Perchè solo in Italia gli incarichi sono assegnati al massimo ribasso?

PERCHE’ solo in Italia gli incarichi, soprattutto per le opere pubbliche,  sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?

Un paio di giorni fa ho letto, sul web, che un noto giornalista italiano ha definito Monti “un irresponsabile”. Bene, concordo pienamente ma devo aggiungere che sono indignato per il modo in cui sono stati aboliti i minimi tariffari: con un colpo di spugna, senza minimamente verificare il permanere della normativa che stabilisce le regole con le quali, noi architetti ed ingegneri, abbiamo la possibilità di esercitare la nostra professione, soprattutto per quanto riguarda l’affidamento degli incarichi professionali relativi alle opere pubbliche.

Aggiungo che l’illustre prof. Monti, non solo sembra essere un “irresponsabile”, ma è sicuramente “un pessimo picconatore” per il Paese e per noi che rappresentiamo una parte consistente dell’economia nazionale (l’edilizia è tra le maggiori industrie italiane e, nel Lazio, è la prima), pur essendo considerati nulla, ma nel contempo appartenenti ad una “casta” che deve però essere intesa non come viene descritta sui mezzi d’informazione, cioè una piccola aggregazione di privilegiati, ma, al contrario, ciò che non viene mai descritto è che siamo molto vicini alla casta degli “intoccabili” della società indiana, cioè di coloro che, fuori casta, sono gli ultimi della gerarchia sociale.

Siamo, e la realtà della nostra attuale condizione professionale lo conferma, una moltitudine di Paria a ciò ridotti dalle norme e dalle regole, spesso arbitrarie e poco rispettate dalle Istituzioni, che ci hanno ridotto ad un esercito di poveri in guerra tra loro; tutto ciò si è delineato, con forza, a partire dalla grande invenzione di Bersani, con l’abolizione delle tariffe minime, il quale con il provvedimento “innovativo”, da lui proposto ed approvato dalla sua maggioranza di governo, era convinto di creare un maggior numero di posti di lavoro fra i professionisti e specialmente fra i giovani; nella realtà ha soltanto messo in ginocchio tutti noi, giovani e vecchi, come dimostrano le statistiche dell’OICE e di altri organismi e le considerazioni e proteste di migliaia di  architetti ed ingegneri, sui vari blog e siti internet dedicati, cioè di coloro che negli ultimi anni hanno sofferto della dequalificazione della propria identità professionale.

Dove erano nel 2006 gli Ordini ed i Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri?

Al di fuori delle inutili esternazioni a mezzo stampa che cosa hanno proposto o fatto di operativo e di concreto per tutti noi? Nulla.

Significativo è il fatto che nelle gare – fino a ieri senza minimi ma che, comunque,  erano l’unico riferimento delle Amministrazioni Pubbliche per determinare la parcella iniziale da sottoporre a ribasso nelle gare di servizi – mediamente i ribassi sono stati del 70/80% riducendo le parcelle a puro rimborso spese; recentemente un Comune della Sardegna ha aggiudicato una gara di progettazione con un ribasso dell’86%; da una parcella, a base di gara, di circa 250.000 euro si è arrivati ad aggiudicare la gara a circa 36.000 euro. Incredibile!

Siamo alla svendita dell’attività professionale: di recente sul sito di Groupon un giovane architetto ha offerto di progettare ristrutturazioni di interni ed arredi di appartamenti privati a ben 29,00 a progetto!

Oltre ai ribassi ci sono altre “amenità” di cui gli Enti pubblici, senza alcun rispetto del pur “vessatorio ed ingiusto” Codice dei Contratti, si fanno promotori nei confronti dei liberi professionisti.

Faccio alcuni esempi ripresi da bandi recentissimi:

– AIPES – Associazione Intercomunale per l’Esercizio Sociale – Consorzio per i Servizi alla Persona – Sora (FR):

– “Bando di progettazione relativo ad attività di recupero del patrimonio edilizio esistente per l’attivazione di servizi sociali nel Lazio”.

Nel testo del Bando in relazione al compenso professionale si legge:

“Importo IVA inclusa e Oneri previdenziali per l’incarico: 0,00 (le spese di progettazione saranno inserite nella redazione del progetto saranno liquidate…………ad avvenuta formale liquidazione dei fondi da parte della Regione Lazio”.

– Città di Ceprano (FR):

“Bando per l’affidamento dell’incarico di progettazione preliminare, definitiva, esecutiva e del coordinamento della sicurezza nella fase di progettazione per il recupero dei fabbricati del Centro Storico……..necessari alla realizzazione di programmi di riqualificazione urbana…Bando regionale”.

Nel testo del Bando si legge:

– Entità dell’appalto (cioè della parcella): 170.032,50;

– condizioni relative all’appalto di servizi: la prestazione del servizio è riservata alla professione di “pianificatore territoriale” o di “ingegnere civile e ambientale” o professioni ad esse equiparate;

– capacità tecnica e professionale: redazione di Progetti di Recupero Storico ed Architettonico del tessuto urbano e specificatamente nell’ambito del Centro Storico, del recupero di fabbricati degradati di centri storici…..

– Comune dell’Aquila:

“Bando per l’affidamento del servizio del supercoordinamento a supporto dell’Amministrazione comunale”.

– Importo stimato a base del servizio 192.900,00.

– Fra i tanti requisiti richiesti per la partecipazione alla gara, tra cui le referenze bancarie di almeno due istituti bancari, i partecipanti avrebbero dovuto dichiarare di aver utilizzato, negli ultimi tre anni, un numero medio di personale tecnico non inferiore a 8 unità tra dirigenti, soci attivi, dipendenti, ecc.

COMMENTO: essendo l’incarico relativo al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, quindi nella sfera della responsabilità penale del professionista incaricato ed essendo il servizio non delegabile ad alcun collaboratore, perché porre la condizione della dimostrazione di avere avuto personale dipendente, addirittura di 8 unità?

– Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale per le OO.PP. Lazio-Sardegna-Abruzzo:

“Affidamento del servizio di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori di adeguamento ……degli immobili sede del Tribunale dell’Aquila danneggiati a seguito del sisma del 06.04.2009”

– Importo stimato per la prestazione: 300.000,00.

– Fatturato richiesto per poter partecipare alla gara 1.000.000,00 conseguito nei migliori tre anni degli ultimi dieci per prestazioni di servizi attinenti il coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione attinenti a lavori pubblici.

COMMENTO: quanti professionisti in Italia possono vantare un tale fatturato per incarichi riguardanti la sola sicurezza in fase di esecuzione per opere pubbliche? Inoltre l’indicazione riferita alla prestazione esclusiva è vietata dal Codice dei Contratti, dalla Determinazione n. 5 del 27.07.2010                       dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici e dalla Circolare n. 4649 del 12.11.2009  del Ministero delle Infrastrutture.

– Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale per le OO.PP. Campania – Molise:

pubblicato in data 03.08.2011 il seguente avviso:

AVVISO RIVOLTO ESCLUSIVAMENTE A PROFESSIONISTI DIPENDENTI DI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI:

Avviso pubblico per l’affidamento di servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria………….

– “Il compenso da riconoscere agli organismi di altre pubbliche amministrazioni interessate è in ogni caso esclusivamente quello previsto dall’art. 92, comma 5, del Codice……………… Formato l’elenco, questo Provveditorato, laddove sussistano le condizioni di propria carenza di organico per l’espletamento di determinati servizi di ingegneria ed architettura, procederà all’affidamento degli incarichi ai soggetti appartenenti ad Organismi di altre pubbliche amministrazioni che abbiano manifestato il proprio interesse al riguardo…….”

COMMENTI……………….certamente la responsabilità di tali assurdi e deleteri bandi non può essere fatta ricadere, in gran parte, su coloro che li pubblicano ma, soprattutto, sulla mancanza di controlli pubblici circa il rispetto delle norme e sulle norme stesse, vessatorie e interessate solo alla capacità economica del professionista, che relegano a requisito marginale i titoli e l’esperienza.

Tornando “all’irresponsabile” prof.  Monti ci si chiede se prima di dare il “colpo di spugna” alle tariffe si sia minimamente informato sulle regole che governano gli affidamenti di incarichi pubblici e sulle distorsioni ed abusi imposti dalle Amministrazioni pubbliche; la risposta è certamente negativa.

Nel recente Decreto Monti si leggono due disposizioni che rivelano la superficialità del provvedimento e la scarsa conoscenza delle leggi da parte di chi lo ha proposto ed approvato (Governo dei Professori e Parlamento):

– “In base all’articolo 10 del decreto “Sono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime”, con lo scopo di “rendere libera la contrattazione tra il professionista e il cliente” sul compenso, il cui preventivo scritto dovrà essere obbligatoriamente fornito in anticipo al cliente.”

“1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico. (sia minime sia massime, con lo scopo di “rendere libera la contrattazione tra il professionista e il cliente” sul compenso).
2. Ferma restando l’abrogazione di cui al comma 1, nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso di professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante.
3. Il Compenso per le prestazioni professionali è pattuito per iscritto al momento del conferimento dell’incarico professionale.

Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale.

In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente con preventivo scritto, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita in modo onnicomprensivo.

L’inottemperanza di quanto disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista.
4. Sono abrogate le disposizioni vigenti che per la determinazione del compenso del professionista, rinviano alle tariffe dì cui al comma 1. “.

Leggendo il testo del Decreto ci si chiede da quale pianeta siano venuti gli illustri Professori!

Per gli incarichi professionali relativi alle opere pubbliche ignorano che il rapporto tra le parti è sempre disciplinato da un contratto in doppia o triplice copia, con tanto di marche da bollo in capo al professionista incaricato, nel quale sono dettagliatamente descritte le prestazioni richieste al professionista nonché l’importo della parcella e le modalità di pagamento della stessa?

Ignorano che in relazione al “grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico” è previsto dal Codice  e dai Disciplinari di gara il numero e la qualità degli elaborati che il professionista incaricato deve presentare al Committente pubblico?

In relazione a ciò cito un recente Bando integrato dell’Università di Roma “La Sapienza” relativo alla progettazione esecutiva e successiva realizzazione dei lavori di riqualificazione dell’ex Centro Meccanografico delle Poste a San Lorenzo – Roma – adibito a sede universitaria con annessi servizi.

– Importo dei lavori: oltre € 22.000.000,00

– Importo della progettazione esecutiva: € 420.000,00.

Oltre all’espletamento di progettazioni di importo più che milionario al professionista veniva richiesto un fatturato non inferiore a € 1.260.000,00 per servizi espletati nei cinque anni precedenti, nonché un numero di dipendenti, soci, ecc, pari a 20 unità negli ultimi tre anni in quanto l’Amministrazione aveva stabilito che per eseguire l’incarico fossero necessari 10 professionisti e quindi, con riferimento al Codice, chiedeva la dimostrazione al professionista di aver avuto come dipendenti o collaboratori il doppio dei tecnici ritenuti necessari.

La cosa più interessante di questo bando è che in relazione a quanto già espresso con riferimento al “grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa……..”, l’Amministrazione avrebbe fornito al professionista aggiudicatario dell’appalto, insieme all’Impresa, tutto il progetto definitivo già redatto dall’Amministrazione stessa quale documentazione di base da trasformare in progetto esecutivo; il numero di tali elaborati è stato di 150 elaborati tra rilievi, disegni architettonici, strutturali, impiantistici, relazioni, capitolati, computi metrici, piani di sicurezza, documenti economici, ecc..

Come si concilia tutto ciò con quanto espresso nel Decreto?

Agli illustri Professori nessuno ha detto che con l’eliminazione dei riferimenti tariffari l’ente pubblico non avrà più una base per stabilire la soglia per l’affidamento dei servizi professionali e dovrà procedere con una totale arbitrarietà, a scapito della qualità e della trasparenza delle procedure amministrative?

Con quale metodo i Responsabili del Procedimento determineranno il compenso professionale da porre a base di gara per i servizi di ingegneria ed architettura?
Essendo state cancellate le tariffe professionali,  le stesse non potranno essere più utilizzate e le Amministrazioni pubbliche avranno la libertà assoluta nella determinazione dell’importo da porre a base d’asta, con la assurda conseguenza che due servizi di architettura ed ingegneria del tutto simili, per prestazioni richieste e per importo dei lavori, posti in gara da due diverse amministrazioni, potranno avere due importi a base d’asta notevolmente diversi tra loro.
E’ questo il modo di fare le liberalizzazioni e di evitare le scelte arbitrarie che saranno compiute dalle Amministrazioni?

Come potrà essere determinato un importo a base d’asta per opera pubblica che sia “adeguato all’importanza dell’opera”?
Non è bastata la “bastonata” Bersani? Non sono bastati gli incredibili ribassi di cui le Amministrazioni pubbliche hanno, fino ad aggi, beneficiato senza tenere in alcun conto la professionalità, l’esperienza, i titoli, le responsabilità anche penali che si assume un professionista incaricato?

Gli Ordino professionali, i sindacati di categoria ed il CNA cosa hanno fatto in merito alla “Bersani” e al Decreto Monti? Solo parole a mezzo stampa, cioè nulla. E’ anche vero che gli Ordini ed il CNA istituzionalmente non possono svolgere il ruolo di un sindacato di categoria ma, allora, perché le Istituzioni, quando intervengono sulle tariffe, convocano tale organismi?

La confusione è totale; la nostra è la vera “repubblica delle banane”.

In virtù di ciò non si può omettere di citare la qualunquista posizione espressa dal CNA “Abbiamo molto apprezzato, in particolare la competenza e la capacità di ascolto del Ministro Severino che, all’interno di un precisa politica di riscrittura delle regole, ha proceduto con buon senso, raccogliendo i contributi delle professioni. L’aver lasciato il riferimento ai parametri nei contenziosi è, infatti, un atto di buona amministrazione, tutto a vantaggio dei cittadini e del buon governo dell’economia e della giustizia.”
“Per quanto riguarda, poi, il preventivo obbligatorio, condividiamo la norma che consideriamo utile per un rapporto trasparente con i clienti, ai quali non ci si dovrà limitare a preventivare i costi ma, occorrerà descrivere dettagliatamente la complessità della prestazione professionale. Solo in un rapporto di grande trasparenza, infatti, il confronto concorrenziale può regolare i rapporti professionali, senza offrire il destro alle truffe o alla promozione ingannevole come quella che quotidianamente circola su internet”.

Pongo una domanda: gli architetti liberi professionisti possono essere rappresentati da tali “colleghi”?

Questi non conoscono, così come gli illustri “Professori”, la nostra realtà professionale; ignorano completamente le questioni di clientela ed arbitrarietà che riguardano gli affidamenti degli incarichi pubblici di cui parlerò in maniera specifica e mirata, a seguire, con riferimento al Codice.

Chi ci può, allora, rappresentare? Il CUP? Cioè un organismo a cui aderiscono tutte le professioni ordinistiche ed il cui Presidente, non architetto, si ritiene capace di presentare ai “Professori” le istanze degli architetti ed ingegneri liberi professionisti?

Domanda: come si possono presentare, ai politici, istanze e rivendicazioni di una categoria professionale senza che la stessa sia mai stata convocata da alcun organo di rappresentanza?

Allora è arrivato il momento per noi, architetti ed ingegneri liberi professionisti, di organizzarci, di costituire una rete forte e compatta, che elabori proposte concrete in merito al progetto di Architettura, al ritorno a tariffe minime inderogabili e al corretto e limpido affidamento dei servizi di architettura ed ingegneria, senza tralasciare, ovviamente, la questione primaria relativa ai tempi certi di pagamento delle parcelle da parte delle Amministrazioni pubbliche ed in particolare di quelle dello Stato.

Ci vogliono sempre alcuni mesi per essere pagati e, in certi casi, anche alcuni anni; naturalmente senza il riconoscimento di alcun interesse. Potrei citare alcuni casi significativi, di attualità, che ometto soltanto a causa della ristrettezza del tempo concessomi da questa assemblea; una domanda mi sorge, comunque, spontanea: con quali criteri e per quale motivo i “Professori” ci hanno tolto l’ultima risorsa che avevamo per essere pagati dalle Amministrazioni pubbliche, cioè il decreto ingiuntivo ed hanno previsto solo il ricorso ordinario (e decennale con tutte le relative conseguenze negative) al Tribunale?

Vorremmo spiegazioni e risposte che nessuno si è degnato di darci.

Colleghi vi invito ad essere compatti, ad organizzare gruppi di lavoro, a creare una rete – noi della Rete 150 K ci stiamo provando con sacrificio ed estremo impegno – al fine di essere noi stessi gli artefici della nostra condizione professionale; organizziamoci e manifestiamo il nostro dissenso e le nostre rivendicazioni attraverso Internet, con nuove assemblee come quella di oggi e anche con manifestazioni di piazza che, credo, sino le uniche in grado di far arrivare la nostra voce presso i cittadini, i politici e presso giornali e tv. Le nostre rivendicazioni e denunce non sono di tipo sindacale o di “casta” ma esprimono la volontà di coloro che, quale parte consistente dalla cultura del nostro Paese, pretendono di essere professionalmente rispettati e di avere “minimi contrattuali” che ne garantiscano l’esistenza.

INCARCHI PUBBLICI – REGOLE DEL CODICE/REGOLAMENTO E MODALITA’ DI AFFIDAMENTO

I “Professori” hanno spazzato via le tariffe ma non hanno provveduto a modificare l’art. 91 del Codice dei Contratti e gli artt.  261,262 e 263           del Regolamento di attuazione; chi e in che modo determinerà a quale delle seguenti tre categorie rientreranno gli incarichi da affidare?

a) – Importo delle gare per affidamenti inferiori ad 40.000,00 (prima 20.000,00) – fiduciari con DURC; il Codice ne prevede l’affidamento esclusivamente “ad personam” cioè a pochi “eletti” e non solo: molto spesso, infatti, tali incarichi, mascherati con l’affidamento di una “consulenza” – vietata in quanto non prevista dal Codice e più volte sancita dall’Autorità di Vigilanza CP – riguardano progettazioni complete cioè architettonica, strutturale, impiantistica, ecc. che, fino a ieri, venivano compensate con circa 18.000,00 euro (anziché alcune migliaia di euro) evitando, in questo modo, il ricorso ad affidamenti con bando di gara perché troppo complicato oppure oneroso per i tempi necessari all’affidamento.

b) – Importo delle gare per affidamenti inferiori ad 130.000,00 / 193.000,00 (prima 100.000,00) – invito rivolto ad almeno 5 professionisti, DURC; in questi casi la maggior parte delle volte gli affidamenti sono fittizi in quanto, pur svolti con le regole previste dal Codice, nella realtà si chiede al professionista amico già prescelto di far presentare a 4 suoi amici, o collaboratori, 4 offerte più alte della sua e di consegnarle immediatamente dopo la pubblicazione del bando di gara. Esperita la gara soltanto fra le prime 5 offerte pervenute, si assegna l’incarico a chi ha fatto il maggior ribasso, cioè a colui che è stato prescelto prima della gara e quindi tutto è formalmente regolare.

COMMENTI………………..Ci si chiede se simili comportamenti di alcune amministrazioni pubbliche ( = reati) possano essere ancora ignorati. Dove sono i Consigli Nazionali, gli Ordini e i “Professori”? Ma anche dove siamo noi architetti ed ingegneri liberi professionisti?

c) – Importo delle gare per affidamenti superiori a 130.000,00 / 193.000,00 (prima 100.000,00) – fidejussioni, reddito professionale, lavori relativi ad appalti milionari svolti in precedenza, DURC, numero di dipendenti, ecc..

Per terminare una ulteriore considerazione in merito alla incredibile disomogeneità e quantità di moduli che bisogna riempire per partecipare alle gare pubbliche e alla continua necessità di compilare ex novo il proprio curriculum a causa della incessante fantasia di chi compila i bandi pubblici.

Arch. Moreno Capodarte


4 Commenti a “Perchè solo in Italia gli incarichi sono assegnati al massimo ribasso?”

  1. Giulio Pascali scrive:

    questo articolo è molto importante
    quando si parla di liberalizzazioni nel campo delle professioni c’è l’abitudine a guardare solo un lato della medaglia
    si parla solo di tariffe e di responsabilità dei fornitori
    il punto di vista è esclusavemente sull’offerta (di prestazioni professionali)
    nulla si fa invece dal punto di vista della domanda (in questo caso gli appalti)
    nulla si fa per ampliare il mercato (aumentando le occasioni di accesso a quel mercato), nulla si fa per migliorare il livello qualitativo di quel mercato (pieno delle distorsioni descritte da Moreno)
    in un sistema realmente liberale quindi si può anche ipotizzare l’apertura totale alla professione e l’abolizione delle tariffe minime
    occorre contemporaneamente azzerare i margini di discrezionalità delle amministrazioni pubbliche (che tendono a pilotare molti affidamenti) e ridurre il livello di responsabilità del profesionista proporzionalmente al compenso percepito

  2. tom scrive:

    Per una migliore definizione nella correttezza dei rapporti professionali anche con i costruttori, segnalo la pubblicazione on-line: UX80 Linee guida per la contrattualistica negli appalti per le facciate continue e serramenti, reso disponibile da Uncsaal, l’associazione confindustriale dell’involucro edilizio:
    http://www.uncsaal.it/in_evidenza/in_evidenza/contrattualistica-per-facciate-e-serramenti.html

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