Inarcassa organizza incontri su sostenibilità a 50 anni, ma non nelle grandi città

In questi giorni la direzione di Inarcassa ha inviato una comunicazione a tutti gli iscritti (che si allega in fondo) per comunicare una serie di incontri con gli associati sul tema della sostenibiltà a 50 anni, che comporterà ulteriori pesanti sacrifici.

Se l’obiettivo era condividere il più possibile con gli iscritti la riforma, non si capisce perché gli incontri non si possano fare nelle grandi città, più facilmente raggiungibili e dove ci sono un maggior numero di associati.

La collega Angela Rosa, ha scritto una lettera al Presidente di Inarcassa Paola Muratorio, in risposta alla comunicazione ricevuta.

Testo della lettera:

All’Attenzione dell’Arch. Paola MURATORIO

PRESIDENTE CASSA NAZIONALE
DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
PER GLI INGEGNERI ED ARCHITETTI
LIBERI PROFESSIONISTI
Via Salaria, 229 – 00199 Roma
segreteria.presidenza@inarcassa.it

Oggetto: Risposta alla Sua del 26 marzo 2012 – Protocollo: 106/PRES./2012 relativa alla Sostenibilità a 50 anni – incontri con gli associati

Gent.ma Presidente Arch. Paola Muratorio,
a seguito della comunicazione di cui all’oggetto, in considerazione del fatto che il tema riveste fondamentale importanza per la vita futura gli iscritti, Le chiedo di fissare gli incontri presso i Capoluoghi di Provincia e non in sedi decentrate, di effettuare collegamenti in videoconferenza presso le sedi degli Ordini o delle Università, affinché venga raggiunta la massima conoscenza del problema e per dar modo agli iscritti di poter intervenire in tempo reale per prospettare soluzioni alternative e compatibili con l’attuale crisi del settore.
Il mio suggerimento è che prima di chiedere altri sacrifici vengano: tagliate le spese e le consulenze, adeguati gli stipendi dei dirigenti e che le soluzioni proposte vengano sottoposte al voto di tutti gli iscritti e non solo dai delegati che, in questo frangente, non rappresentano più gli elettori vista la situazione che si è venuta a creare con il governo Monti non eletto dai cittadini.
A una situazione di emergenza bisogna rispondere con un’equa ridistribuzione delle risorse economiche.

Rimango in attesa di un Suo cortese riscontro
Cordiali saluti
Angela Rosa

E’ stata fatta anche una petizione per sottoscrivere la lettera della collega:

SOTTOSCRIVI LA PETIZIONE

LETTERA DI INARCASSA:

PRESIDENZA Protocollo: 106/PRES./2012 Roma, 26 marzo 2012

Oggetto: Sostenibilità a 50 anni – incontri con gli associati Gentile Collega,

il D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 impone alle Casse Professionali di adottare, entro il prossimo 30 settembre, misure volte ad assicurare l’equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquant’anni.

In assenza di queste garanzie, tale norma prevede, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, l’introduzione del metodo di calcolo contributivo, in forma pro rata (e un contributo di solidarietà dell’1% a carico dei pensionati nel 2012 e 2013).

Inarcassa si sta preparando ad una riforma importante e necessaria per rispondere ai dettami di sostenibilità richiesti dal Governo, ma anche di equità inter e intra generazionale e di adeguatezza delle prestazioni.

Al fine di condividere con gli associati che vorranno partecipare alle riunioni le linee di intervento, abbiamo definito un calendario di incontri per aree geografiche, in capoluoghi di provincia strategici per posizione:

Orari e luoghi degli incontri saranno resi noti appena disponibili nella pagina del sito dedicata agli “Incontri” (VEDI LINK).

Con i nostri migliori saluti.

IL PRESIDENTE

(Dott. Arch. Paola Muratorio)

IL VICE PRESIDENTE

(Dott. Arch. Giuseppe Santoro)


18 Commenti a “Inarcassa organizza incontri su sostenibilità a 50 anni, ma non nelle grandi città”

  1. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Gentile arch Muratorio, ad Inarcassa avete problemi di agorafobia? Paura dello stress da metropoli? Paura di sostenere il confronto con gli iscritti?
    La prego ci venga a trovare a Roma, Milano, Genova, Napoli, Firenze, Palermo, Bologna o Torino.
    Saluti.

  2. Lucia F. scrive:

    La scelta delle sedi sta a significare che le grandi città sono tutte contro la dirigenza di Inarcassa, ed è bene starci alla larga, oppure che i delegati delle grandi città sono snobbati dalla dirigenza e contano meno dei delegati delle piccole città????? il presidente Muratorio deve dare una spiegazione!

  3. Ad Arezzo siamo ben contenti che venga il Presidente INARCASSA, non certo per ossequiarla nè per mandarla a quel paese, ma perchè anche a noi poveri provinciali interessa capire cosa accadrà, cosa hanno in testa e come la cassa viene amministrata. Comunque capisco le ragioni di quelle città che da sole hanno una quota considerevole degli iscritti totali. Le richieste della lettera sono ragionevoli, ma vorrei sapere perchè il tema Fondazione è come non esistesse.
    A me, o meglio a noi di Arezzo, sembra questo il vero simbolo della cattiva gestione, il vero scandalo. Basta leggere l’intervista al nuovo Presidente della Fondazione sull’ultimo numero del trimestrale INARCASSA per capire: aria fritta, formalismi sul simbolo grafico (logo), cazzate a iosa. E tutta la gestazione della Fondazione è stata mantenuta segreta: niente dibattito, niente informazione (cercate sui numeri INARCASSA e mi saprete dire). Tutto all’interno del Consiglio dei delegati e degli organi dirigenti. L’impressione di un “poltronificio” si va sempre più consolidando. Sentiremo cosa ha da dirci la Presidente, ma immagino già che parlerà di promozione della professione, ovviamente fatta a suon di convegni, ovviamente organizzati dalle solite persone per autopromozione, di collaborazione con gli Ordini (sic!), di rapporti con le istituzioni (altra autopromozione). Ma noi vorremmo sapere i costi d’impianto e quelli a regime. Questo ci interessa, il resto appartiene alla politica, e INARCASSA non sembra, con questa opacità di informazione, essere molto diversa dalla casta politica che crea partecipate per puro clientelismo e per sistemare varie figure nei posti chiave. Poi ci saranno anche i corsi, immagino, e altro giro d’affari. Diciamolo con serenità: uno stipendiuccio con spese pagate non dispiace a nessuno.

  4. TRILLO scrive:

    perche’ non si promuove una raccolta firme tra tuttu i professionisti iscritti alle varie casse di previdenza che quando un professionista va in pensione gli spetta di diritto una buona uscita in virtù di quanto ha versato per il semplice motivo che se le casse hanno questo immenso patrimonio lo devono ai soldi degli iscritti. MEDITATE GENTE

  5. Christian Rocchi scrive:

    Se è vero quello che ho sentito dire, dei rialzi enormi per i nostri contributi, molti iscritti dell’inarcassa dovranno dimettersi.
    A occhio converrà essere iscritti alla cassa solo con un fatturato oltre i sessantamilaeuro.
    In questo momento chi si potrebbe permettere di pagare ulteriori tasse? A stento si riescono a pagare quelle odierne.

    Va sicuramente fatta un azione dura sulla cassa piu’ possibilemente coordinata con tutte le forze in gioco.

    Forse una gita ad Arezzo con contestazione dura? Pietro ci ospiti?.

  6. Vi ospito….basta che non veniate in pulmann!!!!!
    Se venite non sarebbe niente male. C’è assoluto bisogno di fare sentire che esistiamo. certo, se la sostenibilità è a 50 anni, io non saprei dire come riuscire a non aumentare la percentuale. L’unica alternativa, sul fronte delle entrate, mi sembra essere l’allungamento dell’età pensionabile.
    Sul fronte delle uscite invece mi pare che ci sia da discutere e parecchio. Dico la verità, ma anche i delegati costano uno sproposito. Se i conti sono quelli che mi hanno detto c’è da rabbrividire. Non che questo cambi la sostanza delle cose, però della serie tutto fa.
    Forse non sarà il caso di ridurne fortemente il numero, trovando un equilibrio ingegneri-architetti a livello regionale?
    Fatemi sapere. La riunione è domani, non è che sia tra un mese.

    Ciao
    Pietro

  7. Visto che ho capito che non venite, abbiamo preso la solenne decisione, insieme al collega Cinelli, di fare un video dell’incontro. Così lo metterò in rete a beneficio di chi non c’è. Certo non potrete intervenire nel dibattito ma comunque saprete quali saranno le decisioni.
    Immagino che mi sarà consentito. Tanto ormai sono diventato il reporter ufficiale, oltre che il rompiballe ufficioso.
    Ciao
    Pietro

  8. Breve resoconto dell’incontro con la presidente Muratorio ad Arezzo.
    La Muratorio è una macchina da guerra. Si muove come un regina con uno stuolo di ministri al seguito. Ha una capacità di dominare un’assemblea che fa paura. Autoritaria e compiacente, dà l’impressione di saper dominare i numeri e li sa usare comunque a favore delle sue decisioni, annusa il pericolo fin dalla prima parola che l’interlocutore dice. Si è presentata con un parterre di vicepresidente, professore di matematica attuariale, presidenti della cassa dei geometri e dei periti, e altri. erano presenti colleghi di un po’ tutta la Toscana, immagino delegati di cassa.
    Due ore di cifre snocciolate in cui io ho capito ben poco ma credo che anche gli altri non abbiano capito molto più di me, dai discorsi che ho sentito. Praticamente hanno dato l’impressione di avere già deciso tutto e comunque c’è poco spazio per avanzare proposte con tutte quelle tabelle. Alle 18 , quando io ho dovuto andare via per un appuntamento c’erano stati due interventi insignificanti, salvo una giovane cui, anche per sua colpa, la Muratorio ha fatto praticamente una interrogazione riducendola al silenzio. So che il mio collega Cinelli l’ha fatta arrabbiare, ma non ne conosco i contenuti.
    Non vorrei fuorviarvi ma io ho capito che si passa al contributivo, l’aliquota mi è parso di capire che passerà, non so in quanto tempo al 17%, l’età rimane a 65 anni ma con incentivi per chi arriva a 70. Dico così perchè in effetti non è stata detta apertamente la proposta, ma le ipotesi sono state tenute sospese nell’aria, non saprei dire se per la difficoltà di prendere una decisione oppure per non dare l’impressione di avere deciso già tutto.
    Io ho le due ore di registrazione ma ho qualche perplessità su come metterle in rete, sia per la noia, sia perchè li dovrò dividere. Penso che mi limiterò all’intervento della Muratorio, dato che il professore, pur bravo (anche lui redarguito dalla Preside per aver osato azzardare una sua ipotesi personale), ha fatto una lezione di un certo interesse ma non ha detto cosa accadrà.
    Si è parlato insomma solo di entrate e di uscite per le pensioni, di spese di gestione della cassa neanche a parlarne.
    Unico aspetto positivo dell’incontro, ma a voi non interessa un fico secco, è che la Presidente del nostro Ordine degli architetti per la prima volta ha pronunciato una parola distensiva dato che, salvo essere smentito, ha detto che “Ordini, INARCASSA e Sindacato” devono fare fronte comune a favore della libera professione. Speriamo che non l’abbia detto per sbaglio. Comunque è un tentativo che va fatto, visto che qui i rapporti sono molto tesi. Se anche non fosse possibile fare fronte comune, almeno sarebbe auspicabile non farsi la guerra tra Ordine e Sindacato, senza rinunciare ognuno alle proprie posizioni.
    Saluti
    Pietro

  9. Christian Rocchi scrive:

    Grazie Pietro per il resoconto. Mi piacerebbe entrare più nel merito dei conti. Quelli spiccioli. Quanto serve per la sostenibilità della cassa e dove si puó spremere. Per fare delle proposte bisognerebbe entrare nel merito. Ma da quello che capisco tutto è già definito.
    Allora bisognerebbe capire i futuri effetti sulle categorie di architetto e di ingegnere. E sono sicuro che questo scenario se lo sono già fatto. Il fatto che non l’abbiano descritto è preoccupante.

    Marco ci puó fare forse qualche precisazione?

  10. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Pietro Pagliardini ci ha segnalato la presenza della registrazione dell’incontro sul sito dell’Inarsind di Arezzo.
    Ecco li link:
    http://www.inarsindarezzo.com/2012/04/inarcassa-ad-arezzo-sostenibilita-50.html
    L’intervento della Muratorio parla da solo.
    Grazie della segnalazione, Pietro.

  11. cesare scrive:

    Le aliquote rimangono le stesse della riforma precedente cioè a regime il 14,50%, il passaggio al contributivo è qualcosa che ci viene imposto e credo che sia meglio che decidiamo noi che contributivo applicare. La collega Rosa ha un concetto della democrazia alquanto bizzarra e personale. La invito a riflettere e soprattutto a conoscere i fatti e fare proposte concrete e non qualunquiste.

  12. […] a cui vi prego di essere presenti, in particolar modo dopo le polemiche alla mancanza di incontri nelle grandi città. […]

  13. contributi_addio scrive:

    Se volete capire cosa è INARCASSA vi segnalo
    http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?f=11&t=51095

    saltando i messaggi poco pertinenti.
    Inarcassa ha un patrimonio di 5 miliardi ed un debito di 30.
    La riforma che vogliono fare è quella di spalmare il debito creato in 20 anni da pochi,
    su una platea infinita per oltre 50 anni.
    Nei bilanci tecnici che proporranno non è previsto il risanamento di Inarcassa ma il suo fallimento.
    Sostenibilità a 50 anni significa che i conti reggono 50 anni poi si ha il fallimento.
    La riforma Monti prevede semplicemente il salvataggio dei futuri contributi, ma
    ciò comporta la ristrutturazione del debito tra i vecchi.
    Se inarcassa non presenta il bilancio tecnico entro il 30 settembre, i futuri contributi sono salvi.
    Purtroppo è già pronto per essere votato dai delegati complici e carnefici.
    E’ ora di pensare a Inarcassa 2.0

  14. contributi_addio scrive:

    Inarcassa è la cassa di previdenza degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti.
    Fino ad ora ha garantito prestazioni pensionistiche senza alcun rapporto ai contributi versati contando sul fatto che a fronte di pochi pensionati vi era una vasta platea di contribuenti attivi.
    Tale rapporto non puo’ mantenersi all’infinito infatti nel bilancio tecnico allegato alla riforma 2010 era previsto il fallimento tra 50 anni compresa la consumazione di tutto il patrimonio.
    Il vero stato dei conti di Inarcassa secondo il suo ufficio studi (vedi convegno feb. 2012 Inarcassa) contempla un patrimonio di 5 miliardi di € ed un debito (riserva matematica) di 30 miliardi di € basato sui pochi anziani che hanno finora versato i contributi.
    Benchè si ascolti spesso, attenzione a non perdere Inarcassa, la realtà è che essa è tecnicamente fallita e al mondo non esiste nessuno che voglia assorbirla.
    Fino ad ora la cassa si è retta secondo il famigerato schema Ponzi, aggravato dalla obbligatorietà della partecipazione degli associati.
    Il fatto che Inarcassa sia fallita è certificato dall’inserimento nel decreto Salva Italia.
    Il comma 24 dell’art. 24 del decreto Salva Italia, chiede di fermare questa macchina infernale prevedendo semplicemente che dal 1/1/2012 tutti i contributi versati da ciascuno servano per la sua pensione e fermando lo scippo degli anziani che non hanno versato contributi a sufficienza.
    Inoltre nel decreto Salva Italia si inizia a prevedere un modestissimo ma importantissimo contributo di solidarietà da parte dei pensionati.
    Ciò significa iniziare a spezzare il tabu’ dei diritti acquisiti.
    Inarcassa si sta muovendo in modo opposto, sfruttando una scappatoia fornita dal Decreto Salva Italia.
    Presentare un ulteriore bilancio tecnico previdenziale che, spostando più in là la data del fallimento di Inarcassa, permette di gestire autonomamente la destinazione dei contributi degli associati per un altro breve periodo, fino a quando il fallimento sarà obbligato.
    Bisogna fermare la presentazione del bilancio tecnico previdenziale, in quanto il decreto Salva Italia non lo obbliga, per salvare tutti i contributi futuri.
    Poi bisogna pensare ad una equa riforma che preveda la ristrutturazione del debito di Inarcassa in modo equo e sostenibile.
    Se qualcuno ha paura di perdere Inarcassa, io dico che si possono prendere tutto, basta che ci liberino dalla schiavitù che ci vogliono imporre per altri 50 anni.
    Se fosse possibile, anzichè farsi ripetere l’inutile intervento di Arezzo che è già su Youtube, si potessero anticipare alla Presidente queste domande, penso che si farebbe più chiarezza del tema:
    1) A quanto ammonta il debito di Inarcassa?
    2) Chi lo ha prodotto?
    3) A chi lo si vuole fare pagare?
    Però si rischierebbe la sua assenza dal convegno per indisposizione.

  15. contributi_addio scrive:

    In merito all’intervento di
    Pietro Pagliardini scrive:
    5 aprile 2012 alle 21:08

    Volevo chiedere al sig. Pagliardini, se era possibile diffondere il video della riunione di Arezzo, completo con l’intervento del professore per conoscere la sua opinione e se possibile ricaricare le porzioni di video ove sono esposte le tabelle in modo più leggibile.
    Il video che ha già diffuso contiene affermazioni molto interessanti, sarebbe utile avere tutto il convegno in rete.

  16. a contributi_addio. Sì, è possibile. Ho circa 40 minuti dell’intervento del prof. Trudda. Mi sembrava molto tecnico, anche se interessante e, anche per motivi di tempo (mio), non l’ho pubblicato.
    Datemi qualche giorno e lo pubblicherò su You tube. Azzardo: venerdì o sabato.
    Senza dare altre comunicazioni, e non saprei come fare, basterà cercare su you tube queste parole chiave:
    muratorio arezzo inarcassa sostenibilità trudda.
    Credo che siano piuttosto univoche.
    Saluti
    Pietro

  17. contributi_addio scrive:

    Ho molto apprezzato il resoconto di Arezzo dell’arch. Pagliardini soprattutto per la comprensione del clima di quella riunione, ed i documenti che ha fornito che mi hanno permesso di approfondire il tema della sostenibilità a 50 anni (io la chiamo fallimento).
    Mi permetto di porle direttamente la questione dei diritti acquisiti, poichè mi è sembrato molto critico della attuale gestione di Inarcassa, ma la stessa presidente Muratorio afferma con deterrminazione, che i diritti acquisiti non si toccano.
    Nel caso in cui fosse confermato quanto ho sostenuto fino ad ora, e cioè che i conti di Inarcassa non sono così in ordine come ci vogliono far credere, e che le riforme sono sempre fatte sulla pelle di qualcuno, non è il momento di rivedere l’entità dei diritti acquisiti? (In Svezia l’hanno fatto).
    Il fatto che Monti abbia inserito la nostra cassa nel decreto Salva Italia, penso sia il giudizio inequivocabile del fallimento della gestione passata (non mi dilungo sugli aspetti tecnici).
    Il fatto che la comunicazione di Inarcassa sulla riforma da fare, sia risultata così fumosa, penso sia un fallimento di questa gestione.
    Il fatto che i nostri delegati non siano in grado di tutelare i diritti di tutti, penso sia un atto di egoismo di coloro che, giocando su meccanismi legali, tutelano solo una parte degli associati.
    Il fatto che la riforma fatta due anni fa con la eliminazione di tanti vecchi diritti, ci ha lasciato nella condizione di dover fare velocemente il passaggio al contributivo, è una dimostrazione che la strada di continuare a consentire vantaggi non dovuti, porta solo allo sfascio.
    Se la riforma dovesse prevede la presentazione di un bilancio tecnico che garantisce il fallimento (chiamato dalla legge sostenibilità) della cassa a 50 anni significa solo che si guarda al presente senza pensare al futuro.
    In definitiva, sarebbe favorevole ad un passaggio al contributivo ed alla chiusura dell’attuale fase con il sistema retributivo (generoso per chi riesce ad usufruirne), in un tempo limitato (15 anni e non 50 mi sembra si voglia proporre) per non gravare troppo sul nostro futuro magari tagliando anche qualche diritto acquisito, oppure è per non toccare nessun diritto acquisito come ho sentito da tutti e in particolare dal nostro Presidente?
    In un recente video posto sul sito di Inarcassa per spiegare la riforma, la prima cosa che viene rivendicata dal presidente è “il diritto di autogovernarci”.
    Non sarebbe il momento che chi ha maggiori responsabilità, guardi al bene collettivo, oppure vogliamo rischiare di ritrovare tra pochi anni un altro governo che ci chiede la sostenibilità a 80 anni e dobbiamo ricominciare a discutere l’ennesima riforma?

  18. […] a cui vi prego di essere presenti, in particolar modo dopo le polemiche alla mancanza di incontri nelle grandi città. […]

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