Schiattarella è nella squadra di Alemanno?

Oggi, 25 marzo 2012, è nata ufficialmente la “Rete Attiva per Roma“, una nuova Associazione per rilanciare la candidatura a sindaco di Roma di Alemanno.

La manifestazione si è svolta a Roma negli Studi De Paolis sulla Tiburtina, erano presenti volti più o meno noti del mondo dello spettacolo come Giorgio Albertazzi, Lino Banfi, Stefano Moccia, dello sport, come Petrucci e Pescante ma soprattutto della politica che appoggiano la candidatura di Alemanno a Roma, come riportato sui vari quotidiani on line (repubblica, corriere della sera).

Era presente il pdl romano al gran completo più l’udc, una manifestazione, quindi, di esclusivo significato politico.

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Tra Moccia, Lino Banfi e la Meloni era presente il nostro Presidente dell’Ordine Amedeo Schiattarella che ha fatto anche un intervento sul futuro della nostra città e sul ruolo dell’Ordine degli Architetti di Roma per migliorare la città.

Il Messaggero di venerdì cita il nostro Presidente tra gli aderenti alla rete attiva, nel sito di romacapitalenews viene inserito tra i testimonial dell’associazione per il sindaco Alemanno,

E’ inutile ricordare che ciascuno è libero di avere le proprie idee politiche, fino a ieri il nostro Presidente non ha mai nascosto, ma anzi ha sempre dichiarato, sbagliando secondo me, la sua propensione al centro sinistra.

Possibile che non si rende conto che un Presidente di un Istituzione pubblica come l’Ordine degli Architetti, che rappresenta 17.000 iscritti non si deve schierare in maniera pubblica dal punto di vista politico?

Possibile che non si rende conto che partecipare ad una “manifestazione politica” che serve a rilanciare la ricandidatura di Alemanno a Sindaco di Roma, come quella di oggi significa far capire all’esterno che i 17.000 architetti romani stanno con Alemanno?

Possibile che non capisce che quando partecipa a simili manifestazioni non può andarci come singolo cittadino ma ci va come Presidente di un Ordine di 17.000 persone?

Il fatto, poi, che il Segretario dell’Ordine di Roma faccia parte del Consiglio Direttivo di Rete attiva X Roma non è un’attenuante, ma se mai un’aggravante.

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Negli ultimi anni siamo abituati alle azioni o all’assenza di azioni del nostro Presidente che hanno mancato di opportunità e adeguatezza, saranno gli iscritti a giudicarne il comportamento alle prossime elezioni.

Per parlare di Architettura, uno dei temi di cui vorremmo occuparci maggiormente come amate l’architettura, ma siamo spesso costretti a parlare di altro perché non si può far finta di niente, dobbiamo evidenziare una frase del sindaco Alemanno nel suo discorso di oggi alla presentazione di rete attiva X Roma:

Come si può non volere case vivibili, progettate da un grande architetto, al posto delle torri di Tor Bella Monaca?

Il grande architetto sarebbe Leon Krier (se vogliamo essere pignoli non si è mai laureato in architettura, ma questo non significa nulla), le case vivibili le avete mai viste?

Soltanto per questa frase un architetto che si rispetti non doveva partecipare alla convention del sindaco.

La situazione di Tor bella Monaca è complessa, ce ne siamo già occupati come amate l’architettura, ma concentrandoci soltanto sull’architettura, ci rendiamo conto che ci vogliono propinare un progetto del genere ?

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29 Commenti a “Schiattarella è nella squadra di Alemanno?”

  1. Primo: non c’è da meravigliarsi dato che molti presidenti sono collaterali al potere di turno.
    Secondo: cosa c’entra il progetto di Tor Bella Monaca? Perchè non prendersela allora con i grattacieli? Sembra quasi che, se non vi fosse stato appoggio a Tor Bella Monaca di Krier allora avrebbero fatto bene ad andare alla manifestazione.
    Se entrate nel merito delle scelte di Alemanno non state facendo un discorso di correttezza di rapporti ma di scelte di merito. Il che, mi spiace dirlo, inficia il vostro ragionamento, che invece è giusto per principio e non caso per caso.
    Saluti
    Pietro

  2. Ersilia Di Cesare scrive:

    Schiattax che dovrebbe rappresentare gli interessi di tutti i colleghi che operano a Roma… appoggia la politica di Alemanno che all’inizio voleva distinguersi dalle giunte passate che hnnoa contribuito a cemetificare tutta la perifieria romana, da parte di pochi grossi costruttori.
    Da quando è lui al governo della ns città, si continua peggio di prima con la cemetificazione a tappeto avvalendosi degli accordi di programma, scavalcando la pianificazione urbanistica in vigore… realizzando cubature inutili!!!. Quartieri quasi interamente invenduti… ma si continua a costruire!!!.
    Schiattarella… applaude!

  3. Antonio Marco Alcaro scrive:

    caro Pietro
    Tor Bella Monaca c’entra perché nella riunione di ieri si è fatto riferimento al progetto di Krier.
    Il Presidente di un Ordine non dovrebbe andare comunque a manifestazioni del genere, ma il presidente di un Ordine dovrebbe opporsi a progetti di trasformazione della città fatti con incarichi diretti come quello di Krier, non entro nel merito dell’architettura di Krier perché, come sai, siamo su posizioni completamente opposte.
    saluti.

  4. Caro Antonio
    un presidente dell’Ordine non dovrebbe partecipare alle convention elettorali non per quella frase, ma perchè sono convention elettorali. Punto
    Pensi forse che sia proprio Tor Bella Monaca una eccezione al sistema delle gare? E’ proprio l’unica, ne sei sicuro? O non è piuttosto quella che non piace agli architetti?
    Non è con questo confondere le acque che si afferma il principio di “vera” autonomia dell’Ordine, ma ribadendo il fatto che l’Ordine non è interlocutore privilegiato delle amministrazioni, tanto meno può essere loro collaterale.
    Anche se in una lettera il mio ordine afferma, cambiando però una parola ed eliminandone due che, gli ordini:
    “danno “pareri che fossero richiesti dalle Pubbliche Amministrazioni su argomenti attinenti LA PROFESSIONE” (R.D. 2357/25),
    quando il testo autentico e completo è:
    “danno pareri che fossero richiesti dalle Pubbliche amministrazioni su argomenti attinenti LE PROFESSIONI DI INGEGNERE E ARCHITETTO”
    che ovviamente significa tutt’altra cosa da quanto l’ordine volesse lasciare intendere. Significa infatti che, a due anni dalla legge istitutiva degli Ordini degli ingegneri e degli architetti, si trattava di interpretare e capire i ruoli rispettivi delle due figure professionali e, come ben si capisce, proseguendo nella lettura del RD, chi potesse fare cosa, dato che c’erano figure professionali in base alla precedente normativa che richiedevano di essere ben inquadrate. A chi chiedere dunque se non agli ordini stessi?

    Come vedi i problemi di Roma sono i problemi di Arezzo e immagino della stragrande maggioranza degli ordini provinciali.
    Gli ordini si sono arrogati negli anni il diritto di interloquire in maniera pesante con le amministrazioni, hanno fatto supplenza alla debolezza dei partiti, un po’ come la magistratura, finendo inevitabilmente per confondere un presunto ruolo istituzionale, che non è infatti sancito dalla legge (guarda caso, per illudersi per sia vero si ricorre a modifiche e soppressioni di parti del testo), con quello politico.
    Dunque questa è la strada da seguire, non entrare nel merito di questa o di quella scelta. In quello ci entrano già gli ordini, e non dovrebbero, se non, al massimo, a richiami di carattere generale, mai nello specifico (ma anche questo è tutto da dimostrare). La battaglia è sui principi e sui rispettivi ruoli, non altro. Schiattarella ha sbagliato due volte ma anche il vostro richiamo ha commesso un errore.
    Errore di metodo e di tattica, non di ruolo però, perchè amatelarchitettura non è un ordine ma una libera associazione. Siamo perciò nel campo delle opinioni. La mia l’ho detta.
    Ciao
    Pietro

  5. Caro Antonio, hai parlato di due problemi. Un Presidente dell’Ordine che si schiera e un incarico a Krier. Io terrei distinte le due cose. L’incarico a Krier (senza bisogno di schierarsi fra tradizionalisti o modernisti) è un problema sul quale non è giusto dividersi poichè deriva da situazioni anomale ben più importanti. Se discutiamo tra noi dell’incarico a Krier facciamo la fine dei capponi di Renzo. Se un Sindaco fa discorsi strampalati sull’architettura, come quello da te riportato, lo fa anche perchè si sente protetto da un Ordine. L’origine (la cosa più negativa) è quindi un Ordine che si schiera come fosse un partito. Se stiamo a parlare di Krier ci concentriamo sugli effetti e non sulle cause. Invece, bisogna denunciare con tutte le forze qual è lo stato di degrado degli Ordini. Roma è prima per numeri (17.000 iscritti) ma è simile ad altri numerosi casi. Con maggioranze ridicole (10-20 persone su 17.000) si prendono decisioni importantissime ed è segno che si vuol spremere gli Ordini come un limone, a vantaggio di pochissimi, prima il vento cambi. In Provincia si intessono rapporti con l’Assessore o il Sindaco di turno vantando la rappresentatività di tutti gli iscritti senza nemmeno un minimo di riscontro.
    Secondo me un Presidente di un Ordine non dovrebbe parlare nemmeno di un incarico a Krier o a Caio, a meno che non vi siano delle palesi violazioni della normativa sugli incarichi pubblici.
    Saluti

  6. Giulio Pascali scrive:

    I privati cittadini Amedeo Schiattarella e Aldo Olivo hanno tutto il diritto di fare politica e di sostenere le associazioni che ritengono opportune in favore di una specifica parte politica.
    Le istituzioni Presidente dell’Ordine e Segretario dell’Ordine no.

  7. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Leggete la risposta del presidente sul sito dell’ordine:
    http://ordine.architettiroma.it/notizie/14224.aspx
    ci vuole far passare tutti per fessi, come se non fossimo in grado di distinguere una manifestazione dei sostenitori di Alemanno per promuovere la sua candidatura a sindaco con manifestazioni elettorali in cui si discutono i programmi con la popolazione e la società civile.
    Poi chi non conosce l’antefatto e legge il comunicato ufficiale sul sito dell’ordine non ne capirà il senso e rimarra molto perplesso.

  8. Nella lettera di Schiattarella c’è la solita noia di inutili litanie ripetute insieme alla solita scusa di partecipare a tutte le manifestazioni elettorali. Come se fosse un’attenuante! Ma l’Ordine non deve occuparsi di elezioni, nè in un modo nè nell’altro. Deve fare non uno, ma più passi indietro. Fare SOLO QUELLO CHE C’E’ SCRITTO NELLA LEGGE, non fare politica in nome di non si sa chi. Non mio certamente, che sono iscritto al pari di un altro. Nemmeno di moltissimi altri, mi pare proprio di capire.
    Non se ne può più! Ma non si rendono proprio conto di quanto stanno tirando la corda?
    Sul fatto che poi sostenga Alemanno, lascio a voi che conoscete la situazione romana il giudizio, ma non mi faccio più caso di niente, ormai.
    Pietro

  9. Giulio Pascali scrive:

    sulla pagina della Rete attiva c’è riportato l’elenco dei “testimonial a supporto delle nostre finalità”
    http://www.reteattivaxroma.it/ecco-i-testimonial-di-rete-attiva-x-roma/
    nell’elenco ci sono Francesco Duilio Rossi e Amedeo Schiattarella
    sono daccordo sull’importanza di procedere ad azioni di sensibilizzazione di carattere neutrale che possono contemplare anche la partecipazione come ospite anche a manifestazioni di carattere politico
    se così è stato credo che sia doverosa una precisazione di chiarimento da parte del nostro Presidente, al momento il messaggio che trapela è che Schiattarella appoggia la candidatura di Alemanno

  10. ettore maria mazzola scrive:

    Penso che il discorso su Tor Bella Monaca vada disgiunto dal discorso sullo schieramento politico di Schiattarella che, da Presidente dell’Ordine degli Architetti Romani, avrebbe dovuto evitare di prendere posizione, detto ciò concordo col commento di Pietro Pagliardini e mi chiedo se mai ci sarebbe stata una reazione analoga qualora Schiatta-Alemanno avesse supportato l’idea dei grattacieli tanto cari a Purini, Fuksas e Libeskind.
    Comunque, Schiattarella ha perso l’ennesima occasione per comportarsi correttamente nei confronti degli iscritti all’Ordine … si vede che, per coerenza con il sindaco attuale – che finora ha detto e fatto tutto e il contrario di tutto – anche il Presidente degli Architetti ha deciso di cambiare bandiera politica.
    Detto ciò, penso che il Presidente, visto che il suo intervento avrebbe dovuto illuminare “sul futuro della nostra città e sul ruolo dell’Ordine degli Architetti di Roma per migliorare la città”, avrebbe fatto bene a mettere un po’ di puntini sulle “i”, rammentando al nostro sindaco tutte le cialtronate che ha fatto e promosso dall’epoca del suo insediamento. Dalla mancata promessa per lo “spostamento” del Museo dell’Ara Pacis, al conferimento dell’incarico, allo stesso Meier, per la sistemazione della “Piazza” prospiciente il lungotevere, oppure la scandalosa storia dell’area di vicolo della Moretta, una vera e propria presa per i fondelli nei confronti di tutti i professionisti romani (architetti ed ingegneri) e di tutti i cittadini più in generale! O, ancora, avrebbe potuto ricordagli il discorso sui vari sottopassi e parcheggi che finiranno col congestionare Roma, piuttosto che migliorarla, cos’ come avrebbe fatto bene a rammatargli l’abominevole il “doppio” conferimento di incarico diretto per la “riqualificazione” di Piazza San Silvestro. Che dire poi dell’assurda istituzione delle Commissioni Piazze e Grattacieli, queste ultime nate per accontentare i soliti noti (Modernisti e Pseudo-tradizionalisti attempati), alla faccia dei 17000 architetti iscritti all’ordine! Potrei metterci dentro la penosa vicenda della statua per Giovanni Paolo II, la vergognosa storia sul restauro del Colosseo (che farà guadagnare una barca di soldi allo scarparo illuminato, mentre avrebbe potuto rimpinguare le esangui casse comunali e statali). Ma sarebbe stato bello anche che il Presidente avesse tirato in ballo la ridicola vicenda dell’albero di Natale “spaziale”. Insomma, Schiattarella ha preso una trambata che, si spera, lo metterà fuori gioco come accadrà ad Alemanno, mai stato così in basso nelle percentuali di gradimento dei romani!

  11. candido scrive:

    Proposta: vogliamo introdurre la rubrica “machissenefrega” ? Sarebbe piena di argomenti e temi spesso affrontati da alcuni.

    Le tendenze politiche del presidente sono fatti suoi, a me interessa molto di più il suo agire per la professione. Vorei giudicare solo quello e non secondo stereotipate categorie ormai superate e vestuste che appartengono ad un secolo fà.
    I problemi della professione non sono nè di destra, nè di sinistra (esistono ancora queste due categorie? Non credo, o forse solo nei pensieri di alcuni ancora ancorati a schemi consunti).
    Poi sapendo che Alemanno perderà non mi sembra una scelta da sbandierare!
    Saremo più curiosi di sapere quanti saliranno sul carro del vincitore Zingaretti pronti a nuovi incarichi e prebende

  12. candido, ti contraddici. Se non ti frega di Schiattarella cha va da Alemanno non ti dovrebbe fregare nemmeno chi salirà sul carro del prossimo vincitore.
    In verità, se aspetti che i problemi della professione, non dico li risolva, che sarebbe impossibile, ma tenti di risolverlo chi si comporta in questo modo penso che invecchierai aspettando.
    Non è un problema di destra e sinistra, è un problema di sconfinamento di ruoli, di correttezza di comportamenti, di rispetto della legge, di decenza, della mancanza di un minimo di senso del diritto.
    Il Presidente dell’Ordine non è il capo di un partito, nè di una associazione, nè di un comitato elettorale, nè il consigliere del comune, nè il collaterale, è solo colui che deve fare tre cose per tutti gli architetti e farle per bene. Fine.
    Pietro

  13. candido scrive:

    @ Pietro
    fare bene il proprio lavoro significa dialogare con tutti. Portare le proprie idee a tutti. Specialmente a chi ha ruolo e potere decisionale.
    Poi se le realizzano da destra o da sinistra poco conta… a meno ch non ci sia pregiudizio

    i mali dell’architettura non sono etichettabili, devono essere semplicemente affrontabili.

    Non mi interessa sapere chi salirà sul carro del vincitore ma certamente in un paese di opportunisti come il nostro aspetterò di vedere le cose che accadranno! Poi ci faremo delle risate (anche perchè si capiranno meglio attacchi e posizioni dei singoli; potremo meglio “contestualizzare”)

    Mischiare poi il rispetto della legge (cosa non discutibile) con la decenza (categoria impalpabile, variabile, che dovrebbe appartenere a tutti e non solo ad alcuni) mi sembra, questa si, un pò confusa.
    Forse invecchierò ma credo ancora che per risolvere i nostri problemi si possa e si debba dialogare con tutti e continuo a credere che si debba giudicare non per le idee ma per le cose fatte.
    il vecchio candido

  14. Christian Rocchi scrive:

    Sono d’accordo con il tuo discorso Pietro sullo sconfinamento dei ruoli. Trovo che sia il fuoco di molti problemi che ci assillano come categoria e come cittadini.

    In un sistema perfetto l’architetto farebbe l’architetto e non dovrebbe stare li a difendere e a propagandare la sua importanza nella società quale garante ultimo della salubrita’ e conformita’ degli edifici alle leggi vigenti. Perche’ tale fatto dovrebbe essere chiaro: prima di tutto la sicurezza degli edifici e poi la questione della competizione economica tra architetti.

    In un sistema perfetto si capirebbe come lo sviluppo dei territori dovrebbe avvenire attraverso l’architettura che e’ strumento principe di evoluzione culturale. E la gestione di tale strumento dovrebbe essere lasciata nelle mani di chi pratica l’architettura e non la politica o l’edilizia.

    In un sistema perfetto avremmo politici che, come ben dici tu, non sconfinerebbero sistematicamente di ruolo, indicando direttamente chi deve fare un determinato lavoro. Non prevaricherebbe i risultati di un concorso di architettura, non si arrogherebbe il diritto di pensare la citta’ in modo autonomo, oppure attraverso architetti che si fanno strumento dei politici (tradendo alcune volte anche le loro convinzioni): e’ il caso di Tor Bella Monaca disegnata da un improbabile e anacronistica architettura, pensata dal politico e disegnata dall’architetto del vernacolo.
    (
    Permettetemi una parentesi, forse banale, ma perche’ vogliono ricreare il centro commerciale di Castel Romano a Tor Bella Monaca? Mi sembra piu’ l’edificazione di un parco tematico, una sorta di finta citta’ alla “Truman Show”. Ma veramente vogliamo vivere in un falso? Ma veramente e’ preferibile il falso alla realta’ dei nostri tempi? Ma e’ proprio vero che il mondo del “In case i don’t see u, good afternoon, good evening and good night!” e’ preferibile alla realta’?. Al solo pensiero mi viene da vomitare, non per l’architettura prodotta, ma per il fatto che tale architettura mi ruba il senso del presente, mi ruba la possibilita’ di ragionamento, mi ruba la possibilita’ di dare risposte sensate e di migliorare, mi ruba la vita.
    Non sarebbe semplicemente il caso di far le cose come devono esser fatte. Fatte per funzionare e non per diventare bombe sociali? ma e’ proprio vero che il successo di una zona dipende dal sistema tipologico adottato?Bassa densita’ alta densita`? Mi sembra una banalita’ buona per i politici.
    )

    In un sistema perfetto, in sintesi, l’architetto farebbe architettura e i politici la politica. E l’uno non avrebbe necessita’ di sostituirsi all’altro, o di spiegare l’uno come deve fare il lavoro dell’altro.

    In un sistema perfetto non avremmo necessita’ di avere sindacati e di rivendicare l’importanza del ruolo dell’architetto perche’ questa sarebbe manifesta e chiara.

    Invece il sistema perfetto non c’e’ affatto e da qui lo scadimento generale che di liberalista non ha proprio un bel niente. E percio’ il politico fa l’architetto e l’architetto fa il politico in una confusione dei ruoli che genera l’arroganza del faccio tutto io, decido tutto io, io so come fare, dando la stura alla prevaricazione sistematica, individualista e dimentica del rispetto che si deve ai ruoli istituzionali, alle decisioni istituzionali, anche se di amministrazioni politiche precedenti costituite da fazioni politiche di diverso colore. Perche’ se le decisioni politiche mirassero al bene comune, non ci sarebbe il bisogno di cambiarle al cambiare fazione politica. Non ci sarebbe bisogno di annullare il concorso del Campidoglio 2 se la decisione di realizzare il concorso e spendere soldi pubblici, non fosse stata dettata da una necessita’ tecnica e non politica. Non ci sarebbe il bisogno di annunciare agli architetti in campagna elettorale che il concorso dell’auditorium verra’ annullato come fece Rutelli durante un incontro inarch tenutosi anni fa al Visconti Palace Hotel e non ci sarebbe stato il bisogno di Alemanno di annunciare la demolizione dell’edificio di Meier (irreale invero) a Piazza Augusto imperatore.

    Il risultato di questo minestrone e’ la perdita di credibilita’ delle istituzioni, a favore dell’arrembagismo del chi e’ piu’ furbo lavora e gli altri se ne vadano a cercare fortuna all’estero. E a proposito di estero, mi capita sempre piu’ spesso quando cerco di fare sponda su studi professionali esteri per partecipare a gare in Italia, che mi rispondano che non sono interessati a concorsi da Bergamo in giù.. prima mi chiedevano solo se conoscessi qualche politico che poteva sponsorizzare il progetto…poi hanno capito che se anche vincessero le possibilita’ di arrivare alla fase di cantiere sarebbero remote.

    L’Italia e’ lontana da essere il mercato aperto e liberista.

  15. TRILLO scrive:

    il presidente dell’ordine poteba fare presente nella riunione di Aledanno che “Risorse spa.” ha affidato direttamente un incarico per la modica cifra di € 280.000,00 di onorario mascherandolo come “urgenza” Altro che architetti stranieri!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

  16. Giorgio Papale scrive:

    Gli accordi di programma, mai avversati da questo Ordine degli Architetti, stanno deprimendo sempre di più la nostra città con cementificazioni insensate e deturpanti, utili solo alle imprese affariste e alle Amministrazioni Comunali “disinvolte”. Inoltre questo Ordine non presta neppure i servizi per cui è nato e ha motivo di essere. A cosa serve?

  17. nicola mitola scrive:

    è davvero difficile capire come si possa lavorare lecitamente in simili contesti

  18. marco crisanti scrive:

    quando l’ho letto mi è preso un colpo. Ma se rinevica prenderà anche la pala in mano?

  19. Emilio Labianca scrive:

    Perchè chi scrive certi articoli non li ha scritti quando il Presidente e magari qualcuno di quelli che lo hanno preceduto erano sfacciatamente schierati a sinistra o al centrosinistra?

  20. antonio pizzola scrive:

    Ritengo l’arch. Schiattarella, che ho avuto modo di conoscere personalmente, una figura assolutamente inutile. Sia nel ruolo, che nella profonda revisione in corso degli ordini fatica a configurarsi come utile per la categoria e per la collettività, sia nella funzione finora espletata. Svolgo l’attività da 17 anni e non ho mai potuto constatare una discontinuità nella gestione dell’ordine, nel senso che mai ho potuto prendere atto di un’azione di sviluppo in senso progressivo verso l’esterno e verso l’interno della categoria. A onor del vero questo vale per Schiattarella e per chi l’ha preceduto in questi anni. La presidenza dell’ordine è di fatto una modalità con la quale entrare in contatto con il potere locale e avvantaggiarsene nell’immagine e nella professione. Mi sembra ovvio che, per le intese configuratesi negli anni di legislatura Alemanno, Schiattarella partecipi alla sua campagna elettorale. Che questo non sia opportuno nè eticamente rilevante mi sembra scontato. Ma il problema riguarda si l’attuale presidente, ma ritengo ancora più, una profonda revisione delle funzioni che il presidente dell’ordine svolge e di quella che sarebbe utile svolgesse, per l’intera categoria e per l’architettura in genere.

  21. Marco scrive:

    come al solito. ci troviamo nuovamente di fronte alla dimostrazione che anche Amedeo Schiattarella, come tutti coloro che si trovano in un posto che è pagato da altri, non solo non fa nulla, ma guarda esclusivamente ai propri interessi -celandosi dietro altri discorsi- invece di occuparsi dei veri problemi degli iscritti. Non mi pare proprio gli architetti romani siano stati informati di questa partecipazione “politica” e non credo proprio che tutti gli architetti romani siano contenti di aver “scoperto” il proprio presidente presenziare a questo convegno.

  22. Antonio Marco Alcaro scrive:

    caro emilio
    il problema non è se schiattarella si butta a destra o a sinistra, come ho scritto nel post, un presidente di un ordine deve rimanere neutrale finché svolge quel ruolo, ho sempre criticato il presidente quando si è esposto troppo a sinistra e lo critico adesso, non mi interessa quali siano le sue idee politiche, mi interessa che rappresenti tutti gli iscritti di destra e di sinistra in maniera uguale e senza alcuna preferenza.

  23. […] dopo aver partecipato alla manifestazione di RETE ATTIVA PER ROMA, (dove compare ancora tra i testimonial), per rilanciare la candidatura a […]

  24. Ilaria scrive:

    Vorrei rispondere a Pietro Pagliardini, in merito alla sua prima affermazione: “non c’è da meravigliarsi dato che molti presidenti sono collaterali al potere di turno.” Il problema di questo paese è proprio che ormai non ci si meraviglia più di nulla. Il giorno in cui cominceremo a farlo, forse, inizieremo anche a pretendere che i malcostumi cambino, finalmente, e a non accettare tutto passivamente solo perchè è consuetudine. Condivido invece Antonio Marco Alcaro quando dice che il nostro Presidente non avrebbe dovuto schierarsi per la campagna di Alemanno per il semplice fatto che lui rappresenta 17000 professionisti e dovrebbe tenere conto del peso di questo suo ruolo di RAPPRESENTANZA.

  25. […] da dire meglio tardi che mai, ma non basta fare i comunicati stampa dopo aver partecipato alla manifestazione di Rete attiva per Roma per rilanciare la candidatura a sindaco di Roma di […]

  26. […] preoccupato nel prendere le distanze dall’Amministrazione capitolina dopo le critiche alla sua partecipazione alla convention di Alemanno, pubblica un comunicato che condanna […]

  27. leyla scrive:

    Per favore i congiuntivi, grazie

  28. Giulio Pascali scrive:

    @leyla
    tutti siamo soggetti ad errore, ed è segno di maturità operare per correggersi.
    Se ci dici in quale punto del testo hai individuato i congiuntivi sbagliati, te ne saremo grati e provvederemo a correggere.
    Grazie

  29. […] Schiattarella è nella squadra di Alemanno? « Amate l’Architettura […]

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