L’anno che verrà …

E’ iniziato 2012, auguro un buon anno a tutti, ma non sarà un anno facile.

Ci attende un anno importante per noi Architetti e liberi professionisti, il 2012 sarà l’anno in cui si dovranno riformare gli Ordini professionali, (entro agosto 2012 come previsto nel decreto Monti e nelle manovre precedenti), se non lo si farà gli Ordini professionali potranno essere cancellati !!

Vi ricordo che la legge che istituisce e regolamenta le professioni di ingegnere e architetto, ha quasi un secolo (R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537) e credo che sia arrivato il momento di riscrivere una norma che è stata fatta quando in Italia c’era ancora il Re.

Dobbiamo riformarci se non vogliamo scomparire.

Mi auguro che il CNA si attivi rapidamente per la riforma degli Ordini, che coinvolga il più possibile gli Ordini provinciali e la base degli iscritti, organizzando delle Assemblee aperte a tutti e che si faccia una riforma radicale e duratura come ne abbiamo bisogno.

Il 2012 sarà anche l’anno in cui la nostra cassa professionale di previdenza Inarcassa, dovrà rispondere, insieme alle casse private delle altre professioni, all’attacco sferrato dal Ministro Fornero e reso esecutivo dall’art. 24 comma 24 del Decreto Monti che impone un ultimatum difficilmente realizzabile.

La volontà è di assorbire tutte le casse private nell’Inps appropriandosi del nostro patrimonio, che in totale con tutte le altre professioni, ammonta a circa 50 miliardi di euro.

Essere inglobati nell’Inps significa dover aumentare ancora il nostro contributo soggettivo fino a dei livelli che nessun professionista può sopportare con il risultato di far scomparire le libere professioni.

Del resto i “poteri forti” in Italia e non solo, in questi ultimi anni, hanno lavorato utilizzando molto i mass media e il governo per far credere alla popolazione che gli ordini professionali non servono, che le tariffe sono un ostacolo allo sviluppo  e che i professionisti sono una casta che va abbattuta.

Noi sicuramente gli abbiamo dato una mano con Ordini professionali, Sindacati, Universiità e Consigli Nazionali gestiti per favorire il proprio orticello e non per fare il bene dei cittadini e degli iscritti, ma questo, purtroppo, è un problema che riveste la maggior parte delle persone che in Italia occupano incarichi istituzionali o politici.

Nel 2012 dobbiamo impegnarci per far capire ai cittadini l’importanza delle professioni intellettuali che non possono essere regolamentate come una qualsiasi attività commerciale o imprenditoriale.

La professione di Architetto e Ingegnere libero professionista è stata fondamentale nella crescita di un paese contadino come l’Italia che, dopo la sua unificazione nel 1861, è diventata una delle maggiori potenze mondiali.

Negli ultimi anni la corruzione, l’illegalità diffusa, la criminalità organizzata, l’evasione fiscale, la disonestà, l’ignoranza e l’incompetenza dei nostri politici e amministratori pubblici  ha portato il nostro paese ad un passo dal baratro e non è certo facendo fuori i liberi professionisti, trasformandoli in dipendenti di grosse società di capitali, che si aiuta l’Italia a risalire la china.

Dobbiamo sicuramente riformarci, a partire dagli Ordini, dalla formazione, dalle competenze, dall’organizzazione, (non possiamo pensare di competere con l’estero con una media di addetti professionali per studio di 1,2 persone – dati Cresme), e non da ultimo dalla disciplina e dalla deontologia professionale, ma non possiamo rinunciare alla nostra indipendenza.

Come farà ad operare in maniera corretta e irreprensibile un ingegnere o un architetto che si trova a progettare o a svolgere il ruolo di direttore dei lavori di un’opera pubblica, quando non può più rispondere soltanto alla propria coscienza ma anche al suo padrone?

Cercheremo di far capire alla gente che le liberalizzazioni non hanno nulla a che vedere con le professioni intellettuali, che devono essere regolamentate per poter dare la possibilità a tutti di accedervi, (come del resto già avviene per gli architetti e gli ingegneri), ma devono mantenere la propria autonomia sotto il controllo di Ordini professionali rigorosi, inflessibili, efficienti e aggiornati con i tempi, che facciano rispettare le norme che li governano senza dimenticare l’art. 2 della LEGGE 25 aprile 1938, n. 897 : Coloro che non siano di specchiata condotta morale e politica non possono essere iscritti negli albi professionali, e se iscritti, debbono essere cancellati,..

(Basterebbe l’applicazione di questa norma per risolvere il problema dell’enorme numero di architetti in Italia).

Noi di amate l’architettura ci impegneremo nel 2012 per invertire la tendenza che porta al declino della professione dell’architetto e dei liberi professionisti, indispensabili per la qualità dell’architettura nel processo di trasformazione del territorio, promuovendo una mobilitazione tra i professionisti, le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni nel campo dell’architettura, si comincia il 3 febbraio 2012 con 150K ARCHITETTI.

Chiediamo a tutti di partecipare e di rimboccarsi le maniche non è più il tempo di assistere inermi alla nostra distruzione.


8 Commenti a “L’anno che verrà …”

  1. E’giusto procedere nella direzione di tutela della professione ma bisogna che gli ordini professionali la smettano di costituire strutture per far acquisire vantaggi a chi li gestisce fregandosene della tutela degli iscritti.

  2. candido scrive:

    Sapere che c’è Amate l’Architettura è confortante …
    Tutti cattivi, tutti interessati, tutti protesi a farsi i propri affari ma … Amate l’Architettura ci salverà, parlerà ai potenti, smuoverà le acque.
    Ci penseranno i nostri cavalieri a salvarci dalla fame e dall’oblio…
    Che tristezza. Siamo in mano a demagoghi da strapazzo che hanno solo l’interesse a trovare, questi si, il loro piccolo spazio al sole.
    Combattono il “potere” ma poi cercano piazze istituzionali dove cercare consensi, fare proseliti. Arraffano posti e denigrano gli altri solo per tornaconto personale, in un crescendo di cattiveria che certamente non aiuta quelli che si “sbattono” tutti i giorni nelle tortuose strade della professione.
    L’Architettura ha bisogno di idee e non di “vendette trasversali” che forse gioveranno a qualcuno ma non aiuteranno la nostra “Amata Architettura”.

    Pensierini di natale per autocelebrarsi. Mi auguro che quest’anno sia più ricco per tutti noi e lascerei le piccole polemiche a quelli che non hanno null’altro da fare.

    Riformare poi le leggi è un’altra cosa. Mi auguro che questo accada altrimenti moriremo tutti in breve tempo.
    Per il momento mi sembra di vedere una guerra tra poveri
    Il “geometra” candido augura a tutti un buon anno

  3. Giulio Pascali scrive:

    @candido
    ti piace travisare e ricercare dietrologia dove non c’è per consolarti della tua situazione?
    davvero, ancora adesso, dopo innumeroevoli tuoi commenti, non riesco a capire la tua posizione – che alla lunga assomiglia di più a quella di un troll.

    Pensi che la situazione professionale in italia sia idilliaca e che le istituzioni che la rappresentano stiano facendo il meglio per tutti? lo chiedo senza retorica, pensarlo è legittimo, però mi piacerebbe sentire da te qualche elemento di supporto.

    Pensi che tutto vada bene ma che ci sia qualcosa da migliorare? idem come sopra, concedici qualcosa di più, dai un segno della tua scienza, un esempio piccolo, concreto.

    Pensi che sia tutto un gran casino ma che la situazione sia talmente compromessa che non si possa fare più nulla? allora è vero che ti piace autocommiserarti e ti da fastidio chi invece non condivide il tuo fatalismo. Noi purtroppo pensiamo che qualcosa si possa ancora fare o che almeno valga la pena di provarci (siamo idealisti che vuoi farci)

    Pensi che tutti quelli che vogliono provare a fare qualcosa in realtà sotto sotto hanno dei secondi fini? questo è decisamente un tuo problema, fai pace con il tuo qualunquismo

    Magari covi la certezza che se qualcuno ottiene dei risultati o anche solo un po’ di visibilità: “certamente è perchè ha dei contatti, chissà chi lo raccomanda a quello!”. Idem come sopra

    Personalmente trovo che di fronte ai problemi ci siano molti modi di agire, il più inutile è quello di chi si piazza sul palco sparando sarcasmo e giocando al “cosa c’è dietro” o al “benaltrismo”.

    Personalmente sono più speranzoso, penso che se insisti a frequentare il nostro sito sia perchè in fondo in fondo ci credi pure tu; in fondo le tue osservazioni non sono mai nel merito quanto nel metodo; il che vuol dire che come minimo sottoscrivi i nostri obbiettivi ma hai idee diverse sulla strategia da adottare

    ti invito quindi a fare Outing e a venirci a trovare il 3 febbraio per raccontarci la tua idea alternativa su come riformare le leggi.

    Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto

  4. candido scrive:

    @Giulio
    credo che la situazione sia molto compromessa e l’apporto di tutti è fondamentale.

    Io non traviso, contesto solo l’atteggiamento manicheo e semplicistico di chiunque (non solo di Amate l’Architettura) si erga a giudice sostenendo che tutti sono cattivi tranne loro.

    Non credo ai primi della classe e mi piacerebbe che non si cercasse sempre un nemico ma una soluzione, invece spesso credo che Amate cerchi un colpevole, perdendo di vista il vero obiettivo.

    Il mio presunto qualunquismo è solo la voglia di pensare con la mia testa senza preconcetti e pregiudizi. Io non credo agli elenchi dei buoni e dei cattivi.

    In quello che ho scritto ho spesso detto che i principi erano giusti ma le modalità sbagliate, ho già preso posizione, ma tutti si sono limitati alla superficialità dei commenti. Io credo che molte delle cose qui dette siano importanti e proprio per questo mi dispiaccio quando sono affogate nella melassa della demagogia e della retorica. Mi piacerebbero più idee e meno dietrologia, ma purtroppo trovo spesso la volontà di piegare a piccoli conti di bottega i grandi temi della nostra professione.

    Il problema è che la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni; cercare una legittima visibilità non può presupporre l’individuazione di un cattivo ad ogni angolo, è ridicolo. E sarei io a cercare secondi fini? Queste pagine trasudano elenchi di persone o istituzioni presunte corrotte, malvagie, pronte solo ai loro interessi, schiave dell’avidità e del secondo fine, mai che nessuno sbagli in buona fede (può succedere a tutti).
    Fermo restando che, normalmente, chi vuole combattere il potere (è molto anni sessanta) non cerca poi posizioni di potere come qualcuno credo faccia; è quanto meno una contraddizione che aiuta la “teoria del complotto” che certamente però è falsa e tendenziosa. Colpa mia, come sempre!

    La nostra situazione (e non solo quella degli architetti) è ormai decisamente compromessa e le istituzioni devono fare del loro meglio. Credo che un’azione di stimolo e verifica – da parte di tutti – sia importantissima, però siamo un paese in cui esistono mille distinguo, diecimila differenze, una metastasi burocratica che spezzerebbe anche le migliori volontà e menti.
    La voglia di migliorare è di tutti noi, anche la mia ma, come ho già detto in precedenza, la prima cosa da fare è trovare il giusto interlocutore. Non comprendere le differenze tra una associazione, un sindacato, un ordine, un ente pubblico, un … e buttare tutto in caciara credo sia sbagliato e faccia male alla stessa causa che si vuole perorare.

    Apprezzo la tua ironia ma la scienza è la vostra che avete sempre la risposta pronta e il nome di un colpevole, credimi. Non penso poi che gli idealisti cerchino sempre nemici da stendere sul tavolo dell’obitorio.
    Forse abbiamo visioni diverse del concetto di idealista, ma questo forse è un bene!!

    Anch’io credo che di fronte ai problemi ci siano molti modi di agire; tu dici che il più inutile è quello di chi si piazza sul palco sparando sarcasmo e giocando al “cosa c’è dietro” o al “benaltrismo”, però dimentichi che è sbagliato anche giocare alla sindrome del Puro sostenendo che tutto quello che non porta l’etichetta Amate è cattivo, non giusto e comunque animato, quello sì, da secondi fini. Solo alcuni sono spinti dal sacro fuoco, gli altri, tutti indistintamente, da interessi personali. Su questo non ho ancora mai sentito un commento, una riflessione.

    Ti ringrazio comunque e ho l’ambizione (sicuramente errata) che una voce non allineata e sottomessa, una piccola voce critica, possa essere comunque d’aiuto ai tantissimi problemi che viviamo

    Auguro a te e a tutti un nuovo anno ricco di verve
    il solito “geometra” candido

  5. Interessante l’idea di assemblee in ogni provincia per spiegare da parte dell’ordine e per fare proposte. Però sono certo che non verranno fatte. La fretta sarà l’attenuante. In realtà, a ben pensarci, non ricordo un caso in cui gli ordini abbiano messo in discussione se stessi. Non sarebbe mica stato male che, come negli scenari di guerra, si prendessero in considerazioni tutte le possibilità!
    Un ordine che simulasse che cosa accadrebbe senza l’ordine. Sarebbe stato un ottimo modo per discutere quello per assurdo.
    E ragionando per assurdo, Antonio Marco ti dico che neanche te l’hai presa in considerazione ma parti dall’assunto, senza spiegazioni, che senza l’ordine morirebbe la professione. Non è affatto scontato.
    Io penso che gli ordini dovrebbe rimanere solamente con il compito di tenere l’albo. Un compito di tipo notarile. Al resto ci dovrebbero pensare le associazioni libere, normate a modo, ma libere. Perchè dovrebbe funzionare peggio? Perchè non dovrebbe essere possibile scegliere se e con chi associarsi? Certo non è una riforma da sei mesi. Ma gli ordini non la vogliono comunque e quindi aspettiamo a vedere cosa succederà. Ma mi domando: se gli ordini restano, cosa diavolo c’è da aspettarsi di meglio? Questo lo devo proprio capire e magari se avete qualche idea fatemela sapere.
    Quanto alla Cassa sono d’accordo con te. Ce la vogliono rapinare, non c’è dubbio. Speriamo negli avvocati in Parlamento che immagino non la voterebbero. E se ce la rapinano tanti saluti alla Fondazione, un po’ di soldi buttati al vento. Oppure entrerebbe anch’essa nell’INPS? 🙂
    Pietro

  6. Giulio Pascali scrive:

    ringrazio Candido per la risposta pacata.
    purtroppo quando si vuole segnalare qualcosa che si ritiene sbagliato è facile sembrare “primi della classe”, specie se non si ricevono risposte
    saluti e auguri

  7. candido scrive:

    Mi piace Giulio Pascali, senza ironia.
    Si puó parlare con tranquillità peró non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Le risposte poi non sempre possono piacere.
    Lo sceriffo Paolo Fiore invece è lapidario, un vero campione della pluralità e della democrazia . Un grande esempio per tutti noi, in perfetto adepto di Amate :-))

  8. emmanuele scrive:

    Leggendo l’articolo immaginavo subito che ci sarebbe stata una baruffa… Ma non che terminasse con una così tenue riappacificazione!
    Sì, sarà un anno difficile. Ma proprio per questo occorrerà mettere ancora più entusiasmo, forza ed unità, non credete?
    Buon anno amici

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