CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Diego Repetto

30 Maggio 2020

Copertina: “Intreccio”, Labirinto della Masone Fontanellato, Parma ©Diego Repetto

Questa condizione di indeterminatezza causata dalla pandemia comporta la necessaria trasformazione del nostro modo di vivere lo spazio e il tempo.

Stiamo vivendo un intreccio di fenomeni tra loro interagenti, un entanglement quantistico, in cui qualunque azione comporta un effetto istantaneo anche a distanza. Non siamo di fronte a un paradosso, ma a una presa di coscienza del fatto che gli esseri viventi e non viventi sono connessi tra loro come parte integrante di un ecosistema universale.

L’architetto nel post-covid può generare valore nella società affrontando i progetti attraverso una maggiore e consapevole cooperazione/interazione tra più discipline, promuovendo un’architettura transdisciplinare.

 

 


Un Commento a “CALL 100 parole: “COSA FARÀ L’ARCHITETTO NEL POST-COVID?”- Riflessioni di Diego Repetto”

  1. Alessandro Zannier ha detto:

    Premetto che mi occupo di arte contemporanea e di musica da anni in modo strettamente correlato, gestendo operazioni concettuali che fondono queste due attività in una serie di progetti interdisciplinari ispirati dalla scienza.

    La citazione della \”metafora quantistica\” del fenomeno dell\’entanglement, confrontata con l\’per connessione globale e il fenomeno immediato di \”causa-effetto\” è alla base del mio ultimo concept intitolato appunto \”Entanglement\”, battezzato alla Biennale di Curitiba 2019 con installazioni e da pochi mesi pubblicato sotto forma di album musicale. La citazione di Diego Repetto (con il quale sto iniziando a collaborare da poco per far diffondere questo progetto) riguarda un tema a me molto vicino e quantomai condivisibile. Ritengo che, soprattutto dopo l\’esperienza del Covid19 sia d\’obbligo una visione della società globale come unica entità-organismo. Una visione complessiva dello \”sciame\” umano, come fosse una colonia di coralli o un banco di pesci o un ammasso cellulare, è forse l\’unico approccio serio che si può avere con il futuro della società umana. L\’idea della trasmissione immediata di un beneficio o di una metastasi in questo organismo-società pone riflessioni molto importanti sull\’atteggiamento con il quale da oggi si dovranno percepire, progettare e costruire i gangli (città), le arterie fisiche (collegamenti stradali, rotte aeronavali, infrastrutture ) e quelle virtuali (reti web), come veri veicolatori di linfa o di \”veleno\”. L\’istantaneità della ripercussione di un danno sul sistema nel suo intero non può più dunque essere ignorata e anzi deve imporre a chi nel futuro progetterà la società, una nuova forma mentis predisposta a concepire la nostra colonia planetaria come una sorta di ologramma solidale, in cui l\’intera immagine potrebbe istantaneamente sbiadire nel suo intero, se danneggiata in un solo punto. Segnalo questa riflessione rilasciata per il circuito di La Sapienza http://www.paeseitaliapress.it/news_11594_Cambiamenti-climatici-ed-epidemie-Quel-battito-dali-che-ci-ha-messo-nei-guai.html

Lascia un Commento