Società Controllate – L’Ordine deve informare gli iscritti

L’assemblea dell’Ordine degli Architetti di Roma ha approvato il bilancio preventivo per il 2013 e ha convocato per il 23 aprile 2013 la seduta che dovrà approvare il bilancio Consuntivo.
Sappiamo tutti come l’Ordine sia titolare delle società a responsabilità limitata Prospettive Edizioni s.r.l., e Acquario Romano s.r.l. delle quali si serve come braccio operativo per le proprie attività culturali e divulgative.

Prospettive Edizioni è la “Casa editrice dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia” ed è “Nata per volontà del Presidente arch. Amedeo Schiattarella, al fine di supportare la cultura e la professione degli architetti, la Casa editrice si occupa di pubblicare testi di Architettura, Urbanistica, Conservazione, Restauro, Ambiente e Arte”.
Tra le attività istituzionali della casa editrice vi è la stampa e la distribuzione di AR, il bimestrale dell’Ordine di Roma per la quale riceve uno specifico contributo dall’Ordine.
Nonostante 12 anni di attività, solo da meno di un anno la Casa editrice si è dotata di un comitato scientifico.

“L’Acquario Romano srl è il partner operativo della Casa dell’Architettura”.
“La Società provvede all’organizzazione logistica e del personale e sviluppa competenze nel settore della produzione di mostre ed eventi e fornisce servizi per eventi interni ed esterni all’edificio da cui prende il nome.”
Si tratta di una società creata dall’Ordine con lo scopo specifico di gestire la Casa dell’Architettura.
Dalla brochure:
“La struttura operativa è costituita da una società appositamente costituita, Acquario Romano s.r.l. con compiti di gestione dell’immobile e degli annessi. Il programma culturale è definito dal Comitato Scientifico, costituito secondo la convenzione tra l’Ordine degli Architetti e il Comune di Roma.
La Casa dell’Architettura potrà inoltre contare sulla operatività della Casa Editrice “Prospettive” di proprietà dell’Ordine e della sua struttura di editing e grafica, su un addetto alle relazioni esterne, oltre che ad una collaudata struttura operativa per la realizzazione e gestione di mostre e convegni, interna alla organizzazione dell’Ordine.
L’Ordine può inoltre mettere a disposizione uno spazio web già operativo che con una utenza di 68.000 visite/mese e oltre 1.490.000 pagine lette è tra i più importanti siti sull’architettura in Italia, nel quale costruire uno spazio dedicato alla Casa dell’Architettura ed interamente gestito dal webmaster dell’Ordine.”

L’Acquario Romano Srl ha anche il compito di gestire la Libreria e la caffetteria.
Le attività sono programmate da un comitato scientifico.

Last but not least, c’è sempre la Fondazione, della quale tutora si conosce poco o niente (non si conosce per esempio lo statuto), ma che a partire dalla seduta del 18 febbraio le sono state affidate “l’espletamento di tutti i corsi che riterrà di svolgere. Rimane in capo all’Ordine, come da disposizioni legislative, la titolarità dei corsi in tema di Sicurezza nei cantieri (dlgs 09.04.2008 n° 81 «Salute e Sicurezza sul Lavoro») e Prevenzione incendi (decreto del Ministero dell’Interno 05.08.2011), per i quali la Fondazione dovrà fornire tempestivamente informativa ed elenchi degli attestati conseguiti.” (qui il link, accessibile solo per gli iscritti)

Risultano evidenti i rapporti economici tra l’Ordine e questi enti interamente detenuti dall’Ordine stesso. Sembrerebbe scontato che in sede di assemblea di bilancio venissero fornite tutte le informazioni utili a conoscere le modalità di gestione economica delle due istituzioni. Questo è valido sia nel caso in cui le istituzioni ricevono fondi diretti dall’Ordine (come nel caso evidente della Prospettive Edizioni e della Fondazione), sia nel caso in cui i rapporti economici siano più indiretti ma comunque sistematici (come nel caso dell’Acquario Romano).
Eppure da anni i bilanci dell’Ordine continuano ad essere proposti ed approvati all’assemblea senza la benché minima possibilità di entrare nel merito delle due società (tralasciamo la Fondazione per il momento).
Alcuni di noi hanno quindi deciso di provare a fare chiarezza sui conti tramite un accesso agli atti richiedendo le fatture degli ultimi 5 anni delle due Srl.

“i sottoscritti arch.tti:   (…)
fanno istanza, ai sensi e per gli effetti della Legge n. 241/90 e s.m.i, affinché codesta spettabile Ordine voglia rilasciare la seguente documentazione:

– n.1 copia  delle fatture emesse negli ultimi 5 anni dalle società dell’Ordine degli Architetti di Roma “Prospettive edizioni s.r.l. “
– n.1 copia  delle fatture emesse negli ultimi 5 anni dalle società dell’Ordine degli Architetti di Roma  “Acquario Romano s.r.l.”

L’interesse giuridicamente rilevante alla ostensione della predetta documentazione amministrativa risiede nella tutela dei propri diritti e per poter valutare se vi sia stato un ingiusto danno economico e la compressione dei propri diritti.
(…)”

L’Ordine si è appellato all’articolo 24 della L. 241/1990 che riporta: “Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni”.
Indipendentemente dalla legittimità di questa motivazione a noi pare evidente l’ossimoro: l’Ordine non fornisce alcuna informazione sulle sue Srl però pretende che le richieste di informazione siano specifiche e circostanziate. Ma se non si hanno informazioni generali come si fa a fare una richiesta più specifica?
Ancora più incredibile però pare la precisazione finale: “l’Ordine non è materialmente in possesso della copia della documentazione fiscale delle società Acquario Romano srl e prospettive Edizioni srl”. Come dire: inutile che ci chiedete informazioni, non le sappiamo neppure noi.

Ora poichè l’Ordine risulta proprietario di entrambe le società, è evidente che il loro conto economico incida in maniera diretta sul bilancio dell’Ordine stesso, che dovrebbe tenerne conto secondo un normale criterio di redazione di Bilancio Consolidato.

Siamo quindi chiamati a votare il prossimo bilancio, approvando implicitamente anche quello di queste due società, senza conoscere minimamente la programmazione né economica, né tantomeno culturale, di questi due enti così determinanti per la gestione dell’Ordine?

Tutto questo nonostante Amate l’Architettura abbia più volte chiesto in assemblea, e da diversi anni, di ricevere informazioni in tal senso, proponendo anche soluzioni  diverse quali ad esempio quella di istituire un concorso per la gestione delle due società.

Poi si stupiscono se ci sono colleghi che non approvano i bilanci.

Qui il Link alla risposta dell’Ordine.


13 Commenti a “Società Controllate – L’Ordine deve informare gli iscritti”

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Al fatto di detenere quote di partecipazione ad una o più srl da parte dell’ordine di Roma, ma vale per qualsiasi altro ordine, non si può che trovare una risposta nelle funzioni del consiglio stabilite dalla legge istitutiva 1395/1923:

    Art. 5 – Gli iscritti nell’albo eleggono il proprio Consiglio dell’Ordine che esercita le seguenti attribuzioni:
    1. procede alla formazione e all’annuale revisione e pubblicazione dell’albo, dandone comunicazione all’autorità giudiziaria e alle pubbliche Amministrazioni;
    2. stabilisce il contributo annuo dovuto dagli iscritti per sopperire alle spese di funzionamento dell’Ordine; amministra i proventi e provvede alle spese, compilando il bilancio preventivo e il conto consuntivo annuale;
    3. dà, a richiesta, parere sulle controversie professionali e sulla liquidazione di onorari e spese;
    4. vigila alla tutela dell’esercizio professionale e alla conservazione del decoro dell’Ordine, reprimendo gli abusi e le mancanze di cui gli iscritti si rendessero colpevoli nell’esercizio della professione con le sanzioni e nelle forme di cui agli artt. 26, 27, 28 e 30 della L 28/06/1874 n. 1938, in quanto siano applicabili.
    A questo si aggiunge ilo Regolamento approvato con RD del 1925 N. 2537 che specifica i compiti del Consiglio:
    Art. 37 – Il Consiglio dell’Ordine, oltre alle funzioni attribuitegli dal presente regolamento o da altre disposizioni legislative o regolamentari:
    1) vigila sul mantenimento della disciplina fra gli iscritti affinche’ il loro compito venga adempiuto con probita’ e diligenza;
    2) prende i provvedimenti disciplinari;
    3) cura che siano repressi l’uso abusivo del titolo di ingegnere e di architetto e l’esercizio abusivo della professione, presentanto, ove occorra, denunzia all’autorita’ giudiziaria;
    4) determina il contributo annuale da corrispondersi da ogni iscritto per il funzionamento dell’Ordine, ed eventualmente, per il funzionamento della Commissione centrale, nonche’ le modalita’ del pagamento del contributo;
    5) compila ogni triennio la tariffa professionale, la quale, in mancanza di speciali accordi, s’intende accettata dalle parti ed ha valore per tutte le prestazioni degli iscritti nell’Ordine;
    6) da’ i pareri che fossero richiesti dalle pubbliche amministrazioni su argomenti attinenti alle professioni di ingegnere e di architetto.

    Scusate la prolissità ma era necessario.
    Questo articolato si è addirittura contratto con la recente riforma anche se si è esteso alla formazione obbligatoria dove il ruolo dell’ordine è quello di validare i corsi stessi. Se gli ordini stessi promuovessero corsi mi sembrerebbe evidente il conflitto di interessi e di competenze: il ruolo di validatore è chiaramente incompatibile con quello di colui che deve essere validato. Se accadesse si tratterebbe di una turbativa di mercato nei confronti delle società che svolgono corsi di formazione.

    Preso atto di tutto ciò, dove sta scritto che un ordine possa svolgere una attività economica di qualsiasi tipo, addirittura in qualità di titolare, e le finalità per cui sono nate quelle società dove rientrano fra i punti sopra indicati?

    Fate benissimo a chiedere (inutilmente) chiarezza di informazione, ma ricordare il baco d’origine mi sembra altrettanto importante
    Saluti
    Pietro

  2. Andrea Mazzoli ha detto:

    buongiorno, sono da poco più di quattro anni Presidente di Acquario Romano srl. La società è controllata da un Collegio Sindacale e sta concludendo l’iter per la certificazione di qualità. A conclusione dell’ultima Assemblea dei Soci si è deciso con Alessandro Ridolfi di mettere il bilancio della società con le relative Relazioni on line (credo sarà disponibile a breve). Ricevo e parlo con tutti e per chi volesse -tra gli iscritti al nostro Ordine- il bilancio è comunque disponibile nella mia stanza. I miei compensi per la carica, che mi impegna per almeno 3/4 giorni alla settimana (Marco Alcaro, fra gli altri, lo potrà testimoniare) è costituito da un rimborso spese di 20.00,00 euro l’anno più una royalty calcolata sugli incassi che riusciamo a realizzare mettendoci sul mercato. Il mio c.v. in breve è il seguente: per 38 anni responsabile di progetto e art director di Casaidea, socio fondatore di Speradisole -galleria di arti contemporanee-, direttore artistico di GARD -Galleria Arti e Design-, autore dei 36 servizi sul design e l’architettura per la trasmissione Leader di Rai International, socio della DiSegno-società che ha prodotto una serie di manifestazioni sul tema della creatività italiana e laziale all’estero …
    Mi piacerebbe che nei vostri commenti, assolutamente legittimi, ci fosse meno animosità.

  3. Andrea Mazzoli ha detto:

    che significa che un commento è in attesa di moderazione?

    (NdAdm: solo che i commenti sono moderati e non compaiono fino ad approvazione dell’amministratore, grazie delle informazioni)

  4. Giulio Pascali ha detto:

    Condivido il richiamo sull’animosità.
    Purtroppo tale animosità spesso è generata dal semplice fatto che per ottenere quello che in altri paesi è un normale diritto, qui per ottenerlo bisogna sempre fare casino; se questa azione di trasparenza fosse stata fatta quasi quattro anni fa, oggi ci sarebbe meno animosità.
    In ogni caso mi sembra una buona cosa.

  5. Sergio ha detto:

    Come mai Andrea Mazzoli in tanti anni di gestione non ha sentito l’esigenza di pubblicare i suoi compensi e il Curriculum sul sito dell’Ordine e ce lo presenta ora?

  6. Andrea Mazzoli ha detto:

    perchè “in tanti anni” non c’è stata questa esigenza da parte dell’Ordine (non sono io a gestire il sito dell’Ordine).
    perchè “in tanti anni” non si è mai aperta polemica nei confronti di Acquario Romano srl (cfr verbali assemblee di bilancio nel periodo della mia Presidenza).
    perchè, appena tirata in ballo la società che presiedo ho ritenuto necessario rispondere e, forse per eccesso di trasparenza, ho anche ritenuto utile che si sapesse qual’è la mia storia professionale nello specifico settore (storia professionale, per altro, facilmente verificabile e piuttosto nota) ed addirittura come venivano calcolati i miei -modesti- compensi.
    Vedo che il mio auspicio sull’animosità non viene condiviso, ed allora:
    – Sergio non ha un cognome ?
    – ho girovagato nel vostro sito, che giudico interessante e ben fatto, ma nel quale mancano informazioni fondamentali: da chi è composto il gruppo dirigente ? come ed ogni quanto tempo viene rinnovato ?
    – ….
    comunque, con amicizia

  7. Adreas ha detto:

    @ Mazzoli
    il bilancio nella sua stanza, ma che risposta è? Manca del tutto del senso della correttezza nei confronti degli iscritti che pagano il suo stipendio! e le sue royalty sono percentuali o se le determina come gli pare? Rispondere con un disprezzo per l’intelligenza altrui crea profonda animosità!

  8. Giulio Paolo Calcaprina ha detto:

    Forse la domanda più che a Mazzoli, che gentilmente si è esposto sul nostro sito, andrebbe girata al Consiglio dell’Ordine e al suo ex presidente

  9. Sergio ha detto:

    Gentile Mazzola,
    e’ indispensabile la trasparenza dei suoi dati (il suo cv, lw devo confessare che non mi ha particolarmente colpito), visto che gestisce il denaro pubblico, piuttosto che il cognome di uno dei 170.000 architetti che Le scrive.
    Lei avrebbe dovuto sentire la necessità di rendere noti stipendio e cv, indipendentemente da quella dell’ordine. ” Modesti compensi “20.000 euro più royalty? Si faccia da parte allora, visto che ne può fare a meno. (ci ha messo 4anni per farci sapere quanto guadagna? E a quanto ammontano le royalty? )
    Cordialmente

  10. Andrea Mazzoli ha detto:

    vedo solo che -in alcuni casi- si è animosi per principio e che la “moderazione” riguarda solo alcuni interventi mentre ad altri si concede di intervenire senza qualificarsi almeno con nome e cognome.
    Forse ho sbagliato ad intervenire in un dibattito nel quale c’è molta, troppa prevenzione e si interviene per partito preso. Non lo farò più.

  11. Giulio Pascali ha detto:

    La “moderazione dei commenti” è un termine universalmente noto nella gestione dei Blog.
    significa semplicemente che il blog è impostato in maniera che i commenti non compaiano immediatamente ma debbano essere “approvati” dal moderatore del Blog.
    In genere in questo blog nessun commento viene “bannato” ma si approvano tutti i commenti. Cerchiamo di evitare ovviamente le offese dirette e lo spam.
    E’ una linea che ci siamo dati e che vorremmo rispettare.
    Non è sempre facile determinare il limite che passa tra il commento acceso e l’offesa, anche perchè questo limite spesso risiede più nella sensibilità personale che in qualcosa di oggettivo.

    Sul tema se sia corretto o meno pubblicare tutto indistintamente, anche se proveniente da pseudonimi o anonimi, ci sono fiumi di dibattiti tra esperti di new media e social network.
    Personalmente ritengo che il testo di un commento negativo (se non adeguatamente argomentato) caratterizzi più chi lo scrive che chi lo riceve.
    Lei ha fatto benissimo a inviare le sue precisazioni: ritengo altrettanto legittimo che qualcuno faccia le sue osservazioni, ancorchè dure.
    Allo stesso modo Lei però ha tutta la possibilità di controbattere e giustificare fino in fondo la sua posizione.

    Questa apertura è insieme la bellezza e la drammaticità della rete.
    Per chi non è abituato al contraddittorio in genere è una tortura, per chi ne capisce le potenzialità è una risorsa; io apprezzo il fatto che Lei ne abbia capito le potenzialità rispondendo a questo post, non si ritragga di fronte alla prima schermaglia.

    NB – Il tempo che passa nell’approvazione è dovuto al fatto che il nostro è un blog amatoriale (senza fondi), non stiamo 24h a verificare i commenti, quindi a volte possono passare anche delle ore prima di vedersi approvato un commento.

  12. Francesco ha detto:

    Mazzoli@
    1- si cerchi su un dizionario il termine “animoso”.
    2- e’ a digiuno di social network, altrimenti non starebbe a lagnare sui nomi e cognomi
    3- le sue repliche e le motivazioni sulle sue tardivissime credenziali, sono nell’ordine:modeste di contenuti e poco credibili

  13. Gianluca Adami ha detto:

    Personalmente apprezzo molto che Andrea Mazzoli, in qualità di presidente della società Acquario Romano, si presti a discutere da pari a pari sul nostro blog di alcune questioni legate alla trasparenza della gestione delle società controllate dall’Ordine di Roma.

    La capacità e la voglia di confrontarsi sono di per sè degne di stima. Così come l’eccesso di “animosità” a mio parere non lo è.

    Detto questo l’obiezione mossa da chi si firma Sergio è corretta. Perchè attendere nell’attuare processi tesi alla trasparenza? Decidere di mettere il bilancio della società on-line dal mio punto di vista è doveroso, perchè rappresenta una parte del bilancio dell’Ordine.

    Oltretutto, non ci nascondiamo, il problema reale è che un grande numero di iscritti percepisce l’Ordine come il luogo dove si fanno piccoli e meschini giochi di potere, dove si usano i rapporti istituzionali al fine di avere incarichi, in cui le persone cercano di farsi eleggere per interessi personali.

    E anche le società partecipate vengono in gran parte percepite come dei salvadenai che il presidente di turno e alcuni consiglieri usano per finanziare il loro sistema di relazioni al di fuori del controllo degli iscritti, attraverso mostre mirate, attraverso la pubblicazione di libri di scarso interesse editoriale ma di forte interesse personale.

    Come mai un numero elevato di architetti ha questa visione dell’Ordine e delle società partecipate? Per invidia? Perchè si sente escluso da questo microsistema di micropotere? O c’è alla base un dato reale? Questa percezione dello stato delle cose è campata in aria o è venuta a crearsi per una serie concreta di episodi?

    Vogliamo fare un elenco degli autori degli ultimi titoli pubblicati dalla casa editrice dell’Ordine?
    Vogliamo vedere i nomi degli architetti invitati alle mostre in giro per il mondo?
    Vogliamo vedere gli elenchi degli incarichi affidati?
    Facciamolo. Perchè è giusto farlo. E vediamo se rappresentano la vivacità del dibattito architettonico presente nella nostra città, o se attraverso una complessa e articolata mappa di nomi emerge una rete di amicizie e favori scambiati.

    Voglio dire che rispetto alla reale estenzione di questo microtessuto di favori dati e ricevuti, ciascuno di noi “esterni” ha avuto di assistere solo ad una minima parte, sufficente a farsi un opinione in merito. E con questo non voglio negare tutta quella parte di lavoro che invece è stata fatta bene, di cui personalmente rendo merito ai singoli autori, penso ad alcune belle iniziative della Casa dell’Architettura, ai vari corsi gratuiti, allo spazio di cooworking e a tante altre cose.

    Peraltro in questo momento in Italia rischiano di dilagare forme di populismo forcaiolo motivate proprio dalla prolungata assenza di trasparenza all’interno delle istituzioni. La rabbia, lo sappiamo bene, dipende anche dalla crisi economica che ci stringe in una morsa, e poi si focalizza su alcuni obiettivi che in qualche modo rischiano di diventare un facile bersaglio.

    Un blog però è per principio un luogo di libero pensiero, di confronto di idee. Per questo la invito cordialmente a continuare a discutere in questa sede e, se possibile, a dimostrarmi che, almeno per quanto di sua competenza, la mia percezione di questa rete di micropotere è immotivata.

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