CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?” Riflessioni di p.r.o.g. arch_design

24 Luglio 2020

PROCESSUALITA’ E SPAZIO DELLE RELAZIONI

Non è importante COSA farà l’architetto post-covid ma COME lo farà: IL METODO.

La processualità nella progettazione adduce valore al pari del progetto stesso.

Con un approccio mutuato dal tactical urbanism, Short term action for long term change, la metodologia dell’architetto post-covid dovrà consistere in soluzioni sperimentali, collaterali e non strutturate per cambiare le regole delle relazioni tra le persone e con lo spazio di domani e per sempre.

Già il fallimento della società capitalistica legata al consumo sotto tutti i punti di vista, ci ha indicato che la direzione giusta è quella di restituire alle persone una certa ” bellezza, gentilezza e facilità” di approccio alle azioni del vivere quotidiano.

La pandemia poi ha svelato ai più quello di cui davvero abbiamo bisogno: una qualità di vita maggiore negli spazi domestici ma soprattutto in quelli pubblici e di condivisione, perché è lì che si realizza l’uguaglianza sociale.

Un metodo legato alla mobilità, alla presenza sul territorio in maniera flessibile, allo smartworking o meglio all’Homeworking, alla sostenibilità, permetterà di creare relazioni, spazi e connessioni atti a migliorare la vita di tutti.

 

Testo: p.r.o.g. arch_design

Immagine: Ronald Slabbers_The value of sustainability


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