LA QUALITA’ DEL PROGETTO E’ UN VALORE

La logica che oggi, purtroppo, guida quasi tutte le operazioni speculative legate alle trasformazioni urbanistiche del territorio è sempre la stessa. Si baratta l’impossibilità di recuperare e riqualificare quartieri e periferie, con il pretesto di costi eccessivi e non sempre reali, con una completa demolizione e ricostruzione o con la realizzazione di nuovi insediamenti “compensativi” in altri luoghi da urbanizzare. Una logica che permette al “potere politico” di chiamare al “capezzale” del territorio “ammalato” i “medici” delle grandi società di costruzione. Queste soluzioni non hanno più nessuna ragion d’essere di fronte ai disastri odierni compiuti dal potere economico-finanziario che si immola al dogma neoliberista della crescita infinita. Queste soluzioni non possono più trovare giustificazioni dal punto di vista urbanistico ed architettonico perché nel nuovo modello di sviluppo o nella nuova idea di città non è più consentito disattendere le aspettative di qualità della vita di persone che, come tutti, hanno il “Diritto” di vivere “degnamente” i luoghi e gli spazi delle nostre città.

DIRITTO: ad una Crescita o Decrescita Programmata, ad una Sostenibilità Ambientale, ad un Risparmio Energetico con l’uso delle Energie Rinnovabili, ad una Riqualificazione di territori e strutture dismesse o abbandonate, ad una Qualità Diffusa dell’Architettura e quindi ad una Migliore Qualità della Vita.
Noi crediamo inoltre, che questo grande processo di rinnovamento, prima di tutto “culturale”, debba per forza coinvolgere il “Progettista” (Architetto, Ingegnere, Urbanista) che da sempre, con o senza complicità, ha avuto il compito di rappresentare, attraverso l’architettura, il “Potere” dominante, sia esso politico che religioso, come la storia ci ha testimoniato. Oggi, che le sorti di interi paesi (Grecia “docet”) dipendono invece dal PIL e dall’ammontare del Debito Pubblico, possiamo affermare che non c’è più nessun aspetto (culturale, etico, sociale e men che meno politico) in grado di contenere o condizionare il potere economico-finanziario. L’unico capace, nonostante la crisi in cui ci ha fatto precipitare, di orientare scelte di natura architettonica ed urbanistica. Ecco perché diventa assolutamente “necessario” parlare di “Qualità della Progettazione” per cercare di combattere “l’ingiustizia distributiva” che affligge le nostre città. Ecco perchè, facendo appello ad un’assunzione di responsabilità connaturata alla sua figura, il “Progettista”, rimane l’ultimo “baluardo”, che, con la bontà e la qualità del progetto, può porre un argine a questa deriva. Anche per recuperare, all’interno di qualsiasi “percorso progettuale”, quel ruolo di “protagonista” che è stato cancellato dalla Committenza Pubblica-politica-affaristica prima e da quella Privata-economica-finanziaria adesso.

(pubblicato sul People Life – Magazine di Cosenza e Provincia numerno di Dicembre 2012)

Di qualità ed equità si parlerà anche nell’edizione 2013 di #rete150k edizione E-Quality, appunto.


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