Un appello in difesa dei concorsi di Architettura

Questo è il testo della PEC che Amate l’Architettura, rappresentata dal suo presidente, ha scritto all’Ordine di Roma. Invitiamo tutti i nostri lettori ad inviare la medesima PEC al proprio Ordine di appartenenza o a sottoscrivere l’appello con un commento a questo post o inviando la sottoscrizione riportante nome, cognome, città, professione ed eventuale iscrizione ad un ordine, a info@amatelarchitettura.com

Il concorso di Architettura è l’unico strumento democratico con cui possono essere selezionati i migliori progetti di edifici e spazi pubblici ed è lo strumento più efficace con cui i progettisti possono contribuire a migliorare l’Italia. Vanificando il risultato del concorso internazionale di progettazione relativo al restauro e ad una addizione del Palazzo dei Diamanti di Ferrara, nell’ultimo giorno utile, a seguito di pressioni mediatiche extra concorsuali, il ministro dei Beni e della Attività culturali, ha commesso un atto gravissimo scardinando la certezza del diritto e il rapporto fiduciario tra progettisti e pubblica amministrazione e mettendo una seria ipoteca alla volontà delle amministrazioni di promuovere iniziative di rinnovamento del territorio.

Con la presente, perciò, aderendo alla iniziativa di Amate l’Architettura, Movimento per l’Architettura Contemporanea, chiedo a questo Consiglio dell’Ordine degli Architetti e al suo Presidente, che presentino un esposto presso la Corte dei Conti, che chiedano al ministro Bonisoli spiegazioni in merito al suo presunto intervento riguardo all’esito del concorso del Palazzo dei Diamanti e che si facciano latori di una richiesta al Direttore Generale delle Belle Arti, Archeologia e Paesaggio del Ministero dei Beni e Attività culturali, dott. Gino Famiglietti di immediata revoca del provvedimento ostativo alla realizzazione dell’addizione o che, in caso contrario, chiedano le sue dimissioni.

20 gennaio 2019

DOCUMENTAZIONE:

Atto di Direzione del Direttore Generale dott. Gino Famiglietti

Atto di sospensione del procedimento della sovrintendenza della città motropolitana di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

La PEC inviata al Consiglio dell’Ordine degli Architetti p.p.c. di Roma e Provincia.

Immagini del progetto vincitore del concorso (© studio Labics).

Immagine di confronto tra la situazione attuale e dopo la realizzazione dell’addizione (tratta da Estense.com)

 


29 Commenti a “Un appello in difesa dei concorsi di Architettura”

  1. Roberto Meloni ha detto:

    Da Architetto in Pubblica Amministrazione, da RUP che ha promosso e gestito un concorso di progettazione per un’opera strategica del Comune di Terni e che si accinge a promuoverne un altro, non posso che condividere e sostenere l’iniziativa di Amate l’Architettura. Al diritto alla qualità di ogni cittadino deve corrispondere il dovere di garantirne il buon esito anche, anzi soprattutto, attraverso il ricorso al concorso di progettazione.

  2. Serena ha detto:

    Serena Germani, Sora (FR), Architetto iscritto all\’Ordine degli Architetti della Provincia di Frosinone.

  3. Claudio Tassinari ha detto:

    Consigliere Segretario dell’Ordine Architetti di Ferrara
    Dipendente del Comune di Ferrara

  4. Lorenzo Giacomuzzi Moore ha detto:

    Concordo pienamente con l’appello. Aggiungo che ritengo risibili ed ignoranti gli argomenti addotti da Italia Nostra e Sgarbi: “come aggiiungere un Canto alla Divina Commedia o all’Orlando Furioso”.
    Lorenzo Giacomuzzi Moore, architetto, iscrittto all’Ordine di Udine.

  5. Carmine ha detto:

    Condivido.

  6. Laura Calderoni ha detto:

    Tutta la procedura per annullare l’esito del concorso è una farsa assoluta che si vuole fare passare come una responsabile azione di tutela. Sottoscrivo l’appello. Laura Calderoni Architetto -Roma

  7. Emmanuele Pilia ha detto:

    Da attore culturale legato a doppio filo con l\’architettura, non posso che sposare questa vostra iniziativa!

  8. Elena Padovani ha detto:

    Purtroppo Sgarbi parla di architettura come un passeggero di autobus, ma ha la risonanza mediatica di un esperto, nessuno potrebbe aggiungere un dettaglio alla Monna Lisa, ma un quadro non è un edificio!
    Ceci n\’est pas un… direbbe Magritte.

  9. Benedetta Manerchia ha detto:

    Dottoressa in Architettura.

  10. Anna Maria Claudia Cipolla ha detto:

    In linea generale sono d\’accordo con quanto espresso da \”amate l\’architettura\”. Faccio due considerazioni dopo aver letto la documentazione che allega: quando si propone un concorso progettuale internazionale o no, non ci si riferisce ad un mero esercizio di stile, ma ad una necessità documentabile di nuove funzioni a cui si intenderebbe adeguarsi. Questo non può e non deve essere ignorato nella richiesta stessa. L\’ente che indice il concorso deve poter garantire la piena rispondenza alle sue esigenze. Mi chiedo come mai il tema del concorso non avesse previsto il riutilizzo, anche a mezzo di restauro oltre che di ripristino degli edifici pubblici già esistenti e ricadenti nella stessa area. Il secondo punto: se entriamo nel merito, la commissione che ha aggiudicato la vittoria del concorso ha fatto bene il suo lavoro? Le richieste di integrazione al progetto non sono solo formali, ma sostanziali e necessarie per la valutazione. Come hanno fatto a dire sì ad un progetto che presenta così tante carenze?
    In ultimo, scusate la lungaggine, da parte dei progettisti vedo un rigore formale molto semplice ma di raccordo coerente con l\’esistente, non so come si possa dire che ciò che esiste non può essere addizionato da null\’altro che già non sia esistente! Anche gli artisti nel passato hanno ridipinto affreschi sugli affreschi, apportato modiche alle strutture architettoniche già consolidate di chiese e palazzi con aggiunte o demolizioni anche importanti..l\’immobilismo non è mai una buona soluzione a patto che non sia una soluzione peggiorativa. Ancora una e poi mi cheto, ma…questi che hanno vinto, per avere una tale richiesta di integrazioni al progetto, cosa hanno consegnato??

  11. marco pasian ha detto:

    Certo che se vogliono, gli Enti rispondono in poche ore con documenti protocollati e ben articolati, con una sollecitudine gerarchica impressionate
    Mi chiedo dove fossero il dott. Gino Famiglietti e i molti altri ora freneticamente attivi, in questi ultimi due anni.

    Leggevo tra l\’altro questa lettera aperta di qualche giorno fa:
    http://www.cronacacomune.it/notizie/35483/lettera-aperta-al-ministro-dei-beni-e-delle-attivita-culturali-alberto-bonisoli.html

  12. Giulio Paolo Calcaprina ha detto:

    Cara Anna Maria Claudia Cipolla (nostra affezionata lettrice di lungo tempo, grazie anche per questo), per rispondere alla sua domanda condividiamo un link di una intervista di Artribune al sindaco di Ferrara, in cui si spiega che è stato proprio lo stesso ministero, allora sotto il ministro Franceschini, ad impedire il riutilizzo di altre strutture. Può un ministero, con il parere del direttore generale competente contraddire se stesso? Pare di sì.
    https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2019/01/bloccato-dal-ministro-bonisoli-il-progetto-di-ampliamento-di-palazzo-dei-diamanti/
    Questo è il passaggio più interessante: “Non avete valutato alternative a questo progetto negli anni, per evitare di “edificare dove non è mai stato edificato” come in un ennesimo surreale comunicato dice Italia Nostra?
    Onestamente sì, pensavamo di spostare determinati servizi in un piano del museo spostando al Castello la Pinacoteca, ma l’allora ministro Franceschini ci rispose picche e io dovetti ingoiare il boccone amaro. E sa cosa mi ha proposto il Ministro Bonisoli quest’oggi?

    Mi dica…
    Mi ha chiesto perché non abbiamo pensato di mettere proprio in quelle sale i servizi che vogliamo collocare nel nuovo padiglione dei Labics. Si rende conto? Il Ministero mi ha proposto di fare una cosa che lo stesso Ministero qualche anno fa mi aveva intimato di non fare…”.
    La richiesta delle integrazioni ci può anche stare, per perfezionare un parere, ma la condizione ostativa, aggiunta all’ultimo (se vede bene nell’atto della sovrintendente) no, perché in questo caso il progetto andrebbe rifatto da capo.

  13. Francesco Orofino ha detto:

    Aderisco e sottoscrivo

  14. Francesco Orofino ha detto:

    Francesco Orofino ordine architetti Roma 13471. Segretario Nazionale Inarch

  15. Cristian Capuani ha detto:

    Sottoscrivo.
    Cristian Capuani RM 17882

  16. Stefano Prosperi ha detto:

    Condivido e Sottoscrivo. Stefano Prosperi architetto ordine Architetti P.P.C. di Latina

  17. ADRIANO BOTTURA ha detto:

    Aderisco all\’appello in difesa di un progetto che, vincitore di un concorso internazionale di progettazione, prevede la realizzazione di un intervento architettonico altamente rispettoso del contesto.
    La lettura che viene data dal direttore generale del MiBAC nei confronti dell\’area retrostante al cortile di Palazzo dei Diamanti, diniegando l\’autorizzazione all\’intervento, è riduttiva e non tiene conto del \”non finito\” della stessa. Il progetto proposto, anziché in una versione \”ipogea\” di mero collegamento come ipotizzato dal direttore generale (a mio parere di dubbia percorribilità ed utilità) propone un nuovo volume, con caratteristiche di alta trasparenza, in grado di garantire una corretta percezione del giardino retrostante al Palazzo, così come della corte, oltre che proporsi come adeguamento funzionale della Galleria espositiva del moderno e contemporaneo.
    Le valutazioni in merito alla mancata realizzazione degli interventi di restauro e recupero ad uso espositivo dei palazzi presenti nel \”quadrivio rossettiano\” non risultano ostative alla realizzazione del progetto dei Labics, anzi ne possono essere un ulteriore elemento di rafforzamento!
    Trovo inoltre altamente scandalosa la cagnara sollevata da un \”critico d\’arte\” di dubbio gusto e senso della misura, notoriamente in grado di proporsi come grande esperto di architettura…..
    Fa\’ tristezza considerare come il nostro paese non riesca ad uscire dalle sabbie mobili del confronto tra \”tutto il bello\” del passato e \”tutto il brutto\” del presente.

  18. Anna Maria Claudia Cipolla ha detto:

    Grazie arch. Calcaprina di aver condiviso l’articolo. Pur essendo consapevole che “per avere risposte giuste, bisogna fare domande giuste” la sensazione che ho è che il giornalista ci sia andato giù pesante con le domande induttive! Via, si scherza.. Con le informazioni in nostro possesso sembrerebbe che si, l’atteggiamento del ministro sia quantomeno sospetto. Forse lo ha reputato di importanza minore, forse ritiene poco competente la soprintendenza che ha invece partecipato a tutto l’iter concorsuale, forse semplicemente gli è stato detto che il suo unico obiettivo deve essere fare il contrario di ciò che è stato fatto prima. Francamente trovo una contraddizione evidente tra il “voler cambiare tutto, senza cambiare nulla” ma in fondo, anche questi qui hanno avuto buoni maestri. Quello che mi preoccupa maggiormente è la misera fine che ha fatto l’architettura in Italia, ingabbiata in leggi e codicilli spesso in netto contrasto tra loro, strappata alla sua funzione più nobile, quella di impatto sociale, e supervisionata da figure di una competenza molto discutibile.
    Le faccio una domanda Calcaprina:quei moti, sottili, di insurrezione veicolati a pieni mani in tempi poco distanti..dove sono finiti? Credevate che bastasse un solo giorno con le bandiere in piazza? Se i risultati sono questi, oltre all’istituzione della centrale unica di progettazione, più di qualcosa deve essere andato storto, non crede?

  19. DANIELE DE LUIGI ha detto:

    Concordo pienamente

  20. Lorenzo Giacomuzzi Moore ha detto:

    Condivido con convinzione. Lorenzo Giacomuzzi Moore , architetto iscritto all’Ordine di Udine. Udine

  21. Giulio Paolo Calcaprina ha detto:

    Le adesioni ci danno forza, gentile A.M.C. Cipolla, tanto è vero che, dietro le nostre sollecitazioni (via PEC), si è mosso con forza l’Ordine di Firenze. Artribune ha condiviso il nostro appello. il Giornale dell’Architettura, inoltre, in suo articolo, ci ha citato tra gli altri contendenti ben più importanti di noi. Le guerre si combattono una battaglia per volta…. o dovevamo subire questo abuso proni?
    Un saluto.

  22. Francesca di Ciaula ha detto:

    aderisco e sottoscrivo

  23. Anna Maria Claudia Cipolla ha detto:

    Au contrarie!! Caro Architetto Calcaprina, au contraire! Sono contenta se la questione stia avendo la risonanza che merita, altro che “subire proni”!
    Le battaglie bisogna pure vincerle, però.
    Nell’augurami, per me stessa e per tutti i colleghi nonché per la professione, di poter contare sull’uso di armi proprie all’ottenimento degli obiettivi, do la mia disponibilità al combattimento collegiale.
    La saluto

  24. Veronica Visani ha detto:

    Aderisco e sottoscrivo!

  25. Luisa Marini ha detto:

    Condivido, sottoscrivo e diffondo ai colleghi….
    Luisa Marin, Architetto iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Ancona.

  26. edoardo milesi ha detto:

    Concordo: ignoranti gli argomenti addotti da Italia Nostra e Sgarbi: “come aggiungere un Canto alla Divina Commedia o all’Orlando Furioso”. Ignorano che l’architetto ha il compito di scrivere, con gli altri uomini, la storia dell’uomo.
    La prossimità delle opere di architettura, la loro stratificazione nel tempo, le fa vivere come voci e suoni in uno stato di coralità, conferendo all’architettura un potere di sfida nei confronti del tempo che nessuna altra arte possiede.
    Ho inviato la petizione al mio ordine di Bergamo perché diffonda anche solo il dibattito.

  27. giulio carta ha detto:

    Sottoscrivo e condivido anche alla luce della mia partecipazione e concorsi di architettura!

  28. Paola Trentavizi ha detto:

    Condivido, sottoscrivo e sto diffondendo già. Spero che molti, moltissimi colleghi facciano lo stesso.E che ci siano molte iniziative a riguardo.E non soltanto fra tecnici.

    Architetto – OrdineArchitetti Roma

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