Formazione continua: NON CI SIAMO!

Cari colleghi, non ci siamo!

Non ci siamo tutti, non ci siamo in nessun luogo e sotto nessun punto di vista.

Non ci siamo in special modo sulla questione della formazione continua.

Non ci sono i nostri governanti, che continuano a trattare la materia delle professioni come una banale pratica contabile, senza alcuna riflessione seria sul modello sociale di riferimento o sul ruolo civile che si intende dare alle professioni di intelletto; una visione pseudo libertaria ben lungi dall’approfondire quali potrebbero essere le opportunità di sviluppo offerte dalle categorie professionali; una classe di governanti incapace di capire quale valore aggiunto potrebbero dare le professioni di intelletto in un paese la cui sola risorsa è la cultura;

Non ci sono le nostre Istituzioni che sembrano continuare a trattare la materia della riforma come una questione riservata e di secondaria importanza; qualcosa di cui la totalità degli iscritti non sono tenuti ad essere informati in maniera costante e sistematica. Qualcosa da gestire in separata sede, salvo poi quando ormai le scelte di fondo sono già state fatte imporre a tutti i risultati e le conseguenze economice e sociali.

Non ci siamo all’Ordine di Roma che, pur avendo organizzato un Forum di discussione sull’argomento, ha finito per annacquarne l’importanza diluendone la comunicazione tra le centinaia di iniziative che coinvolgono la Casa dell’Architettura; una autentica foglia di fico rispetto ad un processo che continua a rimanere oscuro alla maggior parte di noi. Senza contare la vicenda della Fondazione, che vede sistematicamente ignorate le richieste di più di 500 iscritti.

Non ci siamo, infine, noi tutti architetti (professionisti e non) che lasciamo andare le cose così come stanno incapaci di prendere in mano il futuro e di interessarci persino alle cose che ci riguardano più direttamente.

Il risultato del Forum del 3 luglio scorso sulla Formazione Continua organizzato dall’Ordine di Roma si misura sul numero di partecipanti: 17.000 iscritti all’Ordine, una dozzina di presenti.
Tra questi pochi carbonari vi erano 1 presidente, 2 consiglieri, 2 di Amate l’Architettura, 1 di Ivaseipartita, l’arch Ranucci e l’arch Milone.

Eppure dovrebbe essere un tema cruciale: la riforma ormai è imminente e tra breve ci ritroveremo a dover fare i conti con una serie di nuove incombenze, prima tra tutte la necessità di fare fronte alla “formazione permanente”. Dovremo cioè dedicare ogni anno, obbligatoriamente, il nostro tempo e denaro ad una o più attività formative che garantiscano un adeguato livello di aggiornamento professionale.

Dal Forum qualcosa si è comunque appreso. Circola già da tempo (3 maggio 2012) una bozza di regolamento del CNA sulla formazione permanente, inviata dal CNA a tutti gli Ordini e discussa durante un incontro del 7 maggio. Nessuno sembra essersi posto il problema di diffonderne i contenuti. L’ho trovata in rete da un link indiretto al sito dell’Ordine di Novara. (vedi link)

Sia chiaro che si tratta di una bozza, non definitiva, discutibile ed emendabile. Probabilmente un documento completametne diverso da quello che uscirà nella versione finale. Io però lo trovo interessante, soprattutto perchè si tratta del primo documento che finalmente (dopo tante chiacchere e dichiarazioni di principio) entra nel merito della questione. Però proprio per questa sua indefinitezza si tratta di un documento ideale per un processo di partecipazione.

Il fatto che il CNA non abbia ritenuto utile renderla pubblica è significativo di come i nostri rappresentanti tengano in considerazione l’opinione dei propri iscritti. Come sempre si preferisce congelare i documenti, renderli blindati e sostanzialmente inattaccabili, prima di renderli di publico dominio.

Qui invece lo schema di decreto.


Un Commento a “Formazione continua: NON CI SIAMO!”

  1. Claudio Renato Fantone scrive:

    Ottime considerazioni. Non ho mai concordato con la demente iniziativa/obbligo dell’aggiornamento professionale continuo. i nostri rappresentanti ci hanno venduti per 30 denari. Gli aggiornamenti servono per i pigri che non vogliono studiare sui libri – lo sanno i presidenti degli ordini che esistono libri di architettura/ingegneria/urbanistica/estimo ecc. aggiornatissimi anche con CD allegato ? –
    Come altri architetti ho speso volentieri molti soldi per acquistare libri e saggi di sociologia, antropologia, psicologia e altro – che sono anch’essi testi di cultura professionale. Invece no, si preferisce lucrare anche su una categoria di poveri, perché questo ormai siamo. A Roma ce ne è uno ogni 250 persone !
    I presidenti si dovrebbero vergognare, altro che fondazioni !

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