poi vedete per la città, nelle belle presentazioni: cad, rendering 3D, nuove tecnocnologie, housing sociale, design, insomma il futuro!e quindi Evviva la doppia quota: minimum tax per tutti e quota aggiuntiva per tutti i servizi in più!

Saluti! Scatu

Inviato da: Alexx il Venerdì, 29 Aprile 2011

Se l’ordine degli architetti è come quello dei medici non serve, per fare il medico ci vuole la laurea, l’esame di stato per l’abilitazione e per alcune cose la specialità, l’iscrizione all’ordine non è richiesta per lavorare negli ospedali o alle asl, è una cosa privata e facoltativa, quindi anche le minaccie di essere espulsi dall’ordine lasciano il tempo che trovano.
non lo sapevate ? beh ora si !!
Alexx

Inviato da: viktor_66 il Venerdì, 29 Aprile 2011

Fosse successo all’ordine dei commercialisti sarebbe stato splendido!

Re: Ordine degli architetti di milano non approvato bilancio consuntivo

Inviato da: Spider il Lunedì, 02 Maggio 2011

Chissà che succederà all’Ordine Avvocati… ho visto un bilancio a pareggio da oltre 6 mln…

Notizie da inarcassa n.3

inarcassanews

cari amici e colleghi prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di inarcassa.

Per leggere le precedenti newsletter vai al link.

INCONTRO CON I VERTICI DELLA CASSA

Il 20 aprile alle ore 17.00 presso l’NH Hotel in Corso d’Italia, 1 - Roma, si svolgerà un’incontro tra inarcassa e gli iscritti di Roma, l’incontro, richiesto dal sottoscritto e dall’ing. Croce ai sensi dell’art. 46 dello Statuto, è molto importante perché permette agli associati di chiedere chiarimenti in merito alle questioni e alle problematiche previdenziali e assistenziali.

Vi invito pertanto a partecipare numerosi si potranno inviare quesiti all’indirizzo incontri@inarcassa.it

L’incontro sarà preceduto alle ore 15,30 da un tavolo di creatività di Inarcommunity, il social network di Inarcassa.

1) Nella riunione del Comitato Nazionale Delegati del 24 e 25 Marzo, il Presidente, Architetto Paola Muratorio, ci ha informato sulle ultime novità:

a) Con Decreto interministeriale del 27 dicembre 2010 è stata approvata la modifica allo Statuto che, già da quest’anno, rende obbligatorio l’invio telematico della dichiarazione dei redditi e dei volumi d’affari  con termine unico al 31 ottobre di ogni anno.

Pertanto dimenticatevi la raccomandata ad agosto, basta compilare la dichiarazione attraverso Inarcassa On line, coloro che ancora non sono iscritti al servizio on line devono farlo al più presto, la procedura è stata molto semplificata dall’utilizzo della posta elettronica certificata.

Vi ricordo inoltre che attraverso Inarcassa On line, (che ha una nuova veste grafica), è possibile accedere a molti servizi utili tra cui il rilascio immediato della certificazione di regolarità contributiva.

Scomparirà anche la modulistica stampata tra cui il MAV che non verrà più inviato per posta ma si scaricherà direttamente su Inarcassa On line, tutto ciò porterà a un risparmio di alcune centinaia di migliaia di euro per inarcassa.

b) La situazione delle polizze sanitarie nelle Casse professionali ha reso inevitabile un aumento dei premi e alcune modifiche ai testi di polizza in vigore, la Cattolica resterà per il 2011 e nel 2012 verrà effettuata una nuova gara europea per l’assegnazione. I Consiglieri di Amministrazione di inarcassa ritengono che, nonostante gli aumenti, la nostra polizza sia ancora competitiva sul mercato.

c) Il cantiere di via Po, fermo per anni, sta procedendo speditamente, sono stati aggiornati alcuni capitoli di spesa relativi ai lavori e sono in corso trattative con un’importante azienda per l’affitto dell’immobile.

d) E’ stato presentato il nuovo servizio di news inarcassa a cura dell’architetto Giuseppe Santoro.

2) Si è passati poi alla discussione di un tema molto importante punto 5 all’odg:

Organismo di rappresentanza, sviluppo e sostegno dell’attività libero professionale dell’ingegnere e dell’architetto: esame progetto definitivo;

Nella giornata che ha preceduto il CND si sono svolti dei tavoli di lavoro sull’argomento al fine di facilitarne la discussione in Assemblea.

La Cassa ha ritenuto necessaria e non più rinviabile la costituzione di un Organismo per la difesa della categoria del libero professionista architetto e ingegnere.

La situazione della nostra categoria oggi in Italia la conosciamo tutti, può sembrare strano che un Ente che si occupa di previdenza si debba impegnare per fare un lavoro che spetterebbe ai Consigli Nazionali di Architetti e Ingegneri e ai Sindacati, ma la realtà la conosciamo bene e pertanto al fine di evitare la scomparsa dei liberi professionisti e la conseguente scomparsa della loro cassa di previdenza abbiamo deciso di muoverci subito con azioni concrete.

La discussione in CND si è articolata sulle modalità di creazione di questo organismo, dopo una giornata di interventi si è deciso:

- che la forma giuridica dell’Organismo sia una Fondazione di partecipazione;

- che lo Satuto preveda la possibilità per i Consigli Nazionali CNA e CNI e Sindacati di aderire successivamente come soci di capitale;

- che lo Statuto preveda la partecipazione come aderenti a istituzioni e Associazioni culturali che si occupano della professione di ingenere e architetto;

- che lo statuto preveda la partecipazione su base volontaria di iscritti ad inarcassa con la qualifica di sostenitori.

3) Nella seconda giornata si è parlato della modifica degli articoli 22.4 e 23.4 dello Statuto: esame bozza finale; e della modifica dell’art. 42, commi 2 e 3 dello Statuto.

In merito all’art. 42 il Consiglio di Amministrazione ha proposto la modifica della norma che ha permesso a coloro che erano iscritti in data anteriore al 29 gennaio 1981 di andare in pensione con l’anzianità minima di 20 anni e con il metodo di calcolo retributivo, l’obiettivo è quello di fissare un termine per usufruire di questa agevolazione che è molto vantaggiosa se paragonata alle attuali norme che regolano la pensione per i giovani iscritti.

La modifica è stata approvata, nonostante le proteste dell’ing. Brodolini, con alcuni emendamenti che hanno inserito una finestra di alcuni anni per continuare ad usufruire di tale agevolazione, terminata la quale si chiude la questione definitivamente.

In merito alla modifica degli articoli 22.4 e 23.4 dello Statuto, che riguarda le agevolazioni per i giovani iscritti, si è passati alla votazione del testo di modifica dello statuto proposto dal CdA, la questione va avanti da molti mesi (vedi link).

Il CdA ha posto la questione della copertura economica proponendo di suddividere il costo stimato, di 2.500.000 euro circa, su tutti gli iscritti con una quota supplettiva di 10 euro per due anni.

La proposta è stata fortemente respinta dai Delegati in quanto non è mai stato posto un problema simile e non si può creare un pericoloso precedente, per trovare una mediazione ho presentato una mozione che prevedeva l’utilizzo dei fondi risparmiati dalla modifica dell’art. 42, ma la mozione non è stata accettata per motivi procedurali.

Abbiamo allora proposto di dividere la votazione tra modifica dello statuto e decisionein merito alla copertura economica, il presidente dell’Assemblea ha accettato e si è passati alla votazione della modifica dello Statuto che è stata approvata.

In merito alla copertura economica si è passati alla votazione della mozione presentata da Oriella che prevede di ripartire il costo all’interno del bilancio di inarcassa senza ulteriori addebiti sugli iscritti.

Il Presidente Paola Muratorio ha dichiarato che in questo modo i Ministeri Vigilanti non approveranno la modifica.

Si è passati alla votazione che ha avuto esito positivo, ora tutto dipende da come gli uffici presenteranno la proposta ai Ministeri Vigilanti, il Direttore Generale si è impegnato a fare in modo che la modifica venga approvata.

4) In merito agli altri punti all’odg si è deliberato su:

- regolamento inabilità temporanea;

- regolamento generale per il sostegno a favore di professionisti a seguito di danni

causati da eventi calamitosi;

- aggiornamento dei coefficienti di capitalizzazione da applicare per il calcolo dell’onere di riscatto e ricongiunzione che sono stati aumentati.

VI RIASSUMO LE SCADENZE PER IL 2011:

30 aprile

saldo del conguaglio dei contributi previdenziali relativi all’anno 2009 con l’applicazione di un interesse dilatorio nella misura dell’1% fisso, (per chi non ha effettuato il versamento al 31/12/2010).

30 giugno

pagamento 1a  rata contributi minimi e contributo di maternità

31 agosto

versamento contributo integrativo professionisti non iscritti con partita IVA e Società di Ingegneria

30 settembre

pagamento 2a  rata contributi minimi e contributo di maternità

31 ottobre

presentazione Dich. 2010 (art. 36 dello Statuto) per via telematica tramite Inarcassa On line

31 dicembre

pagamento conguaglio contributo soggettivo ed integrativo relativo all’anno 2010 (artt. 22 e 23 dello Statuto)

Leopoldo Freryie è il nuovo Presidente degli Architetti italiani

Il 16 marzo 2011, nel corso della seduta di insediamento del nuovo Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, è stato eletto il nuovo presidente: l’architetto Leopoldo Freyrie.

Dalle prime dichiarazioni del nuovo presidente si ha l’impressione che sia un giovane appena arrivato e pieno di entusiasmo, in realtà a parte la relativa giovane età (52 anni, che per una architetto equivale a un bambino), è seduto sulle poltrone del Consiglio Nazionale degli Architetti da ben 13 anni!!!

Ha subito dichiarato:

E’ necessario che il nostro Paese abbia finalmente un riferimento certo, dal punto di vista normativo ed istituzionale, in materia di tutela e di promozione del patrimonio culturale e che si adottino adeguate politiche di promozione della qualità architettonica e progettuale in Italia e all’estero.”

“La grave crisi economica che ha investito il nostro Paese ha duramente colpito gli architetti italiani, aggravando le conseguenze di un mercato già asfittico, sovraccarico di burocrazia e afflitto dalla carenza di regole che garantiscano scelte meritocratiche. La politica continua a non cogliere il legame molto stretto che lega il superamento della crisi alla piena valorizzazione del contributo di idee e di  iniziativa delle professioni intellettuali che sono il motore dell’innovazione, dell’economia, dei valori della comunità e dell’ambiente”


“E’ vergognoso si sia ancora in attesa di quelle riforme - richieste da anni - che riguardano l’ordinamento professionale, la semplificazione normativa, gli incentivi per i giovani, gli strumenti concorsuali e meritocratici nella scelta dei progettisti. Noi non aspettiamo Godot: agiremo e sarà la politica a rincorrerci”


“Ma è ai giovani che dedicheremo le nostre maggiori energie: lavoreremo per impedire che un’intera generazione di giovani architetti - cui
dovremmo affidare la qualità dell’ambiente dell’Italia futura -  sia espulsa o addirittura non abbia la possibilità di entrare nella professione e nel mercato.”

“Siamo soddisfatti per la sentenza della Corte di Cassazione che, limitando lo sconfinamento delle attività dei geometri nelle professioni di architetto e di ingegnere, ristabilisce in modo inequivocabile il principio del rigoroso rispetto delle competenze professionali di ciascun soggetto.”


“Tra le altre priorità del nuovo Consiglio Nazionale quelle di proporre progetti per una rivalutazione dell’ambiente, del territorio e del patrimonio architettonico con iniziative per lo sviluppo sostenibile; così come per il recupero e la sostituzione dell’edilizia pericolosa e inabitabile; e progetti per la promozione e la rivalutazione degli spazi pubblici. A corollario, un forte impegno per la qualità dell’architettura, affinché la “meritocrazia del progetto”, con la diffusione dei concorsi di architettura, trovi spazio anche sul mercato”

“Voglio infine ricordare che l’architettura deve tornare ad assumere il suo naturale valore etico al servizio della società. Gli architetti italiani devono poter contribuire allo sviluppo civile del Paese interpretando e ritrasmettendole nei loro progetti le esigenze dei cittadini, sempre più consapevoli dell’importanza dell’architettura e dell’ambiente per la vita quotidiana. Siamo pronti promuovere un grande progetto per il Paese”.


Ora io mi chiedo:

  • quali politiche di promozione della qualità architettonica e progettuale sono state adottate in questi 13 anni dal CNA ?
  • quali politiche sono state adottate per contrastare la crisi economica che ha colpito gli architetti italiani ?
  • che cosa è stato fatto per valorizzare le professioni intellettuali?
  • perché siamo ancora in attesa delle riforme necessarie che riguardano l’ordinamento professionale?
  • perché il CNA si compiace di una sentenza della Cassazione, che ribadisce per l’ennesima volta che i geometri non possono progettare quasi nulla, invece di agire presso le Amministrazioni e gli Ordini provinciali affinché vigilino e intervengano in merito?
  • che cosa ha fatto il CNA in questi 13 anni per impedire che i giovani siano espulsi dal mercato della professione?
  • in che modo in questi 13 anni il CNA  si è adoperato vigilando sui concorsi affinché la “meritocrazia del progetto” sia stata salvaguardata?
  • perché oggi dichiarate di essere pronti a promuovere un grande progetto per il Paese e non siete stati pronti per 13 anni?

Gli Architetti italiani sono stanti di sentire proclami vogliono i fatti, pertanto invitiamo il nuovo presidente a fare meno proclami e ad agire nell’interesse di tutti e a dimostrarci che per 13 anni si era distratto e oggi ha deciso di intervenire.

Allego un contributo che ci è pervenuto dall’amico Giovanni Loi di anarchit di Milano, evidentemente i milanesi conoscono il nuovo presidente meglio di noi.

I ’sinistri’ architetti del politecnico di Milano hanno finalmente conquistato lo scranno più alto del CNA, grazie alle solite manovre di…Palazzo

Dissociarsi dalla recente nomina dell’architetto Leopoldo Freyrie a Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, credo sia un obbligo, per chi, come me, è indipendente dalle lobby di partito o dalla malsana idea che debba esistere un’architettura di Regime da sottoporre al controllo di una corporazione.

Ma chi sarà mai Leopoldo Freyrie, il cosiddetto “rampollo di famiglia” - come molti iscritti all’Ordine di Milano lo considerano - che ha finalmente coronato il sogno di suo papà di diventare il numero uno della corporazione di piacentiniana memoria?

Il miglior architetto italiano?

La ‘matita’ più raffinata della nostrana arte di edificare?

L’intellettuale più attento alle dinamiche della disciplina?

Non ci pare!

Piuttosto, grazie ai suoi sponsor, egli può essere definito, a nostro modesto giudizio, il più diligente e malleabile esponente del sinistro Gotha politecnico milanese che, pensando di essere sempre molto vicino ‘all’Architetto dell’Universo’, distingue i buoni dai cattivi architetti, partendo esclusivamente dal pedigree familiare o dal loro diplomatico modo di dire sempre di si.

Sponsor principale nell’ascesa del giovane “rampollo” della Milano da bere è il ’sinistro’ consiglio dell’Ordine degli architetti di Milano, che lancia i suoi strali sulla professione ‘rinascimentale’ dalla ricchissima sede via Solferino, ovvero proprio dal politecnico Castello kafkiano da dove ha giocato la sua strategica partita a scacchi per accaparrarsi lo scranno più alto del CNA, solo per inibire la scalata al potere di Amedeo Schiattarella, odiato Presidente dell’Ordine di Roma.

Battaglia, senza esclusione di colpi, finita con la vittoria della città lombarda sulla città capitolina.

Intendiamoci…i due attori della cosiddetta ‘contesa di Palazzo’ appartengono alla medesima area politica, quella ideologico/culturale che controlla da decenni il mondo dell’architettura nazional/popolare, sia dal lato della formazione che da quello della professione e che non sembra avere culturalmente nulla di diverso da quella che controllava il mondo dell’architettura nostrana durante il ventennio (parola dello storico Paolo Nicoloso).

Cosa ci dobbiamo allora aspettare dalla nomina del “rampollo di famiglia”?

Nulla di rivoluzionario, come si capisce dalle prime esternazioni dello stesso Freyrie.

Egli non rappresenta che la continuità in seno al peggior momento storico dell’arte nostrana, il: “talis pater… talis filius”, l’incarnazione della solita e discriminante retorica di Regime che articola le sue dissertazioni sulla cosiddetta professione tecnica che rappresenterebbe, a dir di lor Signori, la quinta essenza dell’architettura colta dell’Italia umbertina dei 150 anni.

Ciò che caratterizza il “figliol prodigo” pensiero è sinteticamente riportato in un vecchio articolo di anarchit del 2007 che, come si converrà, risulta fondamentale per i destini della disciplina codificata da Leon Battista Alberti: http://www.anarchit.org/article.php3?id_article=164

A buon intenditor…poche parole.

Un sintetico chiarimento si impone dopo la mia più recente comunicazione sul CNA.

Criticare la nomina del nuovo Presidente non è il mio nuovo passatempo del fine settimana.

Vi sarete infatti accorti che il sito anarchit è fermo da un anno e che le mie esternazioni sono state inesistenti in questo lungo periodo.

Vi assicuro che farei volentieri a meno di scrivere, ma la questione è troppo grave perché venga lasciata passare sotto silenzio.

Il mercato dell’architettura (non quindi quello dell’edilizia più volgare) in Italia è praticamente inesistente e la maggior parte di noi si barcamena in un combattimento quotidiano per inventare il proprio lavoro nella mediocrità, in concorrenza con altri professionisti esclusivamente tecnici, che non hanno la più pallida idea di cosa sia veramente la disciplina dell’architettura.

Questi tecnici capaci soltanto di fare qualunque cosa gli venga chiesto ci criticano, quando non ci deridono, per il nostro rigido atteggiamento da “disegnatori di carte da parati”. Ci considerano degli incapaci, quando non dei fanfaroni e ci tollerano solo perché non possono fare diversamente.

La figura più significativa di questo cialtroname tecnico è il funzionario pubblico nostrano, sempre molto ignorante, ma molto moralista anche se quasi sempre corrotto nel profondo, quando usa due persi e due misure a seconda di chi presenta, non progetti, ma pratiche edilizie.

So benissimo che parecchi architetti (o cosiddetti) sposano, per scelta o per pura necessità, l’ideologia progressista del progettista/tecnico dell’Italietta dei 150 anni e non capiscono, o meglio, fanno finta di non capire cosa io (anarchit) abbia inteso dire quando mi sono scagliato contro l’ideologia politecnica milanese dell’architettura degli ingegneri.

Vorrei però ricordare a tutti che mi sono laureato in un politecnico svizzero e non posso essere considerato il nemico incompetente,  visto che conosco molto bene e dall’interno i ‘polli’ più rigidi di quell’ideologico pollaio tecnicistico.

La nomina di Freyrie è il colpo definitivo e mortale all’architettura. Con Freyrie il CNA non è più altro che il CNI e rappresenta ormai l’incultura disciplinare di una becera ideologia modernista che ha perso completamente la bussola della storia delle idee.

Chi si farà rappresentare da Freyrie senza fiatare, per favore non faccia più finta di essere un architetto, perché quella storia rinascimentale, che ancora del nostro stivale (diviso) rimane una delle poche cosa serie riconosciute in tutto il mondo, non gli appartiene proprio.

Parli d’altro quindi… si faccia chiamare finalmente ingegnere di serie B, si occupi delle pratichette edilizie per portare a casa la pagnotta, ma la smetta di fare finta di essere ciò che non è.

Pronto a qualunque scontro con chiunque lo ritenga opportuno, vi saluto cordialmente, come sempre.

Giovanni Loi

Redazione Anarchit

Arch. Giovanni Loi

via Balilla 22

20136 MILANO