Architetto condannato, ma l’Ordine gli porge la foglia di fico per coprire le vergogne

Un anno fa, ci siamo occupati del caso Zampolini, sono usciti articoli sui quotidiani nazionali, l’Ordine di Roma è stato deriso da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, ma non è bastato, non è successo nulla, Zampolini continua ad essere iscritto all’Ordine di Roma e continua a lavorare liberamente portando a termine i suoi incarichi milionari.

Il Comitato ProfessionistiLiberi chiede spiegazioni all’Ordine di Roma e al CNA su come sia andata a finire la storia di Zampolini e l’Ordine di Roma cosa risponde? :

“Non si possono dare notizie per la privacy”.

E’ l’ennesimo scandalo che ci dimostra ancora una volta dell’inutilità degli attuali Ordini professionali.

La deontologia non esiste e non è mai esistita, ora ci prendono anche in giro con il nuovo Regolamento che la disciplinerà, è arrivato il momento di cambiare non possiamo continuare a mantenere in vita questo tipo di Ordine Professionale.

Il Comitato ProfessionistiLiberi non si è dato per vinto e ha scritto una lettera aperta al Garante per la Privacy, al Ministero della Giustizia, alla Commissione parlamentare antimafia, alla Procura nazionale antimafia e al Consiglio Nazionale degli Architetti a cui anche noi di amate l’architettura ci siamo rivolti per avere spiegazioni, (vedi lettera).

ALLEGHIAMO LA LETTERA

254f

Evviva le foglie di fico!

Al Garante per la protezione dei dati personali

e p.c.

al Ministero della giustizia

alla Commissione parlamentare antimafia

alla Procura nazionale antimafia

al Consiglio nazionale degli architetti

all’Ordine degli architetti di Roma

LETTERA APERTA

Il Comitato ProfessionistiLiberi, all’inizio di quest’anno, ha contestato all’Ordine degli architetti di Roma di usare la privacy come foglia di fico per non dare notizie sui provvedimenti disciplinari adottati nei confronti di un iscritto, condannato in via definitiva ad 11 mesi, nell’ambito del procedimento nei confronti della Cricca del G8.

Sull’argomento è intervenuto Gian Antonio Stella, con un formidabile articolo nell’edizione del Corriere della Sera del 17 febbraio, evidenziando che il Garante per la protezione dei dati personali aveva già chiarito che la legge sulla privacy “non ha modificato la disciplina legislativa relativa al regime di pubblicità degli albi professionali e alla conoscibilità degli atti connessi, e che tali albi sono destinati per loro stessa natura e funzione ad un regime di piena pubblicità, anche in funzione dei diritti di coloro che a vario titolo hanno rapporti con gli iscritti agli albi”.

Oggi, l’Ordine degli architetti di Roma insiste comunicando che “le disposizioni del Ministero della Giustizia, come comunicate dal Consiglio Nazionale, impediscono al nostro Ordine di dare notizie sull’esistenza di procedimenti disciplinari e sul loro eventuale esito”.

Pertanto, si chiede al Ministero della Giustizia ed al Consiglio nazionale degli Architetti di volere fare conoscere quali disposizioni sono state impartite in merito alla conoscibilità dei provvedimenti disciplinari adottati dagli Ordini professionali.

Inoltre, si chiede all’Autorità garante della protezione dei dati personali di volere chiarire se la normativa sulla privacy impedisca ad un Ordine professionale di dare notizia dell’esito dei procedimenti disciplinari.

Il Consiglio direttivo del Comitato ProfessionistiLiberi

Palermo, 28 novembre 2012

Per ulteriori approfondimenti si rimanda a:

Nostra prima lettera aperta del 19-01-2012

Gian Antonio Stella dal Corriere della sera del 17/02/2012


6 Commenti a “Architetto condannato, ma l’Ordine gli porge la foglia di fico per coprire le vergogne”

  1. Franco Civati scrive:

    io credo che su questa vicenda ci debba essere una sollevazione generale dei professionisti, invito tutti a scrivere una lettera di protesta all’ordine di Roma, al suo presidente e ai consiglieri che con questo comportamento “piegato” ledono la dignità degli architetti tutti .

  2. Antonio Giannini scrive:

    …..scandaloso !! Inventiamoci qualcosa…cazzo!! Possibile che bisogna
    Mandar giù tutto…competenze…soprusi…,basta!!! A disposizione x rompere …seriamente

  3. CHRISTIANROCCHI scrive:

    Di cosa vi scandalizzate? Se in parlamento possono fare una legge che permette di essere eletti con condanne fino a due anni di reclusione?

    Allora perche’ non potrebbe rimanere iscritto anche un architetto con una condanna fino a due anni?

    Signori torno a dire che va cambiato il modo di pensare degli italiani e di conseguenza anche il senso degli stessi ordini.

    Bisogna individuare bene come diceva Giulio Pascali in un altro post, il contesto in cui aprire i fronti di guerra, altrimenti nulla ha senso.

    http://www.corriere.it/politica/12_dicembre_07/fuori-lista_08fec0cc-4042-11e2-abcd-38132480d58e.shtml

  4. Anna Civita scrive:

    Ho avuto , ancora non laureata e non iscritta all’Ordine “l’onore ” di conoscere l’Arch. di cui si parla e dievrsi suoi collaboratori esterni tutti di pari livelli del suo ….a buon intenditore bastano poche parole…!!! condovido che ci vuole una sollevazione generale e se non è stato già fatto provvedere con un esposto anche alla procura della Repubblica riguardo l’operato di tutti gli attori della questione per evitare che il cattivo comporatmento di taluni ledano le actegorie intere dei professionisti tutti!!!

  5. Saverio scrive:

    propongo una segnalazione al ministro della giustizia sull’operato del consiglio dell’ordine di Roma e sulla ridicola scusa della privacy. io lo farò e vi invito tutti a scrivere.

  6. […] permanente, sulla Fondazione, sulle quote di iscrizione, sui bilanci dell’Ordine, sulle priorità che l’Ordine si è dato, sulle forme ed i modi della sua organizzazione”; […]

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