L’Architettura partecipata è possibile!

Amate l’Architettura per quasi 6 mesi ha fatto parte del “Laboratorio di progettazione partecipata” promosso dall’Assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo, all’interno dell’operazione “Caserme di Via Guido Reni”, e previsto nel Protocollo d’intesa siglato a Dicembre 2013 con Cassa Depositi e Prestiti per la valorizzazione dell’area ed il passaggio di quasi il 50% della stessa dal Demanio al Comune di Roma. Nell’operazione inoltre, a fronte della valorizzazione dell’area e della destinazione della parte Privata a Residenze, Alloggi Sociali, Attività Commerciali e Turistico-ricettive, l’altra parte invece Pubblica sarà destinata alla realizzazione del Museo della Scienza e di Attività ed Attrezzature di quartiere grazie al contributo straordinario che sarà versato dal Privato e che non potrà in ogni caso essere inferiore ai 43.000.000 di euro. Gli accordi con CDP ed il Protocollo d’intesa che dovranno essere resi ufficiali dopo l’approvazione della Delibera contengono, sempre secondo l’Assessore Caudo, altre due cose importanti:

1. la prima è che si faccia un “Concorso Internazionale” per elaborare il progetto del Masterplan dell’Area intera degli Stabilimenti Militari e che le linee guida per il Concorso vengano “tracciate” dai responsabili degli uffici tecnici competenti del Comune di Roma, insieme ad un “Laboratorio di progettazione partecipata” formato da cittadini, movimenti ed associazioni del quartiere Flaminio. Tutto ciò è già avvenuto, ed un documento elaborato da circa 15 Associazioni e Movimenti di cittadini del quartiere e non solo, è stato già consegnato all’Assessore nello scorso mese di Luglio;
2. la seconda è che il costo relativo al Concorso Internazionale di Progettazione sarà completamente a carico di Cassa Depositi e Prestiti, e non peserà sulle risorse economiche del Comune di Roma.

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L’approvazione della Delibera, sgombra il campo da molte critiche e sospetti che erano stati sollevati anche all’interno del “Laboratorio”, obiettando, giustamente, che non è mai stato fornito nessun documento che attestasse quanto detto sopra, anche dopo varie richieste formulate. Ma è altrettanto vero che non è stato mai fornito nemmeno alcun documento che attestasse il contrario. Nessuno ha mai dimostrato l’inesistenza di un Protocollo d’intesa, o che nel Protocollo ci fossero condizioni completamente diverse da quelle fornite da Caudo. Tanto è vero che la Delibera con la richiesta di Variante al PRG era già stata approvata in Giunta il 27 Dicembre 2013. Quindi, dopo più di dopo 5 mesi ed un percorso di “Progettazione partecipata” concluso, con una Variante di PRG pronta per essere approvata in Assemblea consiliare, sostenere che forse era meglio prevedere un Accordo di programma o un Print (Programma Integrato) al posto della Variante, sinceramente noi lo abbiamo trovato “incomprensibile” e soprattutto strumentale ad un chiaro “scontro” politico che, come da copione, le forze della “restaurazione” portano contro chi si propone di cambiare ed innovare. Evidentemente anche in politica la perdita di “abitudini e riferimenti certi e sicuri”, procura spesso panico e disorientamento soprattutto a chi vive l’impegno politico principalmente come professione e non come servizio. Questa purtroppo è una realtà che in Italia ha raggiunto oramai livelli patologici anche in ambiti importanti di rappresentanza.

A noi di Amate l’Architettura non interessa entrare in un “agone politico” e prendere posizione per una parte o per l’altra. Dalla fondazione del nostro Movimento nel 2009, crediamo in una partecipazione politica, non partitica, finalizzata al miglioramento delle condizioni urbane e sociali, offrendo il nostro contributo, sul tema dell’architettura, solo per la realizzazione di interventi utili e di qualità per la città e soprattutto per i cittadini. Per questo motivo eravamo rimasti sconcertati nel leggere, in questi ultimi mesi su tutti i quotidiani, che una parte evidentemente “influente” del PD, era riuscita quasi a convincere il Sindaco Marino della necessità di ritirare la delibera di Variante al PRG, che l’Assessore Caudo aveva preparato, per un’operazione che era stata già avviata da sei mesi (sic!).

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Quali sono le motivazioni per le quali definiamo “straordinario” questo risultato?
Per comprenderle ripercorriamo le principali tappe del cammino che ha portato a questa delibera.
Dal Gennaio/Febbraio 2014, su invito dell’Assessore Caudo e del Presidente del II° Municipio Gerace, si è costituito un “Laboratorio di progettazione partecipata” (al quale abbiamo partecipato attivamente, fin dalla sua formazione) per definire le linee guida del documento con il quale indire un Concorso Internazionale per il Progetto del Master Plan della Città della Scienza.
Nel mese di Luglio il “Laboratorio” ha consegnato all’arch. Geusa, Responsabile del Procedimento del Processo di partecipazione, il documento nel quale sono confluite tutte le proposte, le richieste e le indicazioni che le Associazioni, i Comitati ed i cittadini del quartiere Flaminio hanno formulato, concordato e condiviso dopo circa 6 mesi di riunioni settimanali nei locali messi a disposizione all’interno dell’area delle “Caserme”.
Il numero e la qualità delle Associazioni di cittadini che hanno condiviso e firmato il documento finale, senza entrare nel merito dello stesso, sono il valore aggiunto di questa operazione, che potrebbe diventare un punto di riferimento per operazioni e procedure analoghe.
Questi sono principalmente i motivi che ci hanno fatto accogliere con grande soddisfazione, finalmente, l’altra notte alle ore 2,00 del 7 Agosto 2014, l’approvazione della Delibera per la Variante di PRG sull’area di Via Guido Reni, secondo lo schema e l’iter voluto dall’Assessore Caudo. L’unico emendamento inserito nella Delibera approvata, è stato quello che prevede nel percorso da seguire, dopo il Concorso Internazionale, il ricorso al PRINT (Programma Integrato) nell’accordo definitivo con Cassa Depositi e Prestiti.
All’interno del Documento del Processo partecipativo Amate l’Architettura ha espresso qualche perplessità su quelle che potranno essere i metodi e le procedure di promozione e gestione del Concorso Internazionale che, come tutto il resto dell’operazione, dovrà contenere uguali elementi di innovazione, chiarezza e trasparenza come quelli messi in campo fino a questo momento. Il Concorso Internazionale si farà. Come e in che modo è da decidere e siamo fiduciosi che l’Assessore Caudo terrà fede a quanto promesso e più volte ripetuto sulla presenza e partecipazione del “Laboratorio” dei cittadini, delle Associazioni e Movimenti di quartiere a tutte le decisioni future.
E fino ad oggi non abbiamo proprio nessun elemento per dubitarne.

di Giorgio Mirabelli e Lucilla Brignola



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