L’APPELLO: Cinque punti da cambiare del “Piano Casa” Polverini/Zingaretti

Rilanciamo il testo dell’appello di Carteinregola, sottoscritto anche da Amate l’Architettura.

Nelle prossime settimane arriverà  in  Consiglio Regionale del Lazio la Proposta  di legge 75, che interviene sul cosiddetto  “Piano Casa” Polverini /Ciocchetti, tuttora vigente,  senza   intaccarne l’impostazione generale, ma modificando solo in  parte gli articoli più contestati di un Piano che fa del Lazio un “caso unico” nel panorama italiano.

La crisi economica non può diventare l’alibi per provvedimenti che derogano alle norme e cancellano ogni  pianificazione,  sacrificando il patrimonio collettivo  e  la qualità della vita dei cittadini.  Chiediamo con fermezza un’inversione di rotta e un ritorno al Piano della precedente giunta di centro-sinistra, che come quello di  altre Regioni – una per tutte la Toscana – inseriva  gli interventi in un sistema di regole e di vantaggi per  il bene  pubblico.

In particolare ci appelliamo al Presidente Zingaretti, all’Assessore Civita, alla Commissione Urbanistica e al Consiglio regionale del Lazio affinché introducano  le seguenti modifiche:

1) Non si concedano aumenti di cubature alle nuove costruzioni:  il Lazio è l’unica Regione che ammette ampliamenti per edifici ancora da costruire.

2) In seguito all’approvazione delle nuova  legge regionale, sia concessa  ai Comuni una riapertura dei termini entro i quali definire quali aree ed edifici debbano essere esclusi dagli interventi  del  Piano Casa, applicando  il criterio di ridefinizioni esclusivamente  restrittive. Estendere la tutela a tutti i tessuti delle città storiche

3) Escludere  dal Piano casa tutti gli edifici che rientrano in piani urbanistici attuati a seguito di Accordi di programma. Non possono essere riconvertiti agli interessi privati accordi nati per l’interesse pubblico.

4) Sia cancellata  la possibilità di cambio di destinazione d’uso nell’ambito della stessa categoria del “non residenziale” (ad esempio da uffici a centri commerciali),  lasciando ai Comuni la titolarità di decidere se sia o meno ammissibile operare con trasformazioni nell’uso di immobili  che possono avere notevoli ripercussioni sull’urbanistica e sullo sviluppo economico delle città

5) Non siano prolungati i termini entro i quali  è possibile  usufruire di tale  “legge speciale”, che non è neanche conseguente ad una normativa contenuta in una legge-quadro nazionale, mai emanata, e di cui  molti giuristi affermano l’ incostituzionalità, in quanto comprimerebbe prerogative di competenza comunale – rispetto alla pianificazione urbanistica – e di competenza nazionale – rispetto alla tutela del paesaggio.

Qui il link per sottoscrivere l’appello

Qui il resoconto dell’incontro sul piano casa

questo il video dell’intervento dell’assessore Caudo.


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