L’urgenza dell’Architettura

FRAMMENTI DI ARCHITETTURA CONTEMPORANEA NELLA TUSCIA
9. L’URGENZA DI ARCHITETTURA
Con un’edilizia insignificante e inconsistente e con l’indifferenza per l’Architettura è stato stravolto il paesaggio e spesso assediati i centri antichi.
Forme a immagine e somiglianza della società: una moltitudine di edifici, solitari o ammassati, gelosi, paradossalmente, del loro isolamento.
Rilanciare l’Architettura frequentando l’Architettura non può non essere salutare per lo stato comatoso in cui versa questa disciplina artistica.

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La mancanza di una esigente e sana committenza pubblica e privata è un problema. La committenza, spesso, oltre che pagare male, comanda, sceglie e corregge.
Anche gli architetti hanno dimenticato l’Architettura; il confronto è ridotto a problematiche burocratiche, l’Architettura è il problema ultimo. Alcuni pensano che aggiungere il termine bio ad Architettura apra nuovi orizzonti e che sia la strada giusta da imboccare. L’Architettura da millenni tiene conto delle problematiche legate al luogo, all’esposizione, al clima, al risparmio energetico, alla nocività dei prodotti e, pertanto, non c’è alcuna esigenza di coniare termini equivoci legati più alla moda e alla speculazione.
La trafila burocratica per le autorizzazioni, nulla òsta, permessi e pareri è proibitiva e allunga, a volte irrimediabilmente, la realizzazione delle opere.
Le normative tecniche, scritte per i politici da “architetti per caso” , impongono tetti a falda, coperture in tegole, pietruzze a vista e cornicette ovvero un assurdo armamentario che denota un disprezzo per l’Architettura contemporanea e storica. Timpani e merletti che farciscono le nuove costruzioni sono un’offesa alla straordinaria ricchezza storico-architettonica del nostro Territorio.
La pianificazione urbanistica è in mano a soggetti politicizzati, agli Architetti resta solo il compito di fare degli “abbellimenti” e pertanto, troppo spesso, la pianificazione anche se buona è insufficiente a governare il territorio poichè minata dall’abusivismo e da scellerati accordi tra pubblico e privato.
I mezzi di informazione si ricordano dell’Architettura soprattutto quando c’è la possibilità di fare pettegolezzi.
Apriamo il confronto e creiamo le condizioni affinché si possa fare Architettura.
Ciò che dovrebbe stare a cuore è una qualità diffusa dell’Architettura che incida significativamente sulla Città, sul Paesaggio, sulla Società, sull’Uomo e che non sia relegata soltanto all’interno di riviste specializzate o di solitarie e simboliche opere.
L’urgenza di Architettura è assordante.
27.06.2009 alfredo giacomini.

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