Dopo 2 anni ci riprovano con il ddl 1865 per ampliare le competenze dei geometri

Sapevamo che prima o poi ci avrebbero riprovato, 2 anni fa nel mese di febbraio del 2010 per mano, (ironia della sorte) di un architetto, la Senatrice Vicari, i geometri hanno fatto presentare un disegno di legge che ampliava in maniera indiscriminata le loro competenze.

Ci fu subito un’insurrezione da parte della nostra comunità di architetti e ingegneri, in cui Amate l’Architettura, insieme a Spazi Contemporanei, fu in prima linea con una raccolta di firme, (più di 1500) e una lettera aperta ai Presidenti Nazionali degli Architetti, Ingegneri e Geometri, il decreto venne sospeso e molti pensavano di avercela fatta.

Oggi sono di nuovo all’attacco, ero sicuro che prima o poi ci avrebbero riprovato, hanno fatto calmare le acque e quando nessuno se lo aspettava, (sono tutti presi dai gravissimi problemi che affliggono la nostra professione, che in questi ultimi due anni si sono aggravati drammaticamente), hanno ripresentato il disegno di legge che  verrà esaminato il 17 aprile presso l’8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) – relatore Sen. Cosimo Gallo.

Che cosa ha fatto in questi 2 anni il Consiglio Nazionale degli Architetti per risolvere il problema delle competenze professionali?

Che fine ha fatto il tavolo tecnico con geometri e periti tanto declamato il 25 febbraio 2010?

La comunità facebook è già in subbuglio, il gruppo amo l’architettura propone di inviare una lettera a ogni presidente provinciale degli architetti, bisogna intervenire subito non c’è più tempo.

Vi invito a :

Noi crediamo che non sia questo il modo corretto di agire, ma riteniamo ormai non più rinviabile il momento di porre fine a inutili polemiche e di mettere mano al riordino delle competenze professionali.

L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. Ogni manufatto edilizio, dal più semplice al più complesso, dovrebbe essere seguito da architetti, ingegneri e geometri agendo insieme con ruoli ben distinti, (basterebbe studiare l’etimologia delle parole architetto, ingegnere e geometra per comprenderne il ruolo).


29 Commenti a “Dopo 2 anni ci riprovano con il ddl 1865 per ampliare le competenze dei geometri”

  1. Mark scrive:

    Io credo che sia giusto aumentare le competenze dei geometri, considerata la realtà spesso desolante del mercato professionale intorno all’edilizia. Anzi, proporrei contestualmente la riduzione delle già poche competenze degli architetti.
    Il problema non sono i geometri o gli ingegneri, il problema è la scarsissima considerazione dell’importanza della qualità in architettura, alla quale gli architetti contribuiscono enormemente con pensieri, parole, opere e omissioni.

  2. Antonio Renna scrive:

    bravo, chiunque tu sia. è questo il grande problema: “L’Italia è l’unico paese europeo dove esiste un conflitto tra figure professionali che dovrebbero avere un ruolo ben distinto in quanto provengono da un percorso formativo completamente diverso. basterebbe studiare l’etimologia delle parole architetto, ingegnere e geometra per comprenderne il ruolo”

  3. Antonio Renna scrive:

    ah, scusa, non avevo letto Antonio Marco Alcaro. condivido al 100% la tua analisi. sottoscrivo la petizione.

  4. piero scrive:

    il problema non è togliere le competenze ai geometri per darle agli architetti, ne aumentarle, ma bensì chiarire una volta per tutte le nostre legittime competenze, ormai consolidate negli anni. Andate a vedere il percorso scolastico dei Geometri e le prove degli esami di stato.
    Gli architetti possono tranquillamente progettare gli ecomostri, noi vogliamo solo occuparci di max tre piani ,noi non vogliamo progettare ecomostri.
    Scrivete pure al Papa

  5. Ghigno di Tocco scrive:

    Bene allora, agli architetti gli ecomostri e ai geometri i tuguri e l’Italia è fatta

  6. Aristide Croce scrive:

    Caro Marco,

    sono d’accordo con quanto dici. Ho conosciuto molti geometri che si sono dimostrati esperti come topografi/tracciatori in cantiere, come esperti contabili. Non capisco perchè possano pensare di svolgere attività per le quali non sono preparati. Nè capisco come tali semplici considerazioni non possano venire recepite dai politici.
    Non si può generalizzare ma tutti sappiamo che il Parlamento è popolato da gente molto ignorante, che non conosce l’italiano, sta lì per fare affari e cerca di affrontare solo tematiche demagogiche. Come sono squallidi questi politici.
    Aristide

  7. Emma scrive:

    la proposta di legge Vicari è indecente ed offensiva per tutti coloro che sanno cosa vuol dire essere un architetto o un ingegnere e trovarsi a competere il lavoro con chi ha un diploma tecnico, titolo di studio evidentemente incomparabile con una laurea magistrale.
    Mi auspico, quale architetto, che la senatrice Vicari sia almeno espulsa dall’ordine degli architetti, tanto da “povera parlamentare” avrà di sicuro di che vivere con i soldi delle nostre tasse.
    Giovani laureati, studenti fate sentire la vostra voce.. prima che sia troppo tardi oppure, in alternativa, (se non lo avete già) prendetevi un diploma da geometra(ci vuole meno che preparare un esame all’università)!!!

  8. Giulio Pascali scrive:

    In effetti ho sempre pensato che lo squallore delle periferie italiane fosse caratterizzato dalla massiccia presenza di anonime casette di max tre piani.
    Non c’è che dire il paesggio delle costruzioni in italia brilla per la sua qualità, niente a che vedere con il paesaggio olandese, spagnolo o danese, tanto per fare un esempio.
    In fondo se l’80% per cento delle costruzioni sono firmate dai geometri i risultati si dovranno pure vedere in qualche modo……
    In ogni caso ho una proposta, facciamo fare il lavoro dei geometri ai muratori, quelli con al massimo la terza media alle spalle, in fondo durante quei cinque (pardon 4) anni un qualsiasi muratore che ha lavorato ha acquisito competenza da vendere, vuoi mettere con un neo diplomato….

  9. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Il Consiglio Nazionale degli Architetti risponde al nostro appello con un comunicato:
    Professioni: Architetti (Consiglio Nazionale) “no ad ampliamento competenze dei geometri”

    http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServeFile.php/f/Comunicati%20Stampa/160412_Professioni%2C_Architetti%2C_Cons.Naz%2C__no_ad_ampliamento_competenze_dei_geometri_.pdf

  10. rosa scrive:

    il comunicato del consiglio degli architetti è opportuno ma non sufficiente, ci vuole una azione di informazione e coinvolgimento dei settori e soggetti interessati assolutamente estesa onde conseguire una azione di definitivo smascheramento dei motivi che sottindendono questa assurda proposta di Legge, con ostinazione condotta avanti da un gruppo di parlamentari che, a dispregio delle problematiche in merito sollevate, continuano imperterriti a mandare avanti.

  11. Cosimo scrive:

    Io sono d’accordo a non innalzare le competenze dei geometri (ma quantomeno aggiornarle, visto che i geometri professionisti frequentano spesso corsi di specializzazione o di qualificazione, come spesso i neodiplomati proseguono corsi post-diploma o di formazione tecnica superiore), ma visto che ognuno deve fare il proprio mestiere bisogna eliminare dalle competenze degli architetti tutto il settore catastale, estimativo-agrario e topografico. Ognuno il proprio mestiere fino in fondo!

  12. Frank Lloyd Wright scrive:

    Ma lo sapete che uno dei più grandi architetti dell’ultimo secolo non era laureato ………. Frank Lloyd Wright
    e quindi, di cosa stiamo parlando ?
    Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna agli insegnanti.
    Solo gli incapaci si lamentano.

  13. Luciano scrive:

    scusate. è partito l’invio. completo l’intervento
    Dicevo, le pagine del DDL sono ben 12.
    Non si tratta di ampliare competenze ma definire la “Modesta entità” che sin dal Regio decreto nessuno ha mai avuto il coraggio di chiarire.
    Il problema è un’altro (mi ricollego al mio commento, monco, precendente): abbiamo sfornato laureati Junior che adesso scalciano e sgomito per accaparrarsi fetta del mercato. Ma sappiamo tutti benissimo, laureati magistrali inclusi, che non hanno il livello di preparazione tecnica specifica per affrontare mansioni dei loro colleghi laureati con il vecchio ordinamento.
    Infatti la riforma originaria prevedeva che i laureati junior si firmassero quali “JUNIOR” oppure quali iscritti agli albi “B”, con notevoli limiti all’esercizio della professione, tra cui ad esempio, il divieto a porsi quali coordinatori all’interno di staff progettuali nonchè la possibilità di realizzare/occupare di opere di entità “Semplice”.
    Ora, il gioco è: “abbattere i più forti sul mercato”
    Non ci vuole una laurea per capirlo. I geometri sono radicati sul territorio e rappresentano da sempre il rifugio peccatorum di ogni committenza insoddisfatta. E questo RODE.
    Tra l’altro sono stati i primi ad inserire l’obbligo della formazione continua nel loro ordinamento.
    Quindi il problema è il mercato, ovvero i soldi.
    Cominciamo a chiedere il rinserimento delle parcelle e torniamo a collaborare con STIMA e RISPETTO come abbiamo fatto fino ad ora.
    La professionalità VERA non ha bisogno di SCALCIARE. Comportiamoci deontologicamente, come abbiamo sempre fatto.

  14. piero scrive:

    E’ un disegno di legge che se approvato, rende giustizia ai Geometri. Noi non chiediamo di fare ecomostri, a questo ci pensano gli architetti, vogliamo solo definire la modesta entità.
    Voi architetti non fate i patetici, non siete onnipotenti, comunque tenetevi quello per cui avete studiato, e non invadete altri settori, perchè se vogliamo parlare di topografia confrontiamoci tranquillamente.
    Ma cosa avete in mente l’abolizione dei Geometri o delle competenze ?
    Noi siamo fieri di essere geometri e purtroppo per voi continueremo ad esserci, perchè in questo periodo di crisi, che non avete da progettare ecomostri, volete fare anche la DIA per una finestra ?.
    Quello che mi meraviglia credetemi è la vostra arroganza, non avete il buon senso di mettervi ad un tavolo e discutere pacatamente, anzi fate solo lettere di diffida, BASTA

  15. piero scrive:

    risposta a Rosa:
    se non vi basta Il Consiglio Nazionale rivolgetevi a No Tav, incatenatevi sugli ecomostri, oppure fate come gli operai che si sono arroccati sulle torri

  16. rosa scrive:

    RISPONDO A PIERO!
    PERCHE’ NON TI FAI OPERARE DA UN INFERMIERE O TOGLIERE DENTI DA UN ODONTOTECNICO SENZA FINIRE A STRISCIA LA NOTIZIA? TI RISULTA CHE UN DIPLOMATO AL LICEO CLASSICO POSSA INSEGNARE LATINO E GRECO ALLE SUPERIORI ?
    IO NON MI INCATENO CERTAMENTE AGLI ECOMOSTRI ( MOLTO SPESSO SONO OPERA DI GEOMETRI ) MA MI BATTO PER CHI LAVORA, SPENDE TEMPO E DENARO PER ACCEDERE AD UNA PROFESSIONE CHE POI SCOPRE DI POTER FARE CON UN TITOLO DI STUDIO ASSOLUTAMENTE IMPARAGONABILE…STUDIATE GEOMETRI E POI PARLIAMO, !!

  17. Sara scrive:

    Nei casi specifici non escludo si possano trovare geometri più bravi di Architetti. In linea di massima però L’ARCHITETTURA divrebbe avere una sua dignità anche culturale che in Italia è completamente assente.
    Palazzine orrende fatte con lo stampo sono fatte in primis dai geometri che per la cultura dell’italiano medio basta e avanza per avere un tetto sulla testa, e poi anche dagli architetti annichiliti dal bassissimo pensiero comune che si ha sull’importanza della qualità archiettonica e urbanistica nel nostro paese. Da noi tra 100 anni verranno a vedere ancora i soliti resti romani, negli altri paesi dove la cultura ha un senso e viene tutelata vedranno l’architettura del secolo scorso.
    L’Italia è un paese in decadenza e questa petizione ne è la prova….
    Io propongo di togliere anche l’università d’architettura almeno si eviterebbe alle famiglie di fare sacrifici inutili visto che i loro figli non avranno mai le giuste soddisfazioni economiche o ancor più professionali che gli spetterebbero…..
    Non è colpa dei geometri è colpa della retrocessione culturale (e quindi economica) che sta vivendo l’Italia.

  18. Giulio Pascali scrive:

    andrebbe un po’ spostato il fulcro della discussione.
    chissenefrega se ci sono in giro architetti incapaci o geometri geniali come FLW.
    si tratta sempre di casi particolari che non hanno nulla a che vedere con il funzionamento di un sistema.
    e quando si vuole discutere di una legge occorre necessariamente riferirsi ad un modello di funzionamento della società
    qualsiasi osservazione a favore dei geometri ha senso se, e solo se, vogliamo eliminare completamente il valore dello studio nella organizzazione della nostra società.
    Dare valore allo studio significa che la competenza di una persona si misura anche e soprattutto per una bagaglio di competenze teoriche.
    ci sono almeno due modi per valorizzare questa competenza:
    – il modello basato sul libero mercato che non conferisce alcun valore giuridico alla laurea, per il quale la laurea, paradossalmente, vale per l’effettiva capacità formativa dimostrata dall’istituto formativo, qui non ci sono cavoli, nessuno si sognerebbe di fare progettare uno spillo a una persona uscita dalla scuola secondaria (salvo ovvie rare eccezioni dovute alle personalità più geniali); infatti nei paesi anglosassoni (dove viene applicato) e nella progettazione ogni ruolo è ben definito (solo l’architetto fa il progetto di archiettura, lo strutturista le strutture, l’impiantista gli impianti, ecc.) la figura del geometra semplicemente non esiste in quanto inutile doppione di professionisti formati ad un livello più elevato
    – il modello basato sul valore burocratico della formazione professionale, per il quale è lo stato che determina i contenuti minimi della formazione professionale e l’equipollenza di questa formazione alla professione; lo stato decide i programmi e i livelli formativi, le offerte formative sono quindi equiparate e indifferenti alla qualità dell’istituto; questo livellamento produce minore meritocrazia (non premia gli istituti migliori, nè i professionisti più preparati) ma consente una maggiore accessibilità trasversale alla formazione (anche strati solciali più poveri possono aspirare a formazione elevata); perchè il sistema funzioni lo stato deve esercitare con fermezza il proprio governo, evitando abusi, monitorando e aggiornando periodicamente l’efficienza del sistema

    Laddove lo stato pretende di mantenere il controllo formale ma lascia libere le maglie del controllo materiale si generano meccanismi distorsivi. Il caso più intutitivo è il fenomeno dell’abusivismo edilizio: in presenza di norme rigide, e di forte domanda abitativa, le città finiscono con il crescere autonomamente e abusivamente, rendento impossibile (o comunque difficile) qualsiasi gestione del fenomeno.

    La figura del geometra nasce proprio da una situazione simile, in cui il governo ha lasciato per anni che si sviluppasse una professione (e una professionalità) parallela a quella istituzionale; inizialmente questa maglia larga era funzionale a soddisfare una domanda di professionisti (non soddisfatta da architetti e ingegneri); in più non si è mai pensato seriamente di proedere ad una distinzione tra i diversi soggetti operanti.

    Finita l’emergenza e arrivata, puntuale la crisi, si sta ora cercando di razionalizzare, un eccesso di offerta (450.000 architetti, ingegneri, e geometri tutti sulla palla!).
    Come i vari condoni che si sono suceduti non hanno risolto il problema, ma anzi lo hanno accentuato, i tentativi di regolarizzare la figura del geometra, non faranno che creare più confusione e rendere ancora più inestricabile il problema.
    Poichè l’architettura è una cosa ben più complessa di un semplice calcolo di cubatura e la distinzione professionale basata sulla dimensione non ha alcun senso
    In effetti solo un geometra può realmente pensare che il valore di un fabbricato (e del livello professionale di chi è chiamato ad operarvi) si misuri esclusivamente in base alla dimensione; si tratta delle tipica visione consumistica che tende a ridurre tutto a numeri e quantità polverizzando in maniera devastante il contributo intellettivo che dovrebbe costituire la sola risorsa “naturale” del nostro paese.

    Parafrasando la professione del medico, non è che l’autorizzazione a operare al cuore dipende dalla dimensione del malato o dal numero di trapianti fai in un anno:
    – scusi quanto è alto lei?
    – 1,60
    – ah allora può andare dall’infermiere; ma, mi dica: quanto pesa?
    – 85 kg
    – ah ma allora scatta la norma 1235.3 ver 8 comma bis, mi sa che deve rivolgersi al dottore….

  19. Federica scrive:

    Rispondo a GIULIO PASCALI:
    “In ogni caso ho una proposta, facciamo fare il lavoro dei geometri ai muratori, quelli con al massimo la terza media alle spalle, in fondo durante quei cinque (pardon 4) anni un qualsiasi muratore che ha lavorato ha acquisito competenza da vendere, vuoi mettere con un neo diplomato….”

    Trovo irrispettoso per chi ha studiato e per chi esercita una professione con dignità ed umiltà (cosa che di certo non hai tu) fare un commento di questo tipo.
    E’ pieno di neo diplomati che in un momento di crisi come questo lavoro in studi di architetti 8 ore al giorno senza percepire nemmeno un rimborso spese. E questo lo trovi un comportamento corretto da parte persone che a tuo dire hanno una cultura e una saccenza così ampia??? Certo non sono i tuoi tanti anni di studio che ti rendono una persona professionale….

    Geom. Federica Pappalardo

  20. Ghigno di Tocco scrive:

    Gentile Federica, dato che hai studiato, non ti sfuggirà che quello che ha utilizzato Giulio Pascali è un sillogismo, un tipo di ragionamento dimostrativo teorizzato per la prima volta da Aristotele.
    Vediamo di analizzarlo nei termini in cui la presentato GP.
    I geometri dicono: è vero che io ho fatto degli studi di livello inferiore (scuola secondaria superiore) rispetto agli architetti o agli ingegneri, ma la pratica che ho perseguito nel lavoro, fin da quando mi sono diplomato, mi mette (almeno) sullo stesso piano di chi ha fatto studi di livello superiore (università).
    Giulio Pascali, portando il sillogismo alle sue estreme conseguenze, fa parlare un teorico muratore che dice: “è vero che io ho fatto degli studi di livello inferiore (medie inferiori) rispetto ai geometri, ma la pratica che ho fatto, fin dalla fine della scuola, mi mette (almeno) sullo stesso piano di chi ha fatto studi di livello superiore (scuola secondaria superiore).
    Avendo studiato, non credo che avrai faticato per riconoscere questo tipo di ragionamento, assai praticato nella filosofia. Perciò perché lo ritieni irrispettoso?
    E inoltre il riferimento a coloro che ingiustamente lavorano negli studi senza rimborso spese non è esclusiva dei soli geometri, anzi è il contrario.
    E’ un vergognoso problema generazionale che Amate l’Architettura, insieme ad Iva sei partita ha denunciato più volte.
    Dunque è improprio utilizzare questo argomento come tu l’hai posto perché i presupposti non sono veritieri. Un saluto.

  21. Federica scrive:

    Nonostante una risposta così articolata, deciamente altezzosa, continuo a ritenere irrispetoso un discorso di questo tipo. Anzi avallo ancora di più la mia teoria.
    Certo è che un lavoratore, qualsiasi sia il suo livello di istruzione, che ha anni di esperienza in un certo settore può avere qualcosa da insegnare a chi è più istruito di lui a livello teorico. Questo può succedere tra muratore e geometra o tra geometra e architetto, non sto facendo distinzioni.
    Tutto ciò, a contrario del tipo di ragionamento dimostrativo del Gentil signore, non vuol dire che la figura del muratore, del geometra o dell’architetto deve sparire.
    Dai commenti lasciati sopra dai tuoi colleghi e dalla mia esperienza quotidiana, bisogna riconoscere l’arroganza nel volersi dimostrare migliori di chi esercita un lavoro nel vostro stesso campo ma con istruzione inferiore, quasi come per affermare la propria professione.
    Naturalmente non voglio generalizzare, IO rispetto qualsiasi forma di lavoro e di lavoratore indipendentemente dal suo titolo di studio se altrettanto viene fatto con me.

  22. Vittorio scrive:

    Basta fare le cose con la testa, è inutile stare 5 anni all’ università per prendere un pezzo di carta….il pezzo di carta non ti rende più bravo………..c’è spazio per geometri ed architetti….lasciate che sia il mercato e le capacità a fare la selezione, no il pezzo di carta che fa snob!!!

  23. Ghigno di Tocco scrive:

    Vittorio> io leggo sinteticamente il tuo commento così: “basta fare le cose con la testa, facciamole con le altri parti del corpo che ci restano a disposizione!”.

  24. Giulio Pascali scrive:

    @federica
    Gino di Tocco ha chiarito molto bene il senso della mia proposta provocatoria.

    Non sono io che chiedo di annullare la validità della formazione professionale.

    Io chiedo solo ai molti bravi geometri che richiedono di vedere riconosciuta la loro esperienza maturata sul campo, di essere conseguenti e riconoscere con le stesse modalità l’esperienza maturata sul campo dai moltissimi bravi operai che non hanno perso tempo a studiare in un Istituto Tecnico per Geometri.

    Il prof Antinucci, esperto di processi cognitivi, in una confernza tenuta presso il Tempio di Adriano a Roma, faceva notare che l’architeto che aveva edificato il Tempio era una figura che oggi non avremmo problemi a definire analfabeta. La città medioevale che conosciamo e alla quale ci riferiamo sempre come modello ottimale di città era costruita da persone che avevano imparato la professione sul campo.

    Oggi per esercitare una qualsiasi professione invece il sistema Italiano richiede che le competenze siano certificate con un pezzo di carta (che sia un diploma o una laurea) assegnando alla complessità e alla durata di un percorso formativo maggiori e diverse competenze professionali.

    Non sono io che ho fondato questol sistema basato su titoli di studio (spesso nella pratica vuoti di reali competenze), anzi, personalmente sarei il primo a mettere in discussione tutta una serie di certezze.
    Se però si vuole cambiare un sistema bisogna essere anche disposti ad accettarne le conseguenze, anche quelle che ci paiono negative.

    Ecco, il mio parere è che la categoria dei geometri (intendo in generale) stia conducendo una battaglia di interesse personale, senza riflettere adeguatamente sul significato più generale che comportano certe rivendicazioni.

    Una battaglia che mira a scardinare un sistema condotta senza rendersi conto che quel sistema è di garanzia anche per loro stessi.
    Un buon segno di umiltà sarebbe proprio riconoscere questa incongruenza.

  25. Angelo scrive:

    Salve a tutti,
    sono un geometra, volevo contribuire anch’io nel vostro forum con un paio delle mie osservazioni.
    Da precisare che collaboro con Ing. ed Arch. ed ho stima per Loro. E cmq un punto a favore dei Laureati, Con le nuovi innovazioni tecnologiche, materiali, impianti, rispiarmio enegetico, ed altro ancora, La visione di una Casa va oltre una semplice concezione di Progetto. Oggi chi Progetta deve sapere: cosa, come, perchè, per chì e con quale vantaggio in futuro. Progettare significa avere La Visione di un Architetto, La Conoscenza Strutturale di un Ingegnere e la velocità ed intraprendenza di un Geom. nel risolvere i Problemi. Cmq ritornaniamo alle Osservazioni:
    La Prima è per i Laureati:
    Non volete che il Dl Vicari vada in vigore, ok va bene? Però non ho mai letto una proposta fatta da voi in Alternetiva al Dl Vicari. l’unica decedente ke ho letto è a Voi la Progettazione e noi tutto la parte Catastale, Stime, Successione ecc. e se è questa è l’unica Portela avanti. Oppure che ne dite Architettonico L’Architetto, Strutturale l’Ingegnere e la Direzione Lavori al Geometra.
    Per I Colleghi Geometri:
    Se alcune competenze sono bloccate, perchè sulle altre che ci rimangono vi andate a svendere come onorario? Docfa a 150 euro, Pregeo + Docfa 700 euro, Certificato ACE 30 Euro ecc. Io grazie a molti colleghi per dire colleghi, più che altro li definirei “Mercenerari”, io non posso permettermi neanche il lusso di poter chidere un Finanziamento per comprarmi una Stazione Totale. A protestare è inutile in quanto le tariffe sono abolite. Poi il 26 La grande manifestazione a Roma, in Una Fiera? Sicuri che era una Manifestazione in difesa delle Competenze o era un Presupposto per un comizio Elettorale, come ho letto su qualche altro Forum, poichè siamo vicini alle elezioni per le cariche nazionali del CNG?

  26. Emanuele M. scrive:

    Ho visto architetti e ingegneri occuparsi di cose di cui non hanno competenza. (mi sapete dire che competenza ha un architetto in materia di impiantistica ad esempio!). Un geometra ha una preparazione a 360 gradi su tutto, ma va bene che sia tutto limitato alla modesta entità, purchè, non venga un architetto a progettare e firmare un impianto elettrico o ad occuparsi di catasto!

  27. Gianni Fabbretti scrive:

    All’interno di un processo di ridefinizione dei sistemi relazionali di tipo socio economico e culturale emerge che la contemporaneità volge verso azioni di ricollocazione, riqualificazione, riorganizzazione dell’esistente; in questo quadro in relazione al proprio percorso formativo di studio ed al proprio portato culturale ed esperienziale tutti noi abbia la possibilità di apportare il nostro contributo fattivo, coscenti che la cultura materiale costituisce il segno tangibile di una civiltà.

    Come architetti abbiamo l’obbligo di difendere la qualità dell’architettura la quale non è mai materia neutra, insediabile a prescindere, ma vivava e specifica di un contesto fisico, sociale, economico e mentale, il quale linguaggio ne evidenzia la giustapposizione cognitiva: ne discerne il rapporto fra qualità della vita ed architettura dei luoghi.

    Generalizzare non è mai corretto: ma per quanto scritto si evidenzia un percorso culturale che neufemisticamente credo non appartenga ai rispettabili geometri, con i quali dobbiamo collaborare nel rispetto dei diversi ruoli spiegati.

    Gianni Fabbretti, architetto

  28. Leo scrive:

    Ho visto Architettti progettare mostri e strutture talmente astruse e complicate che gli ingegneri strutturisti non sapevano come fare per far rientrare i ferri nei casseri , e indovinate chi ha risolto i problemi in cantiere, il buon bravo GEOMETRA.
    Ho visto e sentito un’ Architetta in cantiere chiedere di spostare un silos per il cemento di 322 Q.li da una piattaforma adatta costruita apposta a un solaio carrabile ma non adatto a sorreggere 322 qli, gli feci notare che non si poteva per l’eccessivo peso e lei,non fidandosi,telefonò all’ing. strutturista che gli confermo’ la mia osservazione, Ma che cavolo studiate all’Università??
    E poi ho visto, sentiito e conosciuto arch, Ing. e colleghi geom. in gamba che sapevano cosa facevano e dicevano. Io ho sempre fatto direzione di cantiere, tracciamenti, rilievi e contabilità, cioè il geometra, ma, ho visto geometri progettare villette tutte uguali, semplicemente perchè non abbiamo studiato la distribuzione degli spazi se non in modo molto generale, quindi ad ognuno il suo…..e gli architetti e ing. lascino perdere la topografia e l’estimo e pure i miglioramenti fondiari.. … per carità… la crisi si fà sentire tra i professionisti….e la fame fa brutti scherzi e fa fare brutti giudizi……infatti sono ritornato all’Università e non ho scelto nè Archittettura nè Ingegneria….ma Agraria-enologia … e tanti saluti a questo settore morto…. Change.. change… change People……

  29. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Auguri, allora. Inviaci una cassa del vino che produrrai.

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