Notizie da inarcassa n.6

inarcassanews

cari amici e colleghi

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

In questi mesi ci sono state importanti novità che cambieranno radicalmente il nostro sistema previdenziale, naturalmente le novità sono soltanto negative.

Il Governo Monti ha inserito nel D.L. 201/2011 “Salva Italia”, art. 24, comma 24, una norma che obbliga le Casse di previdenza, come Inarcassa, ad avere una sostenibilità a 50 anni senza nemmeno poter considerare il patrimonio.

A tal proposito Inarcassa ha organizzato una serie di incontri in alcune città italiane per presentare la riforma della sostenibilità a 50 anni, a seguito di  nostre richieste è stato inserito in calendario un incontro a Roma:

il 9 maggio alle ore 15.30 presso l’Hotel Quirinale in via Nazionale, 7

a cui vi prego di essere presenti, in particolar modo dopo le polemiche alla mancanza di incontri nelle grandi città.

In merito alla sostenibilità vi ricordo che appena 5 anni fa, ci avevano richiesto una sostenibilità a 30 anni che ha comportato grossi sacrifici con pesanti aumenti dei contributi e riduzioni delle pensioni (vedi link).

La richiesta del governo Monti è stata una doccia fredda che nessuno si aspettava e che ha colto di sorpresa i vertici delle Casse.

L’Adepp, (l’associazione che rappresenta le Casse dei liberi professionisti), ha provato inizialmente ad esprimere il proprio dissenso ma con scarsi risultati, non sono riusciti nemmeno a farsi ricevere dal Ministro Fornero.

Hanno ottenuto soltanto un rinvio della scadenza da marzo a settembre 2012.

E’ deprimente constatare, ogni volta, la nostra incapacità nel farci ascoltare a differenza di altre categorie, (vedi tassisti).

Stiamo assistendo impotenti allo smantellamento della libera professione, che ha avuto una grandissima importanza nella storia dei 150 anni d’Italia.

Il problema principale è la mancanza del lavoro per gli architetti e se continua così sarà inutile parlare ancora di pensioni e di sistema previdenziale a fronte di un reddito che non c’è più.

Il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo è ormai inevitabile, ci troviamo di fronte ad un bivio:

  • da una parte il mantenimento dei nostri livelli pensionistici raddoppiando però i nostri contributi;
  • dall’altra il mantenimento del livello dei contributi dimezzando le nostre pensioni.

Per avere un’idea in cifre:

- oggi, con il sistema retributivo, la pensione annua per chi ha un reddito medio, nei migliori 30 anni di contribuzione di 22.000 euro (attuale reddito medio degli architetti italiani) è di 14.500 euro circa.

- domani, con il sistema contributivo, la pensione annua per chi ha un reddito medio, nei migliori 30 anni, di contribuzione di 22.000 euro (attuale reddito medio degli architetti italiani) sarà  di 7.500 euro circa.

La soluzione che si adotterà, in ogni caso, comporterà gravi sacrifici.

Nel mese di dicembre alcuni delegati, tra cui il sottoscritto, hanno chiesto al Consiglio di Amministrazione di Inarcassa di convocare, il prima possibile, una riunione straordinaria del Consiglio Nazionale dei delegati per discutere subito della problematica.

Il Presidente ha convocato il CND il 9 e 10 febbraio dove sono intervenuti numerosi esperti, tra cui il prof. Nisticò e il prof. Trudda, che ci hanno fatto un panegirico del sistema contributivo esaltandone le qualità e cercando di convincerci che non ci penalizzerebbe.

Peccato che, fino a pochi mesi fa, tutti, tra cui il Presidente di Inarcassa, ci parlavano malissimo del contributivo.

In realtà la maggioranza degli iscritti avrà forti penalizzazioni.

Nel CND, dopo gli interventi degli esperti, che sono durati forse troppo, si è aperta la discussione tra i delegati, ma non è stato dato sufficiente spazio al dibattito, soprattutto in un momento così importante per il nostro futuro.

Noi delegati avremmo voluto poter fare delle proposte concrete in merito alle azioni da intraprendere, per rispondere alle richieste del governo Monti, ma non siamo stati nelle condizioni di farle perché non siamo in possesso dei dati per poter fare delle valutazioni di previsione.

Abbiamo soltanto potuto fare delle raccomandazioni al Consiglio di Amministrazione che dovrà elaborare la proposta definitiva che dovremo votare al prossimo CND nel mese di giugno, probabilmente una riforma così pesante per gli iscritti avrebbe avuto bisogno di maggior tempo per la discussione.

Nel mio intervento in CND ho espresso le mie preoccupazioni ad un passaggio al sistema contributivo puro, in cui verrebbero a mancare tutti i principi di solidarietà che un Ente Previdenziale dovrebbe avere.

Scomparirebbe la pensione minima, (attualmente di circa 10.500 euro all’anno) e molti colleghi rischieranno di prendere 200/300 euro al mese di pensione, sparirebbero molti agevolazioni e contributi.

In questo caso l’Inarcassa diventerebbe un normale Ente di assicurazione che accantona i soldi versati da ogni iscritto e li restituisce quando va in pensione, non avrebbe più senso quindi una struttura con 300 dipendenti che oggi ci costa circa 30 milioni di euro all’anno:

- 15 milioni (dipendenti)

- 4,5 milioni (organi statutari: CND, Consiglio di Amministrazione, Giunta Esecutiva)

- 10 milioni (gestione: consulenze, informatica, call center, convegni, rivista, varie).

Per questi motivi, credo che sia giusto trovare un giusto compromesso tra il sistema retributivo e quello contributivo, apportando delle modifiche che possano migliorare la sostenibilità, come:

  • aumentare l’età pensionabile da 65 a 70 anni;
  • eliminare la pensione di anzianità;
  • modificare l’attuale sistema di reversibilità (oggi una ventenne che sposa un architetto di 80 anni, continua a percepire la pensione, dopo la morte dell’iscritto, senza limiti di tempo e di reddito);
  • chiedere un contributo di solidarietà a tutti gli attuali pensionati;
  • chiedere il contributo minimo anche ai pensionati iscritti;
  • portare al 15% il contributo soggettivo (attualmente è il 14,5%) e quello integrativo al 5%;

Sono tutte proposte che potrebbero diminuire l’impatto devastante di un contributivo puro che si basa soltanto sui versamenti effettuati e di fatto dimezzerebbe le nostre pensioni, favorendo soltanto coloro che hanno redditi molto elevati (circa il 5% degli iscritti).

In realtà ci si dimentica che se si passa al contributivo, molti di noi percepiranno anche meno di quello che hanno versato perché bisognerà pagare il debito previdenziale che si è accumulato in questi ultimi 30 anni, ovvero le pensioni di tutti coloro che hanno versato molto meno di quello che stanno percependo di pensione, (in alcuni casi si arriva ad un rapporto di 1 a 5).

La grande ingiustizia è che oggi ci sono iscritti che percepiscono una pensione che corrisponde al 130/140% dell’importo medio del reddito che hanno percepito durante tutto il periodo lavorativo (perché prima si calcolava l’importo della pensione considerando i migliori 5 anni degli ultimi 10) e domani ci saranno iscritti che prenderanno il 40% dell’importo medio del reddito che hanno percepito durante tutto il periodo lavorativo.

Con la solita storia dei diritti acquisiti, siamo di fronte ad una grande ingiustizia tra generazioni.

Non ho idea di quanto, delle mie raccomandazioni al Cda, verrà preso in considerazione, ho paura ben poco, del resto in questo primo anno e mezzo di esperienza come delegato Inarcassa, mi sto convincendo sempre di più della inutilità di un organo come il CND, composto da più di 200 delegati tra architetti e ingegneri che dovrebbe decidere le sorti della nostra cassa, ma che in realtà non serve quasi a nulla e costa quasi 3 milioni di euro all’anno.

Diventa sempre più urgente un suo radicale rinnovamento e ridimensionamento.

Vi saprò dire come andrà a finire in merito al sistema contributivo o retributivo nel mese di luglio.

Per chi vuole conoscere anche gli altri fatti accaduti nei CND di novembre e febbraio può leggere questa breve sintesi:

- nel CND di novembre è stato approvato il bilancio preventivo 2012, la relazione del bilancio è solitamente preceduta da lunghi interventi di esperti che ci riempiono di numeri e grafici con l’obiettivo di convincerci che tutto va bene. L’ottimismo è importante, ma forse a volte bisognerebbe essere più realistici, soprattutto in un periodo di crisi come quello in cui viviamo.

Ciò che più mi ha colpito in questi due anni, è stato constatare spesso enormi differenze in alcuni capitoli di bilancio tra il preventivo e il consuntivo, ciò dimostra che la “scienza esatta” che ci vogliono propinare gli esperti, che relazionano il bilancio, in realtà non è altro che un terno al lotto.

Mi ricordano i consulenti finanziari che ci consigliano gli investimenti facendoci le previsioni di ciò che avverrà, comportandosi di fatto come coloro che vendono i numeri del lotto in televisione.

In questi ultimi anni la tendenza del Consiglio di Amministrazione, nella predisposizione dei bilanci preventivi, è stata quella di sottovalutare o minimizzare la crisi che ha colpito la nostra professione (riducendo in 3 anni del 25% i nostri redditi).

Spesso abbiamo chiesto in CND di rendere più realistiche le previsioni senza essere ascoltati, poi, in sede di consuntivo, le previsioni vengono puntualmente smentite.

Alcuni mesi fa abbiamo approvato un asset allocation in cui si prevedeva, per gli investimenti mobiliari, un utile lordo di circa il 4,5%, oggi i dati a disposizione ci dicono che, probabilmente, il consuntivo 2011 si chiuderà con un utile degli investimenti mobiliari di circa lo 0,8%, considerato che investiamo mediamente 4 miliardi di euro, non è un grosso risultato, nonostante la crisi (con conto arancio avremmo preso minimo il 4%).

Il mio può sembrare un discorso semplicistico e demagogico, però non si può negare che gli investimenti potrebbero essere gestiti meglio, se poi leggiamo le notizie di stampa come quelle relative al presidente della cassa dei medici che è stato indagato in merito a investimenti dell’ente, cominciamo a preoccuparci, le società coinvolte poi come Idea Fimit e Mangustarisk hanno a che fare anche con inarcassa.

Il problema è che noi delegati non abbiamo nessuna possibilità di controllare gli investimenti, ma siamo tenuti ad approvare i bilanci.

- Nel CND di Novembre ci sono stati alcuni problemi in merito agli incarichi che Inarcassa conferisce ad architetti o ingegneri, il 12 novembre è stata inviata una lettera anonima ai delegati, agli Ordini professionali e alla procura, da parte di un  gruppo di architetti di Firenze che ci accusava di essere una casta e di aver dato un incarico per un immobile di Firenze a un delegato di Pistoia. La maggior parte dei delegati si sono indignati per l’uso di una lettera anonima, ma non hanno ritenuto importante entrare nel merito della questione.

Alla fine si è capito che l’incarico è stato dato a un collega che divide lo studio con un delegato, ma di fatto lavora insieme. Il Direttore generale di Inarcassa si è giustificato con il fatto che colui che ha vinto la gara ha una partita iva diversa dal delegato.

Non credo che si debbano cercare false giustificazioni, sicuramente il delegato non doveva far partecipare il suo collega di studio, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la votazione dei delegati che di fronte a una mozione in cui chiedevamo di rendere pubblici tutti gli incarichi di Inarcassa, hanno in maggioranza votato contro, con l’alibi della lettera anonima, facendoci fare una pessima figura nei confronti degli iscritti.

Personalmente avevo espresso la richiesta di rendere pubblici gli incarichi di Inarcassa nel primo incontro che ho avuto con il presidente di Inarcassa, in campagna elettorale in cui avevo riscontrato il consenso della Muratorio.

Per fortuna il presidente Muratorio ha dichiarato, subito dopo la votazione, che ci avrebbe comunque inviato gli incarichi degli ultimi 5 anni e così ha fatto dopo alcune settimane.

Dall’analisi dei dati che ci sono finalmente pervenuti, si evince che la quasi totalità degli incarichi di Inarcassa, fino a un anno fa, venivano fatti in maniera fiduciaria anche quelli di importi notevoli, i beneficiari degli incarichi si ripetono spesso ricevendo nell’arco di 5 anni più incarichi, alcuni con importi sicuramente importanti.

Oggi, con le ultime norme del Governo, Inarcassa è obbligata a comportarsi negli incarichi come se fosse un Ente pubblico attenendosi alla normativa per gli appalti, non so se è un bene o un male, conoscendo l’attuale codice degli appalti.

Sicuramente si dovrebbe migliorare nei bandi, nelle procedure e in molto altro, ricordandosi di essere un Ente che dovrebbe tutelare i propri iscritti.

- Inarcassa ha chiesto di poter compensare i debiti degli iscritti con i crediti con le Stazioni Appaltanti, sarebbe un passo importante per consentire di mettersi in regola a tutti i colleghi che hanno importanti crediti con le Amministrazioni e non riescono a pagare i contributi, non sembra che il Governo abbia molta voglia di ascoltarci;

- è stata costituita e riconosciuta ufficialmente la Fondazione di Inarcassa, speriamo che possa fare qualcosa di buono per la nostra professione e non sia il solito carrozzone per spartire poltrone;

- è stato dato ampio spazio sui mass media alla vicenda dell’immobile situato a Roma, venduto ad un Parlamentare e ricomprato lo stesso giorno dalla Cassa Psicologi ad un prezzo maggiorato di 80 milioni di euro, l’immobile era gestito dal Fondo Omega di Idea Fimit in cui Inarcassa aveva delle importanti quote, il Presidente di Inarcassa ci ha rassicurati informandoci che Inarcassa ha guadagnato il 23% con l’immobile in oggetto, siamo contenti, ma noi delegati, soprattutto oggi che tutti gli investimenti immobiliari di Inarcassa passano tutti attraverso un fondo, non abbiamo nessuna possibilità di controllare ciò che avviene;

- L’accertamento con adesione che ha permesso, a tutti coloro che avevano dei debiti nei confronti di Inarcassa, di mettersi in regola con uno sconto del 30% delle sanzioni applicate, ha avuto una bassa affluenza, probabilmente per via dei tempi troppo ristretti, in una situazione di grave crisi economica, che sono stati concessi agli iscritti per pagare.

- è stata fatta una nuova convenzione per la polizza di assicurazione divenuta ormai obbligatoria con il nuovo Decreto del Governo, le condizioni e i prezzi sono molto convenienti;

- la rivista di Inarcassa dopo 40 anni diventerà on line, soltanto a richiesta quella cartacea.

- sarà indetto un concorso di idee, probabilmente riservato ai giovani iscritti, per la sistemazione dell’ingresso della sede dell’Inarcassa a via Salaria;

- con la manovra estiva del 2011 il Governo aumenta i controlli sulle casse private, sia in merito agli investimenti che alla gestione dei dipendenti e molto altro, ci troviamo dunque ad essere un ente privato che ha mantenuto soltanto le fregature del privato, tipo la tassazione sui nostri investimenti mobiliari e immobiliare che vengono però fatti dai nostri soldi che sono stati già tassati, e le fregature del pubblico, (burocrazia, lentezza etc), non credo che sia molto giusto.

Vi ricordo che il bolletino M.A.V. non verrà più inviato per posta agli iscritti ma dovrà essere generato e stampato tramite l’apposita procedura su Inarcassa On line, ciò comporterà un risparmio per Inarcassa ma sarà più facile dimenticarsi di pagare entro i termini previsti.

Vi ricordo che il 30/04/2012 scade il pagamento dei contributi con l’interesse fisso del 2% per chi non ha pagato il 31/12/2011.

Bisogna però stare attenti a non ritardare di un solo giorno rispetto al 30/04/2012 perché in tal caso verranno applicate le sanzioni e gli interessi a partire dal 01/01/2012.



30 Commenti a “Notizie da inarcassa n.6”

  1. alessandro de sanctis scrive:

    bravo marco, continua così!!!

  2. candido scrive:

    bravo marco, continua così!!! dè che!
    Un rapportino periodico è il meglio che il nostro grande Don Alcaro della Mancia riesce a fare!? Mi sembra poco per uno che ha molte ambizioni locali e nazionali …
    l’esigente candido

  3. Caro Collega (sono ing. LP nel settore ICT),

    condivido ampiamente dubbi, preoccupazioni e molte delle tue indicazioni. In particolare in molti “luoghi”, fisici e virtuali, moltissimi altri colleghi sono estremamente preoccupati degli elevati costi di gestione del nostro ente, in relazione ai compiti prevalenti dell’ente stesso ed ai discutibili risultati ottenuti in questi ultimi anni.

    Vorrei segnalarti, se già non ne sei al corrente, che anche in altri “luoghi della rete” (LINKEDIN, INARCOMMUNITY), si aprono da tempo dibattiti e confronti accessi su questi temi che ormai non possono più essere elusi o anche solo rimandati.

    Per parte mia avrò cura di diffondere il più possibile il tuo contributo allo scopo di favorire al massimo presa di coscienza e confronto su queste preoccupazioni, per la ricerca e lo sviluppo di cambiamenti evolutivi di interesse per tutti.

  4. Angela ROSA scrive:

    apprezzo il tuo contributo, spero che anche gli altri delegati si muovano :non c’è tempo da perdere!

  5. vincenzo di rosario scrive:

    Ottimo sunto! Ho letto ed ho capito molto. Grazie.

  6. marco crisanti scrive:

    Ti ringrazio perchè dopo tanti anni che, come tanti colleghi amici, buttavo la rivista dell’Inarcassa ancora nel cellophane, finalmente ho “compreso” qualcosa di questo carrozzone.
    Sono tra i moltissimi che hanno votato forse una volta per l’elezione sia all’Ordine che alla Cassa ma da ora prometto interesse e, se potrò, azione. Tanto da perdere ormai c’è poco…..

  7. Simona Basili scrive:

    Finalmente ho capito parecchie cose che mi sembravano cosi difficili! ! Grazie Marco

  8. Ringrazio AMC per l’esauriente e molto documentato resoconto. Non so se le sue proposte siano plausibili o realistiche perchè la materia è difficile, però va apprezzato lo sforzo. Mi è piaciuto, forse perchè lo penso anch’io da tempo, che il consiglio dei delegati sia un organo pletorico, non molto efficace e dai costi considerevoli. Inoltre, da quella sola volta che ho visto la Muratorio e una parte dello staff in azione ad Arezzo, ho capito che manovra il consiglio a suo piacimento, data la sua grande abilità, e riesce sempre a non dare spazio al dibattito, soprattutto se fiuta l’aria di disaccordo.
    Pietro

  9. contributi_addio scrive:

    Per capire cosa sta accadendo bisogna avere alcuni punti fermi.
    Con il contributivo ognuno prende la pensione in base ai contributi che versa.
    Se si versa poco si prende poco, se si versa molto si prende molto, ma ciascuno riprende il suo.
    Il sistema diventa come una polizza vita, garantita da un ente che non dovrebbe avere scopo di lucro quindi molto positivo per l’iscritto.
    Monti con il decreto Salva Italia (art. 24 c.24) vuole il contributivo per quello che matura dal 1/1/2012.
    Già, ma se da gennaio ognuno riprende quello che ha versato, come afferma anche la Muratorio, chi pagherà il debito (5 miliardi di patrimonio - 30 miliardi di riserva matematica) della Cassa?
    Forse avete capito perchè la Muratorio è diventata nervosa con l’approvazione del decreto salva Italia?
    Perchè avrà tutti i delegati anziani che si ritrovano la pensione ridimensionata ad un sesto rispetto a quello che hanno aspettato per anni in quanto si dovrebbero rivedere i diritti acquisiti e cancellare una buona parte dei contributi versati.
    Nel Workshop di febbraio, comunicato stampa n. 4 si evince che gli svedesi hanno capito il problema 20 anni fa ed hanno fatto il passaggio al contributivo quando le spalle erano larghe.
    Se la cassa ha perseguito la strada sbagliata per oltre 20 anni, non può pensare di raddrizzare la barca con una semplice sterzata.
    Bisogna prendere atto che i bilanci tecnici di Inarcassa sono basati su una montagna di menzogne, che quello che vogliono approvare serve solo a prolungare l’agonia di Inarcassa.
    I delegati non sono obbligati ad approvare il bilancio tecnico entro il 30 settembre prossimo.
    Bisogna far passare il 30 settembre senza approvare nulla e far entrare in vigore le regole del decreto Salva Italia che salva il futuro di tutti i giovani e ragionare democraticamente le basi di una nuova cassa a servizio degli iscritti.

    Il bilancio tecnico, è la differenza tra Entrate (contributi incassati, dei rendimenti) ed Uscite (prestazioni pensionistiche correnti) e viene evidenziato il Patrimonio che in questa fase aumenta ma in seguito è destinato a diminuire fino al fallimento fra 50 anni.
    Nel bilancio tecnico non è riportato il Debito Previdenziale (riserva matematica) ossia le obbligazioni che nascono nei confronti di chi versa i contributi e si aspetta una pensione.
    Ad oggi si sa che è di 30 miliardi ma non sappiamo a quale velocità si incrementa o diminuisce.
    Il bilancio tecnico certifica la sopravvivenza di Inarcassa in termini di cassa ma non in termini di garanzia delle prestazioni che deve fornire agli associati.
    Garantire la sostenibilità a 50 anni significa che il bilancio della cassa è salvo per tale periodo senza alcuna garanzia delle pensioni che deve fornire al termine di quel periodo.
    Non vi è inoltre alcun rapporto tra i sacrifici richiesti agli iscritti e la prestazione garantita.
    In pratica gli iscritti salvano il bilancio di Inarcassa al prezzo della loro fine.
    Se non siamo masochisti, non rimane che chiudere i bilanci di Inarcassa al 31/12/2011 e liquidare il patrimonio ed iniziare con il contributivo per tutti dal 1/1/2012 (come previsto da Monti).
    P.S. Se la Muratorio vi dice di stare attenti a non farvi sottrarre Inarcassa, fatevi dire come si chiama chi si dovrebbe accollare 25 miliardi di € di debito.
    Secondo P.S. Sono due mesi che tutti i professionisti di Inarcassa cercano di capire cosa significa “sostenibilità a 50 anni di Inarcassa” e nessuno lo ha ancora capito, basa vedere i commenti nei vari siti .
    Il sito meno chiaro in assoluto è quello di Inarcassa, che ha tra gli obblighi statuari la comunicazione agli iscritti.
    Le cose sono tre: o i professionisti non capiscono, ed allora mi preoccuperei per quello che fanno tutti i giorni, oppure l’Ente Inarcassa non si sa spiegare, ed allora mi preoccuperei della loro professionalità, oppure c’è qualcuno che non vuole fare capire quello che sta preparando.
    Certo è che chi approverà il prossimo bilancio tecnico, dovrà spiegarlo agli iscritti che già hanno capito cosa contiene.

  10. contributi_addio scrive:

    Vi segnalo questo forum se volete conoscere il ritmo con cui si dileguano i vostri contributi.
    http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?f=11&t=51534

    La media è rendimento 0 di quanto versato (immaginate nell’anno in cui andate in pensione quello che può esserci rimasto.
    Sottrazione dal 18% del 2012 al 27% del 2022 via via a crescere.
    Fallimento della cassa previsto nel 2059.

    Fonte bilancio tecnico Inarcassa 2009

    Bisogna chiudere Inarcassa con il Bilancio al 31/12/2011 ed iniziare con il contributivo dal 1/1/2012 come richiesto dal decreto Salva Italia previa ristrutturazione del debito e dei contributi versati.

  11. chiederei qualche suggerimento su quali provvedimenti si possano intraprendere dal basso, ovvero a partire dagli iscritti, per poter ottenere maggiore trasparenza e maggiore controllo sull’Ente che dovrebbe operare per garantirci previdenza!
    Questa Inarcassa così com’è non serve anzi ci danneggia pure, meglio i soldi accantonarseli ed investirseli da soli!

    Complimenti per l’articolo.
    Celeste Petraroli

  12. max lusetti scrive:

    Da Maurizio Viglino su linkedin nel gruppo Inarcommunity:

    “Vi sottopongo alcuni altri dati del bilancio 2010 di Inarcassa che dovrebbero fare riflettere. Vi prego di farli circolare: ne va del nostro futuro.
    Se andate a pagina 107 del bilancio trovate la tabella n. 42 – Interessi e oneri finanziari.
    La riga “Perdite da cambio” riporta, sotto il consuntivo 2010, il numero 173.429. Mi sono chiesto come sia possibile che un ente previdenziale possa avere quasi duecentomila euro di perdite da cambio (che sono normalmente conseguenza di ripetute operazioni finanziarie in valuta). La sorpresa è diventata panico quando ho letto la didascalia in calce alla tabella: i valori nella stessa sono in migliaia di euro.
    Questo significa, care colleghe e colleghi, che qualcuno, preposto alla gestione dei NOSTRI soldi, nel solo 2010 si è “fumato” 173 milioni e 429mila euro in operazioni finanziarie. Avete idea di quante pensioni si possano pagare con 173 milioni di euro? O, in alternativa, di quanto si potrebbero alleggerire i contributi?
    Tanto per darvi un termine di paragone, la FIAT (quindi, non esattamente una fabbrichetta), nel corso di tutto il 2010 ha avuto la bellezza di 4′000 (quattromila) euro di perdite sui cambi.
    Se andate a pagina 72 del bilancio, alla voce A.1 è riportato il totale dei contributi che tutti quanti abbiamo versato, ossia, per il 2010, € 679′633′694.
    Questo vuol dire che il 25,5% dei nostri contributi sono stati “bruciati” in operazioni finanziarie andate male. Lo sapevate? Vi sembra “normale”?
    I difensori di inarcassa “a prescindere” diranno che nello stesso periodo i proventi da cambio sono stati pari a 114 milioni 562mila euro. Vero (pag. 106, tabella 41). Se possibile, tuttavia, questo aggrava la situazione, invece di alleggerirla: non solo il saldo è comunque di 60 milioni di perdita, ma si conferma una gestione perlomeno allegra dei nostri soldi.
    Non sono un esperto di finanza, tuttavia riesco a trovare solo una possibile causa di queste perdite: operazioni sui derivati con effetti leva mostruosi. Si tratta di operazioni speculative a elevato rischio, cioè l’esatto contrario di ciò che un istituto previdenziale “sano” dovrebbe avere nella propria ragion d’essere. Tuttavia, se gli iscritti sono contenti così, fanno bene a non lamentarsi. Vorrei però saperlo, perché io scappo da inarcassa. E inoltre: rischiare per rischiare, tanto vale andare al casinò. Ci si diverte di più (così dicono, almeno).
    Ribadisco: io suppongo che le perdite siano la conseguenza di operazioni sui derivati: non trovo altre possibili ragionevoli cause, e nel bilancio ci si è ben guardati dal fornire spiegazioni al riguardo. Non immaginate neppure quanto mi piacerebbe sbagliarmi.
    E trovo perlomeno di cattivo gusto tentare di tenere tutte queste notizie all’interno del solo SN istituzionale: queste dati si devono sapere, e contributi di altri professionisti saranno (in questo gruppo) benvenuti.”

    A questo punto mi viene anche da chiedere ma perchè insistiamo con inarcassa? Entrare nell’inps oppure meglio ancora … abolire la pensione e lasciare liberi tutti di fare quell oche vogliono con i loro soldi. Perchè ormai questa è solo una presa per i fondelli!

  13. contributi_addio scrive:

    Un passo molto semplice potrebbe essere quello di visionare i documenti che vengono consegnati ai delegati prima che passino all’approvazione dei vari consigli nazionali.
    Lo statuto di Inarcassa, prevede
    “”Art. 46 - Trasparenza nei rapporti con gli iscritti (v.nota 38)
    Per assicurare la trasparenza nei rapporti con gli iscritti:
    ……
    g) il Consiglio di Amministrazione può attuare altre relazioni informative con gli iscritti mediante pubblicazioni, studi, ricerche e convegni, anche per il tramite degli organismi rappresentativi delle categorie di ingegneri e architetti liberi professionisti.”"

    In merito alla riforma in atto, non risulta sul sito vi siano documenti che illustrano la politica che si intende attuare.

    Oppure:
    “”Art. 11 - Le Assemblee provinciali degli iscritti

    11.1 - Le Assemblee provinciali degli iscritti sono costituite, nell’ambito delle singole Provincie, da tutti gli ingegneri ed architetti iscritti ad Inarcassa.

    11.2 - Le Assemblee provinciali eleggono tra gli iscritti ad Inarcassa, con votazione espressa da almeno un quinto degli iscritti di ogni categoria, secondo le modalità di votazione stabilite con apposito Regolamento deliberato dal Comitato Nazionale dei Delegati, i componenti del Comitato medesimo.”"

    Non sono riuscito a trovare il Regolamento del Comitato Nazionale dei Delegati.

    Si potrebbe iniziare a costituire queste assemblee per sensibilizzare tutti gli iscritti sulla grave situazione che li interessa.
    ALMENO QUANDO ANDRANNO A VOTARE NEL 2015 LO FARANNO CON COGNIZIONE DI CAUSA E DECIDERANNO SE VOGLIONO RINUNCIARE AD ALTRI 5 ANNI DI CONTRIBUTI OPPURE SE INIZIARE A METTERE DA PARTE QUALCHE COSA.

    Riflettendo bene sulla situazione, secondo me stanno peggio i vecchietti che i giovani.
    I giovani, ora che è chiara la situazione, sanno che devono iniziare a mettere da parte i contributi, anche in modo consistente, ma avranno quello che gli deve, basta che sono informati.
    I vecchietti devono iniziare a pensare ad una rivoluzione copernicana: fino ad ora hanno fatto la politica per cui ai loro diritti acquisiti corrispondevano doveri acquisiti da altri, senza pensare a come sarebbe andata a finire.
    Non possono pensare di saccheggiare a mani basse i contributi dei colleghi più giovani anno dopo anno.
    Ora che si sa che continuare a percorrere questa strada, non può che andare a finire male, devono iniziare a pensare che se vogliono mantenere i diritti acquisiti, li attendono una equivalente serie di doveri che presto acquisiranno.
    Questo per iniziare.
    Saluti

  14. Roberta Cini scrive:

    Vorrei fare una precisazione, documentabile, in riferimento a quanto il Collega Delegato Alcaro afferma sulla pubblicazione sul sito di Inarcassa, degli incarichi professionali.
    Rettifico che nel CND 24-25 novembre 2011, dopo la votazione la Presidente Arch Paola Muratorio, affermò che sarebbero stati pubblicati Tutti gli incarichi dati/aggiudicati in futuro da Inarcassa.
    Per gli incarichi dei 5 anni antecedenti ( e cioè conferiti da Inarcassa nel periodo 2007/2011) è stato dato seguito, con nota del Direttore Generale di Inarcassa, Dr. Giancarlo Giorgi, in data 03 febbraio 2012 u.s., dietro alla richiesta, effettuata il 18/11/2011 e reiterata il 12/12/2011 e il 14/01/2012, e avanzata congiuntamente da me e da altri tre ColleghiDelegati.

    Riguardo invece al conflitto intergenerazionale che sembra alimentato dalle parole del Collega Delegato Alcaro, vorrei , a tal proposito, proporre qui una riflessione del Collega Contini, Delegato Arch della Provincia di Siena, inviata poco tempo fa a tutti i Delegati e dal quale ho avuto il consenso a pubblicarla.
    Cordiali Saluti
    Roberta Cini

    “………..fatemi aggiungere qualcosa anche sul problema generazionale; anche se sono un po’ fuori questione vi invito a considerare quanto segue:
    - La Cassa è nata nel 1958 . I colleghi a cui va il merito di averla fondata non è che ne hanno ricevuto grandi ritorni.
    - Se nei primi anni i versamenti erano modesti è anche vero che i “vecchi” o chi per loro, pagavano il 2‰ , non sul fatturato, ma sul progettato.
    Alcune cifre:
    - Nel 1972, il complesso dell’entrate era di € 3.548.310,00 , gli iscritti 15.171, ossia € 234,00 a capo che, attualizzati al 2010, corrispondono a € 3.587,00.
    - Nel 1995 , epoca della privatizzazione, le entrate erano di € 5.039,00 a iscritto, corrispondenti, se attualizzate al 2010, a € 7.063,00.
    - Il patrimonio era di € 1.243.243.243,00 diviso per gli iscritti (51.660) risultava a testa di € 24.066,00 ossia, attualizzati a € 33.733,00.
    Nel 2010, le entrate complessive, a qualsiasi titolo erano di € 4.379,00 a iscritto.
    Il patrimonio era di € 5.405.266.000,00 corrispondente a € 34.826,00 procapite.
    Altri dati:
    - Nel 1972, l’importo medio delle prestazioni attualizzate al 2010 risultava di € 2.480,00 annue a pensionato.
    - Nel 1995, sempre attualizzando, erano di € 9.588,00 per avente diritto.
    - Nel 2010 sono salite a € 21.052,00.
    Concludendo:
    - A versamenti minori c’erano ritorni altrettanto inferiori;
    - Nel 2010 abbiamo entrate ben ridotte rispetto il 1995 (€ 4.379,00 contro € 7.063,00).
    Dunque non è che gli “anziani” siano stati così privilegiati e di gran peso, come sembrasi dedurre dai molti interventi delle ultime riunioni.
    Il patrimonio, poi, dovrebbe essere rapportato non solo al numero degli iscritti ma anche con il numero degli anni di anzianità della Cassa.
    Insomma, prima di blaterare, riflettiamo di più.
    Tantissimi auguri a noi tutti!
    Enzo
    Delegato Siena

    Nota: I dati sono stati prevalentemente rilevati dal libro commemorativo di INARCASSA 1958-2008 – Zero e Dintorni
    Le cifre per un facile confronto, sono state tradotte in euro e , dove necessario, attualizzate al 2010.”

  15. contributi_addio scrive:

    Questa volta penso proprio che inizierò a giocare al lotto.

  16. contributi_addio scrive:

    Vorrei commentare l’intervento di Roberta Cini che scrive:
    ……………..
    Riguardo invece al conflitto intergenerazionale che sembra alimentato dalle parole del Collega Delegato Alcaro, …………….

    Il conflitto intergenerazionale è alimentato, dalla imposizione alle giovani generazioni, dei costi dei cosiddetti “diritti acquisiti”, dalle generazioni passate e da quelle prossime alla pensione.
    Se il metodo contributivo fosse applicato da subito, anche in maniera retroattiva, a tutti gli iscritti in modo uniforme, il conflitto intergenerazionale svanirebbe, perchè non esisterebbero più “diritti acquisiti”.
    Il conflitto intergenerazionale, è generato da chi pretende una pensione non corrispondente ai contributi pagati.

  17. Claudia scrive:

    @ contributi_addio
    “Un passo molto semplice potrebbe essere quello di visionare i documenti che vengono consegnati ai delegati prima che passino all’approvazione dei vari consigli nazionali”.
    Stai dicendo che gli atti di Inarcassa devono essere approvati dai Consigli Nazionali????
    Ho ben compreso?

  18. contributi_addio scrive:

    In merito al costo dei diritti acquisiti sulle future generazioni, ho risentito l’intervento di Arezzo della presidente che afferma:
    (min. 19:40) “Quale è, prima della riforma 2010, il rapporto tra contributi pagati e riserva matematica? Solo 36,5%.
    Chi dice che ha pagato tanto e riceve poco da Inarcassa, dice veramente una grandissima stupidaggine, ma grandissima stupidaggine … vedete la differenza tra il contributo pagato …. e la riserva matematica”

    Cioè, chi prende 10.000€ di pensione, ne ha pagata 3.650 (il resto lo paghiamo noi);
    Ma dopo la riforma 2010, non cambia il discorso dei diritti da far acquisire a scapito dei giovani infatti:

    “La riforma ha cercato di portare un pò di riequilibrio di questo costo di pensione (riserva matematica) rispetto ai contributi pagati, tanto è vero che questo rapporto arriva quasi al 60%”
    Cioè, chi prende 10.000€ di pensione, ne ha pagata 6.000 (il resto lo paghiamo noi);

    Già, ma come lo paghiamo?
    I nostri contributi, invece di essere accantonati per costituire la nostra riserva matematica (diritto alla pensione) sono utilizzati per pensioni non coperte.
    Il gioco continua fino a quando c’é l’inevitabile squilibrio finaziario del bilancio di Inarcassa per cui quando si deve riscuotere la pensione, non c’è più il patrimonio (vedi bilancio tecnico 2009 anno 2057).

    Se non si vuole alimentare il conflitto intergenerazionale bisogna tagliare le pensioni ante riforma del 64% e inserire subito il contributivo (non pro-rata) per tutti.

  19. contributi_addio scrive:

    STATUTO INARCASSA
    Art. 13 - Attribuzioni del Comitato Nazionale dei Delegati
    Top 13.1 - Il Comitato Nazionale dei Delegati ha le seguenti funzioni:
    a) stabilire i criteri generali cui deve uniformarsi l’amministrazione di Inarcassa;
    b) deliberare sulle modificazioni e le integrazioni allo Statuto;
    c) determinare la misura degli emolumenti ai componenti del Consiglio di Amministrazione, della Giunta Esecutiva e del Collegio dei Revisori dei Conti;
    d) deliberare in ordine ai regolamenti riguardanti le attività di previdenza e assistenza, alle loro modificazioni ed integrazioni, e sulle variazioni della misura delle contribuzioni;
    e) eleggere il Consiglio di Amministrazione ed i due revisori effettivi ed i due supplenti di sua competenza;
    f) approvare il bilancio preventivo, le eventuali variazioni ed il conto consuntivo di Inarcassa;
    g) nominare, su proposta del Consiglio di Amministrazione, la società cui affidare la revisione contabile e la certificazione di cui all’art. 2, terzo comma del Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509;
    h) deliberare, con decisione definitiva motivata, sui rilievi effettuati dai Ministeri vigilanti ai bilanci preventivi, ai conti consuntivi ed in merito alle altre materie di cui all’art. 3, comma 3, del Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509;
    i) esprimere parere su ogni altra materia sottoposta alla sua attenzione dal Consiglio di Amministrazione;
    l) esercitare tutte le altre attribuzioni previste dal presente Statuto e da altre fonti normative in materia;
    m) deliberare la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti.

    13.2 - Le delibere di cui alle lettere a) ed f) vanno trasmesse ai Ministeri del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Tesoro per l’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 3, comma 3, del Decreto Legislativo n. 509/1994; le delibere di cui alla lettera b) vanno trasmesse ai Ministeri stessi per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 2 del medesimo articolo, mentre le delibere di cui alla lettera d) sono rese esecutive con l’emanazione dei decreti previsti dall’articolo 12 della Legge 3 gennaio 1981, n. 6.

  20. contributi_addio scrive:

    Claudia scrive: ….

    Mi hai fatto riflettere sulla pubblicazione dei documenti.
    In effetti, tutti gli enti pubblici stanno pubblicando i loro atti sul proprio Albo Pretorio Telematico (vedi Comuni, Provicie ecc).
    Si potrebbe chiedere la pubblicazione degli atti di Inarcassa su un proprio Albo Pretorio Telematico, sempre che già non esista.

  21. Roberta Cini scrive:

    In Comitato 99 su 100 portiamo avanti, con Alcaro, le stesse opinioni, vedi x esempio il reintegro delle agevolazioni 35enni ( qui abbiamo difeso un diritto acquisito) , la richiesta di CND straordinario per discutere la riforma per attuare la sostenibilità a 50 anni, etc) ma per una informazione più dettagliata ho specificato il motivo per cui si era arrivati alla pubblicazione degli incarichi. Probabilmente Antonio per brevità, vista la news, gli era sfuggito di specificarlo.
    Prima di buttarci a corpo morto contro gli anziani per fargli pagare il contributo di solidarietà, non è meglio cercare una soluzione che non danneggi nessuno? consideriamo oltretutto che in Inarcassa non abbiamo le cosiddette “pensioni d’oro” o “pensionati d’oro” o “baby pensioni” . Abbiamo chi è in pensione di anzianità, che parte da 58 anni, che però deve cancellarsi dall’Albo e conseguentemente non può più fare L.P.. Abbiamo chi è andato in pensione a 65 anni, lavorando e versando i contributi che per legge o statuto doveva versare.
    Non sarebbe meglio buttare le ns energie per dare più garanzie e crescita alla ns professione e al ns lavoro che significa, nel futuro, garanzia e certezza di una dignitosa pensione?
    Nella nuova riforma comunque non dovremmo prescindere da :
    Pensione minima dignitosa garantita;
    Agevolazioni per i primi anni di iscrizione ai giovani iscritti;
    Conservazione dei diritti acquisiti;
    Adozione di contributivo a capitalizzazione;
    Mantenimento dellle attuali aliquote contributive;
    Mantenimento delle forme di assistenza all’iscritto;
    Trasparenza gestionale degli investimenti e del patrimonio.

  22. contributi_addio scrive:

    Rispondo a
    (Roberta Cini scrive:
    8 maggio 2012 alle 09:47)

    Non siamo noi che vogliamo buttarci a corpo morto contro gli anziani, sono loro che lo hanno fatto e continuano a farlo.
    Mi piacerebbe che si rendesse conto di cosa c’è scritto sul bilancio tecnico 2009.
    Posso sintetizzarlo:
    Mani libere su un terzo dei contributi versati, corrispondenti al contributo integrativo, per prolungare l’agonia dell’ente distribuendo pensioni non dovute, fino al collasso dell’ente e nessuna garanzia di distribuire non dico una pensione minima, ma neanche i contributi soggettivi rivalutati.
    Non dico che non si debba lasciare una pensione dignitosa a chi andrà in pensione, ma se Inarcassa distribuisce una pensione da 50.000 € ad uno che ha contribuito per 20.000 €, e non mi lascia neanche la possibilità di riprendere la miseria che viene dal calcolo contributivo, mi devi permettere la possibilità di alterarmi ….
    Se poi gli anziani sono capaci di coniugare:
    Pensione minima dignitosa garantita;
    Conservazione dei diritti acquisiti;
    Adozione di contributivo a capitalizzazione;
    Mantenimento dellle attuali aliquote contributive;
    purchè sia per 100 anni, perchè quando devo andare in pensione, non voglio che un giovane mi dia del ladro,
    aspetto che lo mettano nero su bianco.
    Purtroppo, la coperta è corta, molto corta

  23. contributi_addio scrive:

    La riforma, dovrebbe a mio avviso, mettere un tetto sui DOVERI ACQUISITI ovvero un tetto massimo di costi da gravare sui contributi futuri e sulla scorta di tale valutazione rimodulare i cosiddetti DIRITTI ACQUISITI.
    Con la riforma del 2010, i DOVERI ACQUISITI arrivano per alcuni fortunati sopravvissuti, all’azzeramento totale della pensione.

  24. contributi_addio scrive:

    Scusate l’insistenza, ma ho trovato i documenti relativi al convegno di febbraio organizzato da inarcassa ove si evince che quello che sostengo è già stato attuato in Svezia rivedendo, in modo ragionato, i diritti acquisiti anche RETROATTIVAMENTE.
    In pratica una parte dei costi di transizione al contributivo è attribuito ai giovani attraverso i coefficienti di trasformazione del montante (quindi c’è un limite ai DOVERI ACQUISITI” ed una parte agli anziani applicando il contributivo, in parte, in maniera retroattiva.
    Comunque c’ero arrivato da solo senza uffici studi o workshop.
    Ciao
    http://www.ingegnerinuoro.it/index.php?ids=28&IDT=320
    vedere Prof. Settergren e dottoressa Baroni.

    N.B. In Svezia, non esiste il contributo integrativo. Siamo seri per una volta se dobbiamo fare la riforma e chiamiamo le cose come devono essere chiamate.

    P.S. Nella nota introduttiva del delegato di Nuoro, si evidenziava “Non ha bisogno di commenti il fatto che circa il 40% degli iscritti, giovani in gran parte, riceve oggi più di quanto versa….”
    Visto che le sperequazioni all’interno del sistema pensionistico, vengono evidenziate in continuazione, cerchiamo di fare una riforma con la testa …..

  25. contributi_addio scrive:

    A proposito della generosità di Inarcassa con i propri pensionati attuali (definizione dell’Ufficio Studi Inarcassa), si dovrebbe prendere visione del documento
    http://www.ingegnerinuoro.it/index.php?ids=22&IDT=186
    ove a pagina 25 si vede che le nostre pensioni attuali sono circa 3 volte quelle della Cassa dei Commericalisti.

  26. Aristide Croce scrive:

    Mi sembra corretto analizzare, in forma distaccata ma giusta, il problema delle pensioni dopo il 1981, attuali, e future.
    Desidero riportare un comunicato del delegato ingegnere di Siena:
    fatemi aggiungere qualcosa anche sul problema generazionale; anche se sono un po’ fuori questione vi invito a considerare quanto segue:

    - La Cassa è nata nel 1958 . I colleghi a cui va il merito di averla fondata non è che ne hanno ricevuto grandi ritorni.
    - Se nei primi anni i versamenti erano modesti è anche vero che i “vecchi” o chi per loro, pagavano il 2‰ , non sul fatturato, ma sul progettato.

    Alcune cifre:
    - Nel 1972, il complesso dell’entrate era di € 3.548.310,00 , gli iscritti 15.171, ossia € 234,00 a capo che, attualizzati al 2010, corrispondono a € 3.587,00.

    - Nel 1995 , epoca della privatizzazione, le entrate erano di € 5.039,00 a iscritto, corrispondenti, se attualizzate al 2010, a € 7.063,00.
    - Il patrimonio era di € 1.243.243.243,00 diviso per gli iscritti (51.660) risultava a testa di € 24.066,00 ossia, attualizzati a € 33.733,00.

    Nel 2010, le entrate complessive, a qualsiasi titolo erano di € 4.379,00 a iscritto.
    Il patrimonio era di € 5.405.266.000,00 corrispondente a € 34.826,00 procapite.

    Altri dati:
    - Nel 1972, l’importo medio delle prestazioni attualizzate al 2010 risultava di € 2.480,00 annue a pensionato.

    - Nel 1995, sempre attualizzando, erano di € 9.588,00 per avente diritto.

    - Nel 2010 sono salite a € 21.052,00.

    Concludendo:
    - A versamenti minori c’erano ritorni altrettanto inferiori;
    - Nel 2010 abbiamo entrate ben ridotte rispetto il 1995 (€ 4.379,00 contro € 7.063,00).
    Dunque non è che gli “anziani” siano stati così privilegiati e di gran peso, come sembrasi dedurre dai molti interventi delle ultime riunioni.

    Il patrimonio, poi, dovrebbe essere rapportato non solo al numero degli iscritti ma anche con il numero degli anni di anzianità della Cassa.

    Insomma, prima di blaterare, riflettiamo di più.
    Tantissimi auguri a noi tutti!

    Enzo
    Delegato Siena

    Nota: I dati sono stati prevalentemente rilevati dal libro commemorativo di INARCASSA 1958-2008 – Zero e Dintorni

    Le cifre per un facile confronto, sono state tradotte in euro e , dove necessario, attualizzate al 2010.”

  27. candido scrive:

    qualche giorno fà si è tenuto in incontro presso l’ordine sulla cassa. qualcuno ha notizie? Riguardava queste cose? Che può dirci il nostro delegato?
    Sono “girate” notizie, mail, ecc.

    il curioso candido

  28. candido scrive:

    silenzio tombale, ma nessuno ha notizie?
    il curioso candido

  29. contributi_addio scrive:

    No.
    Continuando la discussione, per fare la riforma 2012 bisogna prima capire le precedenti riforme.
    La situazione del sistema retributivo è sinteticamente questa:
    la pensione erogata è coperta dai contributi di chi ne usufruisce solo al 36% prima del 2010 con pagamento del contributo soggettivo al 10% e integrativo del 2%.
    Con tale situazione il bilancio tecnico basato su proiezioni demografiche ed economiche degli iscritti certificava il default della cassa dopo 15 anni.
    Nel 2010 si è portata la previsione del default della cassa a 30 anni nonostante il contributo soggettivo sia passato al 14,5% (0,5% per assistenza) ed il contributo integrativo al 4%.
    Inoltre le pensioni di cui è prevista la determinazione con il metodo retributivo sono coperte
    al 60% (carriera standard) dai contributi versati.
    E’ chiaro che il sistema retributivo generoso non sarà mai in equilibrio fino a quando saranno erogate pensioni di importo superiore in rapporto ai contributi versati.
    Le opzioni per la riforma sono tre.
    1) Costi tutti a carico dei giovani allungando la data del default a 50 anni con l’ulteriore aumento di contributi e diminuzione dell’importo della pensione per le anzianità maturate in futuro.
    2) Costi tutti a carico dei pensionati e dei pensionandi con il ridimensionamento della pensione in base ai contributi effettivamente versati (ma la Muratorio ha detto che i diritti acquisiti non si toccano).
    3) Ripartizione dei costi tra le due categorie.
    Nel video sul sito Inarcassa ove si afferma che siano esposte le linee guida della riforma si afferma:
    che “alla pensione bisogna pensarci da giovani” e io ci sto pensando;
    che nessuno prenderà meno dei contributi versati, ma se prevedono la sostenibilità a 50 anni significa che vogliono che muoia prima. Inoltre se il contributo integrativo va tutto per le pensioni in essere e non basta neanche, cosa mi rimane?;
    che sarà garantita l’equità inter e intra generazionale e qui non riesco a immaginare come;
    che è stato saggio aumentare i contributi ma il 4% dell’integrativo equivalenti al 5,6% del soggettivo non basta per mantenere in equilibrio i conti di inarcassa.
    In conclusione, fino a quando non verrà evidenziato nel bilancio tecnico che presenteranno anche l’evoluzione della riserva matematica non si potrà mai capire dove vanno a finire i nostri contributi e quale è effettivamente la volontà di riequilibrare le disparità tra gli iscritti (obbligatoriamente).

  30. Nunzio scrive:

    Gestione a ripartizione:
    il sistema di gestione a ripartizione, non prevede né l’accumulo del capitale versato, né la sua capitalizzazione, in quanto le imposte sono immediatamente usate per erogare le pensioni.

    Modalità di erogazione delle prestazioni previdenziali:
    nel sistema di gestione finanziario a ripartizione, generalmente non vi è corrispondenza tra i contributi versati e le prestazioni previdenziali corrisposte.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Gestione_a_ripartizione

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