Tuscia felix

La Tuscia Viterbese è la più grande risorsa paesaggistica del Lazio. Grazie ad uno sviluppo industriale limitato, alla sua economia prevalentemente agricola e, soprattutto ad un sistema viario poco sviluppato, i paesi dell’Altro Lazio, con l’eccezione di Viterbo, hanno avuto uno sviluppo edilizio assai limitato. Soprattutto, è mancata la speculazione edilizia nei termini delle altre province, soprattutto quella di Latina.

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Perché è una risorsa? Come può essere valorizzata?
Può essere valorizzata scegliendo di affiancare all’economia agricola, già presente, una tipologia di turismo selezionata che affianchi l’economia esistente.

In realtà è un lavoro che è già in atto almeno da due decenni, ma girovagando per questi paesi si notano differenze vistose nell’approccio al problema.

Ci sono centri come Tuscania e Barbarano Romano che hanno fatto del turismo l’obiettivo principale (Tuscania per il suo patrimonio artistico, Barbarano perché è inserito al centro del Parco Regionale Marturanum) e hanno agito di conseguenza.

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Nel caso di Barbarano, per esempio, il centro storico, che è costruito su uno sperone circondato da forre e boschi, le nuove costruzioni sono state localizzate fuori dalla vista del centro ed è stata approntata una regolamentazione sui materiali e gli interventi compatibili con il patrimonio storico.
L’alluminio anodizzato, tanto per chiarirci, è sparito dal panorama della cittadina.

Ci sono infine piccoli centri come S.Martino al Cimino che vantano natali illustri (la ristrutturazione del borgo fu affidata al Borromini) e sono rimasti pressoché intatti.
Queste sono tre eccellenze, dunque, ma cosa hanno in meno Sutri, Civita Castellana, Soriano nel Cimino e Ronciglione (e non solo queste)? Solo e semplicemente una maggiore attenzione e pianificazione dell’attività edilizia, con un occhio di riguardo all’impatto sul paesaggio.
Quando gli amministratori riusciranno a superare gli interessi dei privati (costruisco qui perché mi conviene) in un ottica di valorizzazione del bene comune avvieranno una economia come quella della Toscana, che ha fatto dell’eccellenza e della sostenibilità il suo brand.

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In altre realtà, tempi, sensibilità, sono stati sperimentati interventi volti a coniugare i requisiti funzionali moderni con un richiamo alla tradizione locale.
Una sperimentazione significativa, in questo senso, è stato il quartiere Italia a Terni (città industriale, un contesto differente dalle cittadine citate prima) progettato da Mario Ridolfi.

Amate l’Architettura, anche nell’ottica di sensibilizzazione verso queste tematiche, affianca l’Associazione Stella Errante in un’escursione nella Tuscia Viterbese e nel Ternano, che si terrà il 13 settembre 2014.

Sarà presente anche un rappresentante del nostro Movimento che introdurrà a queste tematiche.
Per informazioni sul viaggio:

Qui un link al nostro album fotografico su Flickr


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