Appello per la prossima Biennale di Architettura di Venezia

Indubbiamente l’aver assegnato lo scorso maggio la cura del padiglione italiano per un evento previsto a fine agosto non ha agevolato la riuscita del padiglione.

L’insistenza su temi triti, trattati per di più con superficialità e senza guizzi, ha poi fatto il resto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, almeno fino a fine novembre, quando l’inutile e costoso allestimento verrà finalmente smantellato. Tutto ciò va capitalizzato al meglio per le prossime edizioni.

Per prima cosa è il momento di chiedere al Ministro di assegnare il prima possibile la prossima cura; ricordo che il prossimo anno ci sarà l’edizione dedicata all’arte e la cura è stata già affidata.

Per l’architettura si chiede di poter far ciò anche prima, così che quasi in contemporanea con la chiusura del padiglione di questa edizione possa essere annunciato il curatore della prossima. Penso che sia anche adeguato ripensare al sistema di assegnazione della cura che andrebbe organizzato attraverso un concorso a procedura aperta, o almeno facendo in modo che una parte degli invitati siano scelti attraverso concorso.

Se sposate questa iniziativa mandate una mail con il vostro nome e indirizzo ad “Amate l’architettura” (info@amatelarchitettura.com) entro il 6 dicembre 2012


4 Commenti a “Appello per la prossima Biennale di Architettura di Venezia”

  1. Giulio Pascali scrive:

    @Mosco
    appoggio in pieno la “petizione” con alcune considerazioni.

    In un mondo perfetto un governo che ha il privilegio di amministrare la nazione che detiene uno dei più importatni patrimoni storici artistici al mondo darebbe alla cultura (e all’architettura) la massima priorità.
    Nello stesso mondo perfetto, lo stesso governo si doterebbe di una “strategia delle cultura”, definendo le proprie visioni di sistema, i propri obbiettivi generali di promozione e creazione della cultura.
    Sulla base di questa strategia generale il Ministero a sua volta definirebbe le specifiche strategie e i ruoli da assegnare alle istituzioni preposte alla promozione e alla creazione della cultura.
    Dopodichè la scelta dei soggetti a cui incaricare la gestione (o la curatela) di determinate istituzioni avverrebbe in maniera il più possibile coerente con le strategie delineate a monte.
    Anche le stesse modalità di selezione andrebbero definite coerentemente con le strategie generali; non escludo per esempio che si possa procedere per concorso (o addirittura per consultaizone pubblica), ma nulla vieta la nomina diretta se questa viene fatta in maniera trasparente e con solide motivazioni.

    Scendendo sul pianeta terra e osservando la realtà che ci circonda, mi rendo conto invece che il governo in carica è un governo nato per una contingenza, nato con un mandato molto preciso e almeno in teoria, senza alcuna intenzione di rinnovarsi al prossimo mandato (anche se si parla di Monti bis, è indubbio che il prossimo governo sarà espressione di una diversa componente politica).
    Questo stesso governo si stava per dimenticare di nominare un curatore (ho il dubbio che se non si fosse svegliato Luca Diffuse all’epoca, oggi avremmo avuto un padiglione vuoto).

    Di certo nominare un curatore così, senza una visione generale, non è il massimo. Si rischia di avere il solito programma autoreferenziale, fatto di idee personali, basato prevalentemente sulla personalità del nominato.
    Senza contare che il nuovo governo potrebbe decidere di cambiare tutto in corso d’opera.

    Tocca accontentarci. Intanto cominciamo a stabilire un principio:
    PER FARE LE COSE FATTE BENE CI VUOLE TEMPO!

  2. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Sono appena tornato dalla Biennale, ho visto il padiglione Italiano e avrei preferito trovarlo chiuso con un cartello: “STIAMO DECIDENDO IL CURATORE”, invece era aperto ….

  3. Cornelia scrive:

    l’iniziativa è molto interessante, dovrebbe trovare maggiore eco, anche fuori da questo blog.
    buon lavoro

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