CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?” Riflessioni di Alessandro Zannier Ottodix

25 Luglio 2020

L’architetto come un medico nell’era dell’entanglement

La “metafora quantistica” del fenomeno dell’entanglement, confrontata con l’iper connessione globale e il fenomeno immediato di “causa-effetto” è alla base del mio ultimo concept intitolato  “Entanglement”, serie di installazioni e album omonimo, pubblicato di recente.

Due particelle unite all’origine e allontanate a grande distanza possono interagire tra loro istantaneamente, mettendo in crisi il concetto di causalità e di spazio tempo, ridefinendo l’ipotesi degli eventi nell’universo come fossero stesi tutti contemporaneamente in un gigantesco banco olografico a più dimensioni.

La questione riguarda un tema a mio avviso molto vicino all’architettura, intesa sia come disciplina pratica del progettare, che come approccio filosofico curativo generale.

Ritengo che sia d’obbligo avvicinarsi a una visione della società globale come unica entità-organismo, una visione complessiva dello “sciame” umano, come fosse una colonia di coralli o un ammasso cellulare. L’idea della trasmissione immediata di un beneficio o di una metastasi in questo organismo-società pone riflessioni molto importanti sull’atteggiamento con il quale si dovranno progettare e costruire i gangli (città), le arterie fisiche (collegamenti stradali, rotte aeronavali, infrastrutture ), quelle virtuali (reti web, satellitari) e quelle ambientali, come veicolatori di linfa o di potenziale “veleno”.

In questo quadro l’architetto diventa una figura paragonabile a quella di un medico che si deve sempre porre la domanda: – Dove stiamo agendo? In che punto del corpo? Se opero qui, come ne risentirà l’intero corpo? –

L’istantaneità, oggi evidente, della ripercussione di un danno o un beneficio locale, economico, sociale, sanitario, ambientale, culturale da un antipode all’altro, non può più dunque essere ignorata e anzi deve imporre all’architetto una nuova forma mentis predisposta a concepire la nostra colonia planetaria come una sorta di ologramma solidale, in cui l’intera immagine potrebbe istantaneamente sbiadire nel suo intero, se danneggiata in un solo punto.

Il momento è fertile e i luoghi di dibattito dell’architettura utopistica, visionaria e più ambiziosa, sono a mio avviso fondamentali.

 

Testo di Alessandro Zannier Ottodix

Immagine di Alessandro Zannier – “Dispersioni”  (serie Entanglement) – video installazione e pittura. Biennale di Curitiba 2019, Museo Paranense 2019


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