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Nuovi Codici Deontologici a sorpresa

Appena tornati dalle vacanze, gli architetti italiani hanno scoperto, con grande stupore, l’immediata entrata in vigore, (1 settembre 2009), del loro nuovo Codice Deontologico.

Ero stato informato della novità, in anticipo, da Giovanni Loi di anarchit che ha pubblicato, nel mese di luglio nel suo blog, un interessante articolo a rigurado. La cosa che più mi ha stupito è che nessuno tra gli architetti, nemmeno quelli più vicini alle vicende del Consiglio Nazionale, era minimamente a conoscenza dell’immediata entrata in vigore di questo nuovo Codice, questo la dice lunga su come si è arrivati all’approvazione del testo.

In un articolo su archiworld magazine, il Vicepresidente del CNA Parmeggiani, afferma che: “L’approvazione del nuovo Codice è nata dopo un iter di elaborazione nelle Assemblee, nei congressi Provinciali, Regionali e Nazionale di Palermo per addivenire ad un testo, il più possibile condiviso”; ero a Palermo e non mi sembra se ne sia discusso, ho parlato con rappresentanti di alcuni Ordini provinciali e non erano a conoscenza dei suoi contenuti tanto è vero che l’Ordine di Roma e non solo, ne hanno preso le distanze, ne risulta quindi che un testo così importante per gli architetti italiani sia stato imposto dal CNA, attribuendosi poteri che non gli competono, senza alcuna condivisione con gli organi provinciali, ciò è molto grave in quanto ci sono temi di enorme mportanza nella vita professionale di un architetto.

Per entrare nel merito dei contenuti, ritengo particolarmente pericolosi e poco attinenti al codice etico di un professionista, alcuni articoli tra cui l’art. 34, dove  si parla di standard prestazionali. In pratica il CNA stabilisce quali sono i requisiti che un architetto deve avere per svolgere il proprio lavoro. L’art. 7 parla dell’aggiornamento, anche qui il CNA si attribuisce poteri pericolosi che potrebbero diventare discriminanti imponendo un suo criterio d’aggiornamento. L’art. 10 parla della responsabilità patrimoniale, l’architetto si deve porre nelle condizioni di poter risarcire eventuali danni cagionati nell’esercizio della professione, credo che aver messo quest’articolo nelle norme deontologiche è come dire che se non sei ricco non puoi fare l’architetto, ogni cittadino risponde dei danni cagionati, volerlo specificare sembra avere secondi fini, si intravede una volontà di creare professionisti di serie A e professionisti di serie B.

In un articolo sul tema, Enrico Milone, fa notare che sono scomparse le norme sulle incompatibilità, per esempio quella tra docenti universitari e libera professione, forse non è una dimenticanza ma una precisa volontà di non perseguire i professionisti che non rispettano ormai da anni precise e chiare leggi di questo paese, ne è una dimostrazione la giustificazione del rappresentante del CNA Parmeggiani che afferma: “sono state eliminate norme che, essendo contenute nella legge ordinaria, non avevano necessità di ulteriori conferme di carattere prescrittivo”,  perché devo confermare una legge che già non si rispetta?

La cosa che trovo più aberrante è che il Vicepresidente del CNA dica in conclusione del suo articolo, che  il Codice Deontologico non deve essere uno strumento punitivo ma preventivo, ancora una volta si vuole dare per buona una prassi ormai comune agli ordini provinciali, ovvero quella di non punire i propri iscritti sulla deontologia, non capendo che per salvarne qualcuno si arreca un grave danno a tutta la categoria.

Termino con due domande al neo presidente del CNA, perché il Consiglio Nazionale non ha informato i propri iscritti dell’entrata in vigore  del nuovo Codice con la dovuta importanza che meritava? Forse si vergogna dei suoi contenuti ?

Perché sono stati fatti ben sette Codici Deontologici, uno per ogni categoria, (architetto, pianificatore, paesaggista, conservatore, architetto iunior e pianificatore iunior), quando sono praticamente identici ?

scarica i nuovi codici

Risposta telegrafica e scaricabarile di Brunetta

Gentili Architetti, in riscontro alle Vs. note del 30 novembre u.s., che abbiamo letto con vivo interesse, approfondiremo le questioni ivi avanzate, in primo luogo coinvolgendo gli Uffici del Ministro della Semplificazione normativa, sen. Calderoli, che hanno proposto l’inserimento della norma in questione nell’ambito del disegno di legge collegato alla manovra finanziaria“.

Ministro Renato Brunetta

Campidoglio 2: un’altra occasione persa

9 settembre 2009

E’ possibile che i nostri politici non abbiano alcuna sensibilità per l’architettura ? Diceva Gio Ponti, ispiratore del nome del nostro Movimento, che bisogna insegnare ai politici l’architettura, sono passati più di 50 anni ma la situazione è soltanto peggiorata, quando  avremo un Presidente del Consiglio, come in Francia, che nei suoi discorsi esalta il valore dell’architettura contemporanea riconoscendo il valore del progetto e l’importanza di intervenire anche nei centri storici, perchè l’architettura deve essere ed è un espressione culturale del tempo in cui viviamo.

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La cosa che colpisce nell’azzeramento del concorso Campidoglio 2 è che la motivazione ufficiale è la seguente: non è più la soluzione più confacente all’interesse pubblico, in quanto scelto sulla base di criteri selettivi elaborati nell’originaria e diversa prospettiva dell’appalto e dunque non può essere messo in gara nella nuova direzione della finanza di progetto. In parole povere, non ci sono più i soldi, peccato che la legge imponga la copertura finanziaria prima di realizzare un concorso di progettazione, e quindi si decide di affidare tutto ai privati, sappiamo bene come sarà rispettato l’interesse pubblico affidando tutto ai privati soprattutto dal punto di vista della qualità architettonica.

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E’ ora di finirla con questi concorsi farsa, è stato calcolato che su 1000 se ne realizza 1, se poi a ciò si aggiunge che in molti casi, come in quello di Campidoglio 2, si blocca anche la parcella dell’architetto ben 500,000 euro allora la situazione diventa insostenibile, bisogna reagire con forza!!!

Non c’è alcun rispetto per il progettista dal più piccolo incarico di ristrutturazione svolto da un giovane professionista al più grande incarico svolto dall’architetto noto, siamo socialmente inutili !!!!!!!!

Esprimiamo la nostra solidarietà a Mario Cucinella e lo invitiamo a combattere con noi per la difesa dell’Architettura e del ruolo dell’Architetto.

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Amate l’Architettura e il Giornale dell’architettura

E’ in quest’ottica che nasce la collaborazione tra il Giornale e il nostro Movimento, è in previsione nel prossimo autunno un evento che si terrà a Roma che coinvolgerà anche altre Associazioni, di cui il Giornale si fa promotore, nel mese di luglio-agosto hanno pubblicato un nostro articolo sul 6° Forum dell’edilizia organizzato dal Sole 24 ore, seguiranno altri articoli su vari temi nei prossimi numeri del Giornale.

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Pubblichiamo il testo integrale dell’articolo uscito sul Giornale dell’architettura di lug-ago 2009:

Martedì 23 giugno, a Roma, si è svolto il 6° Forum organizzato da Edilizia e Territorio gruppo 24 Ore. Nella mattinata il tema era: “Piano casa e infrastrutture: le costruzioni aiutano realmente la ripresa economica?”. Al dibattito erano presenti politici, amministratori di società pubbliche e private nonché il rappresentante delle imprese edili Paolo Buzzetti (ANCE).

I lavori sono stati introdotti da una relazione di Bellicini, (CRESME), puntuale e dettagliata come sempre, in cui ha evidenziato, con dati e grafici, il boom immobiliare sviluppatosi in Italia e nel mondo cominciato alla fine degli anni ‘90 e che ha raggiunto il suo apice nel 2006-2007.

L’industria delle costruzioni ha rappresentato nell’ultimo decennio un importante volano per l’economia, gli investimenti in edilizia in Italia sono cresciuti in percentuale con valori molto più alti dell’incremento del pil. Il boom edilizio è stato accompagnato da un’impressionante crescita degli operatori del settore: costruttori, agenzie immobiliari, intermediari etc., basti pensare che le imprese edili sono passate da 330.000 nel 1995 a 770.000 nel 2007,(più di 10 imprese per ogni architetto libero professionista). E’ inutile dire che di questo boom edilizio, gli unici a non averne giovato sono gli architetti che sono stati gradualmente eliminati dalla normativa sui lavori pubblici (e non solo).

Bellicini conclude il suo intervento esponendo la situazione attuale di forte crisi che ha causato un improvviso blocco dell’attività nelle costruzioni, dimostrando che soltanto il piano casa può risollevare l’economia del settore; ha stimato che se soltanto il 10% dei cittadini che ne hanno diritto, utilizzassero il piano casa, si svilupperebbero investimenti per 60 miliardi di euro con grande felicità dei costruttori.

Gli interventi dei politici e amministratori che si sono susseguiti, sono stati, come al solito, noiosi e scontati, a ravvivare il dibattito è stato un fuori programma: l’invasione della sala da parte di un gruppo di cittadini romani sfrattati che protestavano contro le speculazioni edilizie e la mancanza di case per i non abbienti; dopo qualche attimo di tensione, è stata data la parola ad un rappresentante dei dimostranti che con chiarezza di linguaggio e conoscenza delle leggi ha esposto le loro rimostranze.

Colpisce il fatto che, gli sfrattati siano stati i primi a parlare di qualità urbana, imbruttimento delle città, vivibilità urbana (nessuno tra i relatori finora ne aveva fatto cenno). Gli stessi hanno poi evidenziato come il Piano Regolatore di Roma, emanato da una giunta di centro-sinistra, preveda 70 milioni di metri cubi edificabili ma nulla per l’edilizia popolare.

Certamente questi cittadini non hanno tutti i torti, in quanto vivono in un paese dove, da più di 30 anni, non esiste una politica per la casa.

Terminata l’invasione dei senza tetto, il dibattito è proseguito con gli interventi, tra gli altri, di Buzzetti (ANCE), il suo intervento, come la sua recente relazione agli Stati Generali dell’edilizia, verteva sulla grave crisi del settore delle costruzioni: la caduta della richiesta dei materiali, la mancanza di investimenti nelle infrastrutture, il problema del credito alle imprese. In merito al suddetto intervento tre sono i punti che vorrei sottolineare:

1) l’importanza della manutenzione nelle opere edilizie (troppo spesso gli amministratori , dopo la realizzazione di un opera, l’abbandonano a se stessa e dopo 10 anni, puntualmente, se la prendano con il progettista perchè l’edificio “casca a pezzi”);

2) la necessità improrogabile di azzerare l’attuale normativa sui lavori pubblici e ripartire ex novo;

3) l’importanza del segno architettonico e, quindi, della qualità dell’architettura in un eventuale piano di housing sociale (peccato che la maggior parte dei costruttori da lui rappresentati non la pensi così!).

Nel pomeriggio sono seguite le relazioni tecniche su: piano casa, sostituzione urbana e new town.

Un dato importante che emerge dal dibattito della mattina, cui avrei preferito che partecipasse un architetto, è che nessuno dei relatori (rappresentante imprese, politici, amministratori, giornalisti) identifica la qualità con la qualità architettonica ma unicamente come qualità dei materiali, delle tecnologie bioclimatiche e non etc etc. Ciò probabilmente perchè da tempo si è perso il valore aggiunto del progetto e, quindi, l’importanza del ruolo del progettista, che dovrebbe essere architetto e non geometra o ingegnere o peggio ancora l’impresa edile (ne è una dimostrazione l’ultima versione del codice degli appalti).

Occorre rammentare che non si può prescindere da un rapporto diretto e complementare tra impresa di costruzione e architetto, come, peraltro, aveva previsto Bruno Zevi, (disatteso dai suoi successori), fondando 50 anni fa L’INARCH.

Bliz anti posteggiatori, c’è pure un architetto

Dei 14 fermati, che dovranno pagare ciascuno una contravvenzione pari a 709 euro per esercizio abusivo, dieci sono palermitani, nove dei quali con precedenti penali, e quattro stranieri. Uno di questi, originario del Togo, sul quale pendeva un ordine di espulsione emesso dal questore il 29 maggio, è stato arrestato. Un altro è risultato in regola con il premesso di soggiorno, mentre la posizione di due ganesi è tuttora in corso di accertamento.

Fra i palermitani fermati, anche un architetto di 36 anni, libero professionista regolarmente iscritto all´albo e disoccupato dall´ottobre dello scorso anno. I poliziotti del commissariato Politeama lo hanno fermato in via Croci, nei pressi della Sovrintendenza con alcuni spiccioli in tasca. Quando gli agenti gli hanno chiesto i documenti di riconoscimento, il posteggiatore ha esibito la tessera di iscrizione all´albo. L´architetto posteggiatore ha raccontato di aver prestato regolarmente attività professionale in uno studio fino a ottobre, poi il licenziamento. «Non sono in grado di commettere reati violenti, né li voglio commettere - ha detto ai poliziotti il professionista - Ho scelto di fare il posteggiatore perché crea meno allarme sociale». Durante la perquisizione ha consegnato il guadagno di giornata: pochi spiccioli. L´architetto non ha una casa e attualmente è ospite di amici.

L´operazione condotta dalla polizia, con l´intervento dei vigili urbani che hanno chiuso le vie del centro per evitare la fuga dei posteggiatori, è stata ordinata dal questore. Il servizio ha riguardato una zona molto vasta del centro città. Al setaccio via Cavour, piazza Castelnuovo, via Gaetano Daita, via Villermosa, via Principe di Villafranca, via XX Settembre, via Ruggero Settimo, via Mariano Stabile, piazza Croci e in via Simone Corleo. Nell´operazione è stato impegnato anche un elicottero.

«Il servizio - fanno sapere dall´ufficio di gabinetto della questura - nasce a seguito delle numerose segnalazioni giunte alla polizia nel corso degli ultimi giorni da parte di cittadini allarmati e infastiditi da richieste di denaro loro indirizzate da posteggiatori molto insistenti. Episodi che avevano già portato, nei giorni scorsi, alla denuncia penale di due posteggiatori, peraltro già sanzionati».

Nel 2008 sono stati quasi un centinaio i posteggiatori abusivi fermati in città. Qualche automobilista aveva anche pensato di lanciare sul web una raccolta firme contro di loro da presentare al sindaco. Una presenza costante - quella di chi chiede soldi per la sosta - ai concerti, nelle piazze più affollate della città, nelle strade del centro come nelle vie in prossimità di uffici e banche. Al velodromo, lo scorso anno, allo show di Ligabue, gli agenti del commissariato San Lorenzo frenarono 42 posteggiatori abusivi. Ventotto quelli bloccati appena un mese fa. Due gli arrestati sabato scorso.