Ignazio Marino – 3 domande

Nel lontano 2009 ponemmo 3 domande agli allora candidati alla carica di segretario del PD, rispose solo Ignazio Marino che oggi sembrerebbe il candidato ufficiale alla carica di Sindaco di Roma. Ripubblichiamo domande e risposte.

D. Nicolas Sarkozy, presidente di destra, tra i suoi primi atti, ha ritenuto opportuno riunire intorno a se i più famosi architetti mondiali. Con tale atto ha voluto sottolineare da una parte l’importanza che l’Architettura, intesa come arte di gestire il territorio, è una materia di fondamentale importanza per qualsiasi società che ritenga di definirsi civile, dall’altra ci ha ricordato che i principali responsabili della materia sono proprio gli architetti. Da candidato segretario, aspirante a governare l’Italia, che ne pensa?

R. Ritengo che quella di Sarkozy sia stata una giusta intuizione. Bisogna ammettere che in Francia la professione dell’architetto ha un ruolo istituzionale di ben altro valore che ha le sue origini nel sistema universitario e in come è stata intesa la professione fin dall’epoca napoleonica. Negli anni ‘80 Mitterand chiamò i più importanti architetti del mondo per cambiare non solo l’immagine di Parigi, ma la sua stessa anima. In Francia l’architetto è considerato non un semplice professionista ma un attore con una profonda coscienza sociale capace di modificare socialmente con la opera il territorio. E’ questo lo spirito che dobbiamo recuperare anche per ciò che riguarda il nostro Paese: più cultura del territorio, più cultura dell’ambiente e del progetto. Se l’iniziativa di Sarkozy può aiutarci ad alzare l’asticella e spronarci a fare meglio, ben venga.

D. Una delle leggi che crea maggiori mal di pancia agli architetti italiani, soprattutto i liberi professionisti, è la Legge Bersani, che ha abolito i minimi tariffari. Non ritiene che sia giusto prevedere, se non l’abolizione, almeno qualche meccanismo di compensazione? Se si, quale?

R. Bisogna levare i tappi che occludono il mercato delle professioni in generale. Dobbiamo moltiplicare le occasioni e le opportunità di lavoro per i giovani architetti, non possiamo chiuderci nella difesa delle corporazioni. Si può pensare, piuttosto, a incentivi fiscali che tutelino la professione soprattutto per i primi anni di attività, e aiutare quindi fiscalmente i giovani professionisti mettendo a disposizione spazi per atelier di progettazione e stabilendo con apposite norme che i comuni, le province e le regioni promuovano l’architettura moderna, anche e soprattutto con il ricorso al concorso di progettazione.
Le norme ad esempio introdotte dalla Regione Lazio nel “piano casa” recentemente approvato vanno, seppur timidamente, in questa direzione e vanno sostenute e generalizzate: trasformazioni urbane accompagnate da una maggiore qualità della progettazione e della esecuzione degli interventi.

D. Legge per l’architettura: art. 1 ………………….

R. Al fine di salvaguardare l’ambiente, il territorio e la salute degli abitanti, gli organismi centrali e periferici dell’amministrazione statale e le regioni, nell’ambito delle proprie autonome competenze, promuovono la dignità e l’identità dell’architettura, incentivano la qualità nella progettazione e nella realizzazione di opere edilizie pubbliche e private, favoriscono l’accesso dei progettisti alla professione sostenendo il concorso di progettazione come sistema prioritario che premi il merito nell’assegnazione di incarichi pubblici.


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