Franco Tegolini: “Amate il Cambiamento” e il rinnovamento dell’Ordine di Roma

Franco Tegolini, candidato per “Amate il Cambiamento”, commenta gli esiti delle elezioni dellOrdine degli architetti di Roma per il quadriennio 2013-17 .

A conclusione dello scrutinio sono stati proclamati gli eletti nel Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia per gli anni 2013 – 2017.
Tra gli eletti undici consiglieri hanno aderito al programma di “Next arch 013” e quattro a quello di “Diritto all’Architettura”; sono solo quattro i nuovi consiglieri, tutti di “Next arch 013”; quelli già presenti nel Consiglio eletto quattro anni fa sono undici, tra cui i quattro di “Diritto all’Architettura”.
Come si vede un limitato rinnovamento nelle persone e una totale continuità con le gestioni del passato.
Il Consiglio odierno è formato da membri che si sono presentati con due programmi diversi ma simili, a diffe-renza di quello precedente dove i quindici membri erano espressione di un unico programma elettorale che nel corso degli anni è stato attuato con forti divergenze e conseguenti spaccature, dimissioni e sostituzioni.
Per completare il quadro attuale è necessario valutare anche il risultato ottenuto da “Amate il Cambiamento” con un programma che ha rappresentato in queste elezioni l’unica alternativa alle gestioni dell’Ordine negli ultimi dieci anni.
I voti raccolti da “Amate il Cambiamento”, anche se inferiori rispetto a quelli degli altri due raggruppamenti, rappresentano un ottimo livello di consenso che non era scontato in partenza. E’ risultato evidente che un risultato competitivo con gli altri due gruppi non poteva essere ottenuto con il consenso ricercato solamente sulla base dei rapporti personali dei singoli candidati; d’altro canto la novità della lista e i tempi ristretti non hanno permesso di informare e avvicinare tutti gli elettori interessati alle nuove proposte.
Così è stato, anche come conseguenza delle ridotte possibilità di “Amate il Cambiamento” rispetto a quelle degli altri, che hanno ricercato e ottenuto il risultato attraverso “blocchi di elettori” formati da colleghi che o-perano all’interno o a contatto di strutture pubbliche o private, oppure dell’Università che è stata determinan-te nel risultato delle elezioni. In quegli ambienti professionali il programma di cambiamento riscuote sicuramente meno interesse.
In sostanza oggi nell’Ordine di Roma l’esigenza del cambiamento non ha prevalso ma, rispetto al passato, è presente perché è stata per la prima volta il riferimento per una alta percentuale di votanti; probabilmente il nuovo Consiglio non potrà trascurare questo dato e di conseguenza né dovrà prendere atto e confrontarsi con le tre azioni del programma di “Amate il Cambiamento”. La crisi e i rischi della professione dell’architetto impongono una revisione completa nella gestione dell’Ordine che non può essere più quella che si è perpetuata per decenni; per far ciò l’Ordine deve operare a servizio dell’intera platea formata da diciassettemila architetti romani che svolgono attività diversificate per prestigio culturale e professionale e per rilevanza economica.
Da qui un Ordine che tenga conto delle molteplici esigenze e trovi i modi per attivare i servizi in favore di quella parte degli iscritti che hanno bisogno di maggiore sostegno. In questi giorni i candidati hanno raccolto molte lamentele; la più ricorrente è sicuramente quella di molti ar-chitetti che non si sentono rappresentati dall’Ordine fino al punto, in qualche caso, da mettere in discussione la permanenza nell’elenco degli iscritti.
“Amate il Cambiamento”, in un momento di crisi profonda, ha presentato un programma per aprire l’Ordine alle diverse necessità degli iscritti e per rinnovare la professione degli architetti romani; tutto ciò avendo alle spalle l’impegno e l’attività, anche di livello nazionale, condotta per quattro anni da Amate l’Architettura. I due movimenti provengono da un ceppo comune che può alimentare gli interessi e le azioni di ciascuno; da qui, seppure su piani diversi e in forma autonoma, intese e convergenze su obiettivi comuni.
In particolare “Amate il Cambiamento” rappresenta oggi un punto di riferimento per una parte degli architetti romani che ritengono necessario dare un nuovo e diverso impulso all’attività dell’Ordine; per rispondere a queste aspettative c’è bisogno sicuramente di un movimento rinvigorito rispetto a quello che ha sostenuto i candidati alle recenti elezioni; è quindi auspicabile che “Amate il Cambiamento” prosegua nel suo impegno, anche per sollecitare la partecipazione di coloro che rivendicano per l’architetto una professione rinnovata.
11 ottobre 2013
Franco Tegolini


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