Tutela del paesaggio?

25 ottobre 2013

Amministrazione comunale.

Ufficio tutela del paesaggio.

Un  professionista coscienzioso deve presentare una domanda di Permesso a Costruire per un immobile accessorio ad un altro che sta per essere ultimato.

Nella zona non sussistono vincoli paesaggistici. Il funzionario che seguirà la pratica del PdC suggerisce comunque di fare un passaggio “di cortesia”, a scanso di equivoci, per verificare che negli ultimi due anni (il tempo che è passato dal rilascio del precedente permesso) non vi siano state modifiche sostanziali al piano dei vincoli.

Il professionista un poco dubbioso ma animato dalla volontà di non dare nulla per scontato, va a trovare l’altro funzionario (che per comodità definiremo zelante funzionario); due stanze più in là.

Lo zelante funzionario tira fuori diligentemente la mappa dei vincoli paesaggistici dove in prossimità dell’area interessata è presente un vincolo di rispetto di 150 m da un corso d’acqua.

Lo zelante funzionario, quasi trionfante, sostiene quindi che si deve presentare la domanda di Autorizzazione Paesaggistica.

Il professionista coscienzioso conosce la zona e conosce il corso d’acqua, sa per certo che l’edificio è abbondantemente fuori da questa fascia di rispetto (ha già fatto costruire la strada di accesso che è lunga più di 500 m): si domanda come faccia lo zelante funzionario ad avere questa certezza senza nemmeno sapere dove si troverà l’immobile.

Comincia a preoccuparsi,
guarda meglio,
la scala è molto piccola,
cerca dei punti di riferimento,
trova una strada vicinale indicata sulla planimetria che coincide con l’area che gli interessa,
tira un sospiro di sollievo.

Fa quindi notare che il suo fabbricato si trova all’interno di un’area completamente bianca: “mi pare che non dobbiamo presentare alcunchè”, suggerisce.

“E no, dovete comunque chiedere un parere.” Controbatte lo zelante funzionario.

“Scusi ma non capisco, se non sussiste vincolo, posso tranquillamente dichiarare che non sussiste il vincolo nella relativa casella sul modulo SUAP; perchè devo richiedere un parere? la carta parla chiaro.”

“Eh, però vi trovate in prossimità della fascia.”

“E che significa in prossimità? c’è una misura, un algoritmo, una regola benedettina su quale mi possa regolare?”

(il coscienzioso professionista comincia a scaldarsi ma lo zelante funzionario non si scompone)

“Nessuna regola, siete li vicini e il mio parere è che dove chiedere il parere”

“Ricapitoliamo, lei mi sta dicendo che secondo la carta non sarei soggetto a chiedere alcuna autorizzazione, ma devo comunque fare una domanda di parere perchè c’è una fascia di rispetto in prossimità dell’area e lei decide autonomamente se e quanto influisce questa prossimità?”

“Si, esatto, ha capito perfettamente!”

“Ma perché dovrei fare questo?”

“Perchè cosi possiamo dirvi se ci sono prescrizioni.”

“Ovvero nessuna.”

“Certo, siete fuori dalla fascia.”

“Cioè lei mi sta dicendo che devo fare una pratica presso di voi per farmi dire che non è necessario fare una pratica. Ma cosa dovrei presentare? allego la documetazione insieme alla domanda di Permesso a Costruire che presento al Suap?”

“No non può passare dal SUAP”

“Perchè no?”

“Perche lei deve recepire il mio parere prima di presentare la domanda al SUAP, in maniera da recepire le mie prescrizioni, se dovessero esserci, nel progetto da presentare al SUAP.”

“Ma se mi ha appena detto che non ci sono prescrizioni?”

“Detto è morto, lei deve farselo dire per iscritto. Lo faccio per lei, daltronde lo sa che verba volant

“Scusi ma io sto completando un fabbricato 10 volte più grande proprio accanto a questo. Nella precedente pratica sono state rilasciate tutte le autorizzazioni, nessuno ci ha chiesto quella Paesaggistica e non ho avuto alcun problema.”

“Ha fatto male, doveva chiederla.”

“Sempre per farsi dire che sull’immobile non ci sono vincoli né prescrizioni?”

“Si”

“Boh che le devo dire, non capisco ma mi adeguo, mi toccherà avvisare il cliente che ci vorrà più tempo per il rilascio del Permesso ma se serve per stare tranquilli tanto meglio. Senta però io voglio fare le cose corrette mi dica come posso fare per regolarizzare anche la pratica precedente, come dice lei verba volant, non vorrei che poi il mio cliente si trovasse scoperto per colpa di un documento mancante: come posso fare richiedere un parere adesso anche per l’altro fabbricato?”

“No! non lo faccia! per carita!”

“No?!?”

“No, non faccia nulla. Sarebbe come fare una autodenuncia! Se lo fa poi dobbiamo chiederle di demolire l’immobile.”

“Hee?!”

(…)

la conversazione è stata temporaneamente sospesa in quanto il professionista coscienzioso dopo avere rischiato un infarto, si è fortunatamente ripreso, ma la reazione successiva, della quale vi risparmiamo i dettagli, ha seriamente preoccupato lo zelante funzionario, il quale ha ritenuto più saggio allontanarsi zelantemente dalla scena dei fatti.

Dobbiamo infine doverosamente informare i lettori del blog che la vicenda ha avuto un lieto epilogo: il professionista coscienzioso ha verificato meglio le normative è ha saggiamente deciso di procedere senza richiedere alcun parere. Il Permesso è stato regolarmente rilasciato senza nessuna obbiezione (almeno su questo aspetto) mentre il fabbricato è stato felicemente completato per la gioia del cliente finale.


Un Commento a “Tutela del paesaggio?”

  1. pino picchi scrive:

    è tutto verosimile e frequente , purtroppo .
    siamo forse sull’orlo della pazzia e sarebbe ora , con uno scatto ed impegno comune , di bruciare un pò di leggi , delibere ecc, ecc , fare rinsavire qualche funzionario zelante ( o zeccoso ) ecc. per arrivare a poche norme , chiare e capibili da tutti .

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