Amate l’Architettura ha un nuovo Presidente

Il nuovo presidente del Movimento “ Amate l’Architettura” è l’architetto Giulio Paolo Calcaprina, libero professionista iscritto all’Ordine degli architetti di Roma, non fa parte di commissioni edilizie, nè occupa alcuna posizione all’interno di istituzioni.

La nuova direzione del Movimento si propone di dare voce ai professionisti che in questi anni ritengono di non aver trovato alcuna tutela presso le proprie istituzioni di riferimento. In una congiuntura storica di grande difficoltà per i professionisti, tra la stupefacente inerzia e l’assenza  di azioni significative di CNA, Ordini professionali e sindacati, Amate l’Architettura non si limita a promuovere il  dibattito, ma ritiene di dover progettare azioni concrete, avvalendosi, per la comunicazione, dei social network facebook e Linkedin e del blog che ha una media di 30.000 visite/mese.

Per le azioni sul territorio nazionale, il Movimento Amate l’Architettura si coordina con 150K architetti (link), una piattaforma libera che riunisce architetti, rappresentanti di associazioni di architetti e giovani che stanno accedendo alla professione.

Amate l’Architettura ringrazia Marco Alcaro – che continuerà  il suo lavoro nel direttivo – per aver guidato il Movimento dalla sua fondazione ad oggi.

LE RAGIONI DI UN IMPEGNO

di Giulio Paolo Calcaprina

Sono passati quasi quattro anni dalla nascita di Amate l’Architettura e, come è naturale che sia, c’è stato un avvicendamento nella presidenza.

Sono un libero professionista, non ho alcun incarico nell’ambito del mio Ordine, non faccio parte di commissioni edilizie, non traggo vantaggio da alcuna “rendita di posizione” all’interno di istituzioni.

Sono stato scelto dal consiglio direttivo di Amate l’Architettura non perché io abbia proposto una particolare linea politica, ma perché sono l’espressione di una modalità partecipata e collegiale di condivisione del lavoro che si è sviluppata all’interno del gruppo dirigente.

Sono un convinto sostenitore dell’orizzontalità, della democrazia partecipata. Voglio un’associazione che sia inclusiva e non esclusiva.

Quando abbiamo cominciato il nostro lavoro, nel 2008, avevamo in mente di promuovere l’Architettura contemporanea, schiacciata dal nostro glorioso passato e dall’incuria attuale.

Tuttavia, quasi subito, ci siamo resi conto che in Italia non si può parlare di Architettura (contemporanea o no) se non si creano le condizioni necessarie al lavoro degli architetti.

Così abbiamo ampliato la nostra “ragione sociale”.

Attraverso le lettere e le denuncie, attraverso alleanze con i comitati cittadini, mediante l’istituzione di concorsi, lezioni nelle scuole, Forum nella festa dell’Architettura, ma soprattutto attraverso i nostri canali informativi (il blog, la pagina Facebook e quella Linkedin) abbiamo cominciato a fare quello che gli altri non fanno nell’architettura italiana: metter in luce i meccanismi, i retroscena, la palude delle connivenze e dell’opacità che permea il contesto architettonico italiano.

Progressivamente il blog è diventato una piazza virtuale libera e riconosciuta dove sono stati affrontati argomenti di attualità, anche scomodi, e dove tutti, anche i nostri avversari, hanno potuto esprimersi liberamente.

Le classifiche dei blog di architettura, che ci inseriscono stabilmente nei primi posti delle classifiche, al livello di siti professionali, vere “corazzate” come quelli di Abitare e del Giornale dell’Architettura, ci danno il parametro di quanto abbiamo costruito finora.

Vorrei essere il fautore di un’evoluzione dell’operato del Movimento. Vogliamo potenziare i nostri canali informativi, vogliamo proporre azioni di lotta su scala nazionale, vogliamo raccogliere tanta indignazione, voglia di fare e di cambiare che c’è tra gli architetti.

Vogliamo tornare anche a parlare di Architettura – pratica che abbiamo un po’ trascurato – ma a modo nostro: ragionando sulle criticità e sulle contraddizioni di un sistema: nell’ambito della critica, nella promozione e nelle istituzioni a servizio della diffusione della cultura architettonica.

Dopo decenni di muta acquiescenza al potere, la società italiana si sta svegliando. Noi vogliamo fare la nostra parte nel nostro ambito e per fare questo cerchiamo l’aiuto di tutti coloro che vogliono tornare a fare architettura con decoro, a lavorare con dignità.

Cerchiamo adesioni e contributi specialmente tra i giovani colleghi e laureandi, che riteniamo siano quelli che stanno pagando – e pagheranno – il prezzo più alto di questo stato di cose.

Vi aspettiamo. Un saluto a tutti.


20 Commenti a “Amate l’Architettura ha un nuovo Presidente”

  1. gianluca adami scrive:

    Non so con precisione quando è avvenuto questo cambio della guardia, ma nei fatti si sente già da un po’. Visto dall’esterno sembra una fase di crescita. Infatti su questo blog il dibattito sui problemi della professione mi sembra molto vivo.
    Complimenti a chi ha portato l’associazione fino a qui e in bocca al lupo a chi la prende in mano.
    Di cose da fare ce ne sono tante.

  2. CHRISTIANROCCHI scrive:

    Complimenti e buon lavoro!

  3. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Ringrazio tutti per gli auguri. Ne avremo bisogno. C’è tanto da fare!

  4. candido scrive:

    Forse usciremo dalle personalizzazioni e cominceremo a parlare di cose importanti.
    Forse supereremo gli interessi specifici e voleremo alti… vedremo!
    Un saluto a Don Alcaro della Mancia

  5. Giulio Pascali scrive:

    @candido
    questo avvicendamento serve proprio per contiunuare a fare esattamente le stesse cose di prima, senza più disturbare la tua sensibillità
    daltronde è vero che c’è chi prima di giudicare se un concetto (o una causa) è guisto deve prima informarsi del CV di chi lo ha espresso
    Il che potrebbe non essere di per se un problema, salvo essere l’unico metro di giudizio
    cmq non disperare, Marco continua ad essere uno dei nostri più autorevoli componenti, per sostenere una causa non è necessario fare il presidente a vita

  6. Giulio Pascali scrive:

    ovviamente scherzo
    anche nella continuità possono esserci distinzioni
    auguri a GPC

  7. candido scrive:

    @Giulio Pascali
    è noto che non ho alcun tipo di sensibilità.
    Per quanto riguarda poi il CV non sono io quello che sbraita contro gli anonimi (solo se contrari alla linea, in verità). Io cerco di ragionare sulle idee e non sui nomi.
    Lo ringrazio, ma ero sicuro che sarebbe continuato tutto così. Però un cambio di presidenza presuppone anche altre idee altrimenti è solo un’operazione da prestanome… e non credo sia questa la situazione.
    @ Fabrizio,
    è bello anche per me risentire tutti voi.
    Volevo solo tranquillizzarlo, la sua scrittura rancorosa può riposare.
    Anche io (per quanto strano sia agli occhi di alcuni) ho qualche altra piccola ragione di esistenza.
    Il tono offensivo volto solo a denigrare il nemico di turno è roba stantia, triste. Vediamo se il cambio di presidenza possa almeno cambiare questo atteggiamento gretto ed intimidatorio, vedremo. Devo dire che trovo molto più offensiva la prosa di molti che si firmano rispetto allo scritto di alcuni anonimi.
    La denigrazione dell’avversario è sintomatica di una cultura del non dialogo che certamente stride con l’idea di blog. Ma ogniuno è quello che è, a prescindere dalla firma.
    Un’ultima raccomandazione, se mi posso permettere.
    Il buon Fabrizio si rilassi, ne guadagnerà in salute, ed occupi il suo grande intelletto e sapienza ad altro, di maggiore spessore, altrimenti denuncia solo un eccessivo interesse per cose che dovrebbero essere (per lui) marginali.

    lo sgrammatical Candido

  8. Alberto Giampaoli scrive:

    Gent.mi “Candido”e “ Fabrizio”, scusate se mi permetto, solo una domanda, perche se siete così interessati a parlarvi, non vi contattate personalmente? Con amicizia, saluti, Alberto

  9. candido scrive:

    @Fabrizio
    continuo a credere che la cosa migliore sia la meditazione, aiuta anche i casi più disperati, provaci!

    Tanto eloquio “disprezzante” dimostra una animosità anomala che deve necessariamente nascondere altro, altrimenti non si spiega, siamo ben oltre la semplice dialettica che dovrebbe animare un blog. Dimostra solo l’animosità di chi scrive e non dimostra null’altro, il problema è capire se gli altri condividono, alla faccia del confronto e della democrazia.

    Io non faccio l’offeso, prendo solo atto della pochezza di un testo che in poche righe dimostra solo tanti modi di dileggiare l’altro, un grande esempio di democrazia matura, bravo”! Abbiamo un elenco roboante (poveretto, nessuna dignità, disprezzo, ometto mediocre …) che serve solo a dimostrare che persona è l’autore dello scritto, per il resto siamo in presenza del nulla.

    Ringrazio comunque del consiglio anche se, devo dire, potrei riblatare il ragionamento; se tu mi rispondi forse sei nella mia stessa condizione, e cioè in quella di brancolare disperato in questo blog, giusto? Ma io non dispenso consigli, non ho la tua stessa levatura morale (esemplificata da queste brevi righe).

    Per non parlare del fatto che il toto-candido è un esercizio sterile e di poca importanza, non valgo tanto. Come vedi sono il primo a ridimensionare la cosa o forse è solo una buona dose di autoironia che sembra non appartenerti, caro buon Fabrizio. Senza nulla togliere al tono quasi minaccioso del “… visto che so chi si nasconde dietro il per niente-candido”.
    Io ho sempre e solo esposto delle idee che, ovviamente, possono non piacere, ma questo lo metto in conto. Non pretendo, come altri, di imporle. Non denigro l’altro, poi, solo perchè la pensa diversamente da me, anche se devo dire che in questo blog, alcune volte, sono stato attaccato solo per aver espresso un’idea fuori dal coro. Mi sembra eccessivo, in generale!
    Non è vittimismo (lo dico subito così sgombriamo il campo anche da questo), ma solo constatazione, basta rileggere le molte risposte che ho ricevuto.

    Sei un uomo pieno di certezze e questo è un bene per te, sono contento, davvero, caro buon Fabrizio. Certo poi Cartesio avrebbe da ridire, ma l’esercizio del dubbio non sembra minimamente scalfirti, auguri.

    @Alberto Giampaoli
    Io ho sempre parlato con tutti ma ti chiedo se è possibile parlare con uno che ti vomita tutto quel veleno senza neanche conoscerti (in realtà lui pensa di conoscermi, anzi ne ha la granitica certezza), che dici?

    il disprezzato candido

  10. Alberto Giampaoli scrive:

    Gent.mi,
    che dico?: sbagliando ho provato a chiedere di tornare su problemi che interessino un po’ tutti, sbagliando, perché ognuno scrive, giustamente, l’intervento che vuole. Personalmente, continuo a credere di più al dialogo, per cercare di risolvere i problemi e progredire, anche se le Avanguardie… spesso hanno dato nuova linfa a sistemi ormai passati….; ma il discorso diventerebbe un po’ lungo,
    con amicizia,
    alberto

  11. candido scrive:

    @Fabrizio,
    Anche il plurale maiestatis, ormai siamo al delirio…
    Che foga, che vigore, lo sforzo dell’eloquio ti rende quasi simpatico, caro buon Fabrizio
    Sono comunque dispiaciuto che, per colpa mia, ti devi interessare alla mediocrità che, ovviamente, non ti appartiene; insieme a tante altre caratteristiche (tipo umiltà, equilibrio e onestà intellettuale).

    Uno scranno altissimo da cui giudicare addirittura chi non si conosce, complimenti

    Anche se rimango dell’idea che ti devi rilassare, lo dico per il tuo bene, caro buon Fabrizio

    L’astio corrode i cuori e corrompe le anime, un saluto

    il mediocre candido

  12. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Cari lettori, c’è posto per tutti in questo blog.
    Perfino il vituperato Candido ha una sua funzione essenziale nel movimentare le discussioni.
    Direi di più, ci sono siti che pagano le persone per fare i troll (cito a titolo di esempio Violentacrez – http://www.ilpost.it/2012/10/19/brutsch-violentacrez-reddit/). Noi lo abbiamo gratis e per di più, quando non è preso dal fervore antiAlcarino, scrive anche cose interessanti.
    Del resto, già 15 commenti su un post di mera presentazione di cambio di presidenza sono il segno del suo buon lavoro senza nulla togliere al sostegno di altri lettori, come Fabrizio e Alberto, che non ha prezzo.
    Come già detto, la mia presidenza è espressione di un’evoluzione collettiva del nostro lavoro e la pluralità delle idee sugli Ordini che è stata presentata negli ultimi articoli, assieme all’appello di Mosco sono le prime avvisaglie di questo corso. Grazie per la vostra attenzione anche a nome di tutto il gruppo di amate l’Architettura. Un saluto a tutti.

  13. candido scrive:

    ringrazio per la boccata d’aria fresca
    Un saluto e buon lavoro

    il vituperato candido

  14. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Caro Fabrizio, per fare il troll bisogna essere intelligenti è vero, ma non bisogna scrivere cose intelligenti. Il troll è uno che provoca gli altri scrivendo delle cose volutamente sgradevoli (sorvolo sulle motivazioni che possono essere le più varie, da una azione “personale” contro qualcuno, a un piacere sadico, a volontà di protagonismo ecc.). Anzi più sono insulse, più sono contro il buon senso comune (o la morale), più la sua azione è efficace.
    Evidentemente non hai avuto il tempo di andarti ad approfondire il caso di Violentacrez che è paradigmatico per la sua categoria.
    Per paradosso Candido, che ha fatto della battaglia contro Marco Alcaro la sua bandiera, lo ha aiutato. Tanto è vero che il nostro blog è una corazzata (o per lo meno un incrociatore), in termini statistici di visite.
    Non ci accontentiamo di questo, come scrivi, anzi stiamo rilanciando la nostra azione.
    Non è un caso che ci abbiano chiesto recentemente di collaborare ad un master con un modulo sulla comunicazione, perché in questi anni abbiamo fatto molta esperienza.
    Il vero valore di questo blog è la polifonia che lo caratterizza, la libertà dall’asservimento dagli Ordini, dall’Università e dalle Istituzioni in generale.
    Il merito in primis è tuo, mio, di Alcaro degli altri che scrivono e last but non least di Candido.
    Ciao.

  15. Giulio Pascali scrive:

    qui una definizione di Troll
    http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)

    e pensare che c’è chi sta rivalutando la funzione dei commenti nei siti

  16. candido scrive:

    Sono contento (e dico davvero) di aver contribuito alla crescita di un sito in cui ci si può confrontare. E’ sempre una bella cosa!

    Non faccio battaglie ad personam ma la mia “battaglia personale” è solo rivolta a determinati atteggiamenti massimalisti e demagogici che spesso hanno “contaminato” dibattiti che potevano volare più alti.
    Anche io ho cercato, su questo, di dire solo la mia. Non amo chi millanta un distacco per le cose terrene che poi non c’è, tutto qui.

    L’arguta disamina di Giulio Paolo Calcaprina, però, non prende nessuna posizione su altri aspetti.
    Si guarda sempre e solo da una parte. Si è molto comprensivi con alcuni e manichei con altri. Si parla di scrivere cose intelligenti e poi si sorvola sul tasso di acidità di quello che alcuni scrivono.
    Continuo a credere che l’offesa personale, la mancanza di umiltà e di ironia, l’arroganza, la supponenza e la denigrazione dell’altro, il tutto condito con un approccio rancoroso verso tutto e tutti, non aiuti nulla e nessuno.

    La degenerazione culturale di questo paese non prevede più avversari che si confrontano ma la demolizione del nemico, con tutti i mezzi. Un approccio che dalla politica è scivolato, come una melassa, su tutto. Forse anche su questo si potrebbe fare una riflessione ma anche in questo spazio, apparentemente libero, se non apppartieni ad una fazione subito sei un corpo estraneo, devi essere fatto fuori, non meriti di sedere tra i giusti. Troppo facile e non bello per chi spera di cambiare le cose.

    Su questo mi sarebbe piaciuto sentire qualcosa…

    il buon candido

  17. Alberto Giampaoli scrive:

    Si ricorda la bella inaugurazione delle Olimpiadi in Norvegia del 1994, dedicata alle leggende del Nord:
    http://www.trool.it/content/rer

    “La Norvegia (..)
    E’ il paese del sole di mezzanotte, oltre il circolo polare il sole non tramonta mai da metà maggio sino alla fine di luglio e l’ambiente è invaso da una luce irreale, quando poi verrà l’inverno il sole non si vedrà per settimane.
    In questo ambiente dei fiordi, montagne e foreste, di territori quasi inviolati, nella tradizione norvegese le foreste e le montagne sono il regno dei Troll.
    La leggenda racconta…….Quando la luna è in alto tutto può succedere. I Troll escono dai loro nascondigli solo dopo il tramonto, e scompaiono al mattino prima che sorga il sole. Se per caso vedete formazioni rocciose dall’aspetto di Troll, è certo che un Troll sbadato non si è accorto che sorgeva l’alba ed è rimasto pietrificato. Hanno un aspetto caratteristico, con lunghi nasi, quattro dita in ogni mano ed in ogni piede e la maggior parte di loro ha una lunga coda pelosa. Alcuni sono giganteschi, altri molto piccoli. Sono stati visti Troll con due e anche tre teste. Alcuni hanno un occhio solo in mezzo alla fronte, altri sono talmente vecchi che muschio e alberi crescono sulla loro testa.
    La maggior parte dei Troll vive per centinaia di anni. Tuttavia, dato che il Troll è molto difficile da vedere, poco si sa sul suo modo di vivere, delle sue abitudini e delle sue origini. L’ira dei Troll a volte non ha limiti, per cui è molto importante non farseli nemici. Se un contadino provocava un Troll, il suo bestiame e il suo raccolto potevano subire malattie o altre disgrazie. D’altra parte un buon rapporto con loro, ha il suo ricco compenso. Per cui attenzione…….la prossima volta che ti addentrerai in un bosco, costeggerai le rive di un fiume o di un lago e ti accorgerai che è il crepuscolo, potresti essere solo….con i Troll.”

  18. Alberto Giampaoli scrive:

    Anche i paesi nordici, così precisi e razionali, per collegarmi ad altri post , hanno un’anima, nel bene e nel male (non fosse altro per l’alternarsi del buio e della luce), magica e poetica (troll) che si può intravedere nelle opere architettoniche, di design e spettacolo… la cerimonia delle olimpiadi del 1994 era veramente bella!
    Sta ognuno di noi, cercare di percepire le parti più nobili delle persone e utilizzare gli esempi più funzionanti di altri paesi (Ordini), se ci sono…. Con amicizia, alberto

  19. candido scrive:

    Io non filtrerei nulla, certi scritti e il tasso di aggressività è palese
    Il curiale candido

  20. candido scrive:

    È la prima volta che fa autocritica … Un primo passo

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