Che fine ha fatto il concorso per la copertura dell’auditorium di Adriano?

Nel mese di novembre 2013 la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha bandito un concorso di idee per la progettazione della “Copertura dell’Auditorium dell’Imperatore Adriano in Piazza Madonna di Loreto (Roma)”.

Il bando mostrava immediatamente alcuni lati oscuri, fra i quali spiccava la mancanza dei nomi delle persone che avrebbero composto la giuria del concorso. Il concorso era stato recensito dal rating di Professione Architetto che ne dava infatti un giudizio piuttosto severo (seguito anche da alcune segnalazioni), che si è rivelato come al solito corretto.

Come ciascun professionista sa perfettamente ci sono alcuni parametri fondamentali per giudicare un concorso prima di decidere se partecipare o meno, che sono poi quelli su cui è fondato il rating, e la mancanza di chiarezza riguardo alla giuria è un pessimo indicatore. Ma il rilievo del tema era tale da indurre comunque molti colleghi ad organizzarsi per partecipare.

La commissione giudicatrice avrebbe dovuto essere composta da cinque membri, i cui nominativi sarebbero stati pubblicati dopo la consegna degli elaborati. I membri avrebbero dovuto essere individuati dall’Amministrazione banditrice come segue:

– 1 dirigente archeologo con funzioni di presidente;
– 1 dirigente architetto;
– 1 funzionario/dirigente della Sovrintendenza Beni Culturali di Roma Capitale;
– 1 funzionario della Direzione Generale Antichità del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
– 1 funzionario della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio-MiBAC.

Non era quindi prevista nessuna personalità di alto livello, nessuno che potesse assumere un ruolo di garanzia nei confronti dei concorrenti rispetto ai piccoli giochi di potere tipici di qualsiasi pubblica amministrazione. Di conseguenza, possiamo affermare senza timore di essere smentiti, che era fin dall’inizio un bando male ideato, un lavoro fatto da persone incompetenti. Incompetenti nel senso stretto della parola, non nel senso della generica offesa, ovvero ai redattori del bando mancava la competenza sufficiente in materia per sapere che una condizione fondamentale per un corretto svolgimento di un concorso è che i membri della commissione giudicatrice non devono essere dipendenti della stessa amministrazione, né essere riconducibili ad un unico ambiente di lavoro, perché se questa condizione si verifica la decisione del vincitore diventa frutto della volontà del più potente fra di loro. In generale la logica, l’etica e l’esperienza ci insegnano che devono essere persone che con certezza non possono esercitare nessun tipo di pressione reciproca, perché questo è garanzia di autonomia di giudizio. In questo bando questa condizione non si presentava.

Ma fin qui è tutto nell’ordine naturale delle cose, che in Italia siamo tutti abituati a sopportare, fino al giorno in cui le stesse cose che diciamo fra noi finiscono sul giornale come oggetto di indagini della magistratura e si chiarisce il perché di certe procedure di gara anomale. Dovremmo smettere di indignarci dopo aver letto il giornale e incominciare ad indignarci prima, quando vediamo un bando scritto in maniera equivoca, perché dietro le cose equivoche, la maggior parte delle volte si nasconde il marciume del clientelismo e della corruzione.

La cosa più vergognosa però avviene all’indomani della consegna delle proposte progettuali da parte dei concorrenti. Il concorso viene improvvisamente bloccato. Ufficialmente per “problemi relativi alla formazione della commissione giudicatrice”. Bloccato. Sospeso. Senza una data. Niente. Il 25 febbraio 2014 un comunicato di quattro righe dal titolo “avviso di sospensione della procedura di gara” viene pubblicato on line a firma della soprintendente Mariarosaria Barbera. E poi per mesi, un silenzio assordante. Un silenzio che deriva evidentemente dall’incuria, dalla negligenza, dalla mancanza di rispetto nei confronti del lavoro dei partecipanti al concorso da parte dei dirigenti responsabili.

Ma non si rendono conto questi signori, o meglio, queste signore, chiuse nelle loro inaccessibili stanze, nelle quali ricevono il pubblico solo un giorno a settimana dalle 9:00 alle 12:00, di quanto lavoro è stato loro affidato dai progettisti che hanno mandato le loro proposte? Dei sopralluoghi necessari, magari effettuati al termine di lunghi viaggi dai propri luoghi di residenza, del tempo impiegato nelle riflessioni, del tempo impiegato per comprendere gli errori fatti nella preparazione della documentazione ( si, perché ovviamente anche negli elaborati grafici c’erano alcuni errori gravi, testimonianza di incompetenza a tutti i livelli), del tempo impiegato nella comprensione delle risposte date ai quesiti (risposte peraltro sempre spocchiose, che invece di riconoscere la presenza di alcuni errori nella documentazione, ripetevano ossessivamente alcune frasi evidentemente equivoche).

Non si rendono conto queste signore che per fare un progetto del genere nella maggior parte dei casi si attiva un gruppo di lavoro, magari di quattro o cinque professionisti, giovani e meno giovani, e che ricevere 100 proposte significa che 500 persone aspettano con ansia di conoscere l’esito di quello che per loro può essere un lavoro importante.

Non si rendono conto che qua fuori, lontani anni luce dalle loro comode stanze, noi architetti lottiamo giorno per giorno per guadagnare quello che ci serve per vivere. Che bandire un concorso per loro è una medaglia, un modo per fare un passettino in avanti nella carriera, ma per noi partecipare ad un concorso è già di per sé un lavoro, serio, che va rispettato.

Purtroppo no. Non si rendono conto di niente. Come Amate l’Architettura il 16 giugno abbiamo preso contatto con la Soprintendenza e sollecitato la risoluzione i problemi relativi alla formazione della giuria e chiesto di sapere che tempi si prevedono per lo svolgimento del suo operato. Abbiamo anche suggerito di aggiornare la comunicazione al riguardo sul sito e pubblicare un nuovo avviso che mettesse al corrente i partecipanti del nuovo calendario previsto per la conclusione del concorso. Il risultato è stato che il 20 giugno è stato pubblicato on line un nuovo laconico avviso in cui si comunica “il perdurare dei motivi che hanno determinato la sospensione”.

Punto.

Non una parola di chiarimento di più. Peraltro questi motivi nel primo avviso erano stati tutt’altro che esplicitati, era stato scritto solo che c’erano”problemi relativi alla formazione della commissione giudicatrice”. Nessun impegno a risolvere la questione in un tempo prefissato, nessuna previsione. Abbiamo segnalato la cosa all’attenzione dell’architetto Flavio Vitale che combatte le stesse battaglie dall’interno della commissione concorsi dell’Ordine degli Architetti di Roma per valutare delle azioni comuni e dall’Ordine nei giorni scorsi è partita una lettera formale alla Soprintendenza, a firma del Presidente Sacchi, con il sollecito a dare “rapida soluzione alla formazione della commissione giudicatrice”.

L’idea è quella di far partire un fuoco incrociato, di tenere viva l’attenzione e risvegliare un po’ le coscienze sonnecchianti e doloranti di noi architetti.

Qualcosa ci sarà che si può fare per far riprendere a questi funzionari pubblici il senso del loro lavoro?

In effetti, si, c’è. Possiamo denunciarli. Possiamo fare in modo che si assumano le loro responsabilità. Possiamo fare una petizione su Change.org indirizzata al ministro dei Beni Culturali per far dimettere la Soprintendente Mariarosaria Barbera, se è lei la responsabile di questa vergogna, oppure sia lei a chiedere conto del suo comportamento alla responsabile del procedimento la dott.ssa Rossella Rea. Se non basta possiamo fare un esposto alla Corte dei Conti e chiedere di valutare se i responsabili dell’arenamento del concorso, in relazione al costo sostenuto per il suo svolgimento (quantificato attraverso il tempo di lavoro dei funzionari impiegati) si siano o meno resi responsabili di danno erariale nei confronti dell’Ente nel quale lavorano, nel qual caso, che vengano chiamati in solido a risarcirlo.

Per prima cosa però dovremmo fare un’altra cosa.

Dovremmo darci un appuntamento davanti agli uffici della Soprintendenza e andare tutti insieme, coloro che hanno partecipato al concorso e coloro i quali sentono questa battaglia come la loro battaglia anche senza aver partecipato a questo concorso. Dovremmo andare tutti insieme a trovare la Soprintendente e chiederle conto del comportamento vergognoso dell’ente da lei diretto.

Noi di Amate l’Architettura ci prestiamo volentieri a fare da collante attraverso questo nostro blog per questa class-action.

Chi viene con noi?


15 Commenti a “Che fine ha fatto il concorso per la copertura dell’auditorium di Adriano?”

  1. Ermete Realacci ha detto:

    ho da tempo presentato una interrogazione parlamentare sulla questione e continuo a sollecitare la risposta

  2. Giulio Paolo Calcaprina ha detto:

    Per fortuna non siamo soli in questa battaglia:
    http://www.professionearchitetto.it/bacheca/bla/337854/copertura-dellauditorium-dellimperatore-adriano-in-piazza-madonna-di-loreto
    Invitiamo i nostri colleghi a scrivere qui un commento e a lasciare una disponibilità per un’azione comune contro la Soprintendenza.

  3. Giulio Paolo Calcaprina ha detto:

    A quanto pare il concorso è stato sbloccato. Grazie a tutti coloro che si sono attivati per il risolvere il problema, in particolare all”on. Realacci, a cui si deve attribuire la forza persuasiva che ha smosso la Soprintendenza.
    Rimangono tuttavia due considerazioni da fare:
    1) se serve un ‘interpellanza parlamentare per restituire una procedura certa ad un concorso, c’è, evidentemente, un grosso buco normativo da risolvere.
    2) corollario del primo punto, questa vicenda è in negativo la dimostrazione che i concorsi sono l’unico strumento, ancorché imperfetto, per impedire il clientelismo negli appalti pubblici. L’inerzia della Soprintendenza senza questo filtro appare inspiegabile.

  4. giovaniarchitettitaliani ha detto:

    Cari colleghi,
    ad oggi 24 settembre ancora nessuna notizia riguardo la Giuria del concorso.

    Il concorso è stato o no sbloccato? che fine ha fatto la Soprintendenza?

    Sperando di non avere una nuova delusione attendiamo nuove news.

    Giovaniarchitettitaliani

  5. Csky ha detto:

    Ad oggi ancora un laconico silenzio…..siamo prossimi al primo compleanno! Organizziamoci per manifestare.

  6. Marco Sitia ha detto:

    Pur interessatissimi al concorso alcuni miei ex collaboratori avevano subodorato qualche inghippo nel concorso (avvalorato anche dalla trasmissione della Gabanelli) e a malinquore rinunciato a cimentarsi.
    A distanza di un anno sono contenti dello scampato pericolo ma demoralizzati e sfiduciati dai concorsi italiani. Conoscere la giuria è indispensabile per sapere con chi si ha a che fare anche se sono molto rare le giurie competenti e non soggette a condizionamenti di “area politica”, di baronia universitaria, di interesse professionale etc. in quanto poco sensibili ai rischi di “sputtanarsi” con giudizi interessati.

  7. marco ha detto:

    ho più volte scritto al responsabile del procedimento e non ho mai avuto risposte. l’ultima lettera inviata con posta certificata è di un mese fa. purtroppo solo ora sono venuto a conoscenza di questo forum e delle iniziative di tanti cari colleghi e dell’on Realacci.
    spero possa essere ancora in tempo per poter prendere parte all’occupazione coatta degli uffici della soprintendenza e alla defenestrazione di tutti coloro che hanno lavorato a quest’ignobile (ma prevedibile) procedura concorsuale.

  8. Marco Sitia ha detto:

    Avevo scritto demoralizzato a Dicembre scorso. Siamo a Marzo e non è successo nulla! Ma il ministero che fa??? Il potere di queste soprintendenze è così forte? O è il potere delle amministrazioni come diceva la Gabanelli? Ma chi ha nominato questi burosauri? Possibile che non ci sia un potere in grado di chiedere ragione di quanto accade? Evidentemente l’intreccio degli interessi è così trasversale e diffuso che non c’è nessuno che voglia rimescolare il fango per non rischiare di rimanerci travolto.
    Ma anche tra noi architetti (o ex) quanti vogliono veramente un sistema meritocratico? La mia impressione è che la maggior parte di noi in realtà preferisce un sistema in grado di elargire favori personali e fottere gli altri per beccarsi il boccone migliore.

  9. massimo ha detto:

    Ieri ho scritto una nota in merito a questo scandalo al nuovo Soprintendente.
    Tera un mese ne scrivo una con allegata la prima, a Franceschini.
    Fra due mesi ne scrivo una , con allegate le prime due, a Renzi.
    Se ognuno di noi partecipanti fa così (dovremo essere 85 gruppi x una media di 3 architetti ogni gruppo) vediamo come va a finire.(!!!)
    Chi la dura la vince!
    Grazie

    arch. Massimo Luzzatto

  10. Giulio Paolo Calcaprina ha detto:

    >Vincenzo Bufano: abbiamo pubblicizzato la petizione sulla nostra pagina Facebook. E’ una buona idea!

  11. marco ha detto:

    BANDO COPERTURA AUDITORIUM ADRIANO A ROMA. ASSOLUTAMENTE SCANDALOSO. LEGGETE UN PO. DA NON CREDERE. DENUNCIAMOLI
    http://archeoroma.beniculturali.it/sites/default/files/DecretoAnnullamentoAuditoriumAdriano.pdf

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