Gli Scienziati al servizio della politica, una sentenza non solo giusta ma dovuta

Sei anni di reclusione, interdizione perpetua dai Pubblici Uffici e risarcimento alle parti civili per tutti gli imputati. E’ questa la condanna inflitta dal Giudice unico Marco Billi ai componenti della Commissione Grandi Rischi (Mauro Dolce,  Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Gian Michele Calvi e Claudio Eva), in carica nel 2009, che avrebbero rassicurato gli Aquilani circa l’improbabilità di una forte scossa sismica che invece si verificò alle 3.32 del 6 Aprile 2009.

Alla sentenza di condanna del 22 Ottobre ha fatto seguito una notevole campagna di disinformazione, da parte dei mass media nostrani, volta a delegittimare una sentenza non solo giusta ma dovuta.

Cosa è successo il 22 Ottobre a L’Aquila?

Un giudice, ha applicato, in nome dello Stato Italiano, la Legge.

La sentenza di condanna riguarda l’irresponsabilità di chi, piegando la Scienza ad esigenze politiche, ha portato la popolazione de L’Aquila a ridurre il normale livello di guardia, portandola a non seguire l’istinto primordiale di uscire dalle case e portarsi in luoghi sicuri (luoghi che, peraltro, nessuno aveva ritenuto opportuno individuare ed indicare). Durante le udienze dibattimentali, i familiari e amici di vittime, chiamati a testimoniare, hanno indicato il repentino cambio di atteggiamento dei loro congiunti, prima spaventati dalle scosse, poi, dal 31 marzo, rassicurate da quanto emerso dalla riunione della C.G.R., le vittime hanno cambiato abitudini.

Una corretta analisi dei rischi e una corretta informazione (il Comune de L’Aquila non era dotato del prescritto piano d’emergenza) avrebbero potuto e dovuto suggerire una consapevolezza e una preparazione all’eventuale emergenza. Una corretta analisi dei rischi e una corretta informazione avrebbero potuto e dovuto suggerire misure di prevenzione a livello individuale.

Informazioni che non sono state diffuse, neanche nei giorni successivi al 31 Marzo. Nonostante i membri della C.G.R. fossero a conoscenza dei potenziali rischi per i cittadini di tutto questo non vi è traccia né nel verbale della Commissione Grandi Rischi, nelle comunicazioni ai rappresentanti delle amministrazioni locali e agli organi di informazione, nelle sommarie informazioni rese dai testimoni presenti riunione.

Nonostante quanto a loro conoscenza membri della C.G.R. Hanno rilasciato, prima della riunione della Commissione, delle dichiarazioni che lasciano, quanto meno perplessi.

Come non si è parlato del rischio correlato agli edifici aquilani. Rischio evidenziato da uno studio, del 1999: “Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia”. Studio, sconosciuto ai più, a cui collaborarono anche alcuni degli imputati Barberi, Eva e Dolce.

Il verbale redatto dalla Commissione Grandi Rischi, evidenziava che da vari mesi era in atto una fenomenologia sismica che non esisteva negli anni precedenti e che non era possibile fare previsioni circa l’evoluzione del fenomeno sismico nell’aquilano. In pratica, in base alle conoscenze scientifiche internazionali non si poteva prevedere se poteva verificarsi o non poteva verificarsi un forte sisma. Elemento significativo è rappresentato dalla conoscenza che i sismi di bassa magnitudo fino ad allora verificatisi avevano già causato dei danni e che questi andavano accertati. Il Prof. Dolce aveva evidenziato la vulnerabilità di parti fragili non strutturali e rilevava che era importante, nei successivi rilievi agli edifici scolastici, verificare la presenza di tali elementi quali controsoffittature, camini, cornicioni in condizioni precarie. In pratica il Prof. Dolce riconosceva che vi erano già problemi agli edifici causati dalle scosse di bassa magnitudo fino ad allora registrate ed evidenziava l’importanza di effettuare rilievi agli edifici scolastici. Altro elemento importante evidenziato nel verbale è connesso ai significativi valori dell’accelerazione connessa ai sismi di bassa magnitudo che già superava il valore previsto dai calcoli strutturali per la media sismicità. Agli esperti della commissione era noto che la classificazione sismica de L’Aquila in media sismicità era inadeguata in quanto il territorio era già stato area epicentrale di sismi disastrosi. Rispetto a questi elementi il verbale ha una conclusione non logicamente conseguente e connessa alle conoscenze scientifiche ma di carattere meramente politico, nel verbale, infatti, si da per certo che non si verificheranno forti terremoti, l’attenzione era posta esclusivamente sull’impatto (entità del danneggiamento) che sismi del tipo fino ad allora verificatisi, cioè di bassa magnitudo, possono avere sui manufatti.

Le conclusioni della Commissione furono “non ci sarà un forte terremoto”.

Il processo perciò è stato incentrato su un’accusa molto solida e completamente diversa dalla versione distorta fornita dalla stampa nostrana. Secondo i Sostituti Procuratore Roberta D’Avolio e Fabio Picuti, la Commissione Grandi Rischi, in realtà, non ha esaminato i rischi possibili che ci sarebbero stati nel caso di future scosse. Nonostante avessero documenti ad hoc per verificare.

I Tecnici, Geologi, Architetti, Ingegneri, ognuno per il proprio ambito professionale, hanno un preciso dovere etico, rispondere secondo scienza e coscienza del proprio operato. Mai e poi mai la Scienza, i Tecnici, devono piegare l’Etica professionale a esigenze meramente politiche, come è stato fatto il 31/03/2009, in occasione della riunione della C.G.R. L’Etica impone, a maggior ragione in presenza di situazioni di possibile rischio, di fornire tutte le indicazioni e le informazioni necessarie a preservare la vita. Non è ammissibile che la scienza e la tecnica, per assecondare esigenze di carattere meramente politico, forniscano risposte nebulose e contradditorie, se non addirittura addomesticate, ad esigenze che con la scienza e la tecnica non hanno niente a che fare.

Da quanto esposto possiamo affermare che la sentenza emessa nei confronti della C.G.R. (Commissione Tecnico/Scientifica, non politica) non è una condanna della scienza ma una condanna al servilismo burocratico e politico di una Commissione che andò a L’Aquila, dimenticando i propri specifici compiti, solo ed unicamente per portare a termine “un’operazione mediatica, per tranquillizzare la popolazione.

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27 Commenti a “Gli Scienziati al servizio della politica, una sentenza non solo giusta ma dovuta”

  1. Giulio Pascali scrive:

    La sensazione è che qualcuno abbia voluto trattare i cittadini da sudditi, persone incapaci di intendere e volere, dei bambini (quelli che non arrivano alla quinta elementare) a cui bisogna rivolgersi con toni rassicuranti.

  2. La mia impressione è opposta: perdita assoluta del senso di realtà.
    Ha ragione Boschi: siamo al livello della condanna di Galileo Galilei.
    Pietro

  3. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Caro Pietro è esattamente l’opposto del caso Galileo.
    Galileo Galilei si è opposto ai poteri fori di allora (purtroppo in parte anche oggi), cioè il Vaticano, per portare avanti le sue tesi di scienziato, qui siamo di fronte a scienziati, (si fa per dire), che si prostrano alla volontà dei poteri forti, dichiarando non quello che avrebbero dovuto dichiarare in qualità di studiosi, ma quello che gli ha detto di dire Bertolaso!!

  4. Giulio Pascali scrive:

    @Pietro,
    questo articolo è stato scritto proprio per riportare il più possibile i fatti.
    si riassume così:

    se non è possibile prevedere che ci sarà un terremoto, è altrettanto impossibile assicurare con certezza assoluta “che non ci sarà”

    La condanna ai membri della commissione è stata data perché hanno sostenuto con assoluta certezza che il terremoto non ci sarebbe stato convincendo i cittadini che non c’era alcun rischio.

    Questa sicurezza ha condotto molti abitanti a modificare la loro percezione del rischio.
    Il giudice non ha incriminato la commissione per non avere previsto il terremoto; questa è la bufala che hanno raccontato i media falsificandone il senso.

    Il giudice li ha incriminati proprio perchè si sono arrogati una sorta di capacità divinatoria (tuttaltro che scientifica) sostenendo l’assoluta impossibilità del verificarsi del sisma.

    Ti lascio questo link al blog di Luca Sofri, contiene un interessante esempio di come la stessa comunicazione avrebbe potuto essere data senza creare panico ma allo stesso tempo senza fare abbassare la soglia di allarme

    http://www.wittgenstein.it/2012/10/23/cosa-si-poteva-dire-a-laquila/

    Occorre ricordare che la Protezione Civile all’epoca faceva un vanto della sua capacità di comunicazione.

  5. Andrea scrive:

    “Improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta.” riportatela tutta la frase, non solo quella che vi fa comodo. Ho visto sul tubo l’arringa dell’Avv. di parte civile che evoca Giuliani per dimostrare l’incapacità e le responsabilità degli imputati!! Questo siamo, un paese ignorante ed arrogante. Non parliamo del fatto che alcuni componenti di quella riunione erano occasionalmente presenti e solo per dare comunicazioni oggettive della situazione e che si sono trovati con 6 anni di condanna. Questo è stato un processo di popolo, nudo e crudo.
    Pubblicate il comunicato se avete a cuore la verità e non fate supposizioni virgolettando quello che non c’è scritto.

  6. contributi_addio scrive:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/22/terremoto-dellaquila-verbale-integrale-della-riunione-della-grandi-rischi/390130/
    Queste dichiarazioni mi fanno assolvere i componenti della commissione”
    “I forti terremoti in Abruzzo hanno periodi di ritorno molto lunghi.Improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta.”
    “A proposito del primo punto, il Prof. Barberi evidenzia come sia estremamente difficile fare previsione temporali sull’evoluzione dei fenomeni sismici.”
    “Ovviamente essendo la zona di L’Aquila sismica, non è possibile affermare che non ci saranno terremoti.”
    “Il Dott. Selvaggi evidenzia come ci siano stati anche alcuni terremoti recenti preceduti da scosse più piccole alcuni giorni o settimane prima, ma è anche vero che molte sequenze in tempi recenti non si sono poi risolte in forti terremoti.”

    Questa dichiarazione mi fa condannare Barberi che disse una cosa simile dopo la prima scossa nel terremoto Marche Umbria del 1997 salvo essere smentito la mattina seguente.
    “Il Prof. Barberi conclude che non c’è nessun motivo per cui si possa dire che una sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento.”
    Mi sembra di aver letto che, di circa 500 sequenze sismiche, una finisce con un sisma di forte intensità.
    Quindi la probabilità di un evento non è la stessa che in un periodo di quiescenza.
    Anche l’informazione sul sito della protezione civile, è cambiata dopo la sentenza e, durante una sequenza sismica, mette in evidenza la storia sismica della zona.
    Poi ognuno si regola come crede.
    Però penso che Barberi abbia agito in buona fede.

  7. Christian Rocchi scrive:

    Dal verbale della riunione della cgr, nulla fa pensare che siano state dette cose forzandole a pressioni politiche.

    Escono invece due concetti veri:

    1. I terremoti non si possono prevedere;
    2. I manufatti in zona sismica devono essere adeguati a resistere alle onde generate da sismi .

    Tra l’altro c’era da dirimere la questione Giuliani sulla previsione dei terremoti attraverso le misurazioni di radon emesso dal suolo.

    Le dichiarazioni del verbale Sono generiche e girano attorno al fatto precipuo di non essere in grado, di poter prevedere un terremoto, che le statistiche possono darci una strada da percorrere, ma comunque non si puó escludere un accadimento a prescindere.

    Perció non mi pare che ci sia una rassicurazione alla popolazione, ma che invece ci sia una dichiarazione di inutilità della stessa commissione di fronte alle previsioni di un terremoto: le statistiche dicono, ma comunque non si puó escludere in assoluto il caso.

    Invece mi appiglierei all’indicazione di Boschi inerente al miglioramento delle risposte statiche degli edifici in caso di sisma: queste si prevedibili; sia per gli edifici in muratura, che hanno necessità di essere migliorati staticamente per rispondere a sollecitazioni di flessione, sia per le nuove strutture che non possono e non devono essere costruite con appalti al massimo ribasso (imprese e tecnici), perchè questo significa spesso strutture non conformi a quanto previsto dalla legge.

    Per questo bisognerebbe sottolineare che la colpa delle morti dell’Aquila, non è dovuta alle attività o a dichiarazioni, mal riferite alla popolazione dai giornali, quanto alla mancanza diretta del legislatore che ha permesso e permette anche oggi che si costruiscano edifici strozzando le imprese ed i tecnici che queste imprese devono controllare, spesso con ribassi d’asta che costituiscono, a mio avviso, una vera e propria istigazione a delinquere!

    Questa è una piena,diretta ed evidente responsabilità, che dobbiamo sottolineare in modo forte ed inequivocabile! Dire ai politici che non serve piangere i morti, meglio servire bene i vivi prima.

  8. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Ci sono delle intercettazioni telefoniche che dimostrano chiaramente come la Commissione Grandi Rischi veniva pilotata dalla politica.
    Questo è il grande problema dell’Italia oggi, come il primario nominato dal politico, il direttore di un Museo di Arte e Architettura contemporanea nominato per meriti politici etc. etc.

  9. Giulio Pascali scrive:

    @christian
    3 – una adeguata informazione, che si traduce in norme di comportamento in caso di incendio o sisma o altro, aiuta a ridurre il rischio di incidenti (va bene che siamo architetti, e che pensiamo sempre al lato costruttivo, ma credimi, con una gestione preventiva dell’emergenza si possono fare miracoli); è un principio base della sicurezza; il motivo per cui si dà una grande importanza ai piani di evacuazione e alle esercitazioni pratiche; anche solo avere focalizzato una serie di norme comportamentali, nel momento dell’emergenza, vuol dire aumentare la probabilità di salvezza in maniera determinante;
    4 – le sentenze in genere si basano su un complesso di informazioni e documenti raccolti che vanno oltre un semplice verbale di riunione;
    5 – bella sarebbe la nostra società se le case le progettassero gli architetti, le strutture gli ingegneri e le sentenze di assoluzione o di condanna le dessero i giudici

  10. Margherita Aledda scrive:

    @ Pietro, è esattamente il contrario, la scienza è e deve essere libera da qualsiasi condizionamento di carattere politico. Qui ci si batte per la sua libertà intellettuale. @Andrea, ti consiglio di dare un’occhiata anche al tag allegato all’articolo prima di esprimere giudizi lapidari, per altro, ancora una volta, basandoti su ciò che riportano stampa e TV (presumo ti riferissi a qualche servizio giornalistico televisivo con l’affermazione”ho visto sul tubo”). Ad entrambi consiglio la lettura di questo articolo:
    http://www.meteoweb.eu/2012/11/processo-terremoto-laquila-scienziati-di-tutto-il-mondo-scrivono-a-napolitano-sentenza-giusta/163235/

  11. Christian Rocchi scrive:

    @giulio

    3.Sulle norme comportamentali non posso che concordare: ma vorrei sottolineare come i piani di emergenza spesso puntino la loro azione a cominciare dagli edifici pubblici. Ospedali e scuole dovrebbero essere i luoghi più sicuri, in teoria, in pratica sono i primi a crollare (qualcosa significherà);

    4. Significa che avete avuto a disposizione il fascicolo della causa per scrivere quello che scrivete? Se no, fa difetto anche l’eccesso di colpevolismo. Ossia tu scrivi:”La condanna ai membri della commissione è stata data perché hanno sostenuto con assoluta certezza che il terremoto non ci sarebbe stato convincendo i cittadini che non c’era alcun rischio.” Io ho ascoltato le intercettazioni di Bertolaso, letto il verbale della cgr e continuo a non trovare le basi che sottendono le tue affermazioni.

    5. Bello sarebbe se tutte e tre le figure fossero infallibili, ma purtroppo la storia insegna che non lo sono.

    Non riesco a capire perchè se dico che le strutture devono potersi costruire attraverso un sistema regolamentato da leggi serie, che non privilegino i più furbi, dico una cosa da architetto!!
    Io Peró questa cosa non la dico da architetto, ma da cittadino che pretende città sicure.

  12. Luca scrive:

    Seguendo un ragionamento logico, cosa oramai poco praticata, essendo evidente a tutti l’impossibilità di prevedere terremoti e quindi azioni a tutela della popolazione bisognava lasciare alla libera scelta delle persone quello da fare, ognuno si sarebbe regolato secondo la propria coscienza e percezione del rischio trattando le persone da adulti e non da bambini.

    G.

  13. contributi_addio scrive:

    Mi sembra di ricordare che il verbale non è stato firmato subito, ma solo dopo il sisma. Non sono sicuro.

  14. Margherita Aledda scrive:

    @Cristian, nel link allegato trovi la requisitoria dei PM, il link è questo:
    http://oggiscienza.files.wordpress.com/2012/09/requisitoria_scritta_del_pm.pdf
    io personalmente ho assistito a diverse udienze.
    Ho relazionato su tutti i crolli arrivati a giudizio, alcuni conclusi (due), con condanne, altri in corso.
    Si, quello che scrivo lo scrivo con cognizione di causa anche se, in questo specifico procedimento ho avuto un ruolo marginale, vi sono conferite tutte le mie relazioni.
    La prevenzione dal punto di vista sismico strutturale ha, indubbiamente, la sua vitale importanza, ma, nello specifico, non era oggetto di questo procedimento. La prevenzione, sia dal punto di vista tecnico strutturale che da quello della gestione delle emergenze è basilare in caso di evento sismico come per altre calamità. Compito della Commissione era dare una corretta informazione, non tranquillizzare senza alcuna base scientifica la popolazione. Concordo pienamente con quanto sintetizzato da Luca.
    @contributi_addio si, il verbale, debitamente addomesticato, è stato firmato dopo il terremoto. Se vuoi ulteriori dati leggi la requisitoria al link sopra riportato.

  15. Giulio Pascali scrive:

    @christian
    riconosco che ho peccato della stessa sicurezza che volevo criticare.
    quello che volevo fare però era riportare il senso della sentenza.
    se poi in rete non si trova nulla che giustifichi fino in fondo la condanna vuole dire due cose:
    – il giudice si è sbagliato (ci sarà un secondo grado di gidizio)
    – il giudice ha emeso la sua sentenza sulla base di documenti che non si trovano in rete

    traggo dalla lettera inviata dalla comunità scientifica al Presidente della Repubblica

    «La disinformazione su tale argomento ha deliberatamente indotto la comunità scientifica e l’opinione pubblica a ritenere erroneamente che le motivazioni del rinvio a giudizio dei componenti della Commissione Grandi Rischi consistano nell’aver “fallito nel prevedere il terremoto”; questa interpretazione erronea può influenzare la comunità scientifica e l’opinione pubblica contro una sentenza pronunciata nel nome del popolo italiano. Ci sembra che coloro che hanno preso posizione contro la sentenza non abbiano capito, e forse neppure letto, le motivazioni dell’accusa, dimostrando, fra l’altro, assai poco rispetto per il sistema giudiziario italiano».

    Quindi il problema non è stabilire se sia giusta o meno la sentenza ma se l’informaizone dei media sia stata data correttamente o se sia da ridimensionare.
    In questo caso il fatto da ridimensionare è il motivo della sentenza.
    riconoscerai che se cambi l’affermazione da:

    “sono stati condannati per non avere previsto il terremoto”
    a
    “sono stati condannati per aver comunicato impropriamente il rischio e per aver sottostimato la pericolosità sismica”

    la prospettiva della questione cambia radicalmente.

    concludo che sono daccordissimo sul fatto che la prevenzione e la sicurezza debbano partire anche dalla seria applicazione delle norme tecniche.

    Questa lapalissiana verità che ciascun cittadino dovrebbe avere stampata in mente quando mette mano alla propria casa (o quando si domanda come vengono spesi i soldi pubblici), in questo caso è diventata un alibi per avallare l’immobilismo; infatti di fronte alla possibilità di una emergenza, se la sola soluzione è costruire le case a norma, cosa possiamo mai fare noi per fronteggiare la situazione?
    nulla,
    e nulla è stato fatto

  16. CHRISTIANROCCHI scrive:

    Grazie Margherita per le informazioni ulteriori e grazie Giulio per le precisazioni.

    Questo tema dei crolli degli edifici sotto scosse di terremoto, lo trovo uno dei pilastri dell’ipocrisia dei politici. I crolli sono strettamente connessi al sistema di regole (inefficaci) che i politici, nell’arco di un settantennio hanno tentato di dare al mondo delle costruzioni.
    Queste leggi hanno evidenziato tutti i loro limiti, soprattutto inerenti l’inefficacia, come si e’ detto, a tutelare la salute dei cittadini.
    Il dovere del legislatore avrebbe dovuto essere prendere atto del problema e cercare di dare nuove regole per minimizzare il rischio per la salute pubblica.
    Invece, ed e’ questa la cosa che trovo intollerabile, in questi ultimi tempi, con le liberalizzazioni dei mercati, senza regole, con il profitto che deve imperare senza alcun vincolo, si e’ perso l’obiettivo principale.

    Trovo anche intollerabile l’ipocrisia dei politici che prima fanno un sistema di regole che creano i presupposti alle morti di terremoto (ma anche senza terremoto le scuole crollano) e poi la colpa viene scaricata da questi ultimi sulle spalle dei tecnici.

    E’ vero i tecnici non dovrebbero accettare il sistema di regole che i politici ci hanno regalato. Si dovrebbe parlare apertamente di attentato alla salute pubblica. Rifiutarsi di gestire cantieri con parcelle non commisurate alla fatica di gestire imprese il cui credo e’ prendere il lavoro anche con ribassi assurdi, per poi cominciare a risparmiare su tutto o a porre problemi su problemi, per cercare di “integrare” l’importo dei lavori.

    Secondo voi quante delle nuove costruzioni corrispondono ai progetti depositati al genio?

    Quanti direttori dei lavori hanno la possibilita’ di stare perennemente dentro un cantiere a controllare che i cubetti siano fatti proprio di quel cemento che si sta usando nel getto?

    Quanti direttori dei lavori chiedono la bolla alle botti? Quanti controllano che rck sia proprio quello di progetto? Gia normalmente quando si prescrive un 350 si arriva ad avere un cemento effettivo corrispondente ad un 220-200. Quanti controllano la granulometria della breccia? Quanti controllano le armature? Legature delle staffe (sopra e sotto), squadrette alla fine dei correnti dentro il nodo, copriferro, bonta’ dei pali di fondazione, riprese di getto? Insomma e’ impensabile che si possa fare un lavoro serio con il mercato delle vacche imperante.

    Per quanto riguarda l’edificato in muratura, questo e’ una bomba ad orologeria. Si sa perfettamente che in caso di terremoto il centro storico di molte citta’ d’Italia crollerebbe in buona parte sotto l’azione di un terremoto come quello de L’Aquila. Eppure non si fa nulla. Gli incentivi sono una presa in giro.

    Questa e’ l’ipocrisia che trovo intollerabile.

    Non si puo’ pretendere per legge che gli asini volino.

    Non si puo’ pretendere, in caso di terremoto, che gli edifici rimangano in piedi, graziando per miracolo le persone che li abitano, se questi sono stati costruiti con un insieme di regole assurde e criminose!!!!

    Per questo sono un po’ prevenuto nei confronti delle accuse che si muovono ai tecnici. Troppo comodo per le responsabilita’ che invece hanno principalmente i politici.

  17. Alberto Giampaoli scrive:

    A questa interrogazione si sono avute delle risposte, alcune positive alcune pare un pò meno, forse la confusione che si sta facendo, a livello mediatico, serve a nascondere problemi più gravi? Credo che sia fondamentale capire per il presente e il futuro, l’utilità o meno degli isolatori sismici utilizzati( eventuali difetti, sovrapposizione con strutture già di loro antisismiche etc.), per riprendere un discorso serio sull’edilizia antisimica in Italia. Per l’importante rete dei centri storici, potrebbero essere utilizzati, dopo accurato studio e prove, sistemi utilizzati in altri ambiti (utilizzo del legno centro Europa, catene ferro e anche in legno, collegamento tra solaio e pareti – Venezia)

    “Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02594

    Atto n. 4-02594

    Pubblicato il 26 gennaio 2010
    Seduta n. 320

    ASTORE- Al Presidente del Consiglio dei ministri. –
    Premesso che:
    a L’Aquila attraverso il progetto Complessi antisismici sostenibili ecocompatibili (CASE) si è attuato l’isolamento sismico, dove oltre 7.300 isolatori a «pendolo scorrevole» di produzione nazionale sono utilizzati per proteggere dal terremoto 184 prefabbricati, destinati, fino a quando sarà necessario, ad alloggiate circa 17.000 sfollati;
    da quanto riportato nell’interrogazione a risposta scritta 4-03891 presentata alla Camera dei deputati dall’on. Gianluca Benamati il 30 luglio 2009 e nella risposta ad essa fornita dalla Presidenza del Consiglio dei ministri il 19 dicembre 2009, nonché da altre informazioni assunte e da notizie stampa risulta all’interrogante che la trentennale precedente esperienza italiana di applicazione dell’isolamento sismico agli edifici riguarderebbe però non gli isolatori a «pendolo scorrevole», ma esclusivamente sistemi costituiti da isolatori in gomma (ai quali sarebbero eventualmente aggiunti alcuni dispositivi a scorrimento acciaio-teflon a superficie piana);
    il cosiddetto «Friction Pendulum System» (FPS) statunitense sarebbe il dispositivo dal quale derivano gli isolatori «a pendolo scorrevole» di recente sviluppati prima in Germania e poi in Italia, i quali, però, utilizzerebbero materiali a scorrimento innovativi, diversi da quello del FPS (ed anche fra loro);
    la produzione degli isolatori «a pendolo scorrevole» per i prefabbricati del progetto CASE sarebbe stata affidata per i due terzi circa alla società ALGA di Milano e per la parte restante alla società FIP Industriale di Selvazzano Dentro (Padova);
    in base ad una direttiva europea (che, contrariamente alla normativa europea per gli isolatori, sarebbe stata già stata in vigore prima del terremoto in Abruzzo) le aziende, prima di poter utilizzare nelle costruzioni nuovi materiali (come sono quelli a scorrimento dei dispositivi «a pendolo scorrevole»), devono preventivamente ottenere, per tali materiali, il cosiddetto ETA («European Technical Approval»), che sarebbe concesso sulla base dei risultati di una precisa serie di prove sperimentali;
    in base alla normativa europea, all’ottenimento dell’ETA devono seguire, prima della produzione degli isolatori che utilizzano i nuovi materiali, adeguate prove sperimentali di qualificazione, tali da dimostrare l’efficacia degli isolatori in tutte le condizioni (di eccitazione sismica ed ambientali) nelle quali essi potranno venire a trovarsi durante la loro «permanenza in servizio»;
    riguardo a tale qualificazione sperimentale degli isolatori sismici, sia la normativa italiana che quella europea si limiterebbero a richiedere che gli effetti della multidirezionalità del terremoto siano esaminati mediante prove dinamiche con eccitazione monodirezionale, effettuate su alcuni dei suddetti dispositivi separatamente per ciascuna delle due componenti orizzontali del terremoto, mantenendo costante la forza verticale (per simulare il peso della costruzione);
    per gli isolatori «a pendolo scorrevole» di nuova concezione (come sono quelli di produzione nazionale), però, sarebbe opinione di numerosi esperti (come risulterebbe ampiamente documentato anche in prestigiose riviste scientifiche internazionali, ad esempio nel “Journal of earthquake engineering”) che sia invece necessario sottoporre i dispositivi a prove di qualificazione con applicazione simultanea del moto sismico (corrispondente a terremoti reali) nelle due direzioni orizzontali e mantenimento di un valore costante per la forza verticale (cioè a quelle prove che nella letteratura scientifica internazionale sono definite “prove con eccitazione bidirezionale”);
    mentre le prove dinamiche con eccitazioni monodirezionali possono essere effettuate avvalendosi di attrezzature già disponibili in Italia ed in altri Paesi europei, per quelle con eccitazioni bidirezionali attrezzature adatte non sarebbero attualmente disponibili in Europa e ne esisterebbero solo pochissime al mondo, in particolare nei laboratori dell’Università della California a San Diego, dove, prima del terremoto in Abruzzo, a tali prove sarebbero stati sottoposti sia gli isolatori FPS statunitensi, sia quelli «a pendolo scorrevole» di produzione tedesca;
    prima dell’interrogazione dell’on. Benamati gli isolatori «a pendolo scorrevole» prodotti dalle società ALGA e FIP Industriale sarebbero stati sottoposti solo alle prove dinamiche con eccitazioni monodirezionali previste dalle normative italiana ed europea;
    anche nelle recenti prove in situ che, in base a notizie stampa, sarebbero state eseguite su alcune delle piastre isolate sismicamente, sarebbero state applicate eccitazioni monodirezionali e, pertanto, tali prove non sarebbero da considerarsi sostitutive di quelle con eccitazioni bidirezionali effettuabili a San Diego;
    la necessità di sottoporre alcuni degli isolatori «a pendolo scorrevole» prodotti dalle società ALGA e FIP Industriale a prove con eccitazioni bidirezionali e che riproducano terremoti reali sarebbe stata però dimostrata proprio dalle campagne sperimentali effettuate a San Diego per i suddetti dispositivi di questa tipologia di produzione statunitense e tedesca;
    a quanto risulta all’interrogante, l’effettuazione di tali prove non avrebbe interferito con le attività di realizzazione del progetto CASE e non avrebbe ritardato la consegna dei prefabbricati ed avrebbe avuto un costo relativamente limitato, in quanto sarebbe stato sufficiente sottoporre a prove 2 o 3 isolatori prodotti da ciascuna delle due società;
    la necessità delle prove suddette è stata confermata dal professor Gianmario Benzoni, direttore dei Laboratori sismici dell’Università della California a San Diego, in un’intervista da lui concessa a Rainews24, che tale emittente televisiva ha trasmesso il 30 settembre 2009 nel corso del programma “Tempi Dispari”;
    a conclusione del predetto programma televisivo è stato inoltre posto il problema dell’eventuale conflitto di interessi riguardante il professor Michele Calvi che era contemporaneamente direttore lavori del progetto CASE e direttore dell’Eucentre di Pavia ove sono qualificati gli isolatori sismici, oltre ad aver coordinato nel 2003 il gruppo di lavoro che elaborò la nuova normativa sismica italiana;
    in occasione di tale trasmissione, a seguito delle suddette dichiarazioni e preso atto della mancanza di esperienza applicativa degli isolatori «a pendolo scorrevole» di produzione italiana, sia l’on. Roberto Tortoli (relatore della legge sulla ricostruzione in Abruzzo), sia l’on. Gianluca Benamati, sia il Sindaco de L’Aquila dottor Massimo Cialente, intervenuti come ospiti, hanno convenuto sull’opportunità di far sottoporre anche tali isolatori alle suddette prove dinamiche con eccitazioni bidirezionali presso i laboratori dell’Università della California a San Diego;
    come risulta dagli atti parlamentari, il 9 dicembre 2009 è stata data risposta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri alla richiamata interrogazione, risposta pubblicata anche dall’on. Benamati sul suo sito Internet, assieme ad alcuni commenti, nei quali tale risposta è giudicata molto articolata, ma in alcuni punti non esaustiva, anche considerando quanto emerso dagli approfondimenti giornalistici, ad esempio dal già citato programma televisivo “Tempi Dispari”;
    in particolare, nella risposta della Presidenza del Consiglio dei ministri si nota con chiarezza che delle due aziende manifatturiere che hanno fornito gli isolatori «a pendolo scorrevole» solo una ha ottenuto l’ETA per il materiale a scorrimento utilizzato, cosa che appare contraddire l’affermazione, sempre contenuta nella risposta, che le normative sarebbero state rispettate e ciò non permette di comprendere come sia possibile asserire che “i materiali di scorrimento con cui sono realizzati i dispositivi possiedono le dovute garanzie”;
    inoltre, nessuna risposta è data al quesito dell’on. Benamati relativo alla presenza o meno di protezioni dei dispositivi dalla polvere durante le fasi di installazione e di servizio nei prefabbricati del progetto CASE, nonostante la protezione dalla polvere (così come quella da altri agenti esterni, come, ad esempio, l’umidità) sarebbe notoriamente indispensabile per garantire che il valore del coefficiente di attrito sia e resti inalterato (durante l’intera vita degli edifici) rispetto a quello di progetto e, quindi, che gli isolatori funzionino correttamente;
    per quanto risulta all’interrogante, infine, l’on. Benamati giudica insoddisfacenti le affermazioni sulla mancata necessità di prove con eccitazioni bidirezionali (che, invece, come già evidenziato, appaiono a molti esperti indispensabili, date le caratteristiche degli isolatori e dei nuovi materiali in essi utilizzati) e ritiene anche scorrette ed immotivate le pesanti critiche che la Presidenza del Consiglio dei ministri rivolge alle attrezzature dei laboratori dell’Università della California a San Diego, ipotizzando addirittura che queste potrebbero rompere gli isolatori;
    la totale infondatezza di tali critiche è stata recentemente sottolineata con forza da una lettera inviata il 31 dicembre 2009 dal professor Gianmario Benzoni al Presidente del Consiglio dei ministri, al direttore del Dipartimento della Protezione civile ed all’on. Benamati, e da quest’ultimo pubblicata nel suo sito Internet;
    nella lettera il professor Benzoni ribadisce anche la necessità di effettuare le prove con eccitazioni bidirezionali, per i motivi già citati;
    in particolare, in base a commenti di altri esperti, sarebbe errato affermare che, “data la perfetta simmetria polare del dispositivo”, le prove con eccitazioni bidirezionali risultano “immotivate”, anche perché, se ciò rispondesse al vero, sarebbero “immotivate” anche le prove effettuate all’Eucentre di Pavia con eccitazioni orizzontali monodirezionali (a carico verticale costante), pur se separatamente, in due direzioni orizzontali ortogonali fra loro;
    infatti, la simmetria geometrica non costituirebbe per definizione simmetria di comportamento (in particolare, per quanto attiene agli isolatori «a pendolo scorrevole», non esisterebbero superfici che presentano lo stesso coefficiente di attrito per moti in direzioni diverse) e, in ogni caso, non sarebbe possibile definire “immotivato” ciò che non si è ancora provato (soprattutto quando l’esperienza sugli isolatori «a pendolo scorrevole» americani e tedeschi avrebbe dimostrato, nelle prime fasi della loro sperimentazione, che l’effettuazione delle prove suddette era stata tutt’altro che “immotivata”);
    infine, la lettera sottolinea che, come raccomandato nel corso del dibattito televisivo del 30 settembre 2009, la FIP Industriale ha recentemente sottoposto i suoi isolatori «a pendolo scorrevole» alle prove con eccitazioni bidirezionali presso i laboratori dell’Università della California a San Diego, con ottimi risultati, a costi molto contenuti (circa 15.000 euro) e senza danneggiare assolutamente i dispositivi, ad ulteriore dimostrazione dell’infondatezza delle critiche rivolte ai suddetti laboratori nella risposta della Presidenza del Consiglio dei ministri;
    considerato che:
    le nuove norme tecniche per le costruzioni consentono di utilizzare moderni sistemi antisismici, in particolare quelli d’isolamento sismico, che accrescono fortemente la sicurezza delle strutture in caso di terremoto;
    in Italia, a differenza di altri Paesi, quali il Giappone, dove la consapevolezza della necessità di proteggersi dal terremoto è elevata e l’isolamento sismico, è trattato come “una sicurezza aggiuntiva”, al fine di favorire ugualmente l’utilizzazione dell’isolamento sismico la normativa permette al progettista di tenere conto, in una certa misura, della riduzione delle forze sismiche agenti sulla costruzione sorretta dagli isolatori e sulle fondazioni, limitando così (se non addirittura azzerando) i suddetti extracosti;
    il recente terremoto in Abruzzo ha evidenziato l’opportunità di estendere fortemente l’utilizzazione dell’isolamento sismico, sia nella ricostruzione nelle aree terremotate che per nuove realizzazioni ed interventi su edifici esistenti, anche in altre zone del nostro Paese;
    in Italia, la corretta scelta, progettazione, realizzazione, installazione, protezione e manutenzione dei sistemi di isolamento sismico è ancora più importante che non in Giappone, in quanto nel nostro Paese, se i sistemi suddetti dovessero risultare inefficaci, le costruzioni isolate sismicamente sarebbero meno sicure di quelle realizzate con fondazioni convenzionali;
    in particolare, è indispensabile garantire non solo l’efficacia del sistema d’isolamento sismico al momento del completamento dell’opera, ma anche che essa resti inalterata durante l’intera «permanenza in servizio» degli isolatori,
    si chiede di sapere:
    se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza di quanto finora esposto;
    se corrisponda al vero quanto riportato in premessa;
    se siano state invitate a partecipare alla gara per la produzione degli isolatori da installare nell’ambito del progetto CASE anche aziende straniere (in particolare quelle statunitensi e tedesche che producono gli isolatori FPS ed isolatori «a pendolo scorrevole») e, se così non fosse stato, quali siano state le ragioni di tale esclusione;
    quali siano stati i criteri utilizzati per l’affidamento alle due aziende italiane ALGA e FIP Industriale nelle percentuali menzionate in premessa per la produzione degli isolatori «a pendolo scorrevole» in corso di installazione nell’ambito del progetto CASE;
    quali siano stati i punteggi attribuiti dalla commissione valutatrice alle offerte tecnico-economiche riguardanti la produzione degli isolatori «a pendolo scorrevole» suddetti di tali due aziende per gli aspetti sia tecnici, sia economici, sia relativi alla tempistica;
    quale delle due aziende (ALGA e FIP Industriale) non abbia ancora ottenuto l’ETA e per quali motivi;
    quali siano i principali risultati delle prove di qualifica, di accettazione e di collaudo sino ad ora effettuate con eccitazioni monodirezionali sui singoli isolatori «a pendolo scorrevole» presso i laboratori nazionali ed in situ su alcune delle piastre sorrette da tali isolatori;
    in particolare, se nelle prove in situ si siano riscontrati difficoltà di ricentraggio e, in caso affermativo, come si sia proceduto per ovviare a tale problema;
    quali siano i risultati delle prove bidirezionali effettuate nei laboratori dell’Università di San Diego su isolatori «a pendolo scorrevole» prodotti dalla società FIP Industriale, se essi siano in accordo con quelli ottenuti in precedenza nei laboratori italiani (in particolare presso l’Eucentre di Pavia) e, in caso di discordanze, quali ne siano i motivi;
    se anche alcuni degli isolatori «a pendolo scorrevole» prodotti dalla società ALGA per il progetto CASE saranno sottoposti a prove con eccitazioni bidirezionali e che riproducano terremoti reali presso i laboratori dell’Università della California a San Diego e, in caso positivo, quando siano previste tali prove, quanti isolatori saranno ad esse sottoposti e se questi saranno scelti tra quelli già prodotti per il progetto CASE;
    se gli isolatori «a pendolo scorrevole» installati o in corso di installazione a L’Aquila siano tutti adeguatamente protetti dalla polvere e da altri agenti esterni, se ciò sia avvenuto fin dalla loro produzione, ovvero quando tali protezioni siano state applicate, e se, in quest’ultimo caso, le superfici di scorrimento siano state adeguatamente ripulite dalla polvere;
    quali misure siano previste per garantire che i suddetti isolatori restino adeguatamente protetti durante l’intera loro «permanenza in servizio»;
    come, in generale, si intenda agire per porre rimedio ad eventuali problemi che si dovessero evidenziare a seguito delle verifiche già previste e di quelle proposte;
    se non si rilevi l’esistenza di un eventuale conflitto di interessi qualora il professor Calvi ricopra effettivamente il duplice incarico di direttore dei lavori del progetto CASE e direttore dell’Eucentre di Pavia.

  18. Giulio Pascali scrive:

    @christian
    concordo in ogni riga

  19. Andrea scrive:

    @Margherita,
    scusa per tubo intendo youtube.
    Per il link che mi hai segnalato, sto cercando il sito di questi molti (14!!) scienziati che hanno scritto a Napolitano, ma non lo trovo e penso che non esista nemmeno. La Società si chiama International Seismic Safety Organization ma delle sue attività non si conosce nulla….mah, ho qualche dubbio, e tu?
    Ti mando invece un link in cui troverai chi è stato solidale con il’INGV, il cui ricercatore nonchè direttore del Centro nazionale Terremoti è stato condannato a 6 anni solo per essere intervenuto su richiesta in una commissione di cui non fa parte, non come il suo ex direttore di istituto.
    http://processoaquila.wordpress.com/international-support/

  20. Giulio Pascali scrive:

    @andrea
    le attestazioni di solidarietà che citi per quanto numerose fanno tutte riferimento ad una condanna che non è mai stata emessa.
    Vengono riportati giudizi di molte istituzioni che insistono sul tema della imprevedibilità dei terremoti.
    La questione non sta in questi termini.
    Con molta fatica, ho letto (putroppo, solo in parte) la requisitoria dei PM che ha linkato margherita.
    Sono più di 500 pagine, il cui senso è abbastanza evidente.
    Alla CGR non viene contestato “di non aver previsto il terremoto”, quanto di avere adottato una strategia comunicativa volta a “tranquillizzare” la popolazione, inducendo molte delle persone poi morte a modificare il loro comportamento abituale.

    La sentenza è stata emessa dal giudice.
    La mia opinione è che siano particolarmente significativi dua passaggi

    Questo da cui è iniziato tutto
    P. 63

    “Bertolaso: Li faccio li faccio venire a L’Aquila o da te o in Prefettura,
    decidete voi tanto a me non me ne frega niente in modo che è più
    un’operazione mediatica hai capito?
    Stati: Si, si
    Bertolaso. Cosi loro che sono i massimi esperti in terremoti diranno:
    lezione normale sono fenomeni che si verificano meglio che ci siano
    cento scosse di quattroooo scala Richter piuttosto che il silenzio perché
    cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa
    quella che fa male, hai capito?
    Stati: Va bene, allora io intanto penso a ritirare cerco di bloccare il
    comunicato….
    Bertolaso: Nooo, no, no, no già fatto adesso ci stanno mettendo una pezza i
    miei. Tu adesso parla con DE BERNARDIS e decidete dove fare questa
    riunione domani poi fatelo sapere che ci sarà questa riunione e che non è
    perché siamo spaventati e preoccupati ma è perché vogliamo
    tranquillizzare la gente e invece di parlare io e te facciamo parlare i
    massimi scienziati nel campo della sismologia….”

    in correlazione con questo che riporta le conseguenze
    p. 424

    “Fino al 30 marzo 2009 Cicchetti Adalgisa usciva di casa quando sentiva
    scosse di un certo rilievo; il 30 marzo, dopo la scossa pomeridiana di 4.1, passò un
    paio di ore fuori di casa, mentre per tutto il mese di marzo, la frequenza delle
    scosse, che si susseguivano a ripetizione, la indusse a dormire parecchie notti su un
    divano posto a tre metri dall’uscio di casa, per essere pronta per fuggire in caso di
    pericolo. Dopo la riunione il comportamento cambia, abbandona il divano e torna a
    dormire nel letto, in caso di scossa di terremoto smette di uscire di casa. La notte tra
    il 5 e il 6 Aprile, alla prima scossa, quella delle 23 si consulta con il figlio e decide di
    rimanere in casa, nel letto, dove poi viene ritrovata morta. Riferisce inoltre di
    abitudini familiari di prudenza consolidate in caso di terremoto: dice che in caso di
    terremoto si usciva sempre di casa. Rammenta un episodio di metà degli anni 80 in
    cui dormì in auto coi genitori per due notti.”

  21. Andrea scrive:

    @ Giulio
    La mia risposta era in relazione all’articolo linkato da Margherita di una Associazione fantomatica composta da stranieri in maggioranza e qualche italiano tra cui spicca quello del Prof . Martelli noto per le sue dichiarazioni circa la prevedibilità del terremoto emiliano ed i terremoti in genere….
    Mi piacerebbe leggere le “dichiarazioni rassicuranti” dei vari imputati, adesso cercherò in giro, tra le 500 e più pagine mi ci perdo sicuro.

  22. Margherita Aledda scrive:

    @Andrea, l’associazione non è fantomatica. In quanto al numero di scienziati, 14, sono quelli che fino ad ora si son presi la briga di leggere gli atti e le motivazioni, di farsi un’idea propria e di difenderla. In molti, purtroppo, ritengono più semplice basarsi su quanto, in maniera piuttosto distorta, veniva, nelle prime ore, riportato dalla stampa.
    Leggi la requisitoria del PM e capirai che il processo e la condanna non sono assolutamente contro la scienza, anzi, sono in difesa della libertà degli scienziati da condizionamenti politici. Libertà per i Tecnici di svolgere il loro lavoro con scienza e coscienza. Questa sentenza deve essere vista da scienziati e tecnici come un arma per difendersi da tentativi di prevaricazione politica e non come un bavaglio.
    E’ demoralizzante vedere che si preferisce basarsi su articoletti brevi, riportanti opinioni altrui, spesso e volentieri addomesticate a voleri ed esigenze che piovono dall’alto, piuttosto che prendersi la briga di leggere 500 pagine (certo non son poche, ma almeno poi si può parlare con cognizione di causa), in cui ci si perde ….
    Farsi un’opinione propria richiede fatica … che tristezza … meglio sparare a zero senza sapere nemmeno bene di cosa si sta parlando …

  23. Margherita Aledda scrive:

    @Cristian, non posso che darti pienamente ragione.
    @Alberto, quella degli isolatori è un’altra storiaccia, quello che posso dirti è che anche su questa si farà luce.

  24. Andrea scrive:

    @Margherita. Abbi pazienza ma sto leggendo gli atti, purtroppo nei ritagli di tempo, e credo, non sono un avvocato, ma su alcune cose sono abbastanza dubbioso. La prima che mi salta all’occhio e’ che l’asservimento della scienza al potere sia tutta da dimostrare, perche’ se Bertolaso dice qualcosa alla Stati e De Bernardis, sul tono della riunione da tenere questo non significa che gli scenziati fossero a conoscenza di dette conversazioni e che fossero consenzienti sul tipo di riunione da fare, la prudenza che in tante manifestazioni pubbliche, giornali, televisione, carta stampata, che sono state la costante nel tempo, lasciano intendere un certo rigore scientifico che si evince anche dal comunicato del 30 marzo. Ma la questione vera e’, parlo sempre di mie impressioni, che le parole adoperate da De Bernanrdis dopo la riunione in piu’ contesti e in diverse forme, non siano le parole dette a nome della commissione. Insomma se si dice in una televisione locale che bisogna bersi un bicchiere di vino in tranquillita’, a proposito della situazione sismica in cui si trovava l’Aquila, queste non mi sembra siano parole dette a nome di tutti. E’ veramente una forzatura, a mio modo di vedere. L’aver messo tutti gli imputati sullo stesso piano e’ un’altra cosa che mi ha dato molto da pensare. Perche’ la consulenza, per esempio, di Selvaggi, che e’ chiaramente occasionale essendo stato invitato personalmente da Boschi, fa capire che non puo’ essere considerato un membro effettivo dell CGR. al di la’ delle disquisizioni tecniche che il PM dimostra anche dopo il tentativo dei difensori di dire che quella riunione non era valida per non aver raggiunto il numero legale. Perche’, ed e’ sempre una mia idea, devi dimostrare la correita’ partecipativa nei fatti e qui mi pare che dal verbale si capisca che si sia solo trattato di aver riportato dati oggettivi e che in questo non ci sia nulla di male. Sul ragionamento che fa il PM : imprevedibilita” dei terremoti = asserzione di impossibilita’ di determinazione di un non evento = previsione, ci sto ragionando ma si capisce che anche in questo caso si sta veramente camminando su un sottilissimo sentiero. Sto scrivendo di getto, senza un copione, abbiate comprensione se salto un po’ di palo in frasca. Per ultimo vorrei dire che quell’associazione fatta in fretta e furia da quel “mondo scientifico” , che evidentemente e’ molto piccolo visto l’esiguo numero di partecipanti, nasconde in verita’ alcune piccole faide tra settori della ricerca ed e’ assolutamente strumentale. Come spesso accade c’e’ gente che non si fa problemi a speculare su certe situazioni. Per meglio capirci, alcuni italiani di questa associazione sono assertori di alcune teorie circa la previsione dei terremoti a lungo-medio termine che ancora non hanno trovato un riconoscimento globale tale da poter essere affermate definitivamente. Con questo non voglio sminuire, non sono nessuno per far questo, questi scienziati, ma il fatto di aver costituito un’associazione per dichiarare quelle cose in questo momento, sembra un po’ sospetto.

  25. Giulio Pascali scrive:

    @andrea
    vedi che già ora, con appena poche informazioni in più (grazie anche alle tue segnalazioni) stiamo ragionando su un piano ben diverso.
    Intanto credo che siamo tutti daccordo che questa sentenza non è un atto persecutorio nei confronti della scienza, nè che gli imputati siano stati condannati per non avere previsto il terremoto.

    Chiarito questo, sono anche daccordo con te che alcune condanne appaiono eccessive, siamo però nel campo dell’opinione personale.

    Daltronde nessuno di noi era presente alla riunione e non possiamo sapere cosa si siano detti realmente, quanto siano stati pressati i consulenti scientifici e quanto questi si siano opposti.
    Purtroppo è una situazione in cui potenzialmente potrebbe ritrovarsi chiunque in situaizoni di lavoro simili:
    vieni convocato a una riunione,
    partecipi con un contributo minimo,
    dici la tua,
    te ne vai,
    il gruppo di lavoro delibera qualcosa,
    dopo non è detto che ti metta a fare battaglie di posizione
    (magari non cogli la portata dei messaggi che circolano, magari ti distrai dalle mille cose che hai da fare, magari non hai voglia di fare il solito rompicoglioni, magari ragioni per spirito di gruppo, ecc.)
    poi succede il casino e senza sapere bene perchè ti ritrovi coinvolto.

    Questo per me vuol dire che non sei condannabile da un punto di vista morale;
    non è giusto essere messi sulla forca mediatica per una ingenuità.

    Altro discorso è la responsabilità giuridica, sulla quale il giudizio morale non dovrebbe entrare.
    su questo piano, il fatto di essere nominato all’interno di una commissione, anche per pochi secondi, presuppone l’assunzione di una responsabilità che poi è difficile da rigettare.

    In questo appare incoerente la strategia difensiva che ha cercato di invalidare i risultati della riunione sostenendo che non c’era il numero legale (o come sostieni tu, cercando di ridimensionare le singole responsabilità); implicitamente è la prima ammissione del fatto che l’azione della commissione non è stato poi così limpido ed esemplare:
    se ritengo che una cosa sia stata fatta correttamente non cerco in tutti i modi di prenderne le distanze….

    Ma questo è un sofismo retorico (una strategia difensiva, appunto).

    Per altri versi è lo stesso problema degli architetti, che quando mettono il timbro su un progetto se ne assumono tutta la responsabilità, indipendentemente dal fatto di averci lavorato poco o di non essere stati adeguatamente compensati. Il timbro si mette o non si mette.

    Un giudice e un PM non dovrebbero interpretare la morale, ma applicare la norma.
    Se una norma prevede una certa pena per un certo reato, dimostrato il reato si deve applicare quella pena.
    Se quel reato è ascrivibile ad un gruppo nel suo complesso, tutti i componenti ne sono responsabili in maniera paritaria.
    Ovviamente anche giudice e PM sono umani e sono soggetti a pregiudizi e in realtà il campo dell’interpretazione è ampio.

    Per questo esistono tre gradi di giudizio, il diritto alla difesa e soprattutto la presunzione di innocenza.

    Mettiamola così:
    Io sostengo l’indipendenza della scienza tanto quanto quella dei magistrati, e chi occupa un ruolo di responsabilità è tenuto ad assumerne oneri ed onori.

    La mia solidarietà è un’altra cosa.

  26. Andrea scrive:

    @Giulio io parto da un fatto reale che e’ nello specifico una condana che e’ andata oltre quelle che erano le richieste del PM, i gradi di giudizio esistono anche perche’ non sempre le interpretazioni giudiziali sono state coerenti ed esatte. Non ho alcun pregiudizio verso alcuno, proprio perche’ ognuno deve fare il proprio mestiere, ma se ne parla, ci si fa un’opinione e con il conforto, parziale per me, del “nero su bianco” cerca anche di comprendere quali motivi abbiano portato a certi ragionamenti nell’ambito di un procedimento. Che ci sia stato un problema di comunicazione da parte della Protezione civile agli aquilani e’ indubbio, le numerose uscite pubbliche successive a detta riunione sono state poco accorte e lascerebbero adito a piu’ di qualche perplessita’. Ma una cosa e’ un organo prettamente consultivo, quale e’ la CGR, una cosa un istituto dello stato come la Protezione civile che prende le decisioni. Questo per me e’ un punto nodale. L’aver relazionato una situazione oggettiva cui, purtroppo per ora, non si puo’ dare un’interpretazione sicura, non puo’ essere di fatto una correita’. La mia sensazione e’ che la superficialita’ di qualche soggetto nel trattare la questione abbia coinvolto, travolto, anche ci non c’entrava per nulla. Ma, secondo me, proprio perché’ la verita’ sia stabilita e la legge debba fare il suo corso e’ necessario che non si tratti in modo massificante tutti quanti. Soprattutto se e’ evidente, ovvero comprovato, chi abbia trattato questa questione in modo discutibile nei colloqui telefonici. Le motivazioni della sentenza sono di la’ dall’essere pubblicate a breve ma certo che le tesi accusatorie sono state accolte tutte. Non voglio polemizzare con Margherita, non me ne entra nulla in tasca, ma quell’articoletto non significa veramente nulla.

  27. Saverio scrive:

    A suo tempo sono partito come volontario per l’Aquila e posso dire di essere d’accordo con Andrea@. Questo articolo riassume cose già lette e rilette sui giornali (scritte anche meglio) senza aggiungere niente di nuovo o interessante. Anzi, a dirla tutta ho letto con maggiore interesse le cose scritte da @Andrea.
    saluti
    Saverio

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