Un esperienza per la Metro di Porto

27 maggio 2013

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Era il lontano 1998 quando un capo azienda un po’ incosciente  mi propone (a me giovane ingegnere con soli 4 anni di esperienza) di partire come espatriato per il Portogallo, a quel tempo ancora non entrato in Comunità Europea, per gestire la firma del contratto ed in seguito la realizzazione di una delle più grandi ed importanti opere finanziate dalla Comunità Europea: il Metro di Porto (4 linee: A, B, C, D; 78 km, 98 stazioni di cui 10 sotterranee che attualmente sono diventate 6 linee per un totale di 112 km, 143 stazioni con 55 milioni di passeggeri l’anno)

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Per un giovane ingegnere lanciato in un paese “sconosciuto”, senza conoscere la lingua, in un progetto ancora oggi unico al mondo per caratteristiche tecniche, tempo di realizzazione ed estensione della rete, è stato qualcosa di incredibilmente formativo sia dal punto di vista professionale che umano. Un’esperienza che tutti i giovani laureati dovrebbero fare anche perché ho potuto constatare che all’estero  normalmente non ti giudicano per l’età ma per quello che sai veramente fare.

Ho avuto, tra l’altro, la dimostrazione palese che se c’è volontà, competenza e unità di intenti, si possono fare, in breve tempo e con grande qualità, delle opere importanti per la storia del paese che restano patrimonio della cittadinanza. Io sono andato in Portogallo a fine 1998 e dopo aver firmato i contratti ad inizio 1999 è partita la progettazione ed i lavori. Il 7 dicembre 2002 abbiamo messo in funzione la prima linea (Senhor de Matosinhos – estação da Trindade (linha A): 11,8 km e 18 stazioni). Il 5 giugno 2004 è stata inaugurata la linea sotterranea con 5 nuove stazioni sotterranee. Alla fine del 2005 fu completata tutta la prima fase (4 linee).

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Vi voglio raccontare la bellissima esperienza avuta nella progettazione delle 10 stazioni sotterranee e delle fermate tipo di superficie, che io seguivo dal punto di vista di tutta l’impiantistica elettromeccanica (ventilazione normale e di emergenza, scale mobili, ascensori, pompe, illuminazione normale e di emergenza, antincendio, sottostazioni elettriche, Telecomunicazioni, Pannelli di informazione al pubblico, TVCC, Macchine di vendita dei biglietti e validatori, SCADA  etc.) a stretto contatto con gli architetti Álvaro Siza Vieira (Premio Pritzker 1992 e Premio Wolf per le arti 2001) e Eduardo Souto de Moura (Premio Pritzker 2011). La prima volta che andai ad una riunione con loro sinceramente non sapevo chi fossero ne tantomeno quali fossero le loro geniali capacità. In un primo momento ci fu uno scontro forte in quanto io difendevo il rispetto delle soluzioni tecnologiche approvate nel BAFO (Best and Final Offer) ed il rispetto del conto economico mentre invece loro vedevano solo quello che era più “bello”. Dopo un periodo di discussioni e di conoscenza reciproca ho imparato a capire le loro “visioni” e la loro professionalità e insieme ci siamo convertiti al compromesso del “bello e funzionale”. In particolare Edoardo non voleva assolutamente installare l’illuminazione industriale ma voleva qualcosa di caratterizzante ed alla fine ci siamo convinti a lasciare ad Edoardo la possibilità di disegnare le due armature per la luce di banchina con luce diretta e indiretta e per la luce periferica degli atrii e delle zone di passaggio: il risultato è stato semplicemente un capolavoro come lo è stato tutto il progetto.

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