CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di ND studio

30 Luglio 2020

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Ora più che mai, l’architettura è chiamata a svolgere la sua funzione politica: incentivare la fruizione degli spazi pubblici determinando il loro valore collettivo. Rimanere indifferente agli stravolgimenti sociali significherebbe subire il cambiamento, anziché governarlo. I fenomeni di digitalizzazione dei rapporti e di atomizzazione sociale, inevitabilmente accentuati dal distanziamento, possono essere contrastati solo con un’idea di cittadinanza, che parta dalla fruizione degli spazi comuni. L’organizzazione degli spazi giocherà una funzione decisiva nell’indirizzare il nostro modo di vivere, di lavorare, di stare insieme verso l’individualismo o la condivisione; la speculazione o la sostenibilità; il disinteresse o la cura reciproca.

Testo di: ND studio

ImmagineND studio, Q1 Arena


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