Green Corviale – Una video intervista in 12 tappe sul recupero di Corviale

L’intervista fattami da Giulio Paolo Calcaprina, Giulio Pascali, Lucilla Brignola e Giorgio Mirabelli  ha confermato la crescente difficoltà di spiegare in poche parole un progetto, nato quasi per caso, che mi sta letteralmente travolgendo, assumendo ogni giorno che passa le sembianze di una predestinazione profetica. Quella che doveva essere una breve video intervista è diventata un’affabulazione incontenibile e disordinata di oltre un’ora, assolutamente improponibile nei format della Rete. Il senso di colpa mi ha costretto ad offrire una soluzione ai malcapitati di Amate l’Architettura. E’ così che abbiamo sperimentato insieme un progetto di comunicazione : Giulio & Giulio hanno spezzettato il fiume narrativo dell’intervista originale in elementi tematicamente omogenei, denotati da 12 TAGS, io ho confezionato una copertina audiovisiva di un minuto recitando una frase che le contenesse, tutte trasformandole alla fine del video in link sensibili che puntassero direttamente agli spezzoni tematici dell’intervista originale.

(NB – Per attivare i link incorporati nel video, occorre aprire il video su Youtube.)

Poiché il test mi sembra superato positivamente, provo ad usare questa stessa struttura narrativa per poche righe di presentazione.

Manifesto:
Corviale è un manifesto, un Monumento per ricordarci di completare una Città che deve ancora venire.

Sopravvivenza:
La nostra sopravvivenza sul Pianeta è scritta nel destino delle Città che si uniranno in Glocalopoli.

Mediterraneo:
Il Mediterraneo ridiventerà l’incrocio per la sintesi dei principali modelli culturali che abitano il Pianeta.

Tetti:
I tetti sono il nuovo suolo produttivo, frontiera interna alle città per la Bonifica della Crosta Urbana.

Produttivo:
I Condomini ultradensi delle periferie devono scoprire il loro dirompente potenziale produttivo.

Esoscheletro:
Infrastruttura Abitabile Ecologica Autoportante per la rigenerazione sostenibile degli edifici residenziali.

Ascensori:
Strade meccanizzate verticali che attendono da oltre un secolo di collegare il Nuovo Suolo delle coperture.

Lotti:
Le coperture saranno lottizzate per assegnare ad ogni appartamento un Lotto Produttivo minimo.

Impianti:
Gli impianti finalmente entreranno a far parte del linguaggio naturale dell’Architettura.

Comodato:
Il tetto è uno spazio giuridicamente ambiguo che può offrire nuove alternative tra Pubblico e Privato.

Finanziare:
Qualunque operazione rigenerativa deve essere auto-sostenuta da nuove capacità Produttive e Riproduttive.

Enigmi:
Corviale nasconde una serie di Enigmi ancora da decifrare per il nostro futuro, abbiamo solo iniziato …


4 Commenti a “Green Corviale – Una video intervista in 12 tappe sul recupero di Corviale”

  1. Al’A,
    quindi trasformate il Corviale in un’unità di abitazione lecorbuseriana?

    Tutto quello che voleva evitare il team di progettazione 🙂

    Spero che in mezzo al green ci sia una grezza griglia non un barbecue.

    Saluti cari,
    Salvatore D’Agostino

    PS: bello il video stile ‘architetti radicali italiani’

  2. Giulio Pascali ha detto:

    Grazie
    Il progetto è farina del sacco di Stefano Panunzi. Noi lo abbiamo solo intervistato, anche se evidentemente ne condividiamo molte scelte.
    Personalmente ho trovato molto interessante il racconto della sua genesi, che ha a che fare con il mediterraneo, con la comunicazione, e si intreccia con la primavera araba.
    Nel bene o nel male Corviale è un catalizzatore di attenzione; questo lo fa diventare non solo un’icona, ma anche un terreno di scontro culturale, dove in genere il suo recupero o la sua demolizione coincidono con l’idea e il giudizio che si vuole dare al modernismo novecentesco.
    A me sembra che Stefano in qualche maniera siti superando questo “scontro di civiltà”. Anceh se alla fine traspare una certa affascinazione rispetto all’opera di Fiorentino, è evidente che il suo approccio è tuttaltro che reverenziale nei confronti della cultura modernista e dell’ideologia totalizzante che vi si rispecchia.
    Valga per tutte l’abbandono dell’idea degli spazi pubblici come valore aggiunto del fabbricato.
    Il recupero di Corviale passa fortemente attraverso una impostazione del modello finanziario, strettamente privatistica (vedi a proposito i video “Lotti” e “finanziare”).

  3. daniele giorgi ha detto:

    secondo me prima di pensare al progetto architettonico, sarebbe utile capire il progetto della sostenibilità: economica e sociale prima che ambientale. Il fallimento del modello della città moderna forse è stato dovuto anche il fatto che non si è mai capito chi ci dovesse abitare. troppo scarna per l’alta borghesia, troppo complessa da mantenere per “il popolo”…

  4. Giulio Paolo Calcaprina ha detto:

    Quello che ci è piaciuto dell’approccio di Panunzi è proprio questo: il suo progetto parte proprio da un approccio sociale ed economico. Non solo, è un progetto che si è trasformato e strutturato grazie al contributo di molte persone incrociate nel corso della gestazione del progetto.

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