Piano Casa della Regione Lazio: meglio di Beautiful!

24 ottobre 2014

Il Piano Casa, una legge temporanea che sembra non avere mai fine, esce stravolto dalla seduta di Consiglio Regionale del 23 ottobre 2014.

All’ordine del giorno c’è la proposta di legge n°75 del 2013, ovvero le modifiche che la Giunta Zingaretti aveva promesso in campagna elettorale e che avrebbero dovuto correggere in positivo l’impianto del Piano Casa targato Polverini/Ciocchetti.

Premesso che si tratta di ben poca cosa rispetto alle attese di quanti hanno sempre pensato che il Piano Casa targato Polverini/Ciocchetti sia un becero insieme di regalie fatte “ad personas”, un coacervo di eccezioni senza motivo ad una norma che avrebbe potuto essere di gran lunga più semplice e dunque più efficace. In ogni caso la proposta, si badi bene elaborata nel settembre del 2013, contiene almeno un elemento positivo, la cancellazione della premialità del 10% sui Piani di Zona. Poche parole che, se corrette nel testo vigente, avrebbero perlomeno l’effetto di eliminare la più vistosa delle regalie fatte alla lobby dei costruttori.

In realtà la partita che si sta giocando, a livello politico, è quella di un braccio di ferro tutto interno alla sinistra. Da una parte Zingaretti e Civita alla Regione, dall’altra Marino e Caudo al Comune. Ciascuno reclama per sé il diritto a governare le trasformazioni del territorio.

Ma che senso può avere apportare modifiche ad una legge a 100 giorni dalla sua data di scadenza? Solo il puntiglio di onorare una promessa elettorale? Sembra difficile solo ipotizzarlo. Il vero argomento di cui si parla è il futuro. La proroga è nell’aria, tutti ne parlano, tutti se l’aspettano.

Il risultato inevitabile è che tanto i cittadini interessati ad un piccolo ampliamento, quanto gli operatori economici, i pochi rimasti perlomeno, stanno alla finestra. Aspettano di vedere se arriva o meno questa proroga. Nel dubbio che si fa? Ci si ferma e si aspetta. Primo risultato negativo raggiunto. Il peggio però deve ancora venire.

Seduta di Consiglio Regionale del 23 ottobre 2014. Va in scena il solito teatrino. Il consigliere Cangemi (nuovo centro destra) dà del maleducato al consigliere Baldi (lista civica Zingaretti) che manca di rispetto all’aula perche ha sul suo tavolo una bottiglietta di Coca Cola. Urlano, si tirano dei fogli di carta, ma la rissa, per futili motivi, viene fortunatamente solo sfiorata. Effettivamente questo Baldi tanto bene educato forse non è se nella precedente seduta di Consiglio Regionale del 16 ottobre veniva così apostrofato da un altro consigliere: “collega Baldi la prego, con i piedi sopra il tavolo non è mai decoroso per l’aula!”

Nel teatrino del Consiglio Regionale poi c’è una consuetudine che tutti conoscono, siccome quelli del Movimento 5stelle sono convinti di essere superiori e danno dei ladri a tutti, tutti gli altri, per ritorsione, non ascoltano una parola quando loro parlano, li ignorano ostentatamente. Non chiedetemi perché è così, è semplicemente un dato di fatto, come in quelle famiglie da commedia all’italiana in cui viene messa in scena la figura del nonnetto rompicoglioni che parla da solo. Un qualunque consigliere 5stelle fa una domanda diretta all’assessore e lui non gli risponde, la rifà per cinque volte, e lui per cinque volte non gli risponde.

Tanto per far capire come questo teatrino assomigli al teatro dell’assurdo di Eugène Ionesco riporto uno stralcio del verbale del 16 ottobre:

Porrello (consigliere 5stelle): (dopo tre minuti di intervento) … e noi qui ci troviamo a fare un piano casa che distrugge l’ambiente, il patrimonio… e tutte queste persone che parlano senza neanche sentire…. Io potrei dire qui le parolacce, e infatti sto dicendo una cosa fuori tema e manco il Presidente mi ferma! Fermatemi almeno, no?

Presidente: Collega Porrello, non capisco

Porrello: Non capisco io…

Presidente: Nessuno sta dicendo parolacce, altrimenti se ne sarebbe accorto qualcuno.

Porrello: Io ho detto che potrei dire anche le parolacce

Presidente: Ma se lei le dice se ne accorgono tutti!

Porrello: Ma per forza, perché anche se uno parla normale qui fate finta di non ascoltare, è questo il problema, che è un mercato, è un suk questo, non un aula

Interviene un altro consigliere: Ma questo è razzismo!

Porrello: …questo è razzismo? Non è un insulto, è una presa di…

Presidente: Collega Porrello, continui la sua illustrazione, prego.

Porrello: Si, lo illustro. Allora in questo mercato, tra le varie bancarelle che esistono in questo mercato, tra le varie bancarelle io volevo dire…

Presidente: Colleghi per cortesia. Consigliere Baldi, per favore. Grazie.

Porrello: Poi si offendono! Quando c’è Baldi che parla con tutti gli altri, quell’altro che si alza e quello che si gira, poi dico mercato e si offendono tutti! Ma è chiara la cosa! Bene.. (interruzione di un consigliere) …appunto, non sente nessuno! L’ho detto, potrei dire qualsiasi cosa qui, lo dimostrerò! Presidente, lo dimostrerò! Allora, quindi noi ci impegniamo ancora una volta a cercare di migliorare un testo che fa schifo! Grazie.

Presidente: Parere della Giunta?

Assessore: Parere contrario.

Mi scuso per la lunga digressione, ma credo che, oltre all’indiscutibile valore comico, questa premessa sia utile per capire quale sia il clima, l’atmosfera, ma anche il livello, del dibattito nell’aula del Consiglio Regionale, ed è altresì utile per capire quanto è successo nella seduta del 23 ottobre 2014.

Storace assume la Presidenza. Con il suo aplomb e la sua sagacia. Storace, l’ex governatore travolto dagli scandali, ex deputato, ex politico di livello nazionale, di serie A, retrocesso suo malgrado sugli scranni di un Consiglio Regionale. Gli emendamenti si susseguono a un ritmo incessante: interventi, voto, interventi, voto. Tutti respinti dal fronte compatto del PD. Siamo all’emendamento numero 236, ma la strada è ancora lunga, sono più di duemila. Prende la parola un consigliere 5stelle, tutti si distraggono, poi parla un altro consigliere 5stelle, il capogruppo del PD va al gabinetto, due consiglieri vanno a prendersi un gelato, tutti si distraggono, il consigliere 5stelle finisce di parlare, il presidente Storace chiede di votare, prima a favore, e tutti i deputati 5stelle alzano la mano, poi contro, ma nessuno lo ascolta, solo uno se ne accorge, Bellini del PD, nessun altro, né a destra né a sinistra. Storace non alza la voce, non richiama all’ordine o ad una maggiore attenzione, semplicemente dice: “Emendamento approvato.” Punto.

Nessuno in quel momento sa quale sia il contenuto dell’emendamento, ma è una rivoluzione. All’art. 3 comma 6 dopo le parole “la realizzazione degli ampliamenti di cui al comma 1 è subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria” si aggiungono due semplici paroline, “e secondaria” .

Patatrack!

Ecco smontato il Piano Casa.


Lascia un Commento