CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?” Riflessioni di Roberto Amato

25 Luglio 2020

Il sotto-riflesso

Il mondo ed il modo in cui stiamo vivendo negli ultimi mesi hanno incrinato l’ordine più o meno canonico delle nostre vite.
Se ciò che leggiamo come realtà sovvertita fosse solo il riflesso della realtà?
Se la città in cui abbiamo abitato ieri fosse solo una città fittizia di ombre che come nel mito della caverna sottendono ben altre istanze del nostro esistere?
La città sotterranea in cui oggi alimentiamo progetti, speranze e legami è come quella città invisibile di Calvino in cui gli abitanti – i morti – sono in realtà sostanza e spirito della città dei vivi al punto che nelle due città non si sa più quali siano i vivi e quali i morti.
L’architetto non darà origine a nuovi vincoli ma a nuove visioni oltre il piano d’orizzonte e perchè no anche sotto.

Testo: Roberto Amato

 


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