Oscar vs Terminator

7 dicembre 2012

Le macchine infernali stanno combattendo la loro battaglia con gli umani, ma gli umani resistono, non ne vogliono sapere di farsi sterminare, anzi la ribellione si sta facendo sempre più forte ed organizzata. Questo grazie all’azione di Oscar l’Immortale (così detto per la sua longevità che lo ha portato a vivere fino a 104 anni), il temibile capostipite dei ribelli, conosciuti dalle macchine con il nome in codice di Modernisti. I Modernisti sono la chiave di tutto; dall’alleanza dei Modernisti con gli Organicisti (altro gruppo guerrigliero capitanato da Zevius) si sono evoluti i Decostruttivisti, e dai Decostruttivisti sono nati i potenti guerrieri cyborg noti come Archistar. Oscar ha insegnato ai ribelli come usare il Cementacciaio per contaminare il preziosissimo Contesto, la materia prima che fornisce energia alle macchine.

Dopo anni di scontri e devastazioni, la guerra sembra essere arrivata ad un punto di stallo, non si riesce a intravere una fine agli scontri e nessuna delle due parti sembra riuscire a prevalere definitivamente sull’altra. Nonostante i colpi subiti, i guerrieri Zazzà, Fuffas e Calatravius continuano a resistere, forti del Cementacciaio che immettono direttamente dentro il Niurbanism, l’habitat naturale delle macchine.

Carlus Anglicus, il superprocessore che governa simbioticamente le macchine, insieme ai Tetradearchitettonici, i patriarchi Mentat che sovrintendono al governo delle macchine (Krier, Nikos, Petro e EMM la macchina onnisciente), ha studiato un piano diabolico, la soluzione finale: annullare la storia. Abbattere l’origine stessa dei potenti cyborg. Uccidere uno ad uno i padri fondatori del Modernismo negandone la stessa esistenza. Se il modernismo non fosse mai nato, questa è la loro diabolica strategia, automaticamente cesserebbero di esistere tutti i loro discendenti, e il mondo si libererebbe in un colpo solo di tutti i ribelli; le macchine potrebbero quindi imperare dedicandosi alla costruzione del loro mondo perfetto, ciclicamente autorigenerativo, finalmente liberato dalle imprefezioni degli umani; persino il terribile Cementacciaio non esisterebbe più.

Dopo avere eliminato i principali capostipiti ribelli, Le Corbù e Wrietosan, e dopo avere ridotto all’impotenza Zevius e i suoi diretti seguaci, Carlus progetta infine di cancellare l’esistenza anche di Oscar l’Immortale, considerato l’ultimo anello genetico da rimuovere per completare il suo piano.

Carlus ha scelto per la missione il temibile Murator, un simbionte postumano che regna incontrastato nell’Archiwatch, uno spazio cibernetico ciclofluidificato, i cui abitanti sopravvivono autoalimentandosi degli script e dei contenuti digitali da loro stessi generati che Murator raccoglie rielabora e ridistribuisce traendo energia dai processi ciclici che mette in atto.

Murator non ha perso tempo e, approfittando di un momento di cedimento della setta dei modernisti (dovuta alla inaspettata morte dell’Immortale), ha lanciato immediatamente il suo Ciclopost:

OSCAR? … “UN ARCHITETTO MAI NATO”

un pericolosissimo virus spazio temporale reagente a livello empatico che si diffonde sul canale tipo-filologico sfruttando le pieghe degli universi paralleli.

Negando la nascita dell’architetto solo con la enunciazione del Ciclopost (supportatto da variazioni genetiche fantasimpatiche), Murator è convinto che riuscirà a sgretolare le 5 Leggi, i principi fisici stabiliti da Le Corbù che hanno guidato i modernisti nella loro battaglia.

Un duro colpo per i cyborg Archistar, al quale hanno prontamente risposto, e dalla base spaziale di Ravel stanno immettendo nel cyberspazio dosi massicce di Telegatti che contrastano l’azione del virus utilizzando il codice catodico TV:

“Se vi piace chiamatemi Oscar!”

Lo scontro è duro, anche perchè la posta in gioco è la sopravvivenza degli umani, mentre le stesse macchine, pur di negare l’esistenza degli umani capostipiti negando la storia, mettono a rischio la loro stessa natura hyperstorica.

Siamo forse alla fine del mondo così come lo abbiamo conosciuto?

Siamo di fronte alla fine dell’epoca delle macchine e degli umani?

Lontano sullo sfondo un misterioso essere lavora in segreto in attesa che si consumi la devastazione del mondo; esso prepara una nuova società dove una versione del Cementacciaio potrà essere utilizzato senza danneggiare il Contesto e dove la sopravvivenza di una nuova stirpe di esseri metà macchine e metà umani non sarà più legata ne alle 5 Leggi e ne al Contesto.

C’è forse speranza per il futuro del mondo?

L’alba di una nuova era si avvicina!


7 Commenti a “Oscar vs Terminator”

  1. […] Oscar vs Terminator Qfwfq 7 dicembre 2012 Commenta […]

  2. Saverio scrive:

    Vengono i brividi a pensare che l’autore di quel blog, che al massimo si potrebbe attribuire a uno studente romano del secondo anno di architettura, sia un professore ordinario de “la sapienza” ! un blog che e’ un incrocio abominevole tra un vernacoliere de noantri e l’inserto satirico di un giornaletto di quartiere, questo fingere di dire e non dire che rivela solo un non sapere cosa dire e come scrivere. Un grottesco e deprimente manifesto del nulla accademico.

  3. Lusingato e sorpreso da tanto onore, non posso fare altro che piegarmi nell’inchino di rito al pubblico pagante.
    Come potrebbe, d’altronde, un interprete della commedia giudicare?
    Al massimo…rilasciare interviste!
    Saluti
    Petro

  4. Qfwfq scrive:

    @saverio
    archiwatch è una bestia strana
    nuota perfettamente a suo agio nel liquido amniotico della rete
    Muratore sfrutta in maniera molto estrema (o furba) le potenzialità del suo blog, riciclando in maniera ossessiva tutto quello che transita da quelle parti.
    il tutto (quasi) senza un reale filtro

    porta alle estreme conseguenze le potenzialità trans-mediali della rete

    parla ad un pubblico ristretto di affezionati che hanno la costanza di seguire sistematicamente l’intreccio dei commenti (se ne salti un paio sei fottuto….)

    ancora più spesso si riferisce a eventi e fatti che solo chi ha vissuto direttamente la scena romana può capire; la comunicaizone quindi non si esaurisce nel blog ma, chi vuole ricostruirne il filo deve necessariamente disporre di altre informazioni (il che tende a rendere il blog un poco elitario)

    Dulcis in fundo, adotta uno stile volutamente romanesco sgangherato ottenendo almeno due effetti comunicativi:
    – geolocalizza la sua appartenenza culturale
    – porta la discusisone su un piano meno formale (terreno sul quale probabilmente molti suoi colleghi si troverebbero a disagio)

    senza necessariamente dover prendere le difese di Muratore, non vedo come tutto questo possa esser emesso in relazione con le sue capacità di professore.

    un saluto

  5. Saverio scrive:

    qfwfq@
    non viene messo in relazione con le sue capacità di professore, ma con il suo ruolo all’interno di una istituzione culturale.
    io al contrario tuo, questo blog non lo apprezzo: lo trovo superficiale, ludico, adolescenziale, disimpegnato, ridicolo. abbraccia tutto per non toccare niente con una pretesa ironia e un cazzeggio che e’ persino patetico. se fosse gestito da un gruppo di studenti potrebbe essere appropriato, ma che sia l’attivita di un professore ordinario, lo trovo deprimente.

  6. Essere seri non significa essere seriosi. Quelle rare volte (e sono rare perchè non vuole sfoggiare la sua conoscenza, che è davvero sconfinata e sa che la rete è anche cazzeggio e se non lo fosse nelle intenzioni lo diventerebbe inevitabilmente a causa di molti commenti) che affronta con “serietà” i problemi, c’è parecchio da imparare.
    E poi è giustamente disincantato, avendone viste probabilmente troppe ed essendosi, immagino,stufato di farsi prendere in giro da tromboni accademici tutto chiacchiere e distintivo.
    Pietro

  7. Qfwfq scrive:

    In realtà Saverio ha ragione
    nel senso che le sue definizioni calzano

    Superficiale
    come superficiale è la rete, attraverso la quale si naviga appunto in superficie. La conoscenza attraverso la rete è superficiale, si toccano un milione di argomenti. Ognuno per un secondo. Il tempo dell’approfondimento avviene dopo, quando hai sperimentato le mille sugestioni, quando hai sentito e visto tutto il possibile, quando ti accorgi che la selezione naturale della rete concentra la sua attenzione su un caso specifico. Mille dettagli superficiali su un argomento costruiscono una conoscenza approfondita. Navigare in rete è come scorrere l’indice dell’enciclopedia del mondo.

    Adolescenziale
    anche questo è un riflesso della rete. siamo noi che non sappiamo ancora se crescere o restare bambini. La rete è un ragazzotto ancora immaturo che deve decidere cosa fare da grande. La condizione dell’adolescente è quella di chi sospende il giudizio in attesa di futura maturazione.

    Ludico
    il gioco è la forma di apprendimento per eccellenza. Il gioco è sperimentazione, tutti noi conosciamo istintivamente questa forma di apprendimento.

    Disimpegnato
    anche qui disimpegno è sinonimo di leggerezza; quella che ci consente di affrontare un tema con la serenità di un animo libero. c’è dietro l’onestà intellettuale di non prendersi troppo sul serio; in fondo in fondo l’ammissione che molti dei temi che trattiamo noi architetti non sono altro che fuffa.

    Ridicolo
    Confermo. Ma il messaggio credo che sia proprio quello; perciò azzeccato. Muratore rappresenta una realtà che ritiene ridicola. Se tu percepisci il senso del ridicolo, la domanda dovrebbe essere se è ridicolo il Blog o la realtà che intende rappresentare.

    Per concludere, non mi sento di dire che apprezzo il Blog come significato (non condivido la critica che viene fatta a molte espressioni della contemporaneità).
    Ciò che apprezzo è il Blog in quanto significante (l’uso spregiudicato e disinibito dello strumento Blog per veicolare il proprio messaggio).

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