CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Frederic Barogi

26 Luglio 2020

Probabilmente, sempre più depauperato del suo ruolo, opererà in spazi di libertà sempre più ridotti in cui sarà chiamato a dare risposte a problemi che esuleranno dalle sue specificità disciplinari.

Si troverà ad essere spettatore dell’affermarsi di un mistificato sentimento ecologico a cui dovrà adattarsi consapevole della sua inadeguatezza.

Si acutizzeranno, radicalizzandosi in vane ideologie, le dicotomie tra artificiale e naturale, tra architettura e tecnologia, tra poesia e prassi.

Questo ed altro ancora accresceranno il suo cronico senso di frustrazione che lo pervaderanno di un sentimento di profonda solitudine.

Ma malgrado tutto continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: immaginerà, lotterà e si sporcherà per tentare di costruire luoghi capaci di dar forma poetica all’esistenza.

Testo: Frederic Barogi

Immagine: illustrazione di Frederic Barogi

 


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