CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?” Riflessioni di Fabrizio Ciappina

22 Luglio 2020

La dimensione umana dell’architettura.

Il tempo del Covid ci ha consentito di riscoprire una diversa modalità di fruizione degli spazi, da quello domestico a quello pubblico, legata a una dimensione meno massiva, più contemplativa e più lenta, per troppo tempo dimenticata ma già presente nel nostro DNA.

Una dimensione virtuosa, che amplifica il rapporto con la natura, con l’arte, con i suoni, che esclude la frenesia, che apre a una riflessione intesa e prolungata.

L’architetto, probabilmente farà quello che ha sempre fatto, ma l’auspicio è che prevalga una rinnovata e solida consapevolezza, e cioè che la dimensione da privilegiare è, e resterà sempre, quella umana.

 

Testo di: Fabrizio Ciappina
Immagine: “L’attesa” di Fabrizio Ciappina (acquerello e collage su carta di cotonata Arches- 30 x 20)
Editing: Giulia Gandin

 


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