Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici entra nel merito del ruolo avuto dal Presidente del CNAPPC per la Riforma delle Professioni

Mentre gli agrotecnici facevano ricorso al TAR contro la riforma delle Professioni,  il presidente del Cnappc , Leopoldo Freyrie, interveniva nel ricorso al TAR ad opponendum dichiarando: “Gli architetti italiani sono a fianco del governo contro l’iniziativa degli agrotecnici (…).

Ci scrive il Collegio Nazionale degli Agrotecnici

Senza voler entrare nelle dinamiche interne ad un’altra categoria, vorremmo solo manifestare le ragioni che ci hanno portato ad impugnare il DPR n. 138/2012. Noi riteniamo che la riforma delle professioni non abbia, in realtà, riformato alcunchè. Ha portato solo costi inutili, nuovi balzelli, nuovi adempimenti di cui nessuno sentiva il bisogno. I problemi veri (mancanza di lavoro, previdenza assolutamente insufficiente, fiscalità esosa, aiuti per i giovani, ecc.) non sono stati neppure sfiorati. Inoltre tutti quei balzelli sono stati messi in atto nel modo peggiore possibile, anche violando la delega contenuta nella legge autorizzante il DPR. Ecco perchè abbiamo ricorso, tenendo alta la testa. Di tutto ci saremmo, però, aspettati fuorchè che un Ordine, quello degli Architetti, (CNAPPC; n.d.r.) intervenisse nel ricorso al TAR, ad opponendum, contro di noi ed in “difesa” del Governo! Un atto di piaggeria senza precenti, questo il nostro pensiero.

Condividiamo le ragioni dell’impugnazione , viceversa,  manifestiamo totale contrarietà per l’iniziativa solitaria e non condivisa di  Leopoldo Freyrie , presidente che non ci rappresenta ma che  ritiene di farsi  interprete autorevole      dell’ intera categoria .


tribunale-ricorso-sentenza


5 Commenti a “Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici entra nel merito del ruolo avuto dal Presidente del CNAPPC per la Riforma delle Professioni”

  1. Nel ringraziare per avere dato spazio alla nostra posizione, se ci è consentito, vorremmo intervenire di nuovo nel vostro dibattito, in particolare sollecitati dall’utente “giovancato” quando dice “Che gli Ordini siano li per difendere i professionisti è una leggenda.”
    Ci sia permesso di dissentire. La storia e la cronaca del nostro Consiglio Nazionale testimoniano il contrario: noi abbiamo difeso e difendiamo i nostri iscritti liberi professionisti, lo facciamo con tutti i mezzi che l’ordinamento ci offre. E di questo siamo orgogliosi. Cerchiamo inoltre di coniugare questa cura della categoria con l’interesse pubblico generale, per evitare che la difesa di un diritto, la ricerca di uno spazio professionale, diventi bieco corporativismo.
    Del DPR 137/2012 già sapete. Ma prima di allora abbiamo impugnato decine di volte atti del Governo lesivi per i professionisti, quasi sempre con successo. Interveniamo in parlamento per far modificare provedimenti che giudichiamo errati, con buoni risultati.
    Abbiamo posto la questione della insufficienza delle future pensioni e chiesto al Governo di potere aumentare la rivalutazione dei contributi versati dai professionisti non solo della modesta quota prevista per legge, ma di quella più il 50% (i soldi li mettiamo noi, prendendoli dalle cospicue riservate accumulate in anni di oculata gestione) e quando il Governo ci ha opposto il divieto di farlo, quel divieto lo abbiamo portato in Tribunale, perchè non accettiamo che si condanni alla miseria previdenziale una intera generazione di professionisti.
    Noi pensiamo che un Albo, un Consiglio Nazionale, debbano essere “a servizio” degli iscritti. Oppure non hanno ragione di esistere. Per questo abbiamo promosso Cooperative di professionisti, società strumentali, creato Fondazioni operative ed altro ancora perchè oggi il lavoro è la prima delle emergenze. I nostri iscritti pagano la quota di iscrizione più bassa in assoluto (in tutto, al massimo, 100 euro all’anno). La nostra Cassa chiede il 10% come contributo previdenziale, lasciando al singolo iscritto la libertà, anno per anno, di pagare di più.
    Altri Consigli Nazionali fanno certamente come noi. E dove questo non avviene, gli iscritti devono pretenderlo. Il nostro sito, dove chiunque può vedere il nostro lavoro, è: http://www.agrotecnici.it

  2. contributi_addio scrive:

    La mia proposta è quella di chiudere tutte le casse dei professionisti e confluire in INPS dopo aver rimodulato il 10% di IVA in aliquota di contributo soggettivo.
    Mi sembra che siete gli unici che parlate di “questione della insufficienza delle future pensioni”.
    Con il metodo contributivo, solo aumentando le aliquote contributive si avrà una pensione adeguata e noi professionisti abbiamo il cuneo fiscale più elevato rispetto a tutti gli altri lavoratori.
    Per quanto possiate essere stati avveduti nella gestione del patrimonio, se mancano i versamenti non si avrà mai una pensione adeguata.
    Se si aumentano volontariamente le aliquote, aumenta ancora di più il cuneo fiscale per avere quello che gli altri hanno senza sforzo.

    http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?p=401842#p401842

  3. contributi_addio scrive:

    Mi correggo, più che “la mia proposta”, è la naturale conclusione della “Riforma Fornero” che ha imposto il saldo previdenziale positivo a 50 anni rendendo inutile o ininfluente il patrimonio nella determinazione dell’adeguatezza delle pensioni e nella conseguente “moral suasion” di Monti che ha fatto acquistare alle casse i titoli spazzatura italiani.
    Se salta l’Italia, addio patrimonio dei professionisti, quindi penso che sia ora che i liberi professionisti dicano come il paese deve uscire da questa situazione drammatica entrando nella mischia anche perché la crisi ha dimostrato che non ci sono più spazi riparati al calduccio dove aspettare che passi la tempesta.
    Siamo sulla stessa barca.

  4. contributi_addio scrive:

    La mia proposta mi ha fatto ricollegare al gruppo IVA SEI PARTITA, nel senso che per i liberi professionisti, l’IVA è partita e non è più tornata.
    E’ andata a casa dei lavoratori dipendenti e loro l’hanno accolta con piacere. Anzi, ne accolgono sempre di più.
    Ecco perché dico di chiudere tutte le casse dei liberi professionisti o lavoratori autonomi con albo professionale e di andare in INPS.
    Per ritrovare la nostra IVA partita e quella che partirà dal 2013 in avanti e che altrimenti non rivedremmo mai più.
    Arrivederci IVA.

  5. […] come l’orchestrina del Titanic, il governo, con l’odiosa connivenza degli Ordini e del CNAPPC (link), varava riforme insostenibili per gli architetti e l’Inarcassa metteva in essere la più iniqua […]

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