Professional day: un flop annunciato

E’ stato davvero desolante partecipare alla manifestazione di oggi a Roma all’Auditorium della Conciliazione.

Il professional day era stato annunciato da tempo, ma la totale mancanza di comunicazione e le modalità di organizzazione dell’evento, senza coinvolgere minimamente gli ordini provinciali, le associazioni, gli iscritti, avevano fatto capire in anticipo che sarebbe stato un fallimento.

Per il solito balletto di gelosie, invidie, giochi di potere, i Consigli nazionali non hanno collaborato con gli ordini provinciali, le casse non si sono impegnate a fare un’adeguata comunicazione agli iscritti, nessuno ha mandato una sola mail agli iscritti per invitarli a partecipare, sembrava che tutti avessero l’interesse a far fallire la manifestazione, è stata la dimostrazione dell’inutilità di questi organismi che ci rappresentano e che ci costano.

Tutto mi sarei aspettato, ma vedere che il CUP (Comitato Unitario Professioni) che coordina più di 20 tra Federazioni e Consigli Nazionali che rappresentano tutti i professionisti italiani (2.100.000 persone) non sia riuscito, in un momento come questo di fortissimo attacco alle professioni, a riempire una sala di 1.000 persone, dimostra la totale assoluta mancanza di rappresentatività.

Gli iscritti non si sentono minimamente rappresentati da un organismo che non condividono, del resto gli ordini non rappresentano soltanto i liberi professionisti, ma anche i dipendenti pubblici e privati e altri.

Sul sito del CUP fino a ieri scrivevano:” Si svolgerà in tutta Italia il prossimo 1 marzo la più grande manifestazione di ogni tempo dei professionisti ordinistici con sedi in tutte le città d’Italia, in collegamento con la sede centrale di Roma”.

Oggi dovrebbero scrivere il più grande flop di tutti i tempi, altro che giornata dei professionisti è stato il funerale dei professionisti, sembrava di stare sul Titanic che affonda con la banda che continua a suonare.

E’ stato davvero desolante arrivare alle 10.00 e vedere la sala praticamente vuota, alle 10.40 sono iniziati i lavori con meno di 500 persone presenti e abbiamo assistito alla passerella dei Presidenti Nazionali che hanno fatto la loro vetrina senza fare affermazioni degne di nota, i consulenti del lavoro hanno parlato più di tutti ben 4 interventi, del resto il Presidente del CUP Marina Calderone è Presidente Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

Hanno sfilato: biologi, agronomi, periti tecnici, notai, ingegneri, architetti, commercialisti, giornalisti, farmacisti, medici, veterinari, un gran calderone organizzato non a caso dalla Calderone, in cui sono state accostate professioni che non hanno nulla in comune con problemi e esigenze completamente diverse.

I pochi politici intervenuti hanno fatto dichiarazioni scontate e di facciata, non c’è stato un solo intervento decente e in linea con una manifestazione che doveva rappresentare il forte disagio che stanno vivendo in Italia i professionisti.

Naturalmente non ne hanno parlato i telegiornali, i siti web dei quotidiani, come se non fossimo esistiti.

  • Bisognava gridare con forza l’importanza delle professioni intellettuali in Italia che dovrebbero rimanere libere e non sotto ricatto di un padrone;
  • bisognava denunciare con forza la drammaticità della condizione in cui versano migliaia di giovani professionisti;
  • bisognava denunciare con forza l’assurdità delle leggi che ci riguardano;
  • bisognava rivendicare con forza l’enorme differenza tra un attività professionale e un’attività commerciale;

bisognava fare molto altro, ma niente di tutto questo, qualche video intervista, qualche giovane buttato li per caso, ma una manifestazione davvero inutile.

L’intervento del nostro Presidente del CNA è stato poi disarmante, tutto ciò che è stato capace di dire in quei pochissimi minuti a disposizione (2 o 3) è che noi architetti dobbiamo rinunciare a qualcosa e che in Italia se si interviene sugli edifici esistenti con tecnologie bioclimatiche si possono risparmiare 8 centrali nucleari.

E’ la dimostrazione che siamo alla frutta.

Noi architetti non abbiamo nessuno che ci rappresenta, gli ordini, i Consigli Nazionali sono degli zombie che camminano, noi di amate l’architettura ci stiamo provando a creare qualcosa che ci possa rappresentare, la rete 150K nasce per questo, facciamoci le nostre proposte e presentiamocele da soli, non possiamo farci più tutelare da questi personaggi che si sono visti oggi a Roma, è necessario però l’impegno di tutti se vogliamo salvarci.

Non voglio essere pessimista, ma ho l’impressione che siamo una razza in via di estinzione, c’è chi, come ultimo atto disperato, si rivolge al Presidente della Repubblica, ma ormai ci vorrebbe un miracolo!!!


16 Commenti a “Professional day: un flop annunciato”

  1. Tata scrive:

    Noi architetti dobbiamo rinunciare a cosa? Io ho già rinunciato a fare l’architetto perchè la maggior parte dei lavori se li è presi un geometra,pur non avendone le competenze. A cosa dobbiamo rinuciare in più?

  2. archititta scrive:

    Siamo già estinti!! Possiamo sopravvivere solo come arredatori nei negozi di arredamento, forse.

  3. Greco Sebastian Carlo scrive:

    Ieri, permettetemi di dire, eravamo davvero pochi, forse i più organizzati siamo stati noi dell’Ordine degli Architetti di Catania.

    Concordo sul fatto che non abbiamo per nulla mostrato i muscoli…, con i nostri responsabili nazionali.

    Una delusione!!!urge un confronto serio.

    Metto qui dei link, dei tg nazionali che ci hanno degnato qualche servizio

    http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/287579/edizione-ore-1300-dell1-marzo.html#tf-s1-c1-o1-p1

    vedere dal minuto 17.35 in poi

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0c46f5ef-3a52-4b20-84f1-4f8983fc37ef-tg3.html

    cordialità

    Arch. Sebastian Carlo Greco – Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Catania

  4. Giulio Pascali scrive:

    Sono un architetto
    sono iscritto all’ordine
    non sono un libero professionista
    eppure in quel numero di 2.100.000 professionisti vengo contato
    a quale titolo il presidente del CNA si è presentato al CUP dicendo di rappresentarmi in quanto libero profesisonista?
    inoltre
    sono iscritto perchè c’è un obbligo normativo ad iscriversi per avere il titolo di architetto e così credo che funzioni per tutti gli ordini rappresentati
    questo dovrebbe come minimo far fare ai rappresentanti di ieri sera un minimo di umile riflesisone.
    prima di sostenere di essere i rappresentanti di categoria, viste le modalità con cui questi signori sono stati eletti, sarebbe stato un utile esercizio di umiltà sentire cosa vogliono veramente questi professionisti, non arrogarsi la presunzione di saperlo per il diritto divino

  5. candido scrive:

    nuove occasioni … vecchi vizi
    grazie al cielo che Don Alcalo della Mancia ci protegge. Dall’alto della sua scienza ci dice che tutto è morto, solo Amate vive e lotta insieme a noi.
    Ma una riflessione seria sul fatto che, a prescindere dalla comunicazione, i colleghi sono indifferenti al mondo che li circonda la vogliamo fare? Si parla di invidie e incomprensioni degli altri e poi siamo alla solita sparata che vede l’attacco a quelli non vicini (intellettualmente, ma fisicamente molto vicini), a quelli che la pensano diversamente.
    L’evento 150K ha visto centinaia (che dico, miglioni) di colleghi, sale piene, argomenti fondamentali, personaggi nuovi, ecc., invece gli altri nulla.
    Se davvero mettessimo via interessi diversi da quelli personali potremmo affrontare meglio i tanti mali della professione in Italia.
    Ma poi chi è il Presidente della Repubblica? Se e quando Amate verrà ricevuta dal Nostro solo allora sarà persona degna di nota. Per il momento è solo un’iniziativa sterile.
    Peccato, avevo visto uno spiraglio di sobrietà e obiettività ma i vecchi vizi e le sempre uguali esigenze di alcuni prevalgono.
    il desolato candido

  6. Bobin Wood scrive:

    Caro Marco.
    Concordo con la tua valutazione “Flop” del Professional day e con moltissime considerazioni che fai e che so animate da un impegno costante e non da ieri, ma consentimi alcune precisazioni al tuo commento, che non vogliono in alcun modo essere polemiche ma unicamente di sottilineatura:

    “… la totale mancanza di comunicazione e le modalità di organizzazione dell’evento, senza coinvolgere minimamente gli ordini provinciali, le associazioni, gli iscritti…”
    La ragione di questo sta nel fatto che tutti i “costoro” da te citati non hanno nella maniera più assoluta e da sempre, confidenza con il coinvolgimento degli altri, siano Ordini o siano semplici iscritti; i loro sono organismi autoreferenziali che non rappresentano letteralmente nessuno- infatti, a parte i Consigli Provinciali (cui accenno dopo), gli altri: i CUP, i CNA e via ciarlando… chi li ha mai votati? Esistono solo (come gli Ordini) , e coercitivamente, per Disposizioni create da uno Stato illiberale e mai abrogate, in 66 anni di Repubblica.
    La loro è una nicchia di Ancien Régime annidata nel corpo della Repubblica, sono enti non democratici, che si avvicinano più al Maggior Consiglio della Serenissima che non a quello della Camera dei Fasci e delle Corporazioni da cui pur discendono in via diretta. Quindi la motivazione della loro inettitudine nella “chiamata a coorte”, va trovata nella loro reale natura.

    …”è stata la dimostrazione dell’inutilità di questi organismi che ci rappresentano e che ci costano”… Concordo sull’inutilità, non concordo sul fatto che ci rappresentino: questi organismi non ci rappresentano per loro stessa natura, e non solo perchè non sono all’altezza del compito.

    Il CUP non è riuscito in nulla (forse riescono a influenzare qualche Parlamentare, che peraltro non ha affatto bisogno della sua influenza, dato il basso profilo delle proposte che gli vengono sottoposte).

    Concordo quindi, e ci arrivo per una strada diversa, con la tua valutazione : “dimostra la totale assoluta mancanza di rappresentatività”. Di nuovo sottolineo: pare una mancanza di rappresentatività per inazione, ma è, nel concreto, reale assenza di rappresentatività, che poi è il vero motivo che dà luogo a questi comportamenti di concreta incapacità.

    Di nuovo, tu affermi che gli Ordini “rappresentano anche i pubblici e privati dipendenti”; di nuovo qui io suggerisco un diverso modo di approcciare la cosa, e mi spiego: gli Ordini non rappresentano gli Iscritti; non sono, per Legge, un Ente di rappresentanza, quindi è pacifico che “gli Iscritti non si sentono minimamente rappresentati da un organismo che non condividono” ma che soprattutto niente fa per loro sul piano della concretezza della definizione dell’immagine dell’Architetto.

    Il trionfalismo mediatico del CUP si manifesta per quello che è: solo velleitarismo e nulla più.
    In definitiva, che politica sta facendo? E’ così che gestiscono i soldi degli Iscritti?
    Consequenzialità vorrebbe che il CNA annullasse seduta stante i pagamenti a questa lobby non riconosciuta dagli Iscritti, ma figuriamoci!

    Giustissime poi le tue considerazioni sul “calderone”, cos’altro di diverso poteva infatti essere?
    Non solo l’intervento del Presidente CNA è una “dimostrazione che siamo alla frutta” come giustamente sostieni, ma aggiungo che l’azione portata avanti dal CNA sta alimentando da anni un danno permanente alla figura dell’Architetto, con la sua totale insipienza causata da una visione complessiva e operativa ancorata a una dimensione ormai decotta di questa professione.
    Basta infatti andare a vedere con quali ottiche ormai desuete affronta i problemi dei “minimi” piuttosto che della Formazione (cui tiene al solo aspetto coercitivo dell’obbligatorietà), e mai incardinando l’intervento sul tema centrale delle nostre specifiche Competenze.

    Ringrazio la Vostra Associazione per aver dato luogo alla rete 150k, e per l’incontro organizzato da voi a Roma- è quella una delle strade che dobbiamo percorrere per gestire direttamente noi stessi e la nostra Professione.
    Un caro saluto a tutti voi,
    Beppe Rinaldi

  7. candido scrive:

    Chiedo lumi,
    Giulio Pascali dice di essere un architetto dipendente che è stato “costretto” ad iscriversi.
    Io non credo che sia proprio così ma non sono sicuro e vorrei conferma.
    L’obbligo di iscrizione è solo per quelli che vogliono svolgere la professione altrimenti, per il loro lavoro di dipendente, potrebbero essere anche semplicemente laureati non iscritti.
    Se così fosse (ma ripeto non ho certezze) ai dipendenti non interessati a fare altro lavoro (quello dei liberi professionisti) basterebbe cancellarsi dall’Ordine e saremmo tutti più felici. Lui per non essere rappresentato da nessuno e noi perchè avremmo più lavoro.
    Ftemi sapere se dico cose inesatte, aspetto (non solo gli strali …) notizie
    Il libero candido

  8. Giorgio Mirabelli scrive:

    AUDITE! AUDITE!
    Candido ci “illumina” e ci “indica” la retta via da seguire dall’alto del suo “nobile” e “insostituibile” incarico di fido scudiero dell’Ordine alla Sancho “Panza”. Altro che Assemblee aperte come 150K Architetti, che non hanno nessun senso e non aiutano a risolvere i “VERI” problemi della nostra professione. Ci vogliono iniziative “innovative” e “rivoluzionarie” per ripensare al nuovo ruolo dell’architetto e dell’architettura in questo momento storico. Per esempio quelli di 150K hanno pensato mai di raccogliere qualche migliaio di firme di architetti attraverso un appello, molto “sentito” e “coinvolgente”, a pagamento (con i soldi di tutti noi iscritti all’Ordine naturalmente) su un organo di stampa nazionale tra i più diffusi (il Corriere della sera per esempio)? E poi hanno pensato mai, sempre per esempio, di chiedere udienza al Presidente della Repubblica per consegnare nelle mani di uno dei suoi 150 Consiglieri della Presidenza le migliaia
    di firme raccolte? Ecco ci hanno mai pensato? Queste sì che sono cose che non si dimenticherebbero facilmente! E potrebbero cambiare il corso degli avvenimenti! Come dici? Ah….Scusate un mio amico mi sta dicendo che tutto ciò e stato già fatto il mese scorso. Perdonatemi devo essermi distratto un momento.

  9. emmanuele scrive:

    Sarà triste e forse eccedo in cinismo, ma sono dell’idea che dopo decenni di erosione del potere e delle competenze della figura dell’architetto, ci sia rimasto ben poco da salvare. L’architetto è l’ultima figura in termini di importanza nel processo edilizio, nonché quella con maggiori responsabilità penali. La soluzione è una riforma che spazzi via decenni di malcostume e malalegislatura in campo di pianificazione urbanistica e normativa edilizia.

  10. Giulio Pascali scrive:

    @Candido
    infatti dici cose inesatte e dimostri di avere una visione estrememente limitata del panorama professionale degli architetti.

    Sostanzialmente confondi una tua opinione (il fatto che solo i liberi professionisti dovrebbero essere gli unici ad avere diritto a progettare) come una regola o una norma; da questa confusione fai valere come un tuo personale diritto sindacare sulle necessità professionali degli altri professionisti che hanno fatto scelte diverse dalle tue.

    La mia osservazione era invece basata su una constatazione di fatto.

    L’attuale normativa prevede e consente l’iscrizione all’ordine sulla base di titoli (la laurea e il superamento dell’esame di stato).
    Non vi sono regole che stabiliscano limitazioni all’esercizio della professione legate alla tipologia di rapporto lavorativo.

    Infatti esistono le società di ingegneria che possono utilizzare i loro dipendenti per timbrare e firmare i progetti, esistono le imprese edili che utilizzano professionisti all’interno dei lori staff tecnici, esistono aziende private che hanno al loro interno uffici tecnici che progettano, esistono infine uffici pubblici che hanno uffici tecnici; non parliamo dei professori universitari che sono addirittura individuati all’interno di un albo specifico. Per molti di questi soggetti l’iscrizione all’albo è spesso necessaria; ma anche dove l’iscrizione fosse solo accessoria, spesso costituisce titolo preferenziale negli avanzamenti di carriera.
    Quando ti iscrivi lo fai per esercitare un diritto che hai conseguito (che hai conquistato secondo delle regole condivise), questo non ha alcuna attinenza sul fatto che poi questo diritto lo eserciti oppure no.
    Aggiungo anche che potrei anche fare il lanciatore di coriandoli e desiderare di essere iscritto all’Ordine per semplici motivi di gratificazione personale (mi piace quell’arch. davanti al nome, ci tengo per ragioni sentimentali) e nessuno potrebbe avere alcunchè da ridire; se mi iscrivo non è per avere una rappresentanza sindacale, ma semplicemente per mantenere attivo quello che è un mio diritto.

    Posto quindi che tutti i 150mila architetti italiani hanno conseguito una laurea e superato l’esame di stato, indipendentemente dalla professione che svolgono, è un loro diritto iscriversi all’ordine di riferimento; per fare questo sono tenuti a pagare una retta annuale (a Roma è una delle più care).
    Parte della retta pagata è destinata a finanziare il Consiglio Nazionale e, tramite questo, il CUP.
    Ne deriva che il CUP sta utilizzando soldi miei per fare delle battaglie secondo metodologie che non condivido e che soprattutto potrebbero essere contro il mio stesso interesse.
    Gli architetti iscritti agli Ordini sono 150.000; solo 80.000 sono liberi professionisti, di questi ancora solo una parte sono effettivamente titolari di uno studio, molti appartengono alla categoria delle finte partite iva; di quelli che sono titolari effettivi solo una parte fanno a tutti gli effetti gli architetti (molti sono grafici, designer, critici e filosofi).
    Non ho notizia di liste o di Consigli di ordini che si sono presentati dicendo di essere composti unicamente da Liberi Profesisonisti, anzi la prassi è quella di essere piuttosto trasversali.

    Ne deriva che quando Freyre sostiene di rappresentare i liberi professionisti all’interno del CUP, portando nel numero anche i 70.000 dipendenti che compongono e finanziano il CNA, come minimo sta distorcendo il reale peso e valore della sua rappresentatività, in realtà sta travisando pesantemente il suo effettivo mandato istituzionale (con lui tutti i membri del CUP).

    In questo caso non contesto l’idea che il CNA vada oltre quello che è il mandato istituzionale del sistema ordinistico (che è di tutela deontologica), non mi da fastidio che questa istituzione tenti di rappresentare delle istanze in favore dei miei colleghi liberi professionisti (dei quali conosco bene le difficoltà).

    Contesto il fatto che per esercitare un peso in termini di numero si voglia inserire e contare anche me che non sono libero professionista; questo se ci pensi è estremamente coerente con la tua stessa obbiezione: se ritieni che nella tua rivendicazione io sia una parte in causa (oserei dire il nemico da combattere) comincia a non contarmi nel numero di chi intendi rappresentare, comincia sopratutto a non utilizzare i miei soldi.

    Vuoi rivendicare l’importanza dei soli liberi professionisti? quelli veri? bene, comincia a chiarire il fatto che non siete 150.000 ma molti meno; hai delle proposte specifiche da proporre al governo? bene, comincia a verificare se le persone in nome delle quali stai proponendo le tue proposte sono realmente daccordo con te.
    Pretendi di farlo utilizzando soldi e risorse che ti sono state date da più categorie profesisonali? bene, ma evita di farlo a scapito delle stesse categorie che ti stanno finanziando.

    Nessuno dei presidenti degli ordini (e quindi nemmeno il presidente del CNA) è stato eletto per presentare proposte in parlamento o al governo; se vuoi farlo, è una iniziativa lodevole; se vuoi farlo in nome degli architetti italiani è opportuno che prima ti confronti con loro; con TUTTI loro.

    Quindi ribadisco e riformulo:
    a quale titolo il presidente del CNA si è presentato al CUP dicendo di rappresentarmi?

  11. Mi permetto di fare un link ad un mio articolo sugli ordini, su quelli di Arezzo in particolare:

    http://www.informarezzo.com/permalink/11171.html

    Tenete presente che abbiamo un PRG folle e sconclusionato, inutilizzabile. Gli Ordini lo sanno benissimo, hanno fatto pure 60 osservazioni al piano, ma boicottano il sindacato che fa una giusta, doverosa, apprezzata dai liberi professionisti, battaglia per farlo cambiare.

    Questi sono oggi gli ordini: piccole o grandi caste arroccati nel castello, come quei dittatori che non mollano fino all’ultimo.
    Salut
    Pietro

  12. candido scrive:

    @ Giulio Pascali
    risposta molto articolata, in alcuni passaggi condivisibile ma priva di chiarimenti utili.
    Un dipendente è obbligato ad iscriversi all’Ordine per il suo lavoro?
    premesso che nessuno mi ha risposto, ho solo chiesto lumi …

    E’ altresì ovvio che sia una mia opinione, altrimenti avrei parlato con ben altra certezza.
    Il problema è di struttura. Il romanticismo di qualcuno (… mi piace il titolo arch.) in realtà spesso (non sempre e sicuramente non nel tuo caso) cela ambizioni lavorative non legittime.
    Il collegio dei geometri è costituito da liberi professionisti e stanno meglio di noi.
    La società d’ingegneria che citi è una struttura privata, non c’entra nulla, scusami.

    La mia visione del panorama professionale degli architetti sarà pure limitata ma è vero: credo che solo i liberi professionisti dovrebbero progettare.
    ALTRE SCELTE, ALTRE REGOLE.

    Per quanto riguarda il CNA hai anche ragione, ma loro giocano sull’equivoco dei numeri.

    “Nessuno dei presidenti degli ordini (e quindi nemmeno il presidente del CNA) è stato eletto per presentare proposte in parlamento o al governo”; questo è vero fino ad un certo punto se è anche vero che queste strutture devono interfacciarsi con chi governa per controllare e verificare.

    Un saluto dal limitato candido

  13. candido scrive:

    @ Giorgio Mirabelli
    Mi piaci, davvero.
    L’ironia sull’ironia è un buon meccanismo retorico, ricorda la teoria delle cellule specchio.
    Però non ho detto che 150K sia inutile. L’ironia non dovrebbe obnubilare la mente, come invece accade in questo caso.
    Io non illumino, mi limito a pensare che esistono molte strade per giungere alla stessa verità e affermavo che credo sia in 150K che in incontri con il Presidente della Repubblica.
    Il problema non è il mio ma di chi invece crede sempre che solo lui sia nel giusto e gli altri agiscano con secondi fini; troppo facile, demagogico e furbetto.
    Iniziative come 150K possono aiutare ma non bastano.
    Ero presente e anche in quell’occasione si è parlato molto, ma non importa. Credo che il confronto sia importante. Ma non diciamo che in quell’occasione si siano risolti i problemi degli italiani altrimenti facciamo un cattivo servizio anche agli organizzatori.
    Poi, presi dal furore iconoclasta, si riesce anche a sputare su iniziative che hanno coinvolto tante persone. Non saranno iniziative “innovative” e “rivoluzionarie” ma se più di 5500 hanno firmato probabilmente avranno toccato tasti importanti, non credi scienziato?
    Qualcuno plaude per un evento che ha coinvolto 80/100 persone (considerato poi che la metà erano quelli che parlavano stiamo a circa la metà). Numeri importanti per un’associazione privata ma poco rilevante per il panorama italiano e poi si diverte a dileggiare iniziative di migliaia di coinvolti.
    Brutta cosa l’invidia.
    Anche il battito delle ali di una farfalla più cambiare il corso del mondo, figuriamoci la consegna delle firme alla presidenza della Repubblica. Dovrebbe essere una teoria ormai nota, non credi scienziato?
    Infine, forse quel tuo amico che ti ha detto dell’iniziativa è uno di quelli che ha firmato, stai attento che potrebbe farti le scarpe. Comunque ti perdoniamo, da come scrivi ti distrai troppo spesso; se fossi in te non parlerei di un momento, sei troppo indulgente con te stesso (ma anche questo è normale).
    Sancho “Panza” candido

  14. Antonio Marco Alcaro scrive:

    Solo per fare chiarezza, anche se sono convinto che candido conosca bene le regole dell’ordine, una persona che viene assunta con la qualifica di architetto abilitato in Italia, a differenza di altri paesi come per esempio la Francia, è obbligato a essere iscritto all’ordine.
    Questo non toglie che un impresa possa assumere studenti o neolaureati non iscritti all’ordine con la qualifica di disegnatori, ma poiché, senza iscrizione all’albo, non si può esercitare la professione né sotto forma di libero professionista né sotto forma di dipendente, è chiaro che tutti coloro che si laureano in architettura si iscrivono all’albo.

  15. candido scrive:

    ma siamo sicuri? Io credo che un tecnico debba essere iscritto all’ordine solo se firma, nell’ambito del suo incarico pubblico, progetti, altrimenti il solo titolo che gli serve è la laurea.

    Il sottile richiamo alla mia conoscenza dell’ordine lo lascio cadere …
    il nobile candido

  16. Mariassunta Bonsangue scrive:

    Io sono laureata in Architettura – Gestione del Processo edilizio.
    Mi occupo da anni di seguire i procesi edilizi di progetti complessi e di controllo tecnico amministrativo dei lavori.
    Non mi sono abilitata ne iscritta all’Ordine degli Architetti poichè non esiste un’abilitazione professionale per l’esercizio di questa professione di nuovissima concezione. Non firmo progetti ma li seguo dalla nascita alla realizzazione sotto tutti gli aspetti legislativi, finanziari, etc.
    Per poter lavoare ho dovuto costituire una srl di servizi per l’ingeneria e l’architettura.
    Ma è mai possibile che L’Ordine ancora si basi su standard di professioni antiquate e non veda la realtà delle professioni che sono nei loro contenuti molto ma molto cambiate rispetto anche a 10 anni fa? Io vorrei sapere che cosa ne pensate e se qualcuno ha avuto una esperienza come la mia

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