Una primavera Ordinistica

Finalmente nel panorama degli Ordini italiani è arrivata una ventata di aria nuova.
Alcuni colleghi di Napoli hanno creato una lista che, già dal nome che si è imposta, è una dichiarazione di principi: CONTRORDINE.
A partire dall’introduzione del programma della lista è chiaro l’atto di accusa contro le attuali rappresentanze degli ordini: “Oggi appare, più che mai doveroso un tentativo di “appropriazione” degli Ordini da parte degli Architetti e necessario promuovere uno sforzo collettivo per ridisegnare, insieme , ruoli e compiti di un Istituto che deve iniziare ad essere un Istituto a servizio degli Architetti.”

E’ questo il punto centrale della questione, gli Ordini, istituzione fascista, non sono stati creati come rappresentanza degli architetti ma come una sezione distaccata della magistratura, a servizio cioè (teoricamente) degli utenti.
Tuttavia gli Ordini in questi decenni si sono autoinvestiti del ruolo di portavoce della categoria degli architetti, come se questa si potesse valutare unitariamente.

Il risultato, per gli architetti particolarmente, per i liberi professionisti e più in generale per l’architettura in Italia, è stato devastante. L’architettura è stata completamente marginalizzata, se non annullata dal processo edilizio, mentre i nostri “portavoce” completamente slegati dalla base, cioè dagli iscritti, si concentravano sui loro piccoli o grandi tornaconti, dotando gli Ordini di attività improprie (perché un Ordine dovrebbe avere una TV?), alimentando una logica di scambio, tanto cara al nostro paese.

Laura Palazzo, Raffaella Forgione e i loro colleghi di lista hanno il coraggio di esporsi, in una provincia difficile come Napoli, dove una presa di posizione del genere può generare forti pressioni contrarie da chi ha tutto l’interesse a mantenere lo status quo, e di proporre:
“una Riforma Nazionale degli Ordini Architetti, mirante all’istituzione, presso il Ministero della Giustizia, di un Albo Unico Nazionale degli abilitati alla professione ed eliminazione dell’obbligo di Iscrizione all’Ordine per l’esercizio della Professione, con contestuale creazione di libere associazioni di categoria da affiancare, quale opportunità, agli attuali ordini provinciali” e di creare una “Istituzione, presso gli Ordini provinciali, di Comitati di Architetti per la “costruzione” condivisa di proposte di Legge ed emendamenti da presentare in Parlamento”, focalizzando in una sola frase tutta l’inutilità di una istituzione come il CNAPPC e l’inconsistenza dell’azione del suo presidente Freyrie.

Infatti, come correttamente scrivono i colleghi, “Gli Ordini Professionali, graziati all’ultimo minuto dall’allora Ministro della Giustizia Paola Severino, a cui si deve il DPR 137/2012, avrebbero dovuto “MORIRE” entro il 13 agosto 2013 quando sarebbe divenuta esecutiva una norma dell’estate 2011 la quale stabiliva che in mancanza di una riforma entro 12 mesi, gli Ordini professionali sarebbero stati tutti automaticamente soppressi’. Scopo dichiarato della manovra fu quello di aprire alla libera concorrenza il mondo delle professioni”.

Non entriamo nel merito del dettaglio del programma di CONTRORDINE, per lo più condivisibile, vogliamo evidenziare un passo importantissimo all’interno del programma:
“La sollecitazione è : fare squadra, rete a livello nazionale, condividendo principi e scegliendo di
batterci per portarli avanti nelle singole realtà territoriali attraverso la costruzione di Liste per i
rinnovi prossimi venturi dei Consigli Provinciali.”

Da quello che è a nostra conoscenza anche a Firenze è stata creata una lista che, paradosso dei paradossi, è antagonista di “Firmiamo la lettera”, lista che quattro anni fa aveva accomunato colleghi che volevano cambiare l’Ordine di Firenze, gravemente compromesso da scandali, e che ha finito per divenire anch’essa un gruppo autoreferenziale: la cosiddetta lista “il gruppo semplice”.
Scorgendone il programma, si può vedere come ci sia un forte allineamento di intenti tra le due liste. Beppe Rinaldi e i suoi colleghi di lista pongono l’accento su questi punti: “Ad oggi non riteniamo che l’Ordine abbia affrontato e possa affrontare risposte adeguate ai punti elencati che sono i veri problemi della professione, poiché esso, in quanto Ente di Stato, è preposto a:
– Tenere l’albo
– Suggerire nominativi alla Magistratura per comporre Commissioni
– Controllare l’abuso della professione
– Organizzare i corsi
– Fornire informazioni alla Pubblica Amministrazione sul tipo di prestazione professionale che ogni singolo iscritto può offrire.”

Ci auguriamo che queste due liste siano le prime in ordine di tempo di una “primavera degli Ordini di architettura” che ci liberi da questi Consigli che, in questi anni, come l’orchestrina del Titanic, hanno suonato per le loro festicciole mentre la nave affondava.
Complimenti ed auguri.

Giulio Paolo Calcaprina
Presidente di Amate l’Architettura


5 Commenti a “Una primavera Ordinistica”

  1. Simona scrive:

    Bene!

  2. Buongiorno, non trovo altro mezzo per fare velocemente.
    Posso pubblicare questo testo anche sul nostro sito
    http://www.ecodiarch.net ?
    E ‘uno dei riferimenti proprio di “gruppo semplice +” (per ora ci scrivo io, Beppe Rinaldi, Giovanni Loi e ci facciamo convergere anche altri contributi “cocncordi”).

    Ciao e Grazie

  3. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Puoi pubblicarlo Leonardo. Un saluto.
    Giulio Paolo Calcaprina

  4. Mariamazzei scrive:

    Grazie, bell’articolo…gli altri Candidati della Lista Contrordine che si presenta a Napoli:
    Pina Giglio
    Maria Mazzei
    Emilio Bruno
    Sossio De Vita
    Mattia Pellino
    Ciro Senatore
    Roberto Tranchese
    Domenico Vozza

  5. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Grazie Maria Mazzei, scusa se non vi ho citati tutti, è stato per avere maggiore fluidità nello scritto.

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