Consumo del suolo: a un passo dal baratro (conferenza alla Casa dell’Architettura)

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Qui potete seguire il live stream.

La Proposta  di legge  AC/70  “Norme per il contenimento dell’uso di suolo e la rigenerazione urbana”, presentata il 24 marzo 2013 in Parlamento, di cui è primo firmatario Ermete Realacci del Partito Democratico, sarà discusso nei prossimi giorni nella VIII Commissione della Camera.

La Proposta  ha suscitato molte critiche, aprendo un serrato dibattito che vede contrapposti il fronte di coloro che ritengono che sia un valido strumento per la limitazione del consumo di suolo – ricordiamo che lo stesso Realacci è Presidente onorario di Legambiente e che a favore della proposta si è espresso il Presidente dell’INU, Istituto Nazionale di Urbanistica, Federico  Oliva – e il fronte di quelli che invece ritengono che l’inserimento di articoli relativi  alla perequazione urbanistica, ai diritti edificatori, alle compensazioni e all’utilizzo di beni demaniali rischi di produrre esattamente l’effetto opposto.  In questa direzione vanno gli interventi di Salvatore Settis, di Paolo Maddalena, e di un gruppo di urbanisti – Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Luca De Lucia, Antonio di Gennaro, Edoardo Salzano e Giancarlo Storto – che hanno elaborato  un documento alternativo. Altre proposte sono state avanzate dal WWF, da SEL e dal Movimento Cinque Stelle, che ha depositato  una sua proposta di legge, chiedendo   alle Associazioni e  alle Reti di  mandare osservazioni e proposte per farne un documento condiviso.

La “Conferenza Urbanistica Partecipata”, promossa dalle Reti dei Comitati e Forum, invita  i protagonisti del  dibattito ad avviare un confronto concreto  e diretto, sgombrando il campo da facili slogan,  per affrontare un tema su cui si giocherà il futuro del Paese.

Modera il dibattito: Giuseppe Pullara del Corriere della Sera

Saluto istituzionale dell’Arch. Luca Montuori  del CTS della Casa dell’Architettura

Relatori:
Paolo Berdini
Mario Catania
Roberto Della Seta
Vezio De Lucia
Massimo De Rosa
Domenico Finiguerra
Paolo Maddalena
Rappresentante INU*
Edoardo Zanchini

Organizzazione di: C.A.L.M.A., Carteinregola, Cittadinanzattiva  Lazio Onlus, Consiglio Metropolitano, Forum  Nazionale Salviamo il Paesaggio, No a Roma Capitale del cemento,
in collaborazione con Eddyburg

Interventi via twitter: #carteinregola  #nosuolo

La proposta di legge Realacci è scaricabile qui.


2 Commenti a “Consumo del suolo: a un passo dal baratro (conferenza alla Casa dell’Architettura)”

  1. giorgio mirabelli scrive:

    Amate l’Architettura fa parte del Laboratorio “Carteinregola” che con altri Movimenti e Comitati di cittadini ha organizzato la Conferenza Urbanistica Partecipativa

    Dal Programma ”Regole per un nuovo sviluppo urbanistico di Roma metropolitana”
    A cura del “Gruppo Urbanistica” di Carteinregola
    (Sintesi di P. Gelsomini e G. Mirabelli)

    PREMESSA
    Gli Enti sovraordinati (Soprintendenze, Regioni e Stato) possono innovare in qualunque momento la vincolistica, generale e puntuale, al fine di tutelare aree anche in presenza di Strumenti Urbanistici (Piano Regolatore Generale, Piano Territoriale Paesaggistico Regionale) con previsione di trasformabilità vigenti. In tal caso l’Ente Locale ne prende atto variando la propria previsione urbanistica senza dover fare ricorso all’istituto delle compensazioni. Molte Regioni stanno redigendo Testi unici sull’Urbanistica per ordinare la materia, semplificare le procedure e gli iter amministrativi e per innovare profondamente gli strumenti per la Rigenerazione urbana di ambiti vasti, per la Sostituzione e la Ristrutturazione edilizia ed urbanistica, per l’Housing sociale, per il Recupero delle aree dismesse. Inoltre è necessario puntare decisamene sul rilancio dell’Agricoltura nella consapevolezza che solo il corretto utilizzo dei suoli è garanzia di tutela e salvaguardia.

    PERCHE’ LA PROPOSTA DI LEGGE REALACCI E’ INADEGUATA
    Di fronte alle situazioni drammatiche delle nostre aree metropolitane, le misure previste nella proposta di Legge Realacci-Catania non solo sembrano inadeguate, ma addirittura riduttive rispetto al Disegno di Legge presentato dallo stesso Catania nelle vesti di Ministro dell’Agricoltura del Governo Monti. Infatti, in quel Disegno di Legge si proponeva di “determinare l’estensione massima di superficie agricola edificabile sul territorio nazionale, tenendo conto dell’estensione e della localizzazione dei terreni agricoli rispetto alle aree urbane, dell’estensione del suolo già edificato, dell’esistenza di edifici inutilizzati”. Il concetto di tracciare una linea intorno al territorio urbanizzato, stabilendo che cosa si può fare al di qua e aldilà di tale linea, era un segno di importante novità, ma sopratutto di una seria presa di coscienza responsabile ed all’altezza del “disastro territoriale” che stiamo vivendo. Si trattava a quel punto solo di approfondire le analisi urbanistiche e di stabilire criteri certi e condivisi. Inoltre, il limite territoriale avrebbe reso impossibile la ricollocazione in aree non urbanizzate di tutte quelle cubature generate da operazioni di “urbanistica contrattata” basate sulle “compensazioni” e sui cosiddetti “diritti edificatori”. Invece, la proposta di Legge Realacci non solo non segue questa strada basata sul concetto di limite, ma dedica interi articoli sulle perequazioni urbanistiche estese addirittura alle perequazioni territoriali (art. 4), alle compensazioni e incentivazioni urbanistiche con trasferimenti di cubature (art. 6), ai diritti edificatori generati dalla perequazione urbanistica, dalle compensazioni o dalle incentivazioni previste negli strumenti urbanistici (art. 7). Nei primi tre articoli invece si parla degli strumenti di dissuasione da mettere in atto per cercare di limitare il consumo di suolo imponendo solamente un contributo per la tutela del suolo legato alla perdita di valore ecologico, ambientale e paesaggistico determinato dal nuovo intervento edilizio. Questo “contributo oneroso” proposto sarebbe direttamente proporzionale e quindi tanto più alto quanto più il suolo consumato dall’intervento edilizio è ecologicamente e ambientalmente apprezzabile.
    Ma in una Legge dello Stato non dovrebbe essere il contrario?
    Cioè non si dovrebbero dare incentivi finanziari e fiscali a chi fa opere di risanamento e riqualificazione, invece di imporre nuove tasse a chi fa danni ambientali consumando nuovo suolo???. Quello della tassa di scopo, utilizzata poi a favore di altri interventi di bonifica ambientale, imposta su interventi non solo dannosi per il territorio, ma addirittura contrari ai principi ispiratori della stessa proposta di legge, appare logicamente e politicamente contraddittoria. E comunque, in ultima analisi, non si offrono sufficienti garanzie di dissuasione e non si impedisce il consumo di suolo agricolo, ma si tenta solo di scoraggiarlo. Ci vuole ben altro per fronteggiare l’assalto al territorio agricolo. Se pensiamo che ogni ricollocazione di previsioni edificatorie, giustificata dalla Riqualificazione edilizia, dalla Rigenerazione urbana e dall’Adeguamento degli standards di piano, introduce gli strumenti della deroga e dell’accordo di programma, possiamo capire quanto sia pericolosa questa razionalizzazione e normalizzazione delle compensazioni che dovrebbero, invece, essere cancellate dalla cultura urbanistica. A parte alcune situazioni in cui si dimostra l’assoluta necessità di favorire operazioni di rigenerazione urbana pianificate e programmate dall’Ente Pubblico dove per l’acquisizione di aree private a “destinazione sociale” si possono utilizzare, in luogo dell’esproprio, solo strumenti di incentivazione finanziaria, fiscale e gestionale. Che, con ampie motivazioni emergenziali, vuol dire eliminare il trasferimento della rendita verso aree non urbanizzate, altrimenti l’intervento privato di riqualificazione e di rigenerazione è evidente che troverà più redditizio costruire ex novo su suolo agricolo, previa deroga allo strumento urbanistico. Ma purtroppo questa Proposta di Legge non va in questa direzione, ma nel senso opposto. Oltretutto trattandosi di una Legge Quadro, le linee generali che intende tracciare sarebbero devastanti per la redazione degli strumenti urbanistici futuri di Regioni e Comuni. E’ stupefacente constatare come non sia stata presa in nessuna considerazione la vicenda degli ultimi mesi della “Giunta Alemanno” a Roma culminata con la pioggia di delibere urbanistiche denominate “il nuovo sacco di Roma” presentate in Consiglio Comunale dall’ex Sindaco e fortunatamente contrastate con successo dai movimenti e dai comitati dei cittadini e da alcuni membri dell’opposizione. Per presentare quelle delibere il Sindaco Alemanno ha usato proprio quegli strumenti che questa Proposta di Legge vuole rilanciare con qualche pallido strumento disincentivante. Con questa Proposta di Legge continueranno i consumi di suolo agricolo, le compensazioni, le deroghe, gli accordi di programma. Non crediamo che oggi sia questo il modo di governare il territorio e le sue trasformazioni salvaguardando l’ambiente e difendendo il suolo, come vorrebbe farci credere la “denominazione” data a questa legge.

  2. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Ricordo a tutti che lo streaming della conferenza inizierà alle 16.30.
    PER POTERE VEDERE LO STREAMING E’ NECESSARIO PRIMA FARE L’ACCOUNT A LIVESTREAM, basta un indirizzo di posta elettronica (o l’account Facebook) e una password .

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