Condominio Acquario Romano. Dire, (fare?) lettere e testamento

Dalle dimissioni di Schiattarella da Presidente dell’Ordine e da consigliere, (ma non da presidente della Fondazione) nel condominio Acquario Romano è lite senza esclusione di colpi. E come in ogni lite condominiale che si rispetti, i toni si inaspriscono,  si stringono alleanze, si ricompattano fazioni e partono  lettere all’indirizzo dell’amministratore, che in questo caso però, sono gli inconsapevoli iscritti chiamati strumentalmente ad arbitrare una partita che neppure sapevano fosse in corso. La  Lettera aperta agli architetti romani” di Schiattarella, inaugurava evidentemente il diritto ad esternare sul  sito dell’Ordine, visto che  subito veniva seguita dalla “Lettera del Consiglio dell’Ordine a tutti gli iscritti” in cui, i consiglieri tutti,  orfani del Presidente, si dichiaravano intenzionati ad andare avanti compatti. Lo scorso giugno, ecco la lettera “ridare la parola agli iscritti” con la quale sette Consiglieri si dimettevano  condividendo pubblicamente i propri crucci e contrarietà (ma il consigliere dimissionario Alfonso Giancotti, non rinuncia alla direzione del comitato tecnico-scientifico della Casa dell’Architettura). Poi è stata la volta dell’altra metà del Consiglio, quella in carica per intenderci, che il 2 luglio replicava con la lettera “Azioni concrete per gli iscritti”, annunciando varie “azioni conclusive”, tra queste, “la verifica della situazione gestionale delle società in house e della neo-costituita Fondazione, come richiesto dagli iscritti”.  Amate l’Architettura nel marzo 2012 raccoglieva le firme di 550 iscritti contrari alla  neo-Fondazione, richiesto  all’Ordine, il permesso di pubblicare sul sito web una comunicazione che ne spiegasse le ragioni, il Consiglio, con colpevole  arroganza, opponeva un ingiustificato rifiuto; quello stesso sito web che oggi  viene usato dalle fazioni del Consiglio come un  lavatoio condominiale dove regolare  conti e fare   bilanci di  aspirazioni più o meno segrete e  forse  tradite. Vogliamo conoscere i nomi dei Consiglieri che rifiutarono a 550 colleghi il diritto di esprimere pubblicamente   la loro posizione, vogliamo sapere se sono gli stessi che oggi, in vista delle prossime elezioni, in linea con la peggiore tradizione della politica italiana, li tirano per la manica.

Più che un Ordine, un condominio : laddove le opinioni degli iscritti non allineati sono viste come atti di insubordinazione inaccettabile e per questo, le loro richieste, sebbene legittime e persino doverose, non trovano diritto di cittadinanza. Sono rimaste inascoltate le reiterate richieste di  avere maggiore trasparenza nelle società partecipate Acquario Romano e Prospettive edizioni srl; lettera morta la richiesta di un concorso tra gli iscritti per la direzione della rivista e della casa editrice; negati gli accessi agli atti che entravano nel merito delle fatturazioni delle società. Abbiamo visto  quasi la metà  dei consiglieri in carica, durante il loro mandato, pubblicare i propri libri con la casa editrice dell’Ordine dimentichi della terzietà, dell’imparzialità e dell’equidistanza imposti dal ruolo istituzionale. Come ultimo e ulteriore atto di sfrontata arroganza, dobbiamo essere spettatori della farsa delle dimissioni del Presidente che però non rinuncia alla carica di Presidente della Fondazione e a quelle del Consigliere che però non recede dalla direzione del comitato tecnico-scientifico della Casa dell’Architettura.

Ora rispettate  gli iscritti, onorate gli impegni presi, passate dalle parole ai fatti e convocate un’assemblea straordinaria: vogliamo chiarimenti sulla reale attività svolta dalla Fondazione nell’ultimo anno: a che serve se, nata per la formazione degli architetti, i corsi vengono svolti dall’Acquario Romano? Vogliamo le dimissioni di chi, in carica da oltre dieci anni su chiamata diretta, gestisce i nostri soldi attraverso le società partecipate presentando a fine anno un generico bilancio senza rendere pubblici, in regime di trasparenza, i propri compensi e le singole fatturazioni. Esigiamo senso di responsabilità e serietà , vogliamo, senza infingimenti , le dimissioni da ogni carica, di chi ha rinunciato a far parte  del Consiglio

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10 Commenti a “Condominio Acquario Romano. Dire, (fare?) lettere e testamento”

  1. abolire gli ordini scrive:

    La Fondazione è cosa dei Consiglieri
    il sito web è cosa dei Consiglieri
    la casa editrice è cosa dei Consiglieri
    la casa dell’Architettura è cosa dei Consiglieri
    l’Ordine stesso è casa e cosa dei Consiglieri

    è cosa nostra (degli iscritti) solo la quota annuale per mantenere in piedi il circo

  2. Gianluca Adami scrive:

    Tutto questo scrivere lettere per de-responsabilizzarsi, per pretendere poi di presentarsi alle prossime elezioni con una verginità di facciata dicendo “è colpa degli altri, di quelli che non ci facevano lavorare” è patetico.

    La foto di Totò e Peppino che scrivono insieme la lettera alla malafemmina è la migliore sintesi per immagini di questo tentativo di arrabattarsi, sembra quasi di sentirne le parole: “veniamo noi… con questa mia addirvi… una parola che… scusate se sono poche ma… sette cento mila lire; noi ci fanno specie… che questanno c’è stato una grande morìa delle vacche… come voi ben sapete…”

    Purtroppo non è un film comico (anche se a questo punto ci assomiglia molto)

    Eppure in tutto questo sfascio qualche distinzione va fatta sulle singole persone e sul loro operato. Mi riferisco all’attività della Casa dell’Architettura, da quando c’è questo comitato scientifico (6 mesi? 8 mesi?) non so bene da quando, ma ho sentito la differenza rispetto a prima. E’ l’unica cosa di quest’Ordine e di questa gestione che salverei da un diluvio universale che alle prossime elezioni probabilmente spazzerà via tutte e due le bande, i finti dissidenti (le vergini dai candidi manti) e gli inossidabili, che in una scena di naufragio mi immagino andare a fondo ancora attaccati alle loro poltrone.

  3. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Caro Gianluca, chi ha chiesto a gran voce l’istituzione di un comitato scientifico durante le assemblee di bilancio (domanda rettorica)?
    Dunque l’unica cosa che salveresti è in realtà un’idea nostra.

  4. andrea scrive:

    a settembre, in occasione delle elezioni per il rinnovo del consiglio, ci sarà l’occasione di passare dalle parole (troppe) ai fatti.
    Aboliamo l’ordine degli architetti e trasformiamolo in una libera associazione.
    per cambiare, ci vuole coraggio, passione ed un pò di follia.

    “bisogna essere ottimisti, qualcosa di buono può accadere in qualsiasi momento” (Z.H.)

  5. alessandro scrive:

    segnalazione : per la serie “e non se ne vogliono andare” i consiglieri dimissionari, con tanto di nome e cognome, lanciano già la loro lista per le prossime elezioni all’Ordine di Roma su FB “diritto all’architettura”. Uno spasso di post biliosi dove continua il sequel Condominio Acquario romano a base di stracci e livori , la risata è garantita.
    buon divertimento
    Ale

  6. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Caro Andrea, se vuoi passare dalle parole ai fatti aiutaci!
    Puoi aiutarci nella nostra azione (scrivici a info@amatelarchitettura.com)
    Puoi iscriverti al nostro Movimento.
    Puoi aiutarci con una donazione.
    Un saluto.

  7. andrea scrive:

    caro giulio,
    questa volta collaborerò volentieri solo con chi si presenta alle prossime elezioni con un solo punto programmatico: la chiusura dell’ordine degli architetti di roma.
    tutte queste diatribe su fondazioni, case editrici, consiglieri e consigliori oltre ad essere beghe da comari, nulla hanno a che vedere con l’architetto e l’architettura.
    il vostro impegno di denuncia è encomiabile, ma sterile, come la tua candidatura “in solitaria” alle scorse elezioni dell’ordine.
    un saluto,

  8. Federico scrive:

    ma Andrea, dici che vuoi l’abolizione degli Ordini e poi ti vuoi alleare con chi si “candida” (!!) alle prossime elezioni per abolirli? scusa ma pare un delirio…se vuoi l’abolizione intraprendi una lotta con il ministero di giustizia, non cerchi di entrare nell’ordine!!

  9. andrea scrive:

    Vai Federico: lancia in resta contro il ministero di giustizia… se non ti arrestano prima, forse a ridosso della pensione ti ricevono.

    Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito

  10. Federico scrive:

    con il ministero, non contro, Andrea hai capito meno di niente. suona strano che ti vuoi ficcare proprio nell’istituzione che vuoi abolire, davvero curioso..

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