Hotel a Roma – HOTEL HASSLER

Un reportage su location di lusso, una serie di articoli su hotel, SPA, ristoranti, lounge bar,  accomunati dall’esclusività, la cui clientela richiede alti standard qualitativi, a partire dagli interiors, ed un’atmosfera ricercata, piena di fascino e sempre più rispondente alla personalità di ognuno.
Un panorama dì realtà apprezzate, non soltanto dagli “addetti ai lavori”, ma anche dal pubblico, clienti, fruitori delle “top location”, dove architettura, design, arredi e complementi, sono declinati secondo filosofie ed approcci molteplici, proprio in virtù della connotazione dei destinatari a cui si rivolgono.
Passerò disinvoltamente da contesti estremamente brillanti, ricchi di tematiche, espressione delle tendenze di un design certamente di impatto, che ha successo soprattutto al livello internazionale, secondo uno stile presente, tra gli altri, anche al Salone del Mobile di Milano, spesso in abbinamento a maison di moda; a luoghi in cui domina l’essenzialità stilistica, dove è evidente la purezza della linea, richiamando la bellezza dello spazialità, dei volumi e delle forme, esaltate dalla convivenza di pochi materiali, di derivazione sia tecnica, sia naturale; fino a raggiungere ambienti più intimi, con atmosfere fortemente evocative, intrinseche di suggestioni amplificate dagli elementi della natura, come acqua e pietra, definendo un setting da vivere nella privacy e nel relax.

HOTEL HASSLER

26 Maggio 2016

Inaugurato nel 1893, l’albergo è gestito, sin dal 1921, dalla famiglia svizzera Wirth, oggi rappresentata da Roberto E. Wirth proprietario e direttore generale, che nel discorso in occasione del cocktail dà il giusto risalto al grandioso panorama della terrazza,  facendo notare che da qui sono visibili tutti gli uffici delle figure istituzionali più importanti: la Presidenza della Repubblica al Quirinale, il Papa in Vaticano, il Sindaco al Campidoglio…   …oltre al suo naturalmente.

piazza di spagna nottejpg

In questo palazzo di eccezione, l’architettura è duale poiché conserva le stratificazioni degli stili nel tempo, pur manifestando un forte orientamento alla contemporaneità. Tutto si svolge nel segno di un elevato senso estetico, che altrove è andato perso: questo luogo mantiene alta l’esclusività e costituisce manifestazione puntuale di brillantezza, in una Roma dal fascino sottile e lievemente bohemienne, dovuto anche al periodo storico che stiamo vivendo.

Ho scelto di porre l’accento su uno “spot di luce”, affinché sia di esempio e contribuisca a promuoverne  e diffonderne la propensione all’eccellenza: infatti l’atmosfera che si è creata durante il cocktail party, complice la suggestiva ora del tramonto romano, che assume toni fiabeschi tipicamente nel mese di maggio, è parte integrante delle impressioni che intendo condividere con chi legge, evocando pensieri e sensazioni attraverso flash, immagini, panoramiche e zoom su dettagli selezionati.

Non c’è soltanto l’architettura fine a sé stessa, incorruttibile, distaccata, vista nell’attimo che precede il popolamento ed il vissuto umano; è interessante osservare altresì alcune istantanee di una realtà sfaccettata, contestualizzata e multisensoriale, un’atmosfera di ricevimento per il quale è stata scelta una venue attualissima, dal backgroud storico. Le origini  tardo rinascimentali hanno evidenza soprattutto all’esterno, in facciata; per poi lasciare spazio internamente, all’impianto ed alle strutture principali del palazzo, realizzate a  seguito di una importante demolizione e ricostruzione a cavallo tra gli anni ’30 e ‘40, ed infine sfociare negli interiors, dal design contemporaneo declinato in diverse accezioni e contaminazioni.

In tale contesto, goduto dalla terrazza al settimo piano normalmente riservata e raramente accessibile, in una città dai colori “crepuscolari” unici, assumono importanza gli allestimenti, la cura del dettaglio e le decorazioni, eleganti, fresche, chiare, mai eccessive.

terrazza b

Con lo stesso spirito composto ed entusiasta degli intervenuti, il mio sguardo spazia dal rooftop di eccezione e punto di vista privilegiato, ed incontra, in primissimo piano, i due campanili della Chiesa della Trinità dei Monti ed a seguire Villa Medici, con un orizzonte definito dallo skyline romano fatto di cupole, obelischi, campanili, capriate e  monumenti; quadro in cui si inserisce uno squarcio prospettico della scalinata su Piazza di Spagna e la Barcaccia del Bernini.

terrazza a
Qui “il bello” costituisce il driver di integrazione massima, di architettura, arredo ed ornamento, quasi a rievocare la filosofia e la ricerca estetica di Walter Gropius, a cui si è teso riproponendo citazioni di epoche diverse nei complementi di arredo e scultorei. L’atteggiamento del designer trasmette la ricerca dell’”opera d’arte totale”, che ricorda quella portata avanti nel periodo dell’Art Nouveau. Per meglio spiegare tali riferimenti, nella suite al quinto piano, aperta per selezionati ospiti in questa occasione, non si può fare a meno di notare diverse citazioni degli ordini classici, con colonne a sostegno di controsoffitti e cornici, porte specchiate, pavimento in graniglia di marmo chiaro bordato, accanto a  moquettes a scacchiera bianca e nera nella stanza da letto ed il mosaico nero con cornice bianca in bagno, dove semiparaste incorniciano la specchiera illuminata da due applique con lo stelo impugnato da una mano scolpita.
swarovsky
Il tutto si rimescola in un nuovo vissuto assolutamente attuale, con elementi di estrema contemporaneità come una composizione di Swarovsky all’interno di una semicupola realizzata nel controsoffitto, le textures della tappezzeria con disegni sinuosi e stilizzati a fil di ferro nero su sfondo panna. Anche gli affacci, costituiti da balconate su due fronti del palazzo, stupiscono e mescolano: sulla balconata che affaccia su Piazza di Spagna mi attende un cane dalmata in ceramica; mentre sull’altro lato trovo una statua neoclassica di donna con abito a drappeggio, incorniciata dai campanili di Trinità dei Monti.

dalmata
Leggo un’operazione di design tendente a dare una connotazione moderna, alle stratificazioni presenti nel palazzo, a partire dall’epoca della costruzione nel tardo Rinascimento,  ponendosi in una dialettica piacevolmente dissonante con le rievocazioni storiche.  Una dinamica e brillante risimbolizzazione in chiave moderna, che reinterpreta con personalità e talvolta irriverenza i luoghi, come il “Palm Court” Bar, dai colori fluorescenti ed i bordi  marcati con geodesiche di luce, allestito all’interno del cortile storico.

Palm court bar
Lo spirito della sperimentazione, mescolanza, reinvenzione e ricchezza, condotta sempre con materiali e finiture di pregio, cura e ricercatezza nei fattori di scala e nei particolari, sono gli aspetti su cui intendo focalizzare l’attenzione dei lettori, colleghi, architetti e designers, curiosi del genere ed estimatori del lusso in tutte le sue espressioni, in quanto in questa sede l’intento non è puramente e pedissequamente descrittivo della best practice del design nelle top location , ma vorrei enfatizzare un’impressione durevole, un bagaglio cognitivo e sensoriale che questi luoghi permettono di acquisire e si ricorderanno anche dopo averli lasciati.
suite 5p
Questo è un lusso fatto di ispirazione ed a sua volta ispirante, a cui tutto un filone dell’architettura tende, ognuno con uno stile diverso e peculiare personalità della mente creativa, con il fine primario di trasmettere qualità, stile, ricercatezza ed aggiungiamo anche un certo “misurato eccesso” volto a farsi notare e stupire, che del resto non è troppo lontano dall’aria che si respirava a Roma in epoche di maggior fasto. Dunque ben venga farlo rivivere in luoghi articolati, complessi ed unici, in cui convivono in un rapporto di complementarietà storia, bellezza, e stile italiano dei nostri giorni.

 

Le foto sono di Maria Giulia Simeone ad eccezione della foto del Palm Court Bar tratta dal sito dell’Hotel


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