In difesa del Mercato Metronio

30 maggio 2012

Ieri alle 18.00, al Mercato Metronio c’è stata una fortissima partecipazione all’iniziativa degli Operatori del Mercato in difesa dello stesso contro la delibera del Comune di Roma che ne prevede l’abbattimento per la realizzazione di maggiori cubature.

Amate L’Architettrua, insieme all’associazione Urban Experience e al Quinto Stato, ha aderito con entusiasmo alla manifestazione portando il suo contributo nell’oganizzazine e nella partecipazione.
Il comune denominatore della manifestazione è stato quello di sollecitare la politica e in generale tutti gli attori principaliche hanno a che fare con il governo del territorio a riflettere più a fondo sulle possibilità di rinnovamento della città offerte dalla ricerca di nuovi utilizzi e nuovi modi d’uso dell’esistente.

L’opera di Morandi, personaggio simbolo della rivoluzione socio culturale che ha portato l’Italia dentro il fenomeno del boom economico degli anni sessanta, è emblematica per l’approccio metodologico concettuale che mira alla giustapposizione di elementi costuittivi strutturalmente e formalmente distinti, eppure assemblati sempre in soluzioni compositive finali estremamente unitarie. E’ il caso di edifici che fondono al loro interno funzioni diverse come il cinema Maestoso o lo stesso Mercato Metronio che incorpora al suo interno una autorimessa e uno spazio dedicato a mercato rionale; anche gli innumerevoli ponti da lui realizzati fanno dell’assemblaggio degli elementi funzionali una delle sue caratteristiche peculiari. Guardando la modalità con cui gli elementi del progetto vengono composti tra di loro, la pieghettatura catturaluce delle due facciate simmetriche e l’elegante rampa elicoidale che richiama le soluzioni d’angolo di natura classica, potremmo parlare molto opportunamente di mash-up compositivo ante litteram.

morandi

Una architettura nata nel 1957 (significativamente l’anno in cui fu lanciata la 500) che si inserisce a pieno titolo nel solco delle tantissime “Palazzine romane” realizzate in quel ventennio. Una scuola di pensiero, una metodologia compositiva che si affianca a personalità come quella di Nervi, Moretti o Musumeci che hanno saputo rilanciare ben oltre i confini nazionali le loro invenzioni formali, fornendo un contributo essenziale alla diffusione del Made in Italy nel mondo.

Morandi ha saputo studiare a fondo una tecnologia relativamente nuova (il cemento armato) inventandone nuovi modi d’uso (fino a brevettare il suo sistema costruttivo) spingendone le potenzialità fino ai limiti più estremi facendo della sua innovazione l’elemento compositivo più caratteristico.

Oggi siamo voluti scendere in campo contro una filosofia speculativa puramente fine a se stessa, contro una modalità di gestione della città che rifiuta di prendere coscienza dei propri elementi costitutivi (delle proprie stesse potenzialità),  o anche solo di immaginare un modello di città coerente con le sfide dell’esistenza contemporanea ci sta offrendo, una mentalità che si affida ad interventi tabula rasa che non sanno o non vogliono riflettere a fondo su quale possa essere un modo diverso di ripensare la città stessa.
Oggi invitiamo a ragionare sulla reinvenzione dei modi d’uso della città così com’è, a partire dalla disponibilità dei suoi spazi già esistenti, a partire dalla disponibilità dei cittadini stessi a fare rivivere spazi e luoghi che, seppure appartenenti ad un passato recente, sono entrati a fare parte del paesaggio geografico dei nosti quartieri, della nostra memoria microcosmica.
La storia di Morandi ci invita ripartire dal suo stesso atteggiamento di ricerca, dalla sua capacità di indagare gli elementi e le loro forme, dando loro la naturale espressività, partendo dalla loro funzione e dalla loro naturale potenzialità e reinventività.
Tra i tanti intervenuti sia durante il Walk Show organizzato da Urban Experience, che dopo nei discorsi non possiamo non ricordare Maurizio Morandi (figlio di Riccardo e lui stesso Architetto Urbanista), Rosalia Vittorini, Presidente dell’ associazione Do.co.mo.mo., il Quinto Stato (che hanno rilanciato una identica battaglia per il 4 giugno alla Città dell’Altra Economia), Riccardo D’Aquino che ha portato il suo progetto di riqualificazione del Mercato, Urban Experience stessa.
Un contributo importante che ha dato il senso di una volontà ampia, che va oltre le specifiche esigenze di protesta, che ha unito soggetti e personalità diverse, architetti artisti performer con negozianti e semplici abitanti di quartiere; un contributo fondamentale soprattutto se letto alla luce della proposta fatta dall’Assessore al Bilancio della Provincia Antonio Rosati, che ha lanciato la proposta all’Assessore al Commercio di Roma Bordoni di trovare insieme le soluzioni economiche per rilanciare i mercati rionali.

Intanto le firme in difesa del Mercato possono essere raccolte presso la tabaccheria di Via Magnagrecia, 58 (rivendita 462).


8 Commenti a “In difesa del Mercato Metronio”

  1. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    L’annuncio della disponibilità della Provincia di Roma a mettere a disposizione del Comune i fondi per il restauro della struttura, è il segno evidente che quando le forze si uniscono riescono ad ottenere risultati significativi.

  2. Silvia scrive:

    E ‘ un’iniziativa davvero encomiabile.
    Forse avrete saputo che a Torino il Comune (aperta amministrazione del sindaco Fassino) ha venduto a privati sia il Palazzo del Lavoro di Pier Luigi Nervi, sia il Palazzo Gualino di Pagano-Levi Montalcini.
    A vendita avvenuta ci sono state proteste e una raccolta firme, ma è troppo tardi per fermare la scempio. Palazzo del Lavoro diventerà centro commerciale, Palazzo Gualino sarà sventrato per farne alloggi di lusso. Ai link seguenti l’appello di Daniele Vitale e il forum di Repubblica di qualche mese fa.
    http://www.salvapalazzogualino.it/ http://www.scribd.com/doc/100506604/Forum-di-Repubblica-Torino-dedicato-alla-riqualifica-di-Palazzo-Gualino-e-alla-conservazione-e-tutela-del-patrimonio-architettonico-moderno-intervi
    Attendo aggiornamenti sulla vostra iniziativa e spero che vada a buon fine.

  3. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Grazie, Silvia. Terremo aggiornata te e gli altri nostri lettori.
    Se poi tu o chi altro chi volesse fare qualcosa di concreto ed aiutarci praticamente nella gestione dell’iniziativa può scrivere alla nostra posta elettronica di questo blog o della pagina facebook.

  4. maurizio costanza scrive:

    Quali novità ci sono ad oggi sul destino della struttura? è stao scongiurato il piano di demolizione edi costruzione di un nuovo centro commerciale? quello che io auspico è un restauro cui segua un’opera di valorizzazione delle strutture commerciali già presenti e di quelle che possono essere ospitate!

  5. […] e soprattutto  la cosiddetta “Delibera Cam”, che prevedeva lo scambio immobiliare di tre mercati rionali con alloggi per housing […]

  6. […] e soprattutto  la cosiddetta “Delibera Cam”, che prevedeva lo scambio immobiliare di tre mercati rionali con alloggi per housing […]

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