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Ordine degli architetti di milano non approvato bilancio consuntivo

Quando ho ricevuto la mail del nostro amico Giovanni Loi di Milano, credevo che fosse uno scherzo. In realtà è tutto vero a Milano non è stato approvato il bilancio consuntivo 2010 dell’Ordine degli Architetti.

E’ un risultato importantissimo che dimostra come gli iscritti, che si ritrovano ad essere in una condizione lavorativa sempre più drammatica, comincino a rendersi conto dell’inutilità degli Ordini professionali che non fanno quasi nulla dei loro compiti istituzionali ma che sono diventati dei circoli privati per gestire grosse quantità di denaro nell’interesse di pochi.

Si pensi che il fatturato dell’Ordine di Roma è di quasi 4 milioni di euro.

Oggi bisogna avere il coraggio di ripensare la funzione di un Ordine professionale che si rifà ad una Legge istitutiva che ha quasi 100 anni, provate a pensare come è cambiata la società in questi ultimi 100 anni e vi renderete conto che o si riparte da zero ripensando totalmente la funzione e i compiti di un Ordine professionale o bisogna chiuderli.

Vi riporto il post scritto da Giovanni Loi di anarchit pubblicato sul forum del Corriere.it e i relativi commenti:

Inviato da: Giovanni Loi il Lunedì, 02 Maggio 2011

Sin dal 1995 conduco una serissima battaglia sui bilanci dell’Ordine degli architetti di Milano.
I diversi Consigli che si sono succeduti hanno sempre aspramente censurato le mie considerazioni che attengono alle funzioni istituzionali di un Ordine professionale ed ai modi di finanziarlo, così come la legge prevede.
Posso assicurare che il Ministero della Giustizia, da me più volte chiamato in causa, ha ritenuto di non dover mai intervenire nel merito, consentendo, per più di 3 lustri, che si riproducesse una prassi che esula da quanto la legge prevede.
La norma che limita le spese di un Ordine come il nostro è sancita dal DdgL. n° 382 del 1944 che recita: “Art. 7 - Il Consiglio provvede alla amministrazione dei beni spettanti all’Ordine o Collegio e propone all’approvazione dell’assemblea il conto consuntivo ed il bilancio preventivo. Il Consiglio può, entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese dell’Ordine o Collegio, stabilire una tassa annuale, una tassa per il rilascio dei certificati e dei pareri per la liquidazione degli onorari.
Ferma rimanendo l’efficacia delle norme che impongono contributi a favore di enti previdenziali di categoria, nessun pagamento, oltre a quelli previsti da questo decreto, può essere imposto o riscosso per l’esercizio della professione a carico degli iscritti nell’albo.”
Per giudicare la bocciatura odierna dei Bilanci dell’Ordine di Milano, che personalmente, a fini di giustizia e di interesse pubblico, auspicavo sin dal 1995, bisogna conoscere quali sono le reali funzioni attribuite per legge ad un Ordine, ovvero ad un Ente sostitutivo dello Stato che detiene poteri di magistratura disciplinare nei confronti dei propri iscritti, i quali, sempre per legge, sono obbligati ad essere tali qualora intendano esercitare la libera professione.
Ebbene queste limitatissime funzioni sono: la tenuta e aggiornamento dell’Albo; stabilire il contributo annuo per essere iscritti all’Ordine; dare pareri sulle controversie professionali e sulla liquidazione degli onorari; vigilare sulla tutela dell’esercizio professionale.
Si può spiegare perché la norma del 1944 imponeva questi limiti. Perché al di là di questi limiti si potrebbe imporre una tassa che agevola la costituzione di qualche cosa di molto diverso che somiglia al vecchio sindacato unico ad iscrizione obbligatoria che proprio la stessa legge del 1944 aveva abolito.

Inviato da: Avolpato il Venerdì, 29 Aprile 2011

Milanesi ieri ho assistito ad un evento a dir poco soncertante! Nella Milano dell’expo, delle grandi infrastrutture, dei cantieri in ogni dove, delle gru che modificano la skyline della cittò, la Milano dell’eccellenza nonchè culla del design….gli architetti si rivioltano al loro Ordine Proessionale!!!!bocciando il bilancio consuntivo dell’esercizio 2010, con una votazione veramente testa a testa come nei film di suspance:73 aveti diritto al voto, di cui 69 votanti….34 favorevoli, 34contrati, una scheda bianca….quindi non superata la solgia del 50%+1 votante necessaria all’approvazione di un bilancio che “Cuba” 2 milioni di euro….

alla fine della votazione gli animi si scaldano, si ipotizza una seconda votazione in quanto tale circostanza non è mai successa…ma chi come me ieri c’era sà già che il ministrero di Graziea e Giustizia commissionerà il ricco e nutrito ordine degli architetti dellsa MIlano dell’Expo….

Cosa succederà della nostra città????

Inviato da: jlondon il Venerdì, 29 Aprile 2011

ordini professionali quanto di più corporativo e inutile ci possa essere

Inviato da: SuperMario il Venerdì, 29 Aprile 2011

Solo 69 votanti?
Vuol dire che gli architetti di Milano pagano le quote professionali e tacciono, disinteressati a come vengono gestiti i loro soldi e le loro pensioni.
Si vede che ne hanno già troppi.

Inviato da: bstucc il Venerdì, 29 Aprile 2011

E poi? Il parere di un ordine professionale è forse vincolante?

Inviato da: Scatulin del Luster il Venerdì, 29 Aprile 2011

Anche io c’ero.Ho fatto da presidente di seggio. Ringrazio Volpato per la sua disamina dell’accaduto. E’stato emblematico.
Su 12000 iscritti eravamo solo in 73! ma non stupitevi, gli anni passati i numeri erano addirittura più bassi!
Orbene ho appena terminato la telefonata con la Presidente dell’Ordine, sul fatto che essendo presidente di seggio nominato dagli iscritti, dovessi redigere un particolare verbale e/o recarmi anche oggi in sede. Mi ha tranquillizzato dicendomi “ma tu non hai dormito la notte per il problema della non approvazione del bilancio?”.
Confesso verso quasi 200 euro annui di quota di iscrizione e mi rugherebbe un po’ far precettare il mio Ordine professionale che ricordo, come è emerso ieri sera, ha anche compito di magistratura e deve controllare che gli iscritti si comportino rispettando etica e deontologia professionale.
Per legge però (ricordo risalente al ventennio), come ridadito da me e da altri colleghi intervenuti nella dichiarazione di voto, l’ordine ha il solo obbligo di tenuta elenco iscritti e suo aggiornamento e di controllo del rispetto delle norme professionali deontologiche degli stessi.
Non è scritto da nessuna parte nel codice civile ne riportato in alcuna Legge attualmente vigente che si debba con la propria quota OBBLIGATORIA necessaria per poter esercitare la professione, pagare siti internet, serate culturali, riviste, bella sede, pubblicazioni, viaggi di rappresentanza.

No non è d’obbligo per alcun iscritto.
Quindi voglio poter scegliere di quali servizi avvalermi. Allo stato attuale qualsiasi collega se vuole può partecipare e fruire dei servizi messigli a disposizione altrimenti li paga comunque, con la sua quota annuale per tutti gli altri che ne fanno uso…
Il fatto che dopo il mio intervento sia arrivato uno scroscio di applausi dai colleghi faceva presagire che il bilancio a consuntivo non venisse approvato. Ricordo a tutti che, se è vero che 200 euro all’anno non fanno la differenza per molti colleghi “arrivati”, la fanno eccome per tutti i giovani Architetti milanesi neo iscritti all’ordine che vengono sfruttati dai colleghi arrivati per 800-1000 mese in partita iva e oltretutto sono proprio coloro che lavorano alacremente e rendono realizzabili le cose che poi vedete per la città, nelle belle presentazioni: cad, rendering 3D, nuove tecnocnologie, housing sociale, design, insomma il futuro!e quindi Evviva la doppia quota: minimum tax per tutti e quota aggiuntiva per tutti i servizi in più!

Saluti! Scatu

Inviato da: Alexx il Venerdì, 29 Aprile 2011

Se l’ordine degli architetti è come quello dei medici non serve, per fare il medico ci vuole la laurea, l’esame di stato per l’abilitazione e per alcune cose la specialità, l’iscrizione all’ordine non è richiesta per lavorare negli ospedali o alle asl, è una cosa privata e facoltativa, quindi anche le minaccie di essere espulsi dall’ordine lasciano il tempo che trovano.
non lo sapevate ? beh ora si !!
Alexx

Inviato da: viktor_66 il Venerdì, 29 Aprile 2011

Fosse successo all’ordine dei commercialisti sarebbe stato splendido!

Re: Ordine degli architetti di milano non approvato bilancio consuntivo

Inviato da: Spider il Lunedì, 02 Maggio 2011

Chissà che succederà all’Ordine Avvocati… ho visto un bilancio a pareggio da oltre 6 mln…

Notizie da inarcassa n.3

inarcassanews

cari amici e colleghi prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di inarcassa.

Per leggere le precedenti newsletter vai al link.

INCONTRO CON I VERTICI DELLA CASSA

Il 20 aprile alle ore 17.00 presso l’NH Hotel in Corso d’Italia, 1 - Roma, si svolgerà un’incontro tra inarcassa e gli iscritti di Roma, l’incontro, richiesto dal sottoscritto e dall’ing. Croce ai sensi dell’art. 46 dello Statuto, è molto importante perché permette agli associati di chiedere chiarimenti in merito alle questioni e alle problematiche previdenziali e assistenziali.

Vi invito pertanto a partecipare numerosi si potranno inviare quesiti all’indirizzo incontri@inarcassa.it

L’incontro sarà preceduto alle ore 15,30 da un tavolo di creatività di Inarcommunity, il social network di Inarcassa.

1) Nella riunione del Comitato Nazionale Delegati del 24 e 25 Marzo, il Presidente, Architetto Paola Muratorio, ci ha informato sulle ultime novità:

a) Con Decreto interministeriale del 27 dicembre 2010 è stata approvata la modifica allo Statuto che, già da quest’anno, rende obbligatorio l’invio telematico della dichiarazione dei redditi e dei volumi d’affari  con termine unico al 31 ottobre di ogni anno.

Pertanto dimenticatevi la raccomandata ad agosto, basta compilare la dichiarazione attraverso Inarcassa On line, coloro che ancora non sono iscritti al servizio on line devono farlo al più presto, la procedura è stata molto semplificata dall’utilizzo della posta elettronica certificata.

Vi ricordo inoltre che attraverso Inarcassa On line, (che ha una nuova veste grafica), è possibile accedere a molti servizi utili tra cui il rilascio immediato della certificazione di regolarità contributiva.

Scomparirà anche la modulistica stampata tra cui il MAV che non verrà più inviato per posta ma si scaricherà direttamente su Inarcassa On line, tutto ciò porterà a un risparmio di alcune centinaia di migliaia di euro per inarcassa.

b) La situazione delle polizze sanitarie nelle Casse professionali ha reso inevitabile un aumento dei premi e alcune modifiche ai testi di polizza in vigore, la Cattolica resterà per il 2011 e nel 2012 verrà effettuata una nuova gara europea per l’assegnazione. I Consiglieri di Amministrazione di inarcassa ritengono che, nonostante gli aumenti, la nostra polizza sia ancora competitiva sul mercato.

c) Il cantiere di via Po, fermo per anni, sta procedendo speditamente, sono stati aggiornati alcuni capitoli di spesa relativi ai lavori e sono in corso trattative con un’importante azienda per l’affitto dell’immobile.

d) E’ stato presentato il nuovo servizio di news inarcassa a cura dell’architetto Giuseppe Santoro.

2) Si è passati poi alla discussione di un tema molto importante punto 5 all’odg:

Organismo di rappresentanza, sviluppo e sostegno dell’attività libero professionale dell’ingegnere e dell’architetto: esame progetto definitivo;

Nella giornata che ha preceduto il CND si sono svolti dei tavoli di lavoro sull’argomento al fine di facilitarne la discussione in Assemblea.

La Cassa ha ritenuto necessaria e non più rinviabile la costituzione di un Organismo per la difesa della categoria del libero professionista architetto e ingegnere.

La situazione della nostra categoria oggi in Italia la conosciamo tutti, può sembrare strano che un Ente che si occupa di previdenza si debba impegnare per fare un lavoro che spetterebbe ai Consigli Nazionali di Architetti e Ingegneri e ai Sindacati, ma la realtà la conosciamo bene e pertanto al fine di evitare la scomparsa dei liberi professionisti e la conseguente scomparsa della loro cassa di previdenza abbiamo deciso di muoverci subito con azioni concrete.

La discussione in CND si è articolata sulle modalità di creazione di questo organismo, dopo una giornata di interventi si è deciso:

- che la forma giuridica dell’Organismo sia una Fondazione di partecipazione;

- che lo Satuto preveda la possibilità per i Consigli Nazionali CNA e CNI e Sindacati di aderire successivamente come soci di capitale;

- che lo Statuto preveda la partecipazione come aderenti a istituzioni e Associazioni culturali che si occupano della professione di ingenere e architetto;

- che lo statuto preveda la partecipazione su base volontaria di iscritti ad inarcassa con la qualifica di sostenitori.

3) Nella seconda giornata si è parlato della modifica degli articoli 22.4 e 23.4 dello Statuto: esame bozza finale; e della modifica dell’art. 42, commi 2 e 3 dello Statuto.

In merito all’art. 42 il Consiglio di Amministrazione ha proposto la modifica della norma che ha permesso a coloro che erano iscritti in data anteriore al 29 gennaio 1981 di andare in pensione con l’anzianità minima di 20 anni e con il metodo di calcolo retributivo, l’obiettivo è quello di fissare un termine per usufruire di questa agevolazione che è molto vantaggiosa se paragonata alle attuali norme che regolano la pensione per i giovani iscritti.

La modifica è stata approvata, nonostante le proteste dell’ing. Brodolini, con alcuni emendamenti che hanno inserito una finestra di alcuni anni per continuare ad usufruire di tale agevolazione, terminata la quale si chiude la questione definitivamente.

In merito alla modifica degli articoli 22.4 e 23.4 dello Statuto, che riguarda le agevolazioni per i giovani iscritti, si è passati alla votazione del testo di modifica dello statuto proposto dal CdA, la questione va avanti da molti mesi (vedi link).

Il CdA ha posto la questione della copertura economica proponendo di suddividere il costo stimato, di 2.500.000 euro circa, su tutti gli iscritti con una quota supplettiva di 10 euro per due anni.

La proposta è stata fortemente respinta dai Delegati in quanto non è mai stato posto un problema simile e non si può creare un pericoloso precedente, per trovare una mediazione ho presentato una mozione che prevedeva l’utilizzo dei fondi risparmiati dalla modifica dell’art. 42, ma la mozione non è stata accettata per motivi procedurali.

Abbiamo allora proposto di dividere la votazione tra modifica dello statuto e decisionein merito alla copertura economica, il presidente dell’Assemblea ha accettato e si è passati alla votazione della modifica dello Statuto che è stata approvata.

In merito alla copertura economica si è passati alla votazione della mozione presentata da Oriella che prevede di ripartire il costo all’interno del bilancio di inarcassa senza ulteriori addebiti sugli iscritti.

Il Presidente Paola Muratorio ha dichiarato che in questo modo i Ministeri Vigilanti non approveranno la modifica.

Si è passati alla votazione che ha avuto esito positivo, ora tutto dipende da come gli uffici presenteranno la proposta ai Ministeri Vigilanti, il Direttore Generale si è impegnato a fare in modo che la modifica venga approvata.

4) In merito agli altri punti all’odg si è deliberato su:

- regolamento inabilità temporanea;

- regolamento generale per il sostegno a favore di professionisti a seguito di danni

causati da eventi calamitosi;

- aggiornamento dei coefficienti di capitalizzazione da applicare per il calcolo dell’onere di riscatto e ricongiunzione che sono stati aumentati.

VI RIASSUMO LE SCADENZE PER IL 2011:

30 aprile

saldo del conguaglio dei contributi previdenziali relativi all’anno 2009 con l’applicazione di un interesse dilatorio nella misura dell’1% fisso, (per chi non ha effettuato il versamento al 31/12/2010).

30 giugno

pagamento 1a  rata contributi minimi e contributo di maternità

31 agosto

versamento contributo integrativo professionisti non iscritti con partita IVA e Società di Ingegneria

30 settembre

pagamento 2a  rata contributi minimi e contributo di maternità

31 ottobre

presentazione Dich. 2010 (art. 36 dello Statuto) per via telematica tramite Inarcassa On line

31 dicembre

pagamento conguaglio contributo soggettivo ed integrativo relativo all’anno 2010 (artt. 22 e 23 dello Statuto)

Leopoldo Freryie è il nuovo Presidente degli Architetti italiani

Il 16 marzo 2011, nel corso della seduta di insediamento del nuovo Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, è stato eletto il nuovo presidente: l’architetto Leopoldo Freyrie.

Dalle prime dichiarazioni del nuovo presidente si ha l’impressione che sia un giovane appena arrivato e pieno di entusiasmo, in realtà a parte la relativa giovane età (52 anni, che per una architetto equivale a un bambino), è seduto sulle poltrone del Consiglio Nazionale degli Architetti da ben 13 anni!!!

Ha subito dichiarato:

E’ necessario che il nostro Paese abbia finalmente un riferimento certo, dal punto di vista normativo ed istituzionale, in materia di tutela e di promozione del patrimonio culturale e che si adottino adeguate politiche di promozione della qualità architettonica e progettuale in Italia e all’estero.”

“La grave crisi economica che ha investito il nostro Paese ha duramente colpito gli architetti italiani, aggravando le conseguenze di un mercato già asfittico, sovraccarico di burocrazia e afflitto dalla carenza di regole che garantiscano scelte meritocratiche. La politica continua a non cogliere il legame molto stretto che lega il superamento della crisi alla piena valorizzazione del contributo di idee e di  iniziativa delle professioni intellettuali che sono il motore dell’innovazione, dell’economia, dei valori della comunità e dell’ambiente”


“E’ vergognoso si sia ancora in attesa di quelle riforme - richieste da anni - che riguardano l’ordinamento professionale, la semplificazione normativa, gli incentivi per i giovani, gli strumenti concorsuali e meritocratici nella scelta dei progettisti. Noi non aspettiamo Godot: agiremo e sarà la politica a rincorrerci”


“Ma è ai giovani che dedicheremo le nostre maggiori energie: lavoreremo per impedire che un’intera generazione di giovani architetti - cui
dovremmo affidare la qualità dell’ambiente dell’Italia futura -  sia espulsa o addirittura non abbia la possibilità di entrare nella professione e nel mercato.”

“Siamo soddisfatti per la sentenza della Corte di Cassazione che, limitando lo sconfinamento delle attività dei geometri nelle professioni di architetto e di ingegnere, ristabilisce in modo inequivocabile il principio del rigoroso rispetto delle competenze professionali di ciascun soggetto.”


“Tra le altre priorità del nuovo Consiglio Nazionale quelle di proporre progetti per una rivalutazione dell’ambiente, del territorio e del patrimonio architettonico con iniziative per lo sviluppo sostenibile; così come per il recupero e la sostituzione dell’edilizia pericolosa e inabitabile; e progetti per la promozione e la rivalutazione degli spazi pubblici. A corollario, un forte impegno per la qualità dell’architettura, affinché la “meritocrazia del progetto”, con la diffusione dei concorsi di architettura, trovi spazio anche sul mercato”

“Voglio infine ricordare che l’architettura deve tornare ad assumere il suo naturale valore etico al servizio della società. Gli architetti italiani devono poter contribuire allo sviluppo civile del Paese interpretando e ritrasmettendole nei loro progetti le esigenze dei cittadini, sempre più consapevoli dell’importanza dell’architettura e dell’ambiente per la vita quotidiana. Siamo pronti promuovere un grande progetto per il Paese”.


Ora io mi chiedo:

  • quali politiche di promozione della qualità architettonica e progettuale sono state adottate in questi 13 anni dal CNA ?
  • quali politiche sono state adottate per contrastare la crisi economica che ha colpito gli architetti italiani ?
  • che cosa è stato fatto per valorizzare le professioni intellettuali?
  • perché siamo ancora in attesa delle riforme necessarie che riguardano l’ordinamento professionale?
  • perché il CNA si compiace di una sentenza della Cassazione, che ribadisce per l’ennesima volta che i geometri non possono progettare quasi nulla, invece di agire presso le Amministrazioni e gli Ordini provinciali affinché vigilino e intervengano in merito?
  • che cosa ha fatto il CNA in questi 13 anni per impedire che i giovani siano espulsi dal mercato della professione?
  • in che modo in questi 13 anni il CNA  si è adoperato vigilando sui concorsi affinché la “meritocrazia del progetto” sia stata salvaguardata?
  • perché oggi dichiarate di essere pronti a promuovere un grande progetto per il Paese e non siete stati pronti per 13 anni?

Gli Architetti italiani sono stanti di sentire proclami vogliono i fatti, pertanto invitiamo il nuovo presidente a fare meno proclami e ad agire nell’interesse di tutti e a dimostrarci che per 13 anni si era distratto e oggi ha deciso di intervenire.

Allego un contributo che ci è pervenuto dall’amico Giovanni Loi di anarchit di Milano, evidentemente i milanesi conoscono il nuovo presidente meglio di noi.

I ’sinistri’ architetti del politecnico di Milano hanno finalmente conquistato lo scranno più alto del CNA, grazie alle solite manovre di…Palazzo

Dissociarsi dalla recente nomina dell’architetto Leopoldo Freyrie a Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, credo sia un obbligo, per chi, come me, è indipendente dalle lobby di partito o dalla malsana idea che debba esistere un’architettura di Regime da sottoporre al controllo di una corporazione.

Ma chi sarà mai Leopoldo Freyrie, il cosiddetto “rampollo di famiglia” - come molti iscritti all’Ordine di Milano lo considerano - che ha finalmente coronato il sogno di suo papà di diventare il numero uno della corporazione di piacentiniana memoria?

Il miglior architetto italiano?

La ‘matita’ più raffinata della nostrana arte di edificare?

L’intellettuale più attento alle dinamiche della disciplina?

Non ci pare!

Piuttosto, grazie ai suoi sponsor, egli può essere definito, a nostro modesto giudizio, il più diligente e malleabile esponente del sinistro Gotha politecnico milanese che, pensando di essere sempre molto vicino ‘all’Architetto dell’Universo’, distingue i buoni dai cattivi architetti, partendo esclusivamente dal pedigree familiare o dal loro diplomatico modo di dire sempre di si.

Sponsor principale nell’ascesa del giovane “rampollo” della Milano da bere è il ’sinistro’ consiglio dell’Ordine degli architetti di Milano, che lancia i suoi strali sulla professione ‘rinascimentale’ dalla ricchissima sede via Solferino, ovvero proprio dal politecnico Castello kafkiano da dove ha giocato la sua strategica partita a scacchi per accaparrarsi lo scranno più alto del CNA, solo per inibire la scalata al potere di Amedeo Schiattarella, odiato Presidente dell’Ordine di Roma.

Battaglia, senza esclusione di colpi, finita con la vittoria della città lombarda sulla città capitolina.

Intendiamoci…i due attori della cosiddetta ‘contesa di Palazzo’ appartengono alla medesima area politica, quella ideologico/culturale che controlla da decenni il mondo dell’architettura nazional/popolare, sia dal lato della formazione che da quello della professione e che non sembra avere culturalmente nulla di diverso da quella che controllava il mondo dell’architettura nostrana durante il ventennio (parola dello storico Paolo Nicoloso).

Cosa ci dobbiamo allora aspettare dalla nomina del “rampollo di famiglia”?

Nulla di rivoluzionario, come si capisce dalle prime esternazioni dello stesso Freyrie.

Egli non rappresenta che la continuità in seno al peggior momento storico dell’arte nostrana, il: “talis pater… talis filius”, l’incarnazione della solita e discriminante retorica di Regime che articola le sue dissertazioni sulla cosiddetta professione tecnica che rappresenterebbe, a dir di lor Signori, la quinta essenza dell’architettura colta dell’Italia umbertina dei 150 anni.

Ciò che caratterizza il “figliol prodigo” pensiero è sinteticamente riportato in un vecchio articolo di anarchit del 2007 che, come si converrà, risulta fondamentale per i destini della disciplina codificata da Leon Battista Alberti: http://www.anarchit.org/article.php3?id_article=164

A buon intenditor…poche parole.

Un sintetico chiarimento si impone dopo la mia più recente comunicazione sul CNA.

Criticare la nomina del nuovo Presidente non è il mio nuovo passatempo del fine settimana.

Vi sarete infatti accorti che il sito anarchit è fermo da un anno e che le mie esternazioni sono state inesistenti in questo lungo periodo.

Vi assicuro che farei volentieri a meno di scrivere, ma la questione è troppo grave perché venga lasciata passare sotto silenzio.

Il mercato dell’architettura (non quindi quello dell’edilizia più volgare) in Italia è praticamente inesistente e la maggior parte di noi si barcamena in un combattimento quotidiano per inventare il proprio lavoro nella mediocrità, in concorrenza con altri professionisti esclusivamente tecnici, che non hanno la più pallida idea di cosa sia veramente la disciplina dell’architettura.

Questi tecnici capaci soltanto di fare qualunque cosa gli venga chiesto ci criticano, quando non ci deridono, per il nostro rigido atteggiamento da “disegnatori di carte da parati”. Ci considerano degli incapaci, quando non dei fanfaroni e ci tollerano solo perché non possono fare diversamente.

La figura più significativa di questo cialtroname tecnico è il funzionario pubblico nostrano, sempre molto ignorante, ma molto moralista anche se quasi sempre corrotto nel profondo, quando usa due persi e due misure a seconda di chi presenta, non progetti, ma pratiche edilizie.

So benissimo che parecchi architetti (o cosiddetti) sposano, per scelta o per pura necessità, l’ideologia progressista del progettista/tecnico dell’Italietta dei 150 anni e non capiscono, o meglio, fanno finta di non capire cosa io (anarchit) abbia inteso dire quando mi sono scagliato contro l’ideologia politecnica milanese dell’architettura degli ingegneri.

Vorrei però ricordare a tutti che mi sono laureato in un politecnico svizzero e non posso essere considerato il nemico incompetente,  visto che conosco molto bene e dall’interno i ‘polli’ più rigidi di quell’ideologico pollaio tecnicistico.

La nomina di Freyrie è il colpo definitivo e mortale all’architettura. Con Freyrie il CNA non è più altro che il CNI e rappresenta ormai l’incultura disciplinare di una becera ideologia modernista che ha perso completamente la bussola della storia delle idee.

Chi si farà rappresentare da Freyrie senza fiatare, per favore non faccia più finta di essere un architetto, perché quella storia rinascimentale, che ancora del nostro stivale (diviso) rimane una delle poche cosa serie riconosciute in tutto il mondo, non gli appartiene proprio.

Parli d’altro quindi… si faccia chiamare finalmente ingegnere di serie B, si occupi delle pratichette edilizie per portare a casa la pagnotta, ma la smetta di fare finta di essere ciò che non è.

Pronto a qualunque scontro con chiunque lo ritenga opportuno, vi saluto cordialmente, come sempre.

Giovanni Loi

Redazione Anarchit

Arch. Giovanni Loi

via Balilla 22

20136 MILANO

Milleproroghe: nessuno lo vuole, tutti lo usano

Il 02 marzo 2011, 23  Presidenti di altrettanti Ordini degli Architetti italiani, hanno sentito il dovere di sottoscrivere un documento per prendere le distanze dall’inserimento, nel decreto milleproroghe (approvato in parlamento con la fiducia nella seduta del 26 febbraio 2011), della norma che prevede l’aumento da 2 a 3, il limite dei mandati per i consiglieri degli Ordini di architetti PPC, ingegneri, agronomi, assistenti sociali, biologi, chimici, geologi che sono in carica al 26.2.2011.

La modifica ha suscitato polemiche (vedi post precedente) anche perché, la norma che introduceva il limite di due mandati (il DPR 169/2005), era stata approvata da appena 5 anni e faceva salvi i mandati precedenti nel momento di entrata in vigore.

E’ curioso che molti Presidenti che hanno sottoscritto il documento, in cui si chiede che venga al più presto modificato il provvedimento giungendo finalmente ad una riforma organica del sistema di regole democratiche del mondo ordinistico, hanno alle spalle molti anni di permanenza continua nel Consiglio, alcuni da più di 10 anni.

Ora mi chiedo, ma se sono così contrari ad una norma che permette di allungare il mandato dei Consiglieri tanto da sentire il bisogno di emanare un documento che  afferma con forza la negatività di questa legge, perché non si scandalizzano della loro stessa presenza continuata nei Consigli per svariati anni?

Il Presidente dell’Ordine di Roma il 25 febbraio ha, per primo, espresso nettamente la sua contrarietà alla norma (vedi documento), peccato che il 24 giugno 2009 ad Ancona in occasione della CONFERENZA NAZIONALE DEGLI ORDINI DEGLI ARCHITETTI – PIANIFICATORI – PAESAGGISTI - CONSERVATORI, abbia dichiarato il contrario (vedi verbale pag. 8), ma si sa in politica si cambiano spesso le idee.

In definitiva si rimane perplessi nel constatare che, in un periodo dove gli architetti vivono grandissime difficoltà:

  • crisi finanziaria
  • legge sugli appalti pubblici che nega l’accesso agli incarichi al 95% dei professionisti
  • concorsi di architettura che non si fanno più, (quei pochi che si fanno è come non averli fatti)
  • competenze professionali in grande confusione
  • normative impazzite che impediscono ai professionisti di lavorare serenamente
  • una legge per l’architettura da decenni annunciata e mai realizzata
  • università allo sbando
  • deontologia mai applicata
  • esercizio abusivo della professione mai condannato
  • ………………………….

quello che più interessa a molti Presidenti dei nostri Ordini è prendere le distanze da una norma che loro già applicano di fatto da molti anni.


Elezioni CNA, il vecchio che avanza

Finalmente, dopo più di due mesi, sono arrivati i dati ufficiali delle elezioni del nuovo Consiglio Nazionale degli Architetti, templi biblici nell’era dell’informatica in cui viviamo.

I risultati non sono molto confortanti per chi sperava in un totale  rinnovamento del Consiglio, rinnovamento che era indispensabile per avviare una nuovo ciclo che avrebbe dovuto dare una scossa alla condizione in cui versano gli architetti italiani, una specie in via di estinzione.

Inuovi eletti sono:

-    Cacciaguerra Giorgio (Udine) con 364 voti

-    Caprio Pasquale (Salerno) con 319 voti

-    Capuani Matteo (Frosinone) con 380 voti

-    Cola Simone (Sondrio) con 364 voti

-    Favaron Ferruccio (Lecco) con 367 voti

-    Felicetti Pasquale (Pescara) con 382

-    Frasca Raffaello (Palermo) con 338 voti

-    Freyrie Leopoldo Emilio (Milano) con 358 voti

-    Frison Franco (Belluno) con 381 voti

-    Gallione Massimo (Lecco) con 365 voti

-    La Mendola Salvatore (Agrigento) con 372 voti

-    Marata Alessandro (Bologna) con 373 voti

-    Podestà Domenico (Genova) con 345 voti

-    Pisciotta Paolo (Napoli) con 318 voti


Mentre per la sezione B:

-    Borinato Lisa (Vicenza) con 343 voti

La metà dei neoeletti ha alle spalle almeno un mandato, alcuni sono in carica dal 1997 e con la norma, appena approvata in Parlamento, potranno rimanerci per altri 10 anni.

La media dell’età dei nuovi Consiglieri è di 55 anni, sensibilmente inferiore rispetto al precedente Consiglio, dato positivo, anche se rimane notevolmente superiore in confronto alla media di età di tutti gli iscritti agli Ordini provinciali che è di 43 anni.

Ciò vuol dire che non si sono ripresentati i “più anziani” anche se le “matricole”, a  parte l’architetto iunior, hanno una media di età di 58,5 anni, notevolmente superiore quindi alla media di coloro che hanno almeno un mandato alle spalle, in definitiva sembra che il nuovo venga dai “vecchi” Consiglieri.

L’età non serve a misurare la qualità del Consiglio e non garantisce per forza un rinnovamento, ma da questa analisi traspare che il metodo per nominare i nuovi Consiglieri è stato improntato sulle vecchie logiche della politica di far entrare chi porta più voti.

Ciò che colpisce maggiormente, guardando le composizioni dei Consigli Nazionali dal 1948 ad oggi, è che mentre prima a farla da padrone erano le grandi città, oggi sono le città minori che comandano e hanno un’egemonia notevolmente sproporzionata rispetto al numero degli iscritti che rappresentano.

Il vero sconfitto di queste elezioni è l’Ordine di Roma che, per la prima volta nella storia, non ha un rappresentante nel Consiglio Nazionale.

Nel passato l’Ordine di Roma ha avuto ben:

4 Presidenti (Gennari, Foschini, Busirivici, Michelato)

2 Vicepresidenti (Marconi, Moretti)

4 Segretari (Fariello, Berarducci, Ventura, Michelato).

Sicuramente non ha pagato la politica dell’Ordine di Roma di questi ultimi anni, ovvero proporsi come alternativa al CNA mettendosi in competizione con esso per le politiche di categoria su base nazionale, perdendo di vista le problematiche locali, si è così alimentato un clima di scontro che invece di portare un beneficio si è rivelato controproducente.

Si è parlato di ricorsi per invalidare le elezioni del CNA, non è più il tempo di dividerci, oggi bisogna cambiare pagina, non possiamo più permetterci altre divisioni, mentre noi litighiamo la nostra barca affonda con tutti i 140.000 architetti a bordo, impariamo dai Geometri.

Speriamo che il nuovo CNA voglia intraprendere questa strada.