Notizie da inarcassa n.9

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cari amici e colleghi

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

Insieme a Babbo Natale è arrivata l’approvazione definitiva da parte dei Ministeri della nostra riforma previdenziale, la famosa sostenibilità a 50 anni imposta dal Governo Monti,  che entrerà in vigore a partire dal 01 gennaio 2013.

Nel comunicato di presentazione inviato agli iscritti e pubblicato sul sito inarcassa (vedi link), si cerca di indorare la pillola, ma la realtà, soprattutto per le giovani generazioni, è molto più amara di ciò che viene descritto:

La Riforma, garantendo agli iscritti previdenza e assistenza nel nome dell’equità tra le generazioni, salvaguarda le aspettative solidaristiche del sistema previdenziale: dal mantenimento della pensione minima per gli iscritti meno abbienti“.

Non credo che si possa parlare di equità tra le generazioni quando:

– un iscritto di 35/40 anni di oggi, andrà in pensione non prima dei 70 anni e, a parità di contributi versati con un pensionato di oggi, avrà una pensione ridotta del 60%;

– un iscritto di 62 anni di oggi, potrà andare in pensione a 63 anni con una riduzione minima del 5,8 %.

Inoltre la pensione minima sarà mantenuta, ma non per i meno abbienti, come si dice nel comunicato, ma  soltanto per coloro che avranno avuto negli ultini 20 anni di attività un reddito medio superiore a 10.500 euro, tutti gli altri (attualmente quasi 1/3 degli architetti iscritti) non avranno diritto alla pensione minima.

Colpisce la differenza dei termini usati nel Regolamento:

prima: “la pensione minima non potrà essere inferiore a ……..”

oggi: “la pensione minima non potrà essere superiore a ………”.

La verità è che la solidarietà non è sostenibile con un rapporto di 1/3 di non abbienti, se non cambia la situazione lavorativa degli architetti italiani, fra 30 anni avremo più di 30.000 colleghi con una pensione “sociale”.

Qualche volta bisognerebbe avere il coraggio di raccontare la realtà  nuda e cruda, senza per questo creare allarmismi.

Se volete conoscere nel dettaglio la riforma andate su questo link.

Se non vi siete scoraggiati abbastanza, vi ricordo che il 31 dicembre 2012 scade il pagamento del saldo 2011, non vi verrà inviato il MAV, ma dovete stamparvelo su inarcassa on line, in alternativa si può pagare entro il 30 aprile 2012 con un interesse dilatorio del 2% fisso.

Per chi vuole conoscere anche gli altri fatti accaduti nei CND di ottobre e novembre può leggere questa breve sintesi:

– nel CND di ottobre, il Presidente di inarcassa ci ha informato dell’inserimento delle Casse private negli indici Istat, ciò perché lo Stato può così contabilizzare un saldo attivo di 50 miliardi nel bilancio, la cosa assurda è che in virtù di tale inserimento siamo obbligati al contenimento della finanza pubblica (Spending Review), e i risparmi che siamo tenuti ad ottenere devono essere versati allo Stato!!!

E’ una vera ingiustizia contro la quale le Casse private faranno ricorso.

Esiste un serio rischio di far confluire le Casse private nell’INPS, che per noi non sarebbe per niente un affare.

1) Poi si è passati alla trattazione dei criteri di individuazione e ripartizione del rischio degli investimenti.

Ci sono stati gli interventi degli esperti che ci hanno spiegato il contesto economico che ci obbliga a essere più prudenti negli investimenti anche a costo di un minor rendimento, bisogna diminuire il rischio cambio, che nel 2011 ci ha fatto perdere molti soldi, inoltre viene evidenziata la difficoltà della gestione e del rendimento del patrimonio immobiliare dovuta all’aumento della tassazione (IMU), calo del mercato e crisi dell’edilizia.

Tutto ciò porta alla seguente proposta di modifica dell’Asset Allocation:

Monetario  2% invariato

Obbligazionario  aumentato dal 41,5% al 48,5%

Azionario  diminuito dal 20% al 15,5%

Alternartivi  11,5% invariato

Immobiliare  diminuito dal 25% al 22,5%

Dopo una breve discussione in cui sono state espresse alcune perplessità, in particolare sulla diminuzione degli investimenti immobiliari in questo periodo, dove il mercato permetterebbe di fare buoni affari, si è passati alla votazione che è passata a maggioranza.

Non è facile capire cosa sia più giusto fare in questo momento nel campo immobiliare, sono convinto che si potrebbero acquisire immobili ad ottimi prezzi e che nel lungo periodo acquisterebbero un grande valore, ma se nel frattempo abbiamo difficoltà a gestirli e a mantenerli rischiamo di rimetterci.

Per quanto riguarda l’aumento dell’obbligazionario e la riduzione dell’azionario sono sicuramente favorevole, bisogna capire se l’obbligazionario è davvero più sicuro e meno rischioso dell’azionario.

2) Si è passati poi alla votazione in merito ai contributi da destinare alla promozione della professione (da statuto sono lo 0,34 del contributo integrativo), per il 2013 l’importo a disposizione è pari a 640.000 euro, si decide di destinarli: alla Fondazione Inarcassa, ai prestiti d’onore ai giovani iscritti con età inferiore ai 35 anni, alle professioniste madri con figli in età prescolare o scolare, ai finanziamenti agevolati.

3) Si è passati poi alla votazione del Comitato di Coordinamento del CND che dovrà migliorare la gestione dei Comitati e facilitare il rapporto tra i delegati e il Consiglio di Amministrazione.

Sono stati eletti i seguenti delegati:

Architetto Salvatore Gugliara

Architetto Stefano Navone

Architetto Fulvio Nasso

4) Si è passati poi alla discussione in merito alla revisione dello Statuto, dove si è affrontato il tema di un’eventuale gestione separata inarcassa richiesta da molti, la maggior parte dei delegati, come il sottoscritto, hanno espresso la loro contrarietà a un’ipotesi del genere, ma non abbiamo chiuso la questione rimandando la decisione.

Poi si è discusso del tema della riduzione dei delegati e delle nuove regole elettorali, esiste una necessità di riduzione del numero dei componenti del CND, esiste anche una forte discrepanza tra delegati che rappresentano più di 2500 iscritti e delegati che rappresentano, in alcuni casi, anche poche decine di iscritti.

Non sarà facile arrivare a una soluzione condivisa perché esiste una forte resistenza da parte dei delegati delle piccole province che non vogliono perdere il loro ruolo.

– Nel CND di Novembre è stato approvato il bilancio preventivo 2012.

1) Il Presidente ci ha informati sull’esito del ricorso al Tar e al Consiglio di Stato sull’inserimento nel paniere ISTAT, è stato bocciato, si è deciso quindi di riccorrere in sede Europea. A ciò si aggiunge la propsta shock del Ministro Riccardi che vorrebbe obbligarci a vendere il nostro patrimonio immobiliare agli inquilini ad 1/3 del prezzo di mercato, siamo sotto ricatto del Governo e doppiamente tassati, la cosa assurda è che da un lato ci obbligano alla sostenibilità a 50 anni dall’altro se ne inventano di ogni per toglierci soldi.

Spero che l’ADEP che rappresenta le Casse private, faccia sentire in maniera forte e decisa la propria voce.

2) Prima del CND si è svolto un convegno al MAXXI di Roma, organizzato dalla neo Fondazione di Inarcassa, primo evento concreto della stessa, il Presidente della Fondazione Architetto Andrea Tomasi ha denunciato la grave situazione in cui si trovano oggi i professionisti in Italia: la scomparsa delle tariffe, la concorrenza sleale e illegale dei dipendenti pubblici, la mancanza di una legge per l’Architettura e molto altro.

I politici che hanno partecipato hanno fatto la loro solita passerella pontificando su tutto e il contrario di tutto, ma fondamentalmete lontani anni luce dalle nostre esigenze. Il Senatore Grillo ha poi esaltato il Project financing, che a mio avviso è la più grande truffa di questi decenni.

La Fondazione di Inarcassa potrebbe dare un contributo importante al sostegno della nostra professione, ma bisogna cominciare a fare azioni concrete, non è più il tempo delle chiacchiere.

3)  Per quanto riguarda l’approvazione del Bilancio preventivo 2013 emergono i seguenti dati: i redditi dei professionisti sono in calo anche per il prossimo anno (il CNA ha calcolato una perdita del 26% negli ultimi 5 anni), ma l’effetto della riforma, con l’aumento notevole dei contributi minimi, farà aumentare le entrate complessive, inoltre i nuovi iscritti porteranno quote “fresche”, il risultato sarà un avanzo economico di circa 700 milioni di euro con il patrimonio che supererà i 7 miliardi di euro.

Nel mio intervento ho fatto notare al CDA che il bilancio di previsione non tiene conto del grande numero di iscritti che saranno costretti a cancellarsi da inarcassa perché non saranno in grado di pagare i contributi minimi, questo fenomeno, sebbene, parzalmente ammortizzato dalle nuove iscrizioni, avrà sicuramente un impatto notevole nei conti di inarcassa.

Il Presidente, nella sua risposta, mi ha confermato una sensazione che avevo da tempo, esiste una volontà di “entità superiori” di fare una sorta di selezione naturale, ovvero un professionista che ha un reddito e un fatturato sotto un certo livello (10.000/15.000 reddito  25.000/30.000 fatturato) non potrà più essere iscritto alla Cassa e all’Albo e si dovrà trovare un altro lavoro, naturalmente nessuno gli impedirà di mantenere la propria iscrizione, se non il fatto di non riuscire più a pagare i contributi previdenziali, l’Assicurazione professionale, la Formazione continua e molto altro.

Ho l’impressione che la cosa non preoccupi più di tanto la maggior parte dei delegati inarcassa.

Inoltre ho chiesto che venga fatto un progetto serio e strutturato sul sistema informatico di gestione di inarcassa che è ormai diventato l’unico strumento con cui gli iscritti si confrontano: dichiarazioni on line obbligatorie, gestione MAV, richiesta DURC, accertamento con adesione, ravvedimento operoso e molto altro.

Il Presidente mi ha risposto che è in previsione un progetto, non a breve temine, ma nei prossimi anni, come si dice meglio tardi che mai.

Per la parte che riguarda gli investimenti, il bilancio preventivo si basa sui dati disponibili per il 2012 dove c’è stata un’inversione di tendenza tra i rendimenti degli investimenti immobiliari che sono crollati e i rendimenti degli investimenti mobiliari che sono in ripresa.

Mi auguro che il rendimento gestionale lordo annuo previsto dell’intero patrimonio sia corrispondente alle stime fatte, ma ho qualche dubbio.

Dopo un breve dibattito il bilancio preventivo 2013 è stato approvato con una larga maggioranza, ho paura che sarà uno degli ultimi bilanci così positivi perché, passato l’effetto della riforma, i redditi non saliranno nel breve periodo e i nuovi iscritti serviranno appena a bilanciare l’aumento del costo delle pensioni.

Notizie utili:

–  Il Parlamento ha respinto la possibilità per i professionisti, (a differenza delle imprese a cui è stata concessa), di poter compensare i debiti previdenziali e fiscali con i crediti con le Stazioni Appaltanti;

–  A seguito delle nuove procedure che intendono ottenere un risparmio nella gestione della carta, non verrà più inviato per posta il bolletino M.A.V. delle prossime rate, a partire da quella di settembre, ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line.


84 Commenti a “Notizie da inarcassa n.9”

  1. contributi_addio scrive:

    In effetti, la riserva matematica (riferita ad una pensione) è il capitale necessario per erogare la stessa per gli anni che mediamente sono necessari.
    Con il coefficiente di trasformazione, in passato pari a 17,7 si determina l’importo annuale della pensione.
    Es. se ho 177.000€ di riserva matematica, 177.000/17,7=10.000€ / anno.

    Visto che come diceva Alcaro, le pensioni attuali sono coperte dai contributi versati solo al 40%, chi ci deve mettere la differenza?
    E su una pensione da 50.000 € ove la riserva matematica è 885.000€, se fosse coperta per il 50%, i restanti 442500€ chi li deve pagare?

  2. contributi_addio scrive:

    In effetti, essendo Inarcassa una pubblica amministrazione che gestisce le imposte, la differenza è pagata dallo Stato, accollandola alla collettività dei professionisti.
    Quindi, pur essendo il debito pubblico al 126% del PIL , possiamo permetterci di continuare a mettere a libro-paga ogni anno decine di pensioni da 50.000 euro pagate racimolando i contributi minimi dei giovani che guadagnano se va bene 5.000 euro.
    Poi dicono che non si fanno politiche per la crescita.
    Come fessi mi sembra che siamo già abbastanza.

  3. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Il fatto che le pensioni attuali siano pagate soltanto al 40% dai contributi versati, è un’affermazione del Presidente Muratorio in uno degli ultimi CND, quindi è più che attendibile.
    Quanto poi al restante 60%, mi sembra chiaro che siamo tutti noi a pagarlo, se molti giovani si cancelleranno e i nuovi iscritti cominceranno a diminuire, il sistema potrebbe andare in default.

  4. contributi_addio scrive:

    La riforma, come detto nel bilancio di previsione 2013, va attentamente monitorata al fine di apportare i dovuti correttivi.
    Ma se nessuno ha il bilancio tecnico, chi controlla?

  5. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Il Consiglio di Amministrazione di Inarcassa ha il compito di monitorare la situazione al fine di appoortare correttivi che devono, però, essere approvati dal Comitato Nazionale dei Delegati.

  6. contributi_addio scrive:

    Ma se i delegati non hanno il bilancio tecnico, come fanno a votare ad esempio il bilancio di previsione 2013, che dovrebbe essere coerente con il suddetto bilancio tecnico?

    art. 2 l. 509/94
    “2. La gestione economico-finanziaria deve assicurare l’equilibrio
    di bilancio mediante l’adozione di provvedimenti coerenti alle
    indicazioni risultanti dal bilancio tecnico da redigersi con
    periodicita’ almeno triennale.”

  7. contributi_addio scrive:

    Non a caso, i ragionieri lo hanno pubblicato nonostante sia in iter di approvazione

  8. contributi_addio scrive:

    “antonio scrive:
    17 gennaio 2013 alle 13:09

    Contributi_addio ha ragione a voler approfondire i temi previdenziali ma oltre a trovare la definizione condivisa di riserva matematica (ovvero l’importo che deve essere accantonato per far fronte agli obblighi futuri assunti verso gli assicurati visto lo sfasamento temporale esistente fra il momento in cui paghiamo il contributo ed il momento in cui ci viene erogata la pensione) dovremo pur fare qualcosa per fermare/corregere il furto lampante che la riforma approvata fa verso gli iscritti più giovani (i soli a pagare il passaggio al contributivo).
    Quindi va bene discutere ma bisogna anche agire e subito perchè dopo sarà tardi.”

    Caro antonio,
    mi sembra che hai ripetuto la la definizione senza capirne il significato.
    Come ebbi a dire, il problema previdenziale è un problema di soldi e di informazione.
    Da come scrivi, sembra che non hai inteso che tutte le norme del nuovo regolamento di previdenza, non sono altro che artifici per aumentare la riserva matematica degli anziani e diminuirla ai giovani, e se vuoi ottenere qualcosa, non devi far altro che cambiare le regole per invertire la tendenza.
    Inutile andare a battere le pentole in via Salaria.
    Molto più utile capire quale deve essere l’anno di pensionamento, i coefficienti di rendimento, i coefficienti di trasformazione da inserire nel regolamento.
    Altrimenti sono tutte chiacchiere.
    Agire subito, in una democrazia, significa dire cosa si vuole fare ed ottenere il consenso per farlo.

  9. contributi_addio scrive:

    x antonio
    …. altrimenti rischi di fare la figura del Comitato “Salva Inarcassa” che ha proposto cose che non stanno nè in cielo nè in terra.

    http://www.ordineingegnerimacerata.it/inarcassa/com_del_inar_cass_2012_07_24.pdf

  10. Antonio Marco Alcaro scrive:

    caro contributi addio
    come ho già avuto modo di specificare, i delegati vengono a conoscenza del bilancio tecnico nel CND dove, periodicamente (ogni tre anni), viene presentato, ma non votato. Quello di cui non eravamo a conoscenza era il bilancio tecnico a gruppo chiuso che è stato richiesto da un delegato di modena.

  11. contributi_addio scrive:

    In effetti, consultando i bilanci tecnici del 2006 e del 2009 e considerando l’incertezza delle variabili in gioco e l’imposizione del saldo previdenziale positivo a 50 anni, si vede chiaramente, sul lungo periodo, che la riforma del 2010 ha aumentato del 50% la pressione fiscale mentre la riforma dal 2012 dimezza le prestazioni future.
    Quindi se si vuole ristabilire un minimo di equità dovrebbe essere tagliata la riserva matematica di chi è uscito o di chi uscirà a breve del 50%.
    Avrebbero sempre il vantaggi di aver avuto una pressione fiscale del 50% inferiore.
    Inoltre se la presidente Muratorio ha affermato che le pensioni attuali sono coperte al 40%, di sicuro la copertura effettiva non supererà il 25% perchè hanno usato tassi di rivalutazione esagerati.
    Se si è d’accordo nel tagliare i diritti acquisiti, poi le modalità sono solo tecnicismi.
    Ricordo che con la riforma attuale hanno già eliminato il tabù della solidarietà (vedi 3%) e quello dell’eguaglianza (vedi pro-rata) ed anche quello dei diritti acquisiti per chi non riuscirà ad essere iscritto 35 anni (anche in forma retroattiva cioè se oggi ha 28 anni di contribuzione e per disgrazia dovesse morire tra 6 anni, gli eredi avranno la pensione contributiva pari ad un quarto della retributiva).
    Quindi penso che l’unica discussione rimasta sia sul taglio dei diritti acquisiti e sull’entità dello stesso.
    D’altro canto la riforma svedese prevedeva di eliminare i privilegi del retributivo in 20 anni.

  12. Lucia scrive:

    …ma quante cose sa contributi_addio!
    Dovrebbe renderlo pubblico lui il bilancio tecnico invece di chiederlo al povero Alcaro …se guarda bene tra il materiale che gli viene fornito come delegato forse, dico forse, ci trova anche il bilancio tecnico.

  13. antonio scrive:

    Cerchiamo di essere costruttivi.

    Si è discusso per decine e decine di post ribadendo sempre lo stesso concetto:
    la riforma di Inarcassa è iniqua perchè il passaggio al contributivo sarà pagato solo dai giovani che, in cambio, forse, di una pensione sociale, pagherannno le ricche pensioni dei colleghi anziani calcolate con il retributivo (o se preferite la riforma conserva la riserva matematica degli anziani e la riduce in modo drastico solo ai giovani).

    Urge quindi un intervento correttivo che porti ad un riequilibrio generazionale delle prestazioni erogate.
    In questa direzione ho fatto delle mie proposte che riepilogo:

    – porre un tetto massimo alle pensioni erogabili oggi, proporzionato con la pensione minima (3-4 volte?);
    – porre oggi un contributo di solidarietà del 10% (sopra una soglia di pensione erogata che permetta una vita dignitosa) sugli attuali pensionati (che evidentemente godono di una pensione sproporzionata rispetto quanto versato);
    – ritirare oggi il timbro a tutti i pensionati inarcassa (sopra una soglia di pensione erogata che permetta una vita dignitosa) per favorire un ricambio generazionale nelle professioni favorendo “i giovani” che così potranno incrementare i loro redditi e di conseguenza la futura pensione.

    Come avete detto però queste proposte, pur condivisibili, non verranno mai votate dai delegati attuali perchè vista l’anzianità lavorano solo per conservare i loro privilegi pensionistici.

    Compresa la situazione l’unica strada è: o aspettare le prossime elezioni del 2015 e rinnovare i delegati oppure tentare una protesta collettiva oggi.

    Ho quindi proposto di non pagare entro la scadenza di giugno la rata sui contributi minimi spiegandovi le modalità di come attuare la protesta e di come ricercare il sostegno dei colleghi (spendete qualche minuto e andate a rileggervi il mio post; non ho certo chiesto di andare a battere le pentole in via Salaria).

    Comunque se non siete interessati ad alcuna iniziativa per garantire una pensione decente anche ai colleghi giovani, non importa, si vede che avevo inteso male.

  14. contributi_addio scrive:

    Leggendo la sintesi del bilancio tecnico a gruppo chiuso del 2006
    http://docs.google.com/viewer?url=http%3A%2F%2Fwww.ordineingegneri.varese.it%2Findex.php%3Foption%3Dcom_docman%26task%3Ddoc_download%26gid%3D365%26Itemid%3D47
    vedevo che il patrimonio copriva il 18% della riserva matematica.
    Se chi va in pensione avesse realmente pagato per il 40%, non significa che all’appello manca metà patrimonio?
    Forse la prima cosa da fare, sarebbe quella di rendere pubblici questi bilanci almeno si può ragionare su qualcosa di concreto.

  15. contributi_addio scrive:

    Lucia scrive:
    21 gennaio 2013 alle 16:05
    …ma quante cose sa contributi_addio!
    Dovrebbe renderlo pubblico lui il bilancio tecnico invece di chiederlo al povero Alcaro …se guarda bene tra il materiale che gli viene fornito come delegato forse, dico forse, ci trova anche il bilancio tecnico.

    A mio avviso, dovrebbe renderlo pubblico Inarcassa.
    Anche perchè, tutta questa segretezza alimenta solo incertezza e sospetto (chi è contributi_addio?).
    E i numeri non li cambia nessuno, stanno sempre lì.
    E’ il patrimonio che se ne va.
    Comunque Lucia è tutto scritto qui.
    http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?p=355494#p355494

    x antonio
    Sottoscrivo le proposte.
    In merito alla disobbedienza, se continua così, penso che anticiperò anche non volendo.

  16. Antonio Marco Alcaro scrive:

    caro antonio
    se sei a roma, oggi 22 gennaio ci riuniamo alle ore 19.00 da Spazi Multipli in via Amerigo Vespucci 26 per provare a fare qualcosa, ci farebbe piacere la tua presenza.

  17. contributi_addio scrive:

    In passato, per anni, leggendo la nostra rivista ho sempre avuto l’impressione che la nostra cassa fosse la n. 1 in tutti i campi, all’avanguardia in tutte le scelte amministrative e gestionali, per cui senza capire nulla, confidavo di essere un privilegiato per esservi iscritto come se le altre casse fossero del terzo mondo.
    Oggi, avendo letto alcuni dati o notizie delle altre casse, ho una impressione totalmente negativa, in parte suffragata da alcune statistiche sommarie.
    Non avendo un ufficio studi a disposizione, delle indicazioni su eventuali correttivi da portare alla riforma approvata, potrebbero derivare da un raffronto con le altre casse.
    Anche se è difficile confrontare sistemi differenti, alcune tendenze o suggerimenti potrebbero scaturire da esperienze reali, senza inventare nulla di nuovo.
    Le eventuali ipotesi di correzione avrebbero più valore in quanto già attuate.

  18. contributi_addio scrive:

    x Lucia
    http://docs.google.com/viewer?url=http%3A%2F%2Fwww.ordineingegneri.varese.it%2Findex.php%3Foption%3Dcom_docman%26task%3Ddoc_download%26gid%3D365%26Itemid%3D47

    Hai notato a pag. 25?
    Quei tonti di commercialisti, pagano più di noi e anzichè 33.000€, ne prendono solo 10.000.
    Chi sarà l’attuario che gli ha fatto il bilancio tecnico?
    Soldi buttati.

  19. antonio scrive:

    Ti ringrazio Alcaro per l’invito alla riunione romana ma essendo di Verona non mi risulta facile partecipare ad incontri nella capitale.
    Comunque tienimi e tienici informati delle iniziative e se potrò dare un contributo ben volentieri.
    Per completare le proposte per un riequilibrio previdenziale tra generazioni, volevo aggiungere che il risparmio derivante dal ridimensionamento delle “ricche” pensioni attuali degli anziani andrà ovviamente speso per rimpolpare la riserva matematica dei giovani.
    Personalmente punterei sulla reintrodizione della pensione minima per tutti non inferiore a… euro 12000 annui? (la cifra dipende dal calcolo della sostenibilità del sistema previdenziale con i correttivi apportati).

  20. contributi_addio scrive:

    E se pensassimo ad una gestione separata con un fondo realmente a capitalizzazione che assorbe il 50% dei contributi destinato a crescere fino al 100% in modo da azzerare in 20 anni il sistema retributivo?
    Una quota del 10% per esempio destinata alla gestione, alla solidarietà ed all’assistenza e il rimanente all’esaurimento del sistema retributivo?
    Come dicono i repubblicani americani, bisogna affamare la bestia (tagliando le tasse si tagliano le spese)
    Sarebbe una bella rivoluzione, non dei semplici coefficienti o bilanci, ma soldi veri da parte.
    Con bilanci separati per capire il vero rendimento del patrimonio.

  21. contributi_addio scrive:

    Il fondo separato seguirebbe le regole della legge 103/1996 e finirebbero tutte le discussioni.

  22. contributi_addio scrive:

    Stavo confrontando il bilancio di previsione 2013 al bilancio tecnico 2009
    in milioni di euro
    Patrimonio fine anno 7079 anzichè 8163
    Rendimento del patrimonio 77 anzichè 263
    Rendimento in percentuale al patrimonio 1%

    Hanno senso questi numeri?

  23. contributi_addio scrive:

    Dividendo per 160.000 mancano
    6.775€ di patrimonio e
    1.160€ in un anno di rendita in meno,
    cadauno.

    Ma dove sono andati a finire?

  24. giorgio scrive:

    Concetto 1: garantire i diritti acquisiti. Ok, bene.
    Tuttavia il cambiamento drammatico di rotta fra il precedente sistema e il nuovo (il pensionato A che va in pensione oggi dopo 40 anni di contribuzione prende una pensione grosso modo doppia del giovane B che inizia a lavorare oggi e andrà in pensione nel 2052, con analoghi 40 anni di contribuzione) mi fa pensare quanto segue: non sarebbe il caso di pensare ad un patto più equo fra generazioni e far rinunciare all’attuale “vecchietto” A ad una parte di diritti acquisiti?
    Ricordiamo che B potrebbe rinunciare ad iscriversi ad inarcassa e quindi non versare quanto serve a pagare la pensione ad A… io ad esempio non ho alcuna “necessità” legale di essere iscritto per fare il mio lavoro: potrei benissimo disiscrivermi e versare contributi all’inps.

  25. antonio scrive:

    Giorgio sei giunto alla conclusione condivisa penso da tutti in questo blog.
    Quello che manca è la volontà ed il coraggio di agire.
    Io ho proposto una forma di protesta (non pagare entro giugno la rata Inarcassa, vedi post precedenti).
    Bisognerebbe lavorare intorno ad una iniziativa concreta (questa o un altra), costruire consenso e portare all’attenzione di tutti gli iscritti “giovani” di Inarcassa questo “furto” della pensione che stanno subendo nella loro indifferenza/disattenzione.

  26. contributi_addio scrive:

    Prima bisognerebbe leggere il bilancio tecnico 2011 ed il bilancio tecnico a gruppo chiuso 2011, per capire a quanto ammontano i cosiddetti “debiti acquisiti” e valutare in che misura si vagliano pagare.

    P.S. Si parla sempre di diritti acquisiti, ma ad ogni diritto non pagato, corrisponde un debito da pagare.

  27. contributi_addio scrive:

    volevo dire “vogliano pagare”

  28. Antonio scrive:

    Invito tutti a seguire e a partecipare anche al dibattito sulla Riforma Inarcassa al seguente link:

    http://www.ivaseipartita.it/2013/02/lo-strano-caso-del-patrimonio-nella.html#comment-form

  29. N. Di C. scrive:

    Tratto da wikipedia (soprattutto richiediamo le dimissioni all’attuale Consiglio di amministrazione di Inarcassa):

    Debito previdenziale e patrimonio
    Inarcassa nel 2006 aveva una copertura patrimoniale del debito previdenziale del 18% (3,7 miliardi di € di patrimonio a fronte di 20,7 miliardi di € di riserva matematica di debito latente [18]). Il patrimonio di 4,9 miliardi di € al 31/12/2009, secondo il bilancio tecnico 2009 p.54 [19] era impegnato al 79,6% (3,9 miliardi di €) per la copertura delle sole pensioni in essere, con il restante 20,4% (1 miliardo di €) destinato alla copertura del debito previdenziale degli iscritti attivi.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_Nazionale_di_Previdenza_ed_Assistenza_per_gli_Ingegneri_ed_Architetti_Liberi_Professionisti

  30. nunzio scrive:

    Dimettiti tu dalla scuola caro nunzio che non hai capito nulla e soprattutto non sai nulla

  31. N. Di C. scrive:

    Oltre 70 Ordini Provinciali di Architetti ed Ingegneri (su di un totale di 210) hanno già richiesto invano l’istituzione di una GS INARCASSA. A questo punto (dopo aver atteso inutilmente per mesi) non rimane che costituire una nuova Cassa del tutto autonoma rispetto ad Inarcassa. Attualmente, la categoria è gia divisa previdenzialmente (150.000 iscritti ad Inarcassa e non meno di 50.000 iscritti a GS INPS). NOI NON CI STIAMO, cioè ad essere iscritti a GS INPS ed a versare il contributo integrativo 4% ad Inarcassa (a fondo perduto). Inoltre, chiediamo e pretendiamo che, sia il CNI che il CNAPPC, ci diano il necessario supporto, per costituire una nuova Cassa del tutto autonoma da Inarcassa (e ovviamente da GS INPS) e soprattutto (nuova e senza le perdite/errori di Inarcassa) basata su di un sistema contributivo a capitalizzazione (LiPDIA Cassa). N. Di C.
    https://www.facebook.com/previdenza

  32. N. Di C. scrive:

    Il post lo dedico al fantomatico “Nunzio” che non ha nemmeno il coraggio di scrivere in prima persona. Aspetto con impazienza, le spiegazioni su cosa non ho capito (o forse, ho capito troppo bene trovando la dignità di denunciare questioni scomode):
    http://firmiamo.it/professionisti-dipendenti
    http://firmiamo.it/lipiad-cassa-ingegneri-architetti-dipendenti
    Ti abbraccio. N. Di C.

  33. Nunzio scrive:

    L’incontro – dibattito si svolgerà a Roma, in una sala ancora da individuare, Sabato 15/06/2013 a partire dalle ore 9:30 per discutere di: “INGEGNERI ED ARCHITETTI LIBERI PROFESSIONISTI DIPENDENTI – valutazioni sull’eventuale istituzione di una Gestione Separata Inarcassa”.
    L’ingresso è a pagamento, prezzo stimato di ingresso pari a stimate €. 30,00 comprensivo di pranzo di lavoro. I lavori pomeridiani si concluderanno con la votazione delle mozioni d’ordine.

    https://www.facebook.com/events/490877064295319/?ref=22#!/events/490877064295319/

  34. lodovico scrive:

    Ho 66 anni. Metà della mia vita professionale svolta all’estero come dipendente di società di costruzioni e con versamenti eseguiti presso INPS.
    La seconda metà della mia vita professionale, con studio autonomo e relativa partita IVA. Tutti voi sapete quanto è stato e quanto è faticosa oggi l’attività libero professionale nel nostro campo. Tralascio la normativa, le responsabilità penali, le regole contraddittorie nelle quali quotidianamente navighiamo, la voluta astrusità delle leggi in materia che dobbiamo conoscere a memoria ed aggiornare quotidianamente dalle sovrane Europee, al vertice Nazionale, alle leggi Regionali, a quelle Provinciali, a quelle Comunali, alle delibere di Giunta, alle delibere di Consiglio, agli ordini di servizio dei Municipi alle Circolari interpretative pubblicate da tutti e tutti i giorni. Alcuni di voi si saranno imbattuti nel ginepraio inestricabile dei regimi vincolistici cui è sottoposto il nostro territorio e saranno andati in giro per uffici pubblici a elemosinare qualche goccia di pura chiarezza. Tutto inutile. Morale, chiedo alla nostra Inarcassa di quantificarmi il costo per il fantomatico Ricongiungimento ai fini della pensione. La risposta laconica è stata: se vuole il ricongiungimento, deve pagare trecentoottomilasettecentocinquanta euro; ripeto 308.750,00 euro che potrà dilazionare in 140 comode rate da 2.610,00 euro al mese in 10 anni. Altrimenti scelga la Totalizzazione che però le darà diritto ad una pensione corrispondente a meno della metà. (sic)

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