Se anche un ex Presidente dell’OICE fa l’80% di ribasso…

Ormai succede proprio di tutto, dopo la gara gratuita di Manziana, un’altra tragicomica vicenda, figlia del decreto Bersani&Co, segnalata dal sito lavoripubblici.it in un interessante articolo di Paolo Oreto.

La Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri e Periti Commerciali, bandisce una gara, naturalmente al massimo ribasso, per l’affidamento di servizi in merito alla certificazione della regolarità catastale del patrimonio immobiliare dell’Ente.

L’importo a base d’asta è di 514.850,00 euro, la gara viene aggiudicata alla società di ingegneria Lenzi Consultant srl che ha fatto un ribasso dell’80% offrendo per l’incarico 100.050,80 euro, la società è iscritta all’OICE.

L’OICE è l’Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica, l’Associazione ha sempre condannato il sistema del massimo ribasso, colpevolizzando sia chi fa la gara, sia chi partecipa facendo ribassi enormi, come si può vedere dall’intervista rilasciata dal suo ex Presidente l’architetto Braccio Oddi Baglioni.

Ora voi vi chiederete di chi è la Lenzi Consultant srl ?

Socio e amministratore unico è colui che il 30 novembre 2009 affermava, in merito alla dignità professionale di chi partecipa con ribassi eccessivi: “il meccanismo di aggiudicazione al prezzo più basso porta a premiare i concorrenti che, pur sapendo di non poter realizzare la prestazione in conformità alla normativa vigente nel rispetto dei costi industriali, decidono di acquisire comunque l’incarico, riservandosi, dopo la sottoscrizione del contratto, di ridiscutere le condizioni e di impugnare ogni punto appellabile con lo scopo di ridefinire il corrispettivo. L’alternativa è la produzione di progetti di scarsa qualità tecnica ed architettonica, incompleti e comunque non conformi alla normativa“.

Si è proprio lui!!! l’arch. Braccio Oddi Baglioni, socio ed amministratore unico della Lenzi Consultant s.r.l., sarebbe facile dire: si predica bene e si razzola male, ma purtroppo, in Italia, siamo abituati a vedere politici, rappresentanti di Istituzioni, di Enti e figure rappresentative a fare il contrario di quello che dicono.

Il vero problema è: se uno come Oddi Baglioni, con una società che nasce addirittura nel 1800, è costretto a fare un ribasso dell’80% per aggiudicarsi una gara, vuol dire che siamo messi proprio male, male, male!!!!

E chi ci rimette sono proprio i giovani, al contrario di quello che si proponeva Bersani, perché una società che fa un lavoro di 500.000 euro con 100.000 euro, la prima cosa che taglia è il compenso dei propri collaboratori, che in taluni casi sono costretti ad assumersi anche delle responsabilità.

Insomma un fallimento totale di una legge che si proponeva di dare spazio ai giovani eliminando il monopolio dei soliti noti e che invece ha prodotto la continuità dei soliti noti, che però devono fare forti ribassi, squalificando la professione e eliminando definitivamente qualsiasi possibilità per un giovane di lavorare.

Oggi il web, a differenza del passato dove tutto rimaneva nascosto, può fare girare le informazioni, come quella che abbiamo appena denunciato, e girando le informazioni forse qualcosa può cambiare, dipende anche da noi.

Aspettiamo eventuali repliche da parte dell’architetto Braccio Oddi Baglioni.


6 Commenti a “Se anche un ex Presidente dell’OICE fa l’80% di ribasso…”

  1. Giulio Pascali scrive:

    1 – svincolare le prestazioni professionali dalle responsabilità oggettive che comportano l’attività
    2 – agganciare i livelli di qualita a criteri prestazionali definiti in sede di gara (ad es. numero di elaborati necessari, numero di ore lavoro, o altri criteri qualitativi)
    3 – istituire un contratto collettivo nazionale di riferimento con compensi orari minimi inderogabili
    4 – istituire criteri di selezione con esclusione delle offerte anomale e abolizione del massimo rbasso
    5 – trasferire tutte le responsabilità civili e penali del progetto sul committente in tutti i casi di affidamento con ribasso superiore all’analisi dei costi

    Molti obbietteranno che il criterio diverrebbe troppo di stampo “produttivistico” e “che la deontologia…”, e il “superiore ruolo della professione….” e “la qualità dell’architettura non si riduce a un puro calcolo di tavole….”, ecc.

    Io dico che anche ora la qualità del progetto dipende esclusivamente dalla buona volontà dell’architetto (e del committente) ed è indipendente dal criterio con cui si formula un’offerta.

    Viceversa occorre chiarire una volta per tutte che se si vuole la liberazione delle prestazioni occorre che si liberalizzi anche il livello qualitativo, cosa che in questo momento non è possibile, visto che un professionista è ugualmente responsabile in solido dei suoi progetti, indipendentemente da come e quanto sia stato pagato.

  2. […] mese di dicembre abbiamo segnalato il caso di ex presidente dell’OICE che ha vinto una gara con l’80% di ribasso quando in precedenza aveva condannato nettamente i […]

  3. mario porreca scrive:

    propongo di organizzare una manifestazione di piazza contro le liberalizzazioni all’italiana e l’abolizione dei minimi professionali coinvolgendo anche i sindacati di categoria.

  4. Antonio Marco Alcaro scrive:

    caro mario
    proprio per questo stiamo organizzando un’assemblea aperta 150K ARCHITETTI che servirà a mobilitare la categoria.

    http://www.amatelarchitettura.com/2011/12/150k-architetti/

  5. ho organizzato per ora un gruppo di amici che hanno condiviso con meil Documento che vi allego:

    Avendo appreso con preoccupazione dagli Organi di Stampa che, nel
    prossimo CdM, sarà introdotta la questione degli Ordini, nel pacchetto
    delle cosiddette liberalizzazioni, i sottoscritti Architetti Torinesi
    desiderano, vista la crescente crisi del settore, dovuta viceversa alla
    sregolata già in essere attività professionale che pone l’Italia come
    assolutamente esuberante per numero di professionisti rispetto alle
    necessità del mercato, esporre le proprie ragioni nel Documento
    comune per Politici e Organi istituzionali che in anteprima desiderano far
    conoscere all’opinione pubblica e che si sintetizza per punti così:
    1. non smantellare gli Ordini (specie quelli storici)
    2. numero chiuso o quote Facoltà di Architettura
    3. albi speciali con limiti profess. per architetti part time (leggasi
    dipendenti pubblici e privati)
    4. no eliminazione tariffe minime
    5. no a max ribasso in gare pubbliche (max 30%)
    6. no a retroattività di 5 /10 anni nei curricula per gare pubbliche,
    ma tutta la vita professionale
    7. no a fatturati esorbitanti (tre o cinque volte dell’importo a base
    d’asta)
    8. no a partecipazione di grandi gruppi pubblici a gare al di sotto
    di 10 milioni
    9. no ad azione repressiva, penalizzante e da usura di Inarcassa
    (chiedere moratoria)
    10. no ad obbligatorietà del DURC per gare
    11. no a anticipo intera quota vidimazione per contenziosi
    12. convenzioni con istituti bancari x fidi prestiti su fatture senza
    cessione di credito
    13. convenzioni con studi legali esperti nostro settore
    14. convenzioni vere con istituti assicurativi
    15. convenzioni vere con studi commercialisti e recupero crediti
    Il problema di farsi pagare infatti è tra i più sentiti e caratterizza i piccoli
    quanto i grandi Studi: noi dobbiamo continuare a progettare anche in
    assenza o con patologici ritardi di pagamento sia da committenti pubblici
    sia privati (a volte per oltre un anno).
    Tutto ciò anche per l’illecita concorrenza di chi ha viceversa (vedi
    punti 3 e 8) il fisso garantito…
    NOI NON SIAMO UNA CASTA ,NON GODIAMO DI NESSUN
    PRIVILEGIO E SIAMO GLI UNICI NON ASSISTITI,NON GRAVIAMO
    CON LA NS PREVIDENZA SULLO STATO ,SIAMO GIA’ ULTRA LIBERI
    E NON ABBIAMO BISOGNO DI ULTERIORI LIBERALIZZAZIONI
    ,BASTA PAGARE LA QUOTA ALL’ORDINE E CHIUNQUE PUO’
    ESERCITARE, SIAMO L’ANELLO DEBOLE DELLA CATEGORIA DEI
    PROFESSIONISTI, PERTANTO CI STIAMO MOBILITANDO
    PRETENDENDO E CHIEDENDO CON FORZA A POLITICI E
    ISTITUZIONI IL RISPETTO DELLE REGOLE ANZICHE’ ULTERIORI
    MISURE DI DEREGULATION CHE SVILIREBBERO ANCOR PIU’ IL
    NOSTRO LAVORO A DANNO DELLA SOCIETA’.
    Firmato da:
    Studio D’A di arch.D’Angelo arch.Donatella & C
    Arki.post Engineering srl (di arch.G.Lauria & C)
    Studio Emmevi di .Vaschetti arch. Marco & C
    Studio Fabbris di Fabbris arch. Daniela & C
    Studio Macchiorlatti Dalmas arch.Mario & C
    Studio Capobianco di Capobianco arch.Piero & C
    Studio Tondelli arch.Silvia Tondelli & C
    Studio DiMonte di Dimonte arch.Giuseppe& C
    Studio Daprà di Daprà arch.Claudio & C
    Studio Doleatto di Doleatto arch.Anna & C
    Studio Marsero di Marsero arch.Roberta & C
    Studio Romano di Romano arch.Maria & C
    Studio Nalli di arch.L.Nalli & C
    Studio Sutti arch.Giuseppe & C
    Studio Lupo arch.Michelangelo & C

  6. Giulio Paolo Calcaprina scrive:

    Donatella, ti lascio il link alla piattaforma internet della rete 150K che stiamo finendo di mettere a punto:
    http://thinktag.it/it/groups/rete-150k
    Iscriviti insieme ai tuoi colleghi e cominciamo ad interagire lì. Nel frattempo abbiamo cominciato a trasferire il documento contenuto nel tuo commento sulla piattaforma.
    Sarebbe auspicabile che, dato che avete formato un gruppo organizzato, un vostro rappresentante venga a Roma l’8 febbraio ed esponga le vostre proposte e/o doglianze in un intervento che non superi i 5 minuti.
    Fino a che non abbiamo messo a punto completamente la piattaforma su ThnkTag puoi interagire con l’indirizzo del nostro blog, al quale puoi inviare la richiesta di partecipazione all’assemblea.
    Giulio Paolo Calcaprina.

Lascia un Commento