Archivio Autore

Gli architetti italiani sono ormai degli Zombies

Un recente articolo di Ilenia Cicirello pubblicato su lavoripubblici.it, ci dimostra ancora una volta, ciò che ormai denunciamo da tempo, la scomparsa degli architetti liberi professionisti in Italia.

Nell’articolo si fa riferimento a un piano Nazionale predisposto dal Governo all’interno del Decreto Sviluppo per lo sviluppo e la riqualificazione delle città, in cui sono citati tutti tranne i professionisti.

La cabina di regia è formata da rappresentanti di Regioni, Ministeri, Società di Investimento ma si sono guardati bene dal coinvolgere il mondo dei professionisti.

Il futuro è ormai nelle mani delle grandi società, delle imprese di costruzione e nessuno vuole perdere più tempo con qualcuno che svolge un lavoro intellettuale, tutto si basa sul mercato.

Nel frattempo gli Ordini professionali e il nostro CNA si preoccupano di come poter mettere ulteriori tasse e gabelle sui professionisti e fare soldi con la formazione continua obbligatoria, ci si mette poi anche la Fornero a darci il colpo di grazia con la cassa di previdenza, a luglio verrà approvata una riforma che dimezzerà le nostre pensioni aumentando i contributi minimi da versare e togliendo di fatto la pensione minima.

Il fantomatico Decreto che doveva riformare gli Ordini professionali, creati nel ventennio fascista con un regolamento del 1925, si riduce all’inserimento dell’assicurazione obbligatoria, alla formazione continua per tutti gli iscritti all’ordine, alla completa liberalizzazione della pubblicità e di conseguenza della deontologia all’inserimento del tirocinio obbligatorio, per il momento gratuito, di tutti i nuovi iscritti.

Non vengono risolti minimamente i problemi relativi alle competenze professionali, agli incarichi pubblici, ai concorsi di progettazione, alla formazione universitaria, alla legge per l’architettura, alle normative pazze e a molto altro.

I professionisti ringraziano e si organizzano per trovare un altro lavoro dopo aver studiato diversi anni e aver provato a fare la libera professione.

La cosa che più ci rattrista è vedere colleghi, che siedono da decenni sulla poltrona di Consigliere o Presidente di un Ordine o di un Consiglio Nazionale, impiegare il loro tempo, non nel cercare di risolvere i nostri problemi opponendosi a una politica sempre più cieca di fronte all’Architettura, ma nel trovare il sistema per cacciare un iscritto che non è in regola con l’assicurazione professionale o con la formazione obbligatoria, poi i colleghi delinquenti che compiono reati nessuno li tocca e continuano a lavorare indisturbati.

Serve una mobilitazione di tutti gli iscritti se non vogliamo morire lentamente.

Open House Roma: 5-6 maggio 2012

Finalmente a Roma, il 5 e il 6 maggio, un evento che promuove l’Architettura, in particolare quella contemporanea, che ha bisogno, soprattutto in questo momento, di essere valorizzata per non ripiombare nell’immobilismo a cui siamo purtroppo abituati.

Prenota la tua visita sul sito Open House Roma

Open House nasce in Inghilterra 20 anni fa, con l’obiettivo di far scoprire i luoghi segreti più belli nelle maggiori città, grazie al grande successo di pubblico che ha riscontrato, si è diffusa in varie parti del mondo.

Quest’anno arriva a Roma, grazie all’impegno volontario di un gruppo di giovani architetti, Roma è una piazza molto difficile per la promozione dell’Architettura, personalmente ci provo da più di 15 anni, con l’associazione ared, a valorizzare e a far conoscere l’architettura contemporanea di Roma ai gruppi di stranieri che giungono nella capitale, ma non è facile.

Chi viene per la prima volta a Roma vuole vedere San Pietro, il Colosseo, i Fori imperiali, ma non ha nessuna intenzione di visitare le Architetture contemporanee, del resto, fino a poco più di 10 anni fa, c’era ben poco da vedere, con la realizzazione dell’Auditorium, dell’AraPacis, della chiesa di Tor Tre Teste, del Macro e del MAXXI, le cose sono cambiate.

Ma oggi rischiamo di fermare tutto e di ricadere nell’errore di mummificare questa città.

Ben vengano queste iniziative per far capire ai cittadini l’importanza dell’Architettura e il valore sociale e culturale dell’architetto, speriamo che ci sarà una forte partecipazione della popolazione.

L’obiettivo è soprattutto quello di far visitare luoghi non accessibili, perché privati, e spesso sconosciuti, consultando il programma di Roma scoprirete sicuramente architetture di cui ignoravate l’esistenza.

mime-attachment

Open House è una iniziativa semplice ma rivoluzionaria: una volta all’anno, per il tempo di un fine settimana, si aprono al pubblico con visite guidate gratuite, luoghi di alto interesse architettonico della città, alcuni dei quali solitamente inaccessibili.

L’evento prevede la realizzazione contemporanea di visite guidate in cento siti di ogni epoca sul territorio capitolino, organizzati per aree omogenee percorribili a piedi o in bici.

I progettisti di molti edifici contemporanei inseriti nel programma guideranno personalmente le visite.

La programmazione delle attività durante l’evento si snoderà attraverso 4 aree omogenee. I siti aperti al pubblico si concentreranno soprattutto sull’asse che attraverso il Centro Storico collega i quartieri Olimpico – Flaminio a nord fino all’EUR a sud. L’area della Stazione Tiburtina completerà la definizione territoriale del programma.

Open House Worldwide è un’organizzazione internazionale con sede centrale a Londra. Dispone di sedi indipendenti in Europa, America, Medio Oriente e Australia. Ogni settembre Open House London apre le porte di 700 edifici e richiama oltre 300.000 visitatori. Attivo dal 2002, Open House New York oggi conta oltre 185.000 presenze ad ogni suo evento.

L’evento è organizzato dall’associazione culturale Open City Roma.

Partner istituzionali:

Ordine degli Architetti di Roma e Provincia

Patrocinio di:

Senato della Repubblica

Roma Capitale

Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma

Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre

Media Partner: Domus

Promoter: FGTecnopolo

Partner: Open House Worldwide, ATAC, EUR SpA, HDI assicurazioni, Arti Grafiche Boccia, Green Building Council Italia, Piano B Architetti Associati, Qomu, Pallini.

Supporter: In/Arch LazioDo.Co.Mo.Mo. Italia, Fondazione Bruno Zevi, Accademia di S.Luca

INFO :

www.openhouseroma.org; www.openhouseworldwide.org;

Pagina FB di Open House Roma;

Guarda lo spot

Notizie da inarcassa n.6

inarcassanews

cari amici e colleghi

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

In questi mesi ci sono state importanti novità che cambieranno radicalmente il nostro sistema previdenziale, naturalmente le novità sono soltanto negative.

Il Governo Monti ha inserito nel D.L. 201/2011 “Salva Italia”, art. 24, comma 24, una norma che obbliga le Casse di previdenza, come Inarcassa, ad avere una sostenibilità a 50 anni senza nemmeno poter considerare il patrimonio.

A tal proposito Inarcassa ha organizzato una serie di incontri in alcune città italiane per presentare la riforma della sostenibilità a 50 anni, a seguito di  nostre richieste è stato inserito in calendario un incontro a Roma:

il 9 maggio alle ore 15.30 presso l’Hotel Quirinale in via Nazionale, 7

a cui vi prego di essere presenti, in particolar modo dopo le polemiche alla mancanza di incontri nelle grandi città.

In merito alla sostenibilità vi ricordo che appena 5 anni fa, ci avevano richiesto una sostenibilità a 30 anni che ha comportato grossi sacrifici con pesanti aumenti dei contributi e riduzioni delle pensioni (vedi link).

La richiesta del governo Monti è stata una doccia fredda che nessuno si aspettava e che ha colto di sorpresa i vertici delle Casse.

L’Adepp, (l’associazione che rappresenta le Casse dei liberi professionisti), ha provato inizialmente ad esprimere il proprio dissenso ma con scarsi risultati, non sono riusciti nemmeno a farsi ricevere dal Ministro Fornero.

Hanno ottenuto soltanto un rinvio della scadenza da marzo a settembre 2012.

E’ deprimente constatare, ogni volta, la nostra incapacità nel farci ascoltare a differenza di altre categorie, (vedi tassisti).

Stiamo assistendo impotenti allo smantellamento della libera professione, che ha avuto una grandissima importanza nella storia dei 150 anni d’Italia.

Il problema principale è la mancanza del lavoro per gli architetti e se continua così sarà inutile parlare ancora di pensioni e di sistema previdenziale a fronte di un reddito che non c’è più.

Il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo è ormai inevitabile, ci troviamo di fronte ad un bivio:

  • da una parte il mantenimento dei nostri livelli pensionistici raddoppiando però i nostri contributi;
  • dall’altra il mantenimento del livello dei contributi dimezzando le nostre pensioni.

Per avere un’idea in cifre:

– oggi, con il sistema retributivo, la pensione annua per chi ha un reddito medio, nei migliori 30 anni di contribuzione di 22.000 euro (attuale reddito medio degli architetti italiani) è di 14.500 euro circa.

– domani, con il sistema contributivo, la pensione annua per chi ha un reddito medio, nei migliori 30 anni, di contribuzione di 22.000 euro (attuale reddito medio degli architetti italiani) sarà  di 7.500 euro circa.

La soluzione che si adotterà, in ogni caso, comporterà gravi sacrifici.

Nel mese di dicembre alcuni delegati, tra cui il sottoscritto, hanno chiesto al Consiglio di Amministrazione di Inarcassa di convocare, il prima possibile, una riunione straordinaria del Consiglio Nazionale dei delegati per discutere subito della problematica.

Il Presidente ha convocato il CND il 9 e 10 febbraio dove sono intervenuti numerosi esperti, tra cui il prof. Nisticò e il prof. Trudda, che ci hanno fatto un panegirico del sistema contributivo esaltandone le qualità e cercando di convincerci che non ci penalizzerebbe.

Peccato che, fino a pochi mesi fa, tutti, tra cui il Presidente di Inarcassa, ci parlavano malissimo del contributivo.

In realtà la maggioranza degli iscritti avrà forti penalizzazioni.

Nel CND, dopo gli interventi degli esperti, che sono durati forse troppo, si è aperta la discussione tra i delegati, ma non è stato dato sufficiente spazio al dibattito, soprattutto in un momento così importante per il nostro futuro.

Noi delegati avremmo voluto poter fare delle proposte concrete in merito alle azioni da intraprendere, per rispondere alle richieste del governo Monti, ma non siamo stati nelle condizioni di farle perché non siamo in possesso dei dati per poter fare delle valutazioni di previsione.

Abbiamo soltanto potuto fare delle raccomandazioni al Consiglio di Amministrazione che dovrà elaborare la proposta definitiva che dovremo votare al prossimo CND nel mese di giugno, probabilmente una riforma così pesante per gli iscritti avrebbe avuto bisogno di maggior tempo per la discussione.

Nel mio intervento in CND ho espresso le mie preoccupazioni ad un passaggio al sistema contributivo puro, in cui verrebbero a mancare tutti i principi di solidarietà che un Ente Previdenziale dovrebbe avere.

Scomparirebbe la pensione minima, (attualmente di circa 10.500 euro all’anno) e molti colleghi rischieranno di prendere 200/300 euro al mese di pensione, sparirebbero molti agevolazioni e contributi.

In questo caso l’Inarcassa diventerebbe un normale Ente di assicurazione che accantona i soldi versati da ogni iscritto e li restituisce quando va in pensione, non avrebbe più senso quindi una struttura con 300 dipendenti che oggi ci costa circa 30 milioni di euro all’anno:

– 15 milioni (dipendenti)

– 4,5 milioni (organi statutari: CND, Consiglio di Amministrazione, Giunta Esecutiva)

– 10 milioni (gestione: consulenze, informatica, call center, convegni, rivista, varie).

Per questi motivi, credo che sia giusto trovare un giusto compromesso tra il sistema retributivo e quello contributivo, apportando delle modifiche che possano migliorare la sostenibilità, come:

  • aumentare l’età pensionabile da 65 a 70 anni;
  • eliminare la pensione di anzianità;
  • modificare l’attuale sistema di reversibilità (oggi una ventenne che sposa un architetto di 80 anni, continua a percepire la pensione, dopo la morte dell’iscritto, senza limiti di tempo e di reddito);
  • chiedere un contributo di solidarietà a tutti gli attuali pensionati;
  • chiedere il contributo minimo anche ai pensionati iscritti;
  • portare al 15% il contributo soggettivo (attualmente è il 14,5%) e quello integrativo al 5%;

Sono tutte proposte che potrebbero diminuire l’impatto devastante di un contributivo puro che si basa soltanto sui versamenti effettuati e di fatto dimezzerebbe le nostre pensioni, favorendo soltanto coloro che hanno redditi molto elevati (circa il 5% degli iscritti).

In realtà ci si dimentica che se si passa al contributivo, molti di noi percepiranno anche meno di quello che hanno versato perché bisognerà pagare il debito previdenziale che si è accumulato in questi ultimi 30 anni, ovvero le pensioni di tutti coloro che hanno versato molto meno di quello che stanno percependo di pensione, (in alcuni casi si arriva ad un rapporto di 1 a 5).

La grande ingiustizia è che oggi ci sono iscritti che percepiscono una pensione che corrisponde al 130/140% dell’importo medio del reddito che hanno percepito durante tutto il periodo lavorativo (perché prima si calcolava l’importo della pensione considerando i migliori 5 anni degli ultimi 10) e domani ci saranno iscritti che prenderanno il 40% dell’importo medio del reddito che hanno percepito durante tutto il periodo lavorativo.

Con la solita storia dei diritti acquisiti, siamo di fronte ad una grande ingiustizia tra generazioni.

Non ho idea di quanto, delle mie raccomandazioni al Cda, verrà preso in considerazione, ho paura ben poco, del resto in questo primo anno e mezzo di esperienza come delegato Inarcassa, mi sto convincendo sempre di più della inutilità di un organo come il CND, composto da più di 200 delegati tra architetti e ingegneri che dovrebbe decidere le sorti della nostra cassa, ma che in realtà non serve quasi a nulla e costa quasi 3 milioni di euro all’anno.

Diventa sempre più urgente un suo radicale rinnovamento e ridimensionamento.

Vi saprò dire come andrà a finire in merito al sistema contributivo o retributivo nel mese di luglio.

Per chi vuole conoscere anche gli altri fatti accaduti nei CND di novembre e febbraio può leggere questa breve sintesi:

– nel CND di novembre è stato approvato il bilancio preventivo 2012, la relazione del bilancio è solitamente preceduta da lunghi interventi di esperti che ci riempiono di numeri e grafici con l’obiettivo di convincerci che tutto va bene. L’ottimismo è importante, ma forse a volte bisognerebbe essere più realistici, soprattutto in un periodo di crisi come quello in cui viviamo.

Ciò che più mi ha colpito in questi due anni, è stato constatare spesso enormi differenze in alcuni capitoli di bilancio tra il preventivo e il consuntivo, ciò dimostra che la “scienza esatta” che ci vogliono propinare gli esperti, che relazionano il bilancio, in realtà non è altro che un terno al lotto.

Mi ricordano i consulenti finanziari che ci consigliano gli investimenti facendoci le previsioni di ciò che avverrà, comportandosi di fatto come coloro che vendono i numeri del lotto in televisione.

In questi ultimi anni la tendenza del Consiglio di Amministrazione, nella predisposizione dei bilanci preventivi, è stata quella di sottovalutare o minimizzare la crisi che ha colpito la nostra professione (riducendo in 3 anni del 25% i nostri redditi).

Spesso abbiamo chiesto in CND di rendere più realistiche le previsioni senza essere ascoltati, poi, in sede di consuntivo, le previsioni vengono puntualmente smentite.

Alcuni mesi fa abbiamo approvato un asset allocation in cui si prevedeva, per gli investimenti mobiliari, un utile lordo di circa il 4,5%, oggi i dati a disposizione ci dicono che, probabilmente, il consuntivo 2011 si chiuderà con un utile degli investimenti mobiliari di circa lo 0,8%, considerato che investiamo mediamente 4 miliardi di euro, non è un grosso risultato, nonostante la crisi (con conto arancio avremmo preso minimo il 4%).

Il mio può sembrare un discorso semplicistico e demagogico, però non si può negare che gli investimenti potrebbero essere gestiti meglio, se poi leggiamo le notizie di stampa come quelle relative al presidente della cassa dei medici che è stato indagato in merito a investimenti dell’ente, cominciamo a preoccuparci, le società coinvolte poi come Idea Fimit e Mangustarisk hanno a che fare anche con inarcassa.

Il problema è che noi delegati non abbiamo nessuna possibilità di controllare gli investimenti, ma siamo tenuti ad approvare i bilanci.

– Nel CND di Novembre ci sono stati alcuni problemi in merito agli incarichi che Inarcassa conferisce ad architetti o ingegneri, il 12 novembre è stata inviata una lettera anonima ai delegati, agli Ordini professionali e alla procura, da parte di un  gruppo di architetti di Firenze che ci accusava di essere una casta e di aver dato un incarico per un immobile di Firenze a un delegato di Pistoia. La maggior parte dei delegati si sono indignati per l’uso di una lettera anonima, ma non hanno ritenuto importante entrare nel merito della questione.

Alla fine si è capito che l’incarico è stato dato a un collega che divide lo studio con un delegato, ma di fatto lavora insieme. Il Direttore generale di Inarcassa si è giustificato con il fatto che colui che ha vinto la gara ha una partita iva diversa dal delegato.

Non credo che si debbano cercare false giustificazioni, sicuramente il delegato non doveva far partecipare il suo collega di studio, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la votazione dei delegati che di fronte a una mozione in cui chiedevamo di rendere pubblici tutti gli incarichi di Inarcassa, hanno in maggioranza votato contro, con l’alibi della lettera anonima, facendoci fare una pessima figura nei confronti degli iscritti.

Personalmente avevo espresso la richiesta di rendere pubblici gli incarichi di Inarcassa nel primo incontro che ho avuto con il presidente di Inarcassa, in campagna elettorale in cui avevo riscontrato il consenso della Muratorio.

Per fortuna il presidente Muratorio ha dichiarato, subito dopo la votazione, che ci avrebbe comunque inviato gli incarichi degli ultimi 5 anni e così ha fatto dopo alcune settimane.

Dall’analisi dei dati che ci sono finalmente pervenuti, si evince che la quasi totalità degli incarichi di Inarcassa, fino a un anno fa, venivano fatti in maniera fiduciaria anche quelli di importi notevoli, i beneficiari degli incarichi si ripetono spesso ricevendo nell’arco di 5 anni più incarichi, alcuni con importi sicuramente importanti.

Oggi, con le ultime norme del Governo, Inarcassa è obbligata a comportarsi negli incarichi come se fosse un Ente pubblico attenendosi alla normativa per gli appalti, non so se è un bene o un male, conoscendo l’attuale codice degli appalti.

Sicuramente si dovrebbe migliorare nei bandi, nelle procedure e in molto altro, ricordandosi di essere un Ente che dovrebbe tutelare i propri iscritti.

– Inarcassa ha chiesto di poter compensare i debiti degli iscritti con i crediti con le Stazioni Appaltanti, sarebbe un passo importante per consentire di mettersi in regola a tutti i colleghi che hanno importanti crediti con le Amministrazioni e non riescono a pagare i contributi, non sembra che il Governo abbia molta voglia di ascoltarci;

– è stata costituita e riconosciuta ufficialmente la Fondazione di Inarcassa, speriamo che possa fare qualcosa di buono per la nostra professione e non sia il solito carrozzone per spartire poltrone;

– è stato dato ampio spazio sui mass media alla vicenda dell’immobile situato a Roma, venduto ad un Parlamentare e ricomprato lo stesso giorno dalla Cassa Psicologi ad un prezzo maggiorato di 80 milioni di euro, l’immobile era gestito dal Fondo Omega di Idea Fimit in cui Inarcassa aveva delle importanti quote, il Presidente di Inarcassa ci ha rassicurati informandoci che Inarcassa ha guadagnato il 23% con l’immobile in oggetto, siamo contenti, ma noi delegati, soprattutto oggi che tutti gli investimenti immobiliari di Inarcassa passano tutti attraverso un fondo, non abbiamo nessuna possibilità di controllare ciò che avviene;

– L’accertamento con adesione che ha permesso, a tutti coloro che avevano dei debiti nei confronti di Inarcassa, di mettersi in regola con uno sconto del 30% delle sanzioni applicate, ha avuto una bassa affluenza, probabilmente per via dei tempi troppo ristretti, in una situazione di grave crisi economica, che sono stati concessi agli iscritti per pagare.

– è stata fatta una nuova convenzione per la polizza di assicurazione divenuta ormai obbligatoria con il nuovo Decreto del Governo, le condizioni e i prezzi sono molto convenienti;

– la rivista di Inarcassa dopo 40 anni diventerà on line, soltanto a richiesta quella cartacea.

– sarà indetto un concorso di idee, probabilmente riservato ai giovani iscritti, per la sistemazione dell’ingresso della sede dell’Inarcassa a via Salaria;

– con la manovra estiva del 2011 il Governo aumenta i controlli sulle casse private, sia in merito agli investimenti che alla gestione dei dipendenti e molto altro, ci troviamo dunque ad essere un ente privato che ha mantenuto soltanto le fregature del privato, tipo la tassazione sui nostri investimenti mobiliari e immobiliare che vengono però fatti dai nostri soldi che sono stati già tassati, e le fregature del pubblico, (burocrazia, lentezza etc), non credo che sia molto giusto.

Vi ricordo che il bolletino M.A.V. non verrà più inviato per posta agli iscritti ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line, ciò comporterà un risparmio per Inarcassa ma sarà più facile dimenticarsi di pagare entro i termini previsti.

Vi ricordo che il 30/04/2012 scade il pagamento dei contributi con l’interesse fisso del 2% per chi non ha pagato il 31/12/2011.

Bisogna però stare attenti a non ritardare di un solo giorno rispetto al 30/04/2012 perché in tal caso verranno applicate le sanzioni e gli interessi a partire dal 01/01/2012.


Non esiste alcun progetto di Renzo Piano per il nuovo Teatro dell’Opera di Roma

Alcuni giorni fa i giornali riportavano le dichiarazioni del nostro Sindaco Alemanno in merito a un nuovo teatro dell’Opera che si dovrebbe realizzare a Roma nel quartiere Flaminio.

Il Sindaco dichiara: “il progettista del tempio della lirica nelle caserme di via Guido Reni sarà Renzo Piano”, l’Ordine degli Architetti da ampio spazio alla notizia sul sito architettiroma e il Presidente Schiattarella, preoccupato nel prendere le distanze dall’Amministrazione capitolina dopo le critiche alla sua partecipazione alla convention di Alemanno, pubblica un comunicato che condanna l’accaduto.

Noi di Amate l’Architettura chiediamo spiegazioni a Renzo Piano inviando una lettera dove facciamo presente all’architetto che un incarico diretto contrasta con il REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL CODICE DEI CONTRATTI – D.P.R. N. 207/2010 Art. 252 Comma 3, che prevede in caso di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, l’opportunità di applicare la procedura del concorso di progettazione o quella del concorso di idee ai sensi dell’articolo 91, comma 5, del codice.

Inoltre gli ricordiamo che la sua popolarità nasce con il progetto per il Beaubourg in cui, nel luglio del 1971, una giuria internazionale di architettura, presieduta da Jean Prouvé, scelse, tra 681 progetti presentati, quelli degli architetti Renzo Piano, Gianfranco Franchini e Richard Rogers.

Se l’allora Sindaco di Parigi avesse dato un incarico diretto a noto architetto francese il giovane Renzo Piano avrebbe avuto qualche difficoltà a dimostrare le sue straordinarie qualità.

Non si fa attendere la risposta dello studio Piano che ci comunica che conoscono bene il Codice dei Contratti e che non esiste alcun progetto dell’architetto per un Teatro dell’Opera di Roma e non è previsto alcun incarico.

Quindi è tutta una bufala del Sindaco Alemanno per dimostrare che farà qualcosa per Roma in vista delle prossime elezioni?

Vedremo cosa accadrà, con la consapevolezza che gli staremo addosso per monitorare la correttezza delle procedure sperando che l’Ordine, oltre ai comunicati, voglia fare qualcosa di concreto nelle sedi opportune.

Con Alemanno a Roma solo incarichi diretti o gratuiti

Il Sindaco di Roma non finisce di stupirci, dalla stampa apprendiamo che ha tirato fuori dal cilindro un nuovo incarico diretto per un fantomatico Teatro dell’Opera da 3000 posti nel quartiere Flaminio tra il MAXXI e l’Auditorium.

L’autore del progetto dovrebbe essere Renzo Piano che presenterà il progetto a maggio, quindi l’incarico dovrebbe essere già stato dato dal Comune da tempo, avevamo intuito qualcosa diversi mesi fa quando fu presentato un progetto di sistemazione del percorso tra l’Auditorium e il Maxxi ad opera sempre di Renzo Piano con incarico gratuito.

Possibile che a Roma, negli ultimi anni, non esiste la minima possibilità, per un architetto con grandi qualità, di poter esprimere il proprio potenziale intellettuale partecipando a competizioni pubbliche come si è sempre fatto negli ultimi 150 anni?

E’ inutile ricordare che il REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL CODICE DEI CONTRATTI – D.P.R. N. 207/2010Art. 252 Comma 3, prevede che: quando la prestazione riguarda la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico, conservativo, nonché tecnologico, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera l), le stazioni appaltanti riportano nel bando di gara di aver valutato, in via preliminare, l’opportunità di applicare la procedura del concorso di progettazione o quella del concorso di idee ai sensi dell’articolo 91, comma 5, del codice.

Si potrebbe dire che i concorsi di progettazione in Italia vanno profondamente riformati, ma questa è un’altra storia, qui ci troviamo di fronte a un Sindaco che ha riportato una città in una fase di paralisi dell’architettura, dove le opere pubbliche si fanno esclusivamente attraverso Risorse per Roma e Zetema, società a totale capitale pubblico del Comune di Roma, vi ricordo un recente incarico diretto di 280.000 elargito da Risorse per Roma.

In 3 anni e mezzo concorsi soltanto annunciati, incarichi gratuiti a via Giulia e piazza San Silvestro, incarichi diretti a Tor Bella Monaca e ora al quartiere Flaminio, non si fanno più neanche le gare di progettazione.

Ma chi dovrebbe garantire il rispetto della legge?

L’Ordine degli Architetti di Roma, dopo aver dormito per 3 anni, si è accorto improvvisamente che qualcosa non va e ha fatto un comunicato stampa in cui si dice basta al conferimento degli incarichi senza concorso e senza concertazione con parti sociali e cittadini.

Verrebbe da dire meglio tardi che mai, ma non basta fare i comunicati stampa dopo aver partecipato alla manifestazione di Rete attiva per Roma per rilanciare la candidatura a sindaco di Roma di Alemanno.

Bisogna fare azioni concrete, noi di Amate l’Architettura faremo un esposto all’Autorità di Vigilanza sui lavori Pubblici e nelle altre sedi opportune, bisogna reagire a questa situazione che sta portando la capitale d’Italia in una condizione sempre più misera dal punto di vista culturale e della qualità dell’architettura.

Oltre al non rispetto delle leggi, ci troviamo di fronte a un gravissimo problema culturale che ci sta allontanando sempre più dalle altri capitali europee.

Siamo stufi di dover denunciare sempre continui abusi e non poter mai parlare di architettura.

Ho chiesto chiarimenti allo studio di Renzo Piano, chiedendo anche il suo parere sulle modalità con cui vengono conferiti questi incarichi, ricordandogli che deve molto della sua popolarità al progetto per il Beaubourg in cui nel luglio del 1971, una giuria internazionale di architettura, presieduta da Jean Prouvé, scelse, tra 681 progetti presentati, quelli degli architetti Renzo PianoGianfranco FranchiniRichard Rogers.

Aspettiamo una risposta.

Dopo 2 anni ci riprovano con il ddl 1865 per ampliare le competenze dei geometri

Sapevamo che prima o poi ci avrebbero riprovato, 2 anni fa nel mese di febbraio del 2010 per mano, (ironia della sorte) di un architetto, la Senatrice Vicari, i geometri hanno fatto presentare un disegno di legge che ampliava in maniera indiscriminata le loro competenze.

Ci fu subito un’insurrezione da parte della nostra comunità di architetti e ingegneri, in cui Amate l’Architettura, insieme a Spazi Contemporanei, fu in prima linea con una raccolta di firme, (più di 1500) e una lettera aperta ai Presidenti Nazionali degli Architetti, Ingegneri e Geometri, il decreto venne sospeso e molti pensavano di avercela fatta.

Oggi sono di nuovo all’attacco, ero sicuro che prima o poi ci avrebbero riprovato, hanno fatto calmare le acque e quando nessuno se lo aspettava, (sono tutti presi dai gravissimi problemi che affliggono la nostra professione, che in questi ultimi due anni si sono aggravati drammaticamente), hanno ripresentato il disegno di legge che  verrà esaminato il 17 aprile presso l’8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) – relatore Sen. Cosimo Gallo.

Che cosa ha fatto in questi 2 anni il Consiglio Nazionale degli Architetti per risolvere il problema delle competenze professionali?

Che fine ha fatto il tavolo tecnico con geometri e periti tanto declamato il 25 febbraio 2010?

La comunità facebook è già in subbuglio, il gruppo amo l’architettura propone di inviare una lettera a ogni presidente provinciale degli architetti, bisogna intervenire subito non c’è più tempo.

Vi invito a :

Noi crediamo che non sia questo il modo corretto di agire, ma riteniamo ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali.

L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. Ogni manufatto edilizio, dal più semplice al più complesso, dovrebbe essere seguito da architetti, ingegneri e geometri agendo insieme con ruoli ben distinti, (basterebbe studiare l’etimologia delle parole architetto, ingegnere e geometra per comprenderne il ruolo).

Schiattarella è nella squadra di Alemanno?

Oggi, 25 marzo 2012, è nata ufficialmente la “Rete Attiva per Roma“, una nuova Associazione per rilanciare la candidatura a sindaco di Roma di Alemanno.

La manifestazione si è svolta a Roma negli Studi De Paolis sulla Tiburtina, erano presenti volti più o meno noti del mondo dello spettacolo come Giorgio Albertazzi, Lino Banfi, Stefano Moccia, dello sport, come Petrucci e Pescante ma soprattutto della politica che appoggiano la candidatura di Alemanno a Roma, come riportato sui vari quotidiani on line (repubblica, corriere della sera).

Era presente il pdl romano al gran completo più l’udc, una manifestazione, quindi, di esclusivo significato politico.

immagine-6

Tra Moccia, Lino Banfi e la Meloni era presente il nostro Presidente dell’Ordine Amedeo Schiattarella che ha fatto anche un intervento sul futuro della nostra città e sul ruolo dell’Ordine degli Architetti di Roma per migliorare la città.

Il Messaggero di venerdì cita il nostro Presidente tra gli aderenti alla rete attiva, nel sito di romacapitalenews viene inserito tra i testimonial dell’associazione per il sindaco Alemanno,

E’ inutile ricordare che ciascuno è libero di avere le proprie idee politiche, fino a ieri il nostro Presidente non ha mai nascosto, ma anzi ha sempre dichiarato, sbagliando secondo me, la sua propensione al centro sinistra.

Possibile che non si rende conto che un Presidente di un Istituzione pubblica come l’Ordine degli Architetti, che rappresenta 17.000 iscritti non si deve schierare in maniera pubblica dal punto di vista politico?

Possibile che non si rende conto che partecipare ad una “manifestazione politica” che serve a rilanciare la ricandidatura di Alemanno a Sindaco di Roma, come quella di oggi significa far capire all’esterno che i 17.000 architetti romani stanno con Alemanno?

Possibile che non capisce che quando partecipa a simili manifestazioni non può andarci come singolo cittadino ma ci va come Presidente di un Ordine di 17.000 persone?

Il fatto, poi, che il Segretario dell’Ordine di Roma faccia parte del Consiglio Direttivo di Rete attiva X Roma non è un’attenuante, ma se mai un’aggravante.

reteattiva

Negli ultimi anni siamo abituati alle azioni o all’assenza di azioni del nostro Presidente che hanno mancato di opportunità e adeguatezza, saranno gli iscritti a giudicarne il comportamento alle prossime elezioni.

Per parlare di Architettura, uno dei temi di cui vorremmo occuparci maggiormente come amate l’architettura, ma siamo spesso costretti a parlare di altro perché non si può far finta di niente, dobbiamo evidenziare una frase del sindaco Alemanno nel suo discorso di oggi alla presentazione di rete attiva X Roma:

Come si può non volere case vivibili, progettate da un grande architetto, al posto delle torri di Tor Bella Monaca?

Il grande architetto sarebbe Leon Krier (se vogliamo essere pignoli non si è mai laureato in architettura, ma questo non significa nulla), le case vivibili le avete mai viste?

Soltanto per questa frase un architetto che si rispetti non doveva partecipare alla convention del sindaco.

La situazione di Tor bella Monaca è complessa, ce ne siamo già occupati come amate l’architettura, ma concentrandoci soltanto sull’architettura, ci rendiamo conto che ci vogliono propinare un progetto del genere ?

immag004